Il Limoncello

Bucce di Limone

La buccia gialla e rugosa del limone è l’ingrediente essenziale per la realizzazione di questo liquore la cui paternita e’ contesa tra le due costiere, quella amalfitana e sorrentina e l’isola di Capri.
In un fazzoletto di chilometri, tre popolazioni si vantano di una produzione di limoncello tramandata da svariate generazioni.
A Capri, qualcuno sostiene che le sue origini siano legate alle vicissitudini della famiglia dell’imprenditore Massimo Canale che, nel 1988, registrò per primo il marchio «Limoncello»
Ma in realtà, anche nelle due costiere esistono in abbondanza, leggende e racconti sulla produzione del tradizionale liquore di limoni.
A Sorrento, ad esempio, si racconta delle grandi nobili famiglie del luogo, che agli inizi del secolo non lo facevano mai mancare agli ospiti illustri, realizzato secondo la tradizionale ricetta.

Ad Amalfi, invece c’è chi sostiene addirittura che il liquore abbia origini molto antiche, quasi legate alla coltivazione del limone.
Tuttavia, come spesso accade in queste situazioni, la veridicità rimane confusa e tante invece le seducenti ipotesi a supporto della narrazione.
Qualcuno asserisce che il limoncello era utilizzato dai pescatori e dai contadini al mattino per combattere il freddo, già ai tempi dell’invasione dei saraceni.
Altri, invece, ritengono che la ricetta sia nata, come tante altre prelibatezze della cucina napoletana all’interno dei famosi monasteri per deliziare i frati tra una preghiera e un’altra.

Ma come sono veramente andati fatti, non la sapremo mai, e al là di questioni puramente campanilistiche, il sono decenni che il tradizionale

Sorrento

liquore giallo, simbolo della regione Campania conquista i mercati di mezzo mondo, e non solo per il suo profumo viene utilizzato molto spesso nelle preparazioni dolciarie.

Bottiglie delle piu sfariate forme artistiche e non riempiono e fanno bella mostra sugli scaffali dei market d’oltreoceano, e nuovi importanti scenari commerciali si stanno sviluppando anche sui mercati asiatici.

Il limoncello, dunque, rischia davvero di diventare un prodotto di caratura mondiale alla pari del Bitter o dell’Amaretto.

Avril Lavigne
Avril Lavigne

E per difendersi dalle imitazioni, si è corso anche ai ripari, riservando alla produzione del caratteristico

«ovale» sorrentino (il “femminello”) o lo sfusato amalfitano IGP la denominazione di Indicazione geografica protetta (Igp).

Infatti, L’originale limone di Sorrento deve essere prodotto in uno dei comuni del territorio che va da Vico Equense a Massa Lubrense e nell’isola di Capri.
La cantante statunitense Avril Lavigne parla del limoncello nella canzone I Can Do Better, appartenente all’album The Best Damn Thing, in cui si dice: “I will drink as much Limoncello as I can and I’ll do it again and again” “Berrò più Limoncello che posso e lo farò ancora ed ancora”), poiche’ Limoncello è anche la bevanda preferita della cantante.


Limoncello di Mammà
(ricetta della Costiera Sorrentina e della mia mamma)

Ingredienti
- 1 litro di alcool per liquore
– 12 limoni di giardino
- gr 700 zucchero
– 1 litro d’acqua

Esecuzione
Con un coltello ben affilato togliete la buccia superficiale ai limoni, tralasciando il mesocarpo o albedo (la parte bianca)

Ponete bucce nello spirito entro un vaso coperto, lasciandovele in infusione per circa 10 giorni.
Preparate uno sciroppo leggero facendo bollire l’acqua con lo zucchero per 5 minuti, e quando questo si sarà raffreddato, aggiungetelo nel vaso all’infuso.

Lasciate riposare per una settimana e filtrate attraverso un telo molto fine affinchè il liquore risulti limpido
Servite freddo.

Variazioni al tema, qualcuno, usa mettere a macerare con le bucce, l’erba limoncina o melissa)

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