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E' inutile versare rum…

Month: dicembre 2010

Perete di Lupo o “suspiri de monache”

Queste zeppoline sono chiamate anche “perete di lupo” il nome poi e’ stato ingentilito in “‘e suspiri de’ monache”, e chissa’ se poi forse le monache avranno gradito
Di dolci con questo nome ce ne sono diversi, soprattutto in Puglia, Calabria e Sicilia, ma questa preparazione, non ha proprio nulla in comune, con quei dolcini a base di crema pasticciera, difatti questi  si avvicinano di più alle nostre zeppole natalizie, ma non sono proprio come quelle e vengono condite alla stessa maniera e cioè con miele, scorza di limone ed anice.

Perete di Lupo - Foto Rosario Criscuolo©

La ricetta l’ho raccolta in una maniera un po inconsueta, ero in codaalla cassa del supermercato e davanti a me c’era una signora che  stava parlando appunto di queste zeppole, ed allora l’ho bloccata e mi son fatta dare dosi e procedura di esecuzione 🙂

Ingredienti
– 4 uova
– 4 patate non molto grosse
– per un kg di farina
– 1 etto di burro
– 1 litro di acqua calda
– 1 cubetto e mezzo di lievito di birra
– 1 pizzico di sale
– 1 pizzico di zucchero
– 1 busta di uva sultanina messa a macerare in rum tiepido

Esecuzione

Montare le uova, lessare le patate e passarle al passa patate dopodiche’ “olio di gomito” 🙂 e cominciate a lavorare la farina con le uova e le patate ancora tiepide con il burro, man mano aggiungete l’acqua e farina a quanto ne prende, probabilmente, diceva la signora ne prenderanno anche più di 1 kg.

Perete di Lupo fritte - Foto di Rosario Criscuolo©

Ora, l’operazione più faticosa, ma vi assicuro ne vale la pena, e tirerete fuori anche due bei bicipiti da far invidia a Rambo:-),  tirate su le maniche e cominciate a battere questa pasta.
Dovra’ venir fuori un impasto simile a  quello dei “bigne’”, mettetelo a riposare in una pentola alta e copritelo con un telo.
Aspettate una buona mezzoretta che lieviti, quando sara’ lievitato, e fara “plof” 🙂 cosi’ ha detto la signora mettete una pentola alta sul fornello con olio per friggere e prendete questa pasta che dovra’ essere appiccicosa e buttatela a pezzetti nell’olio bollente, mettevi vicino una ciotolina d’acqua in cui intingerete le mani ogni qualvolta prenderete la pasta per friggerla.

Condite queste zeppole o perete di lupo con miele aromatizzato con anice e limone

Un ringraziamento a Rosario Criscuolo, le foto che compaiono in questo articolo, sono le sue

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Ippolito Cavalcanti ed il suo menù natalizio

Cucina Teorico-pratica - Edizione del 1839

Di Ippolito Cavalcanti duca di Buonvicino nato ad Afragola il 2 settembre 1787 ci è nota la sua sviscerata passione per la cucina, di famiglia nobile,  napoletano,  è stato un cuoco e letterato italiano che ha lasciato un segno indelebile nella gastronomia  tradizionale partenopea.

Da una ricerca più approfondita,  come solitamente faccio quando scrivo qualcosa e, svolta con l’ausilio del web, apprendo dal  sito Sichiamavanocavalcanti”,  in cui Silvio Umberto, discendente dei Cavalcanti, ha ricostruito, con grande pazienza e certosinamente, l’albero genealogico della sua famiglia,  che  tale  Carlo Cavalcanti fu in rapporti commerciali con la Calabria fin dall’anno 1220,  ma soltanto nel 1311 la famiglia si trasferì nel Regno di Napoli,  il motivo principale fu quello delle buone relazioni e i matrimoni che la  legavano alla famiglia Acciaioli (banchieri fiorentini che avevano grandi interessi nel regno di Napoli alla corte dei d’Angiò).

Parteciparono attivamente alla vita politica e militare dei territori meridionali, tanto da diventare sempre più potenti in Calabria, Puglia, Basilicata e Napoli.

Nel sito sono custoditi una serie di importanti studi di facile consultazione di proprietà dell’autore, il quale, gentilmente e a titolo gratuito, ne concede la lettura.
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Travis a torte in faccia

Travis

Come ben sapete, in queste pagine trattiamo dell’argomento gastronomico a 360 gradi, per cui, è facile trovare segnalazioni in merito a video che in un qualche modo siano in tema con il mio blog,  e quindi, come non poter consigliare la visione di questo video dei Travis dal titolo Sing?

