La mia passione per la gastronomia teorica e pratica, comincia proprio con questa canzone del grande Fabrizio, e c’e’ da dire che proprio questo brano, in dialetto genovese, mi ha avvicinato alla tradizione musicale folk non solo della mia terra, ma della grande Italia.
Il motivetto era piacevole, ma io il dialetto ligure, nello specifico quello genovese non lo conoscevo, un dialetto cosi’ diverso da quello mio,  anche se Genova e Napoli sono due città che si somigliano molto, ma il suono di quei versi, accompagnato da quella melodia mi fece apprezzare ancora di piu’ il cantautore genovese e la cucina della sua terra, inoltre sul sito della Fondazione De Andrè scopriamo che tra i suoi hobby vi era appunto la cucina.

Scritta con Ivano Fossati, anch’egli genovese, il pezzo in questione è una singolare e poetica descrizione della preparazione che si incentra però sull’aspetto rituale del fatto.

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