AngieCafiero.it

E' inutile versare rum…

Month: aprile 2010

La parmigiana di patate di Rossella

La mia rubrica ospita spesso ricette che non sono di cucina tradizionale, ma piatti veloci, di facile realizzazione quotidiana, pronti ad accontentare il gusto anche dei palati più raffinati.

parmigiana di patate

E’ il caso di questa insolita parmigiana che utilizza come ingrediente base la patata, il famigerato tubero gioia di grandi e soprattutto piccini.
Ho anche capito perche’ Pasquale, l’ha scelta come legittima consorte 🙂

Ecco a voi la ricetta

Questa parmigiana utilizza come ingrediente di base le patate, e si sa, del prezioso tubero, siamo tutti un po ghiotti, e dire poco e’ riduttivo, molto riduttivo 🙂
(Adesso ho capito anche perchè Pasquale ha scelto al suo fianco una donna cosi’…:-)


Ingredienti
:
– patate gr 500
– prosciutto crudo tipo speck gr 150
– provola affummicata
beciamella
– sale q.b.

parmigiana di patate - reprise

Esecuzione:
Armatevi di pazienza e buona volontà, lavate e nettate le patate, tagliatele nel senso della lunghezza ricavandone delle fette non troppo sottili, friggetele, dovranno essere dorate, adagiatele in un piatto sul cui fondo avrete messo della carta assorbente.
Realizzate una besciamella con 100 gr di burro, 1 litro di latte, un pizzico di noce moscata, e se piace un po di pepe.

A questo punto ricoprite il fondo di una teglia con uno strato di beciamella, e adagiatevi le patate a fette, ricopritele con pezzettini di provola e prosciutto e ricoprite con altre patate, ripetete questa operazione, fino al totale esaurimento degli ingredienti. Cospargete di parmigiano e fiocchetti di burro e mettete in forno a 200 gradi per un quarto d’ora.
Lasciate riposare per circa una mezzoretta a forno spento e servite.

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Cucina Storica di Bruno Cantamessa

Bruno Cantamessa

Il bello della rete, parafrasando “il bello della diretta” locuzione tanto cara al mitico Gianni Mina‘, e’ proprio questo, il relazionarsi con tantissime persone e condividere la passione per un argomento appassionante come la gastronomia, e’ cosi che ho conosciuto Bruno Cantamessa Chef Storico di Geo e Geo la seguitissima trasmissione di RAI 3.

Chef per professione, scrittore per diletto e webmaster per curiosità.

E’ cosi che nasce Cucina storica:
Il passare dei secoli, ha lasciato segni indelebili nella cucina italiana e le abitudini alimentari hanno seguito gli eventi storici ed i passaggi epocali, così pure i sistemi di cottura e conservazione si sono evoluti.
Trovare tutte queste informazioni non è sempre facile, grazie anche all’uscita del libro “La Cucina Storica” di cui sono coautore, ho pensat
o di dar vita a questo sito puramente amatoriale e per gli amanti della cultura dell’alimentazione.
Bruno Cantamessa

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Se mi lasci, non male edizioni Kàiros a cura di Gianni Puca

Cosa ci azzecchera’ mai una antologia umoristica in una rubrica gastronomica? E ve lo spiego subito: in questa antologia umoristica curata da Gianni Puca, che mi ha anche regalato la sua intervista gastronomica è contenuto il mio racconto umoristico “Invito a cena con relitto”, nella sezione dedicata ai racconti “gastro-ironici”, la storia di un invito a cena, che lascia

Gianni Puca

presagire una conseguente folle notte di passione, e con un sorprendente finale…dietetico…, il racconto è in possesso di ottimi e succulenti ingredienti che si sposano bene con l’ironia, la sensualità e la gastronomia, che lo rendono adatto e mi e’ sembrato anche giusto, ad essere recensito in un posto in cui si disquisisce di cose buone oltre che nella mia storica rubrica dedicata Mangiar Bene che curo da piu’ di dieci anni all’interno del Progetto guide di Supereva.

Ma vediamo come nasce questo progetto di Giovanni Puca, detto Gianni, classe 1973 pè grazia ’e Dio… ancora vivente, e meno male, aggiungo io, altrimenti neanche io avrei potuto prendere parte al suo progetto editoriale!!!
Gianni è laureato in Giurisprudenza, presso l’Università di Napoli Federico II, ed  esercita la professione di avvocato civilista, specializzato involontariamente in separazioni e divorzi.
E’ Autore di una commedia teatrale dal titolo Finché l’avvocato non vi separi, edita dalla Kairòs, ispirata da paradossali esperienze professionali. Al libro sono allegati un cd musicale con due testi di Puca, musicati dal gruppo di musica popolare Vottafuoco.

Ha pubblicato per Cento Autori un libro di favole per bambini ed ex bambini, dal titolo Il Principe Quasiazzurro e la password maledetta, in cui i personaggi delle favole classiche mettono in scena una protesta contro gli scrittori classici per aver scelto dei finali da loro non condivisi.