Il video è molto divertente, non si puo’ dire la stessa cosa del testo della bellissima canzone, che al contrario è triste e malinconica.

Ma, chi sono i Travis?

Dunque, sono una band scozzese che in uno dei suoi  suo clip più famosi, appunto  (Sing) trasformava una tranquilla cena inglese in una guerra a colpi di torte in faccia.

Francis Healy (voce) forma il gruppo a Glasgow nel 1990, insieme al chitarrista Andy Dunlop, al batterista Neil Primrose e al bassista Douglas Payne.

“The Invisible Band”, il terzo disco, esce nel giugno del 2001.

Il primo singolo estratto dall’LP è il tormentone “Sing”, accompagnato dal famoso  video nel quale i quattro Travis si ritrovano coinvolti in una guerra gastronomica, finendo a tirarsi prelibatezze gastronmiche in faccia.

Vola veramente di tutto,  dalle salsine cremose, alle aragoste,  alle piovre, per terminare in una rash finale a torte in faccia.

Il video musicale,   e’ stato girato a Pasadena e diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris che hanno lavorato per i R.E.M., gli Smashing Pumpkins ed i Red Hot Chili Peppers.

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Storia ed origini del Christmas Pudding

Storia ed origine del Christmas Pudding

Un ringraziamento particolare va ad Irene, della mailing list dell’amico Alister che si è prodigata nella traduzione dall’inglese 🙂

Tavola Natalizia con tacchino e Christmas pudding

In Inghilterra  nel mese di novembre, all’inizio dell’Avvento, il  Christmas pudding incomincia ad essere preparato anche se poi  verrà consumato solo il  25 dicembre, il pudding tradizione vuole che venga  preparato nella venticinquesima domenica dopo la Trinità, usando tredici ingredienti, che rappresentano Cristo ed i suoi discepoli, ed  ogni componente della famiglia dovrebbe mescolarlo con un mestolo di legno, rimestando da est a ovest in onore dei Re Magi. È usanza, infine, inserire nel composto del dolce delle monetine, avvolte nella carta d’alluminio, che porteranno fortuna a chi le troverà il giorno di Natale. C’è anche chi preferisce inserire un anello, premonitore di matrimonio entro un anno, oppure ditali e bottoni, al contrario per le donne nubili.

I Bambini in Inghilterra non ricevono il loro dono il 24, ma la mattina del 25 dicembre.

Le loro Letterine a Babbo Natale, vengono alla vigilia di Natale poste sul camino, alla finestra o in calze particolari, di modo che possano essere riempite con doni e sorprese.

Il 25 dicembre le famiglie inglesi si riuniscono a tavola per consumare il tradizionale pasto festivo a base di tacchino con castagne, anatra al forno ed il christmas pudding.

Un’ altra tradizione del Natale inglese è un pacco a sorpresa chiamato cracker, che viene dato quando il Christmas pudding è servito.

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Le Campagne Pubblicitarie della Esselunga

Astrogastronomia secondol'Esselunga: I Gemelli

Sono più di  20 anni che la Esselunga ci ha piacevolente abituati ad una serie di Campagne pubblicitarie originali e stravaganti, e l’utilizzo dell’immagine come primo impatto comunicativo in questo caso ha sortito un ottimo effetto 🙂
Riuscire a comunicare,  al giorno d’oggi,non è cosa facile, nonostante l’avvento della multimedialita’, la pubblicità la si ritrova ovunque: dalle cassette della posta delproprio condominio, a quelle virtuali della propria e-mail, ed è un bombardamento senza sosta,  attraverso, la tv, la radio,  internet ed anche il telefono, e non è sempre piacevole, anche perche il piu’ delle volte si ha voglia di fare i propria acquisti, liberi da condizionamenti e facendo un buon uso della propria testa 🙂 e soprattutto delle proprie idee e scelte.

E, nel mercato della grande distribuzione commerciale è ancora più difficile.
Ancora più problematico poi, è riuscire a realizzare una comunicazione strategicamente idonea, gradevole nell’attuazione, coesa, consistente e che sia funzionale e venga ricordata nel tempo.
Esselunga c’è riuscita, grazie al professionale impegno dell’agenzia Armando Testa.
La campagna, nasce nel 1995, e ruota intorno all’idea della qualità: un concetto pubblicitario che però riesce ancora a strabiliare attraverso un impiego provocatorio di quella che e’ l’allegoria visiva.
E le immagini utilizzate per detta campagna pubblicitaria si possono scaricare, ed utilizzare come sfondi per il proprio desktop sul sito della Esselunga.

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