Taralli e birra sono un binomio vincente, “nzogna” (la sugna) , parecchio pepe e mandorle  e, la loro peculiarità sta nel connubbio del gusto dolce delle mandorle che si fonde con il piccante gusto del pepe.
Il tarallaro, percorreva incessantemente le strade della città coi suoi mitici taralli ‘nzogna e pepe contenuti entro una grande sporta, e tenuti in caldo con una coperta. cfr Brak

Taralli "nzogna e pepe”


Il tarallo è l’ennesimo figlio della creatività, del sopravvivere e adattarsi con poco tipica dei napoletani, veniva preparato utilizzando la pasta di pane rimasta.
Infatti i fornai intrecciavano con gli avanzi del pane, delle trecce che arrotolavano chiudendole a a ciambella alle quali aggiungevano sugna e pepe pur di non gettare “lo sfriddo” ( gli avanzi), solo all’inizio del 1800 ai classici taralli nzogna e pepe si è aggiunta la mandorla ed è sotto questa veste che attualmente si conoscono.

la loro particolarità sta nel connubbio del gusto dolce delle mandorle che si unisce alla mordente vivacità del pepe nero.

Taralli nzogna e pepe
Ingredienti:
– Farina: 1 kg
– Olio 125 g
– Sugna: 125 g
– Lievito di birra: 25 g
– Sale 25 g
– Mandorle intere: 150 g
– Pepe q.b.

Esecuzione:

Sciogliete il lievito in pochissima acqua tiepida e, con esso ed un poco di farina, preparare una pagnottella molto morbida e mettetela a lievitare in luogo riparato per 15-20 minuti.

Trascorso questo tempo, ponete il lievito al centro della farina disposta a fontana, aggiungere tutti gli altri ingredienti ad eccezione delle mandorle ed impastate con acqua tiepida fino ad ottenere una pasta morbida e consistente. Lavoraratela bene fino a che non diventi liscia ed elastica. Coprirla e farla lievitare in luogo tiepido per circa mezz’ora.

Successivamente rimettetela sul tavolo infarinato e ricavatene dei bastoncini di circa quindicina centimetri e spessi quanto un dito. Attorcigliateli due alla volta e chiudeteli in cerchio. Disponeteli, un poco distanziati tra loro, su di una placca leggermente unta; coprite e fate nuovamente lievitare.

Quando saranno ben lievitati, spennellateli con uovo battuto e poggiate tre o quattro mandorle su di ogni tarallo, pressando un poco per farle aderire. Infornatee in forno già caldo intorno ai 160° e sfornateli quando sono belli dorati.

Taralli n’zogna e pepe Ricetta tratta dal sito sito di Gennarino

Venditore di Taralli

Ingredienti:
– 30 gr di lievito di birra (ho ridotto a 15 grammi aumentando il riposo)
– 100 gr. di farina
– poca acqua tiepida
– 500 gr farina
– 200 gr strutto
– acqua q.b.
– 2 cucchiaini di sale
– 2 cucchiaini di pepe nero
– 200 gr. di mandorle intere con la buccia

Esecuzione:
Sciogliete il lievito in un po’ d’acqua.
Formate la classica fontana con i 100 g di farina e versatevi al centro il lievito sciolto. Impastate aggiungendo acqua, se necessaria, fino ad ottenere un panetto molto morbido ed umido.
Coprite e lasciate lievitare per un’ora.
Mescolate i 500 g di farina con il sale ed il pepe, aggiungetevi lo strutto e sabbiate.
Tostate 80 gr. circa di mandorle in forno a 180° per pochi minuti e tritatele grossolanamente.
Quando il panetto sara’ raddoppiato di volume, incorporatelo all’impasto precedentemente sabbiato aggiungendo l’acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido. Aggiungete le mandorle tritate e lavorate l’impasto lo stretto necessario.
Formate con la pasta dei rotolini spessi 1 cm e lunghi 20 cm. Intrecciateli a due a due e richiudeteli a ciambella.
Decorate le ciambelle con le mandorle intere, spingendole bene nell’impasto, eventualmente inumidendole con acqua per farle aderire. Coprite con un canovaccio e lasciate riposare per almeno due ore (con metà lievito ci vorrà più tempo, ma tutto dipende dalla temperatura dell’ambiente).
Infornate a 180° fino alla doratura. Dovrebbero occorrere circa 50 minuti.

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