“Sulla riva c’era soltanto padron ‘Ntoni, per quel carico di lupini che ci aveva in mare, colla Provvidenza e suo figlio Bastianazzo per giunta, e il figlio della Locca, il quale non aveva nulla da perdere lui, e in mare non ci aveva altro che suo fratello Menico, nella barca dei lupini. …” Giovanni Verga – I Malavoglia


In tempi di carestia, i ragazzi erano soliti andare in giro con le tasche piene di lupini “sanati”, che piluccavano lasciando una scia di bucce.

Due sono gli emblematici significati legati ai fiori del lupino:  “ingiustizia” e “tristezza”.
Il primo è abbastanza incomprensibile, mentre il secondo è motivato dallo sgradevole sapore amaro che i semi di  queste leguminose posseggono soprattutto se mangiati crudi.

Il termine scientifico Lupinus può avere due probabili etimi: dal latino “lupus = lupo”, forse per la somiglianza dei fiori con una gola aperta, che ricorda la vorace bocca di un lupo, oppure indubbiamente la derivazione greca “lype = amaro“, che sta appunto ad indicare il cattivo  gusto del seme crudo.

Già noti agli antichi Egizi ben 4000 anni fa,  Columella e Plinio ne raccontarono copiosamente e fu proprio Plinio che, osservò la proprietà che hanno le foglie di queste piante  di seguire il corso del sole spostandosi lentamente sul proprio asse, tanto da rappresentare una sorta di “orologio” vegetale.

Lupini

Oggi, più che un alimento, li troviamo come passatempo alle sagre e alle fiere paesane, dove vengono venduti nelle bancarelle.
Il lupino è una leguminosa da granella nota e diffusa fin dalla più remota antichità nel Bacino del Mediterraneo e nel Medio Oriente per la sua notevole adattabilità agli ambienti più ingrati, acidi e magri dove ogni altra leguminosa fallisce, per il suo potere di migliorare la fertilità del terreno e per la sua capacità di produrre una granella ricchissima di proteine (fin oltre il 35%) anche se non priva di vari inconvenienti.
Infatti i semi di lupino contengono alcaloidi amari e/o velenosi che devono essere eliminati mediante prolungato lavaggio perché i semi possano essere adoperati nell’alimentazione umana o animale.
In Italia la coltura del lupino è crollata a seguito dello spopolamento delle aree svantaggiate nelle quali il lupino aveva trovato inserimento in ordinamenti colturali quanto mai poveri.
Le regioni italiane dove il lupino ha la maggior diffusione sono Calabria, LazioPugliaCampania.

Caffè di Lupini
Per la verità ne ignoravo l’esistenza, sono a conoscenza di altri succedanei del caffè che ne prendono il posto, anche se gli effetti non sono poi gli stessi, ma facendo una piccola ricerca per la realizzazione di questo piccolo documento,  sono venuta a conoscenza di questo caffè.

Lupini di Anterivo

Si chiama “caffè Anterivo” e viene ricavato da una  specie denominata Lupinus pilosus che viene trattata come se fosse un “caffè” in tutte le sue fasi.

Per mitigare il forte sapore del lupino, molto più amaro del caffè, lo si può miscelare  con altri sostituti, come ad esempio l’orzo o il frumento.

Oggi la comunità di Anterivo piccolo centro situato nella provincia di Bolzano, in Trentino Alto Adige  ha dato vita al progetto di salvaguardia  del prodotto,  curandone la produzione.

Per maggiori informazioni vi invito a scaricare e leggere l’interessante documento in formato pdf.

L’Università di Siviglia in collaborazione con il CSIC (Consejo Superior de Investigaciones Científicas, Consiglio superiore d’indagine scientifica), diretta dal dottor Javier Vioque e prossimamente pubblicata da ” Food Chemistry” ha studiato a lungo questa leguminosa
Sono state esaminate 6 specie di lupini tipici dell’Andalusia, selvatiche od oggetto di coltivazione marginale: il lupino selvatico (”Lupinus angustifolius“), il lupino blu australianolupino delle sabbie (”Lupinus.cosentinii”), il lupino di Gredos (”Lupinus gredensis“), il lupino spagnolo (”Lupinus hispanicus“), il lupino irsuto (”Lupinus micranthus“), il lupino giallo (”Lupinus luteus”).
In particolare, sono stati osservati i parametri nutrizionali, la composizione chimica e la digeribilità.

