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E' inutile versare rum…

Month: maggio 2011

Birra Felix al via la seconda edizione delle giornate dedicate alle Birre Artigianali

Birra Felix

Dal 20 al 22 maggio a Sorrento, si svolgerà in piazza Angelina Lauro, la seconda edizione di “Birra Felix”, la manifestazione dedicata alle birre artigianali.
Promossa dall’associazione Slow Sud e dal Birrificio Sorrento, la tre giorni si tiene nell’ambito della Borsa Valori del Territorio, kermesse dedicata all’olio extravergine di oliva dop.
La presenza di microbirrifici campani e pugliesi sarà l’occasione per degustare birre prodotte esclusivamente con ingredienti semplici e naturali – acqua, malti d’orzo, luppolo, lievito e, in alcuni casi, spezie – senza alcun processo di pastorizzazione, né di filtrazione meccanica. A chi volesse approfondire la conoscenza dell’arte brassicola, sarà offerta la possibilità di partecipare ai laboratori del gusto, tenuti da Gianluca Polini, docente Slow Food, in programma domenica 22 alle ore 11 e alle ore 16, presso il Kontatto Cafè, sempre in piazza Angelina Lauro (prenotazioni info@birrafelix.it). Alcuni ristoranti di Sorrento hanno inoltre aderito a Birra Felix, e proporranno piatti abbinati a birre artigianali.

PROGRAMMA
Venerdì 20 maggio
ore 17.00  – Apertura Stand
Sabato 21 maggio
ore 09.00 – Apertura Stand
ore 23.00  – Chiusura Stand
Domenica 22 maggio
ore 9.00 – Apertura stand
ore 11.00 – Laboratorio di degustazione
ore 13.00 – Chiusura Stand
ore 16.00 – Laboratorio di degustazione

I LABORATORI DEL GUSTO
Vi saranno servite, da un addetto Ais e in bicchiere da degustazione teku in vetro, 8 birre artigianali. Gianluca Polini spiegherà, in modo semplice e divertente, cos’è una birra artigianale e come si degusta e fornirà gli strumenti base per approcciare nel giusto modo questo mondo.
Per partecipare ad uno dei quattro laboratori del gusto, in programma domenica 22 maggio, inviare una e-mail a info@birrafelix.it, specificando numero dei partecipanti ed orario scelto tra i seguenti: ore 11 o ore 16 Per i laboratori è previsto un contributo di partecipazione di € 20,00.

BIRRIFICI PRESENTI
Campania
Birrificio Sorrento – Sorrento (Na)
Il Chiostro – Nocera Inferiore (Sa)
Karma – Alvignano (Ce)
Maneba – Striano (Na)
Puglia
Birrificio Birranova – Triggianello