Autore di un giallo noir a tinte rosa ambientato in una città tutta grigia, dal titolo Io sono un altro (Ad Est dell’Equatore edizioni) in cui i rappresentanti di ogni categoria del male vengono assassinati in modi assolutamente beffardi e di un testo teatrale Giudizio Universale, Appello e Cassazione, interamente scritto in rime, in una lingua arcaica inventata, nel quale vengono ribaltate alcune “sentenze di condanna” contenute nella Divina Commedia e alcuni personaggi della realtà e della fantasia affrontano i tre gradi del nuovo giudizio universale, attraverso i quali viene processata la nuova morale.
Suo il testo teatrale dal titolo “2013 Meglio tardi che Maya” e anche la commedia scritta a quattro mani con Gino Rivieccio dal titolo “Intrigo al caravan petrol”, e ancora un altro libro per ragazzi “Sacchetta e Romeo” (Kairòs edizioni).

La malsana idea dei nonoromanzi d’amore gli è venuta un bel giorno, quando preso dal cosidetto raptus di Lyala decise di cimentarsi nell’impresa di scrivere un romanzo d’amore.
Più volte si è domandato come diavolo facessero gli scrittori a scrivere romanzi d’amore di due o trecento pagine, sono esageratamente fortunati o hanno una fantasia sconfinata? Fattosta che con tutto l’impegno necessario i romanzi d’amore a lui venivano al massimo tre o quattro pagine.
Così nasce l’idea di chiedere ad un gruppo di amici scrittori, giallisti, umoristi, poeti, di scrivere ciascuno un proprio micro romanzo d’amore da pubblicare in una collana apposita. Ed, in questo modo ha potuto constatare che non era l’unico scrittore contemporaneo ad avere questo tipo di problema.
Sono infatti pervenuti romanzi d’amore di un rigo, di una parola…
…Sì, perchè l’amore non è più come quello di una volta, quelli che duravano più o meno per sempre.
E’ cosi’ che nasce questo nuovo genere pseudo letterario dei nanoromanzi d’amore, in cui ogni nanostoria ha una lunghezza proporzionale alle storie d’amore che si vivono nella realtà.
Le storie contenute nella raccolta “Se mi lasci non male” edita da Kàiros di Napoli sono quasi tutte autobiografiche, anche se nessuno lo ammetterà mai, a cominciare da un personaggio di fama nazionale che ha aderito con grande entusiasmo a questo progetto, regalando una bellissima storia vera, chiedendo però di conservare l’anonimato, questi ha voluto con il suo contributo fare una sorpresa originale alla donna della sua vita, evitando però che lo venisse a sapere la moglie…
Ricordiamo che il 15 maggio, ore 22.00 l’antologia umoristica verrà presentata al salone del Libro di Torino, presso lo stand della Regione Campania mentre la prima presentazione campana e’ fissata per l’11 maggio, alle ore ore 18.00, alla libreria Feltrinelli di via San Tommaso d’Aquino a Napoli.
mentre venerdì 28 maggio alle ore 18.00 si terrà a Roma alla libreria Odradek, in via dei Banchi vecchi n. 57.

Se mi lasci, non male

Se mi lasci, non male
Antologia di nanoromanzi d’amore umoristici, a-lieto fine (dove la “a” è intesa nel senso di alfa privativo). Autori vari, tra cui scrittori di fama nazionale e giovani esordienti, hanno offerto il loro contributo per questa antologia in cui in ogni storia c’è un personaggio di troppo: la coppia.
Uno più una non fa mai due: in amore, l’aritmetica è un’opinione. La cifra ideale è uno, più una, più un altro, più un’altra, più molti. Ovviamente, nella fattispecie, la somma non fa il totale, ma crea il caos più totale…
Le storie narrate sono tutte assolutamente surreali; i protagonisti, però, estremamente realisti, giungono alla unanime conclusione che la felicità non esiste e che quindi non resta che provare a essere felici senza.
La sofferenza è un vuoto a perdere, quindi affrontano le delusioni d’amore con auto-ironia, invitando il lettore a soffrire solo quel giusto indispensabile per distinguersi dai coccodrilli.
La robusta convinzione di ciascun autore è che l’amore è nano!


Elenco degli autori
:
Gabriele Aprea, Edgardo Bellini, Laura Bugno, Guido Bulla, Riccardo Brun, Angie Cafiero, Elio Capriati, Nagi Capuvoni, Marco Catizone, Ugo Ciaccio, Liborio Savio Ciufo, Laura Costantini, Roberta Cuozzo, Anita Curci, Maurizio De Angelis, Maurizio de Giovanni, Pippo Della Monica, Luca De Pasquale, Francesco Di Domenico, Argia Di Donato, Marcello D’Orta, Milena Esposito, Loredana Falcone, Alessandro Ferrara, Raffaella R. Ferré, Enzo Fischetti, Enzo & Sal, Monica Florio, Gennaro Francione, Raffaele Galiero, Pino Imperatore, Elisabetta Malantrucco, Ciro Marino, Marco Marsullo, Arnaldo Tony Matania, Ada Natale, Giovanni Nurcato, Marco Palasciano, Chiara Piedisacco, Antonella Platì, Gianni Puca, Aldo Putignano, Febo Quercia, Aurelio Raiola, Maria Rosaria Riccio, Laura Rossetti, Lucio Rufolo, Cristina Maria Russo, Sergio Saggese, Simonetta Santamaria, Sonia Scarpa, Antonella Scotti, Gianni Solla, Palma Spina, Piero Antonio Toma, Anna Trieste, Luana Troncanetti, Floriana Tursi, Nando Vitali.
A questi straordinari autori contemporanei vanno aggiunti un nanoromanzo d’altri tempi di Ciullo D’Alcamo e Monna Rosa de Fresca Frasca e un nanoromanzo anonimo, di un personaggio noto che ha voluto dedicare uno straordinario racconto all’amore della sua vita, senza che venisse a saperlo la moglie…

www.edizionikairos.com
www.paragulp.it

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Il Videocorso di cucina Barese di nonna Stella

Nonna Stella, svela i segreti della cucina barese grazie a suo nipote Michele che ha realizzato una serie di video che stanno spopolando sul web

Tutte le lezioni, di cucina barese, si possono seguire liberamente per imparare o perfezionare le proprie capacità gastronomiche.

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Tentazioni…

«L'unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi» Oscar Wilde

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Paccheri alla Genovese di Baccalà

Interno del Ristorante Umberto

Questa ricetta e’ stata

preparata dallo Chef Gennaro Pace per la trasmissione “Gusto” di Canale 5 del Ristorante Umberto di Napoli, che fa parte del circuito dei “Locali storici d’Italia”

La storia di questo locale comincia nel 1916, quando i coniugi Ermelinda ed Umberto Di Porzio fondarono una piccola trattoria, co

nosciuta come la trattoria di ”Don Umberto’‘.

Il menù sempre ricco e variato, articolato in una sezione con i piatti caratteristici della tradizione napoletana, una sezione per piatti stagional

i consigliati e una sezione delle pizze napoletane, inoltre propone un menù di degustazione in occasione di eventi culturali e tradizionali con una rivisitazione dell’eno-gastronomia partenopea.

C’è anche una sezione d

ella sala ristorante dedicata alle mostre di Artisti napoletani e non, organizzate con cadenza bimestrale con l’aiuto dell’associazione culturale Eughea;

Ristorante Umberto
via Alabardieri 30
80132 – Napoli
Tel: 081418555

Ingredienti per 4 persone:
– gr 500 di Paccheri di Gragnano;
– gr 600 di baccalà;
– 1 Kg. di cipolle;
– gr 50 di capperi,

pinoli e uva sultanina;
– olio extra vergine D.o.p. campano;
– gr 50 di parmigiano r

eggiano;
– vino bianco;
– Sale, pepe e prezz

emolo quanto basta.

Esecuzione:
Questa ricetta “clona” il nome di una delle due salse base della cucina napoletana: la genovese.

In questo caso il nome genovese mutua dalla presenza della cipolla, anche se ha caratteristiche completamente diverse dalla ricetta originaria della “genovese”, che prevede carne di manzo (punta dipetto o spezzatino e lardo) e soprattutto che viene molto soffritta e tirata fino a renderla di un colore scuro, quasi bronzo. In questo caso invece la cipolla viene cotta poco, solo “ammazzata” come si dice in gergo per eliminare i residui acidi, e anche dopo l’aggiunta dei filetti di baccalà la cottura è veloce, altrimenti il baccalà stesso si sfalda.
Fate soffriggere la cipolla nell’olio extra vergine campano, e “ammazzatela” con un po’ di vino bianco.

A parte spellate il baccalà, spinatelo e tagliatelo a piccoli cubetti; cuocete i cubetti di baccalà nella padella con la cipolla, aggiungendo ancora un po di vino bianco ed un po d’acqua; a cottura quasi ultimata aggiungete i capperi, i pinoli, l’uva passa e spolverate con un po’ di prezzemolo.

A parte cuocete i Paccheri artigianali in abbondante acqua precedentemente salata per circa 12 minuti (la pasta artigianale trafilata a bronzo ed essiccata naturalmente richiede un maggior tempo di cottura).

Eliminate l’acqua di cottura dalla pasta e saltare i paccheri in padella con la salsa di baccalà, in maniera che possano rilasciare amido e legare; aggiungete un po di formaggio grattuggiato (preferibilmente parmigiano reggiano).

Sistemate i paccheri in un piatto di portata, guarnendo con formaggio, prezzemolo fresco e pepe se apprezzato.

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