Gianni Puca

E qui, lo confesso, ero veramente curiosa di scoprire le abitudini alimentari, i gusti e le preferenze a tavola del nostro Puca, per capire effettivamente se le cose che partorisce sono frutto di una cattiva alimentazione o della “capa fresca” che si ritrova…

Giovanni Puca, detto Gianni, nasce a Casoria il 25 luglio del 1973 pè grazia ’e Dio… ancora vivente).
Laureatosi in Giurisprudenza, presso l’Università di Napoli Federico II, esercita la professione di avvocato civilista, specializzato involontariamente in separazioni e divorzi.
Autore di una commedia teatrale dal titolo Finché l’avvocato non vi separi, edita dalla Kairòs, ispirata da paradossali esperienze professionali.
Al libro sono allegati un cd musicale con due testi di Puca, musicati dal gruppo di musica popolare Vottafuoco.
Ha pubblicato per Cento Autori un libro di favole per bambini ed ex bambini, dal titolo Il Principe Quasiazzurro e la password maledetta, in cui i personaggi delle favole classiche mettono in scena una protesta contro gli scrittori classici per aver scelto dei finali da loro non condivisi.
Autore di un giallo noir a tinte rosa ambientato in una città tutta grigia, dal titolo Io sono un altro (Ad Est dell’Equatore edizioni) in cui i rappresentanti di ogni categoria del male vengono assassinati in modi assolutamente beffardi e di un testo teatrale Giudizio Universale, Appello e Cassazione, interamente scritto in rime, in una lingua arcaica inventata, nel quale vengono ribaltate alcune “sentenze di condanna” contenute nella Divina Commedia e alcuni personaggi della realtà e della fantasia affrontano i tre gradi del nuovo giudizio universale, attraverso i quali viene processata la nuova morale.
Suo il testo teatrale dal titolo “2013 Meglio tardi che Maya” e anche la commedia scritta a quattro mani con Gino Rivieccio dal titolo “Intrigo al caravan petrol”, e ancora un altro libro per ragazzi “Sacchetta e Romeo” (Kairòs edizioni).
Curatore di un’antologia di nanoromanzi d’amore umoristici, dal titolo Se mi lasci, non male, che sarà pubblicato dalla Kairòs. Collabora con il webmagazine “Napoliontheroad”, per cui cura la rubrica sportivo-umoristica “Il ciuccio che vola”, che si sposterà su di un altro web magazine “Pensiero Azzurro” ne partirà un’altra dal titolo “L’eleganza del ciuccio” su Il mediano.it

Angie – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Gianni – Tale e quale a quanto conterebbe se facessi l’idraulico, il carpentiere o l’ingegnere aerospaziale. E’ fondamentale e incide anche sull’umore.
Il riso con la verza, per esempio, mi mette di cattivo umore.

Quando rientro a casa, per esempio, ne avverto la puzza già dal garage, così anziché parcheggiare… faccio marcia indietro e me ne vado a mangiare fuori…

Angie – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Gianni – Si, mentre mi facevi questa domanda, ho pensato di scrivere un romanzo d’amore tra uno gnocco e una mozzarella. Credo ne verrebbe fuori una storia molto romantica, o quantomeno gustosa.

Angie – Le tue esperienze lavorative?
Gianni – Attualmente sono un avvocato civilista, specializzato involontariamente in separazioni e divorzi. E il mio lavoro è la mia fonte di ispirazione primaria per scrivere commedie e per inventare nuovi generi pseudo-letterari, quali ad esempio i nanoromanzi d’amore (sto curando un’antologia di nanoromanzi “Se mi lasci, non male” – Kairòs edizioni), le favole per bambini ed ex bambini (Il Principe Quasiazzurro e la password maledetta – Ed. Cento Autori) e di recente ho scritto anche un giallo noir a tinte rosa ambientato in una città tutta grigia, dal titolo “Io sono un altro” Ad est dell’equatore ed.). Ma il mio sogno, comunque, è quello di comprarmi un garage a via dei Mille e fare il parcheggiatore. L’altro giorno, per un pomeriggio, ho pagato 40 euro!!

Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Gianni – Il ristorante mio preferito è “Adda Nonna ‘a mare”.
Mia nonna è una cuoca sopraffina. Il 25 luglio festeggio ogni anno il mio compleanno e i miei amici vengono solo per assaggiare le prelibatezze di mia nonna. Molte amiche mi vorrebbero sposare solo per mia nonna. Il mio amico Maurizio De Giovanni ha iniziato le pratiche per essere adottato da mia nonna. Un altro amico, Ugo Ciaccio, mi chiese se anziché venire una volta all’anno a mangiare tutta quella roba, se poteva venire tutti i giorni, accontentandosi di molto meno.

Angie – Sei mai stato a dieta?
Gianni – Sì, ho cominciato ieri sera. Ma stamattina ho deciso di smettere. Io e la dieta siamo assolutamente incompatibili.

Angie – Meglio carne o pesce?
Gianni – A me piace la carne. Vado pazzo per la carne argentina, ma anche per le bistecche alla fiorentina. Ma al ristorante preferisco mangiare pesce.

Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?
Gianni – Sicuramente un tiramisù.

Angie – Vino?
Gianni – Ne bevo solo mezzo bicchiere a tavola, se sto a casa mia o se dopo non debbo guidare. Amo il buon vino, preferisco quello campano, ma sono quasi completamente astemio. Se bevo un bicchiere intero, mi addormento in piedi a tavola…

Angie – Il tuo punto debole.
Gianni – Non ho punti deboli. E se pure li avessi, non li direi certamente in pubblico…

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Gianni – Nel mio frigo non deve mancare assolutamente niente. A me piace variare, non mangio molto, ma mangio spesso e mi piace mangiare sempre cose diverse.