Le analisi finali hanno evidenziato come i lupini siano ricchi di proteine vegetali: 23,8%33,6% la stessa quantità dei legumi o di altri cereali.
I ricercatori iberici ritengono inoltre che tali frutti possano aiutare nel prevenire malattie come diabete ed il cancro al colon.

Pianta di Lupino

E’ recente anche la notizia che l’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano, ha scoperto gli effetti ‘insulino-mimetici’ di una proteina vegetale presente in abbondanza nei semi gialli.
La ricerca e’ in corso e’ l’applicazione per un uso farmaceutico e’ ancora da approfondire.
La glicoproteina conglutina-gamma può “contribuire a migliorare il metabolismo del glucosio“.
Questa sostanza incrementa la concentrazione di proteine in grado di attivare il ‘trasportatore di glucosio del muscolo’ (GLUT-4) e di regolare il metabolismo energetico muscolare, ed in futuro per il suo contributo nella regolazione della crescita muscolare potrebbe avere anche prospettive di applicazione anche come integratore alimentare e sportivo.
L’Unione Europea ha finanziato un progetto di ricerca chiamato Healthy-Profood, poiche’ le proteine del lupino, sembrano poter prevenire le malattie cardiovascolari e, uno degli obiettivi principali della ricerca è lo studio delle proprietà nutraceutiche e nutrizionali del lupino.

Ricchi inoltre di sali minerali e vitamine e ancora oggi sono alla base della dieta quotidiana di alcune popolazioni asiatiche, africane e sudamericane.
Consumati soprattutto come snak o serviti come antipasto, contengono un alcaloide amarissimo e sgradevole che viene eliminato lavandoli piu volte in acqua, e, durante questi lavaggi vengono acidificati, in modo da raggiungere un Ph intorno a 4, in grado di inibire la crescita dei microrganismi dannosi, in fine vengono bolliti, la fase finale prevede la salatura dei lupini e il loro confezionamento, in atmosfera controllata o in salamoia.
Le confezioni in salamoia vengono poi sottoposte a sterilizzazione.

Fiori di Lupini

Ai tempi delle nostre nonne venivano messi in un sacco di iuta ed immersi nell’acqua di un fiume per qualche giorno prima di essere salati.
I marinai, invece, li mettevano direttamente a bagno nell’acqua di mare.

Polpette di Lupini ricetta tratta dal blog “L’ennesimo blog di cucina
Ingredienti:
– gr 500 lupini lessi sottovuoto
– 1 spicchio d’aglio
– 1 cipolla rossa
– 1 mazzetto di prezzemolo
– 1 patata
– 1 fetta di pane raffermo
– 1 uovo intero
– sale, pepe e peperoncino in polvere qb
– 1 cucchiaio di olio evo
– 1 cucchiaio di olio di semi
Esecuzione:
Lavate i lupini, teneneteli a bagno per un paio d’ore per dissalarli. Soffriggeteli con un filo di olio, l’aglio, 1/2 cipolla rossa tagliata a rondelle, 1/2 mazzetto di prezzemolo, la patata sbucciata tagliata a dadini piccoli, un pizzico di pepe e una punta di cucchiaio di peperoncino in polvere.

Polpette di lupini - L'ennesimo blog di cucina

Polpette di lupini – L’ennesimo blog di cucina

Dopo pochi minuti aggiungete mezzo bicchiere di acqua e proseguite la cottura per altri 40 minuti, fuoco basso, aggiungendo poca acqua per non far asciugare troppo.

A fine cottura frullate il composto, lasciando qualche lupino intero, aggiungete il pane raffermo inumidito e strizzato, l’uovo, l’altra 1/2 cipolla rossa sminuzzata con cura e l’altro 1/2 mazzetto di prezzemolo tagliato grossolanamente con le mani.
Formate delle “palline” che adagerete su di una teglia rivestita di carta da forno e cuocete a 180° per 20 minuti. Sfornate e passate in padella con poco olio di semi caldo per 5 minuti.
Servito le polpette di lupini con una salsa di yogurt greco ed erba cipollina.

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