Angie – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Gianni – A me piacerebbe saper cucinare i primi, ma al momento non ne sono capace. Prima di sposarmi o di iniziare una convivenza seria, credo farò un corso di cucina da mia nonna. Al momento so fare solo il tè e la scamorza alla brace…

Angie – E quello che ti piace mangiare?
Gianni – Come primo è una bella lotta tra i paccheri con la pescatrice e gli gnocchi alla sorrentina. Come secondo, carne argentina, come ti dicevo oppure un bel sarago al sale.

Angie – Come ti definiresti a tavola?
Gianni – Non lo so, non mi sono mai guardato mentre sto a tavola. Ma credo di essere abbastanza educato e composto. Non mi è mai capitato di schizzare con il ragù la mia compagna quando mangio gli spaghetti, e solo una volta ho schizzato con il limone un mio ex amico, mentre cercavo di insaporire delle ostriche. Ma ora sono felice di averlo fatto…

Angie – Di cosa sei più goloso?
Gianni – Di dolci. In particolare di cioccolato. Dicono che sia il cibo degli dei… E se così è, in un’altra vita, probabilmente lo sono stato anche io.

Angie – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Gianni – Sono tanti i profumi che mi inebriano. Ho la fortuna – sfortuna di avere i miei genitori che abitano al piano di sotto. Dal mio studio riesco a riconoscere ogni giorno quello che cucina mia madre, in modo che nel caso in cui mi invita a pranzo riesco a intuire con anticipo se mi conviene accettare o se è meglio andare a pranzo fuori.

Angie – Non puoi vivere senza ….
Gianni – Non posso vivere senza l’amore. E credo che nessuno possa. Al momento sono innamorato dell’amore, sto una bellezza anche nella comoda posizione di single. Ma ho dentro di me tanto amore che mi è avanzato pure dagli anni passati, e lo conservo per la Donna che prima o poi incontrerò sul mio cammino. Come diceva Totò: “io aspetto, di qua deve passare”. Prima che tutto questo amore scade, credo che anche per me sia scritto che troverò l’altra metà. Non la conosco ancora, ma già la invidio… perché credo che sarà una donna felice. Non perché io sia migliore di altri, anzi… ma semplicemente perché tra i miei principi ce n’è uno importantissimo, la totale dedizione al proprio partner e alla famiglia.

Angie – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare.
Gianni – Io non so cucinare quasi niente, ma ho una grande fantasia. Riesco ad inventarmi delle cose anche senza accendere i fornelli e bruciare casa. Comunque un giorno imparerò. Credo che preparare qualcosa per la propria compagna sia, oltre che un qualcosa che seduce molto la donna, un vero e proprio gesto d’amore. A tutti piacerebbe avere una compagna che sia una tigre a letto e fuori dal letto una grande massaia. Così come però credo che anche alle donne faccia piacere che il partner abbia considerazione del loro lavoro, del fatto che anche loro la sera tornano a casa stanche e che desidererebbero ogni tanto trovare una tavola apparecchiata con amore.

Angie – Una tua ricetta.
Gianni – Tè agli agrumi. Lo so, non è un granché… ma sono ancora giovane. Imparerò.

Angie – L’ultimo libro che hai letto?
Gianni – Io leggo sempre quattro o cinque libri per volta. Ora sto leggendo “Il posto di ognuno”, di Maurizio De Giovanni, “Storie brillanti di eroi scadenti”, di Francesco Di Domenico”, “De Vulgari cazzimma”, di Pino Imperatore”, “Il padrino parte prima, così non trova traffico”, di Maurizio De Angelis e poi sto leggendo uno che ho scritto io, ma che non ho mai avuto il tempo di leggere “Finché l’avvocato non vi separi”.

Angie – Hobby?
Gianni – Il teatro. Scrivere testi teatrali e mettere in scena le cose che scrivo.

E’ un’emozione grande vedere degli attori che danno voce ai tuoi pensieri, alle tue emozioni e vedere che la gente sorride o semplicemente approva. E poi il Napoli.
Più che un hobby è qualcosa di fisiologico… Io la domenica debbo per forza vedere la partita, così come debbo per forza controllare sul televideo tutti i giorni quello che ha detto Mazzarri, se nella squadra che affrontiamo la domenica è stato squalificato qualche difensore, se qualche attaccante è stato colto da dissenteria… Debbo confessare che ogni tanto guardo pure le trasmissioni di Paolo Del Genio

Angie – Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Gianni – No, io sogni li tengo nell’armadio. Tengo un armadio pieno di sogni. Nei cassetti, al massimo ci vanno i calzini… Ma i sogni sono tanti e così grandi che un cassetto non basta. Il sogno più grande è di conservare tutto ciò che ho già e di riuscire ad avere sempre l’umiltà e la saggezza per apprezzare ciò che ho e qualsiasi cosa avrò in futuro. Non mi è mai mancato niente di importante nella vita. Avere una famiglia unita e tanti amici affettuosi per me è già tantissimo. E poi scoppio di salute e ho l’allegria scolpita dentro di me, cos’altro potrei desiderare? Al massimo, qualcuno con cui poter condividere tutto questo. Fino ad ora pensavo che la donna è mobile, ma ora è giunta l’ora di chiudere… il mobilificio…. E di mettere la testa a posto.

Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Gianni – Che tengo
‘a capa fresca e che sono un gentiluomo.

Angie – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Gianni – Ma anche con una vice cuoca, con una sottocuoca. Ma l’importante, per me, in una donna è che, qualsiasi lavoro faccio, si senta realizzata.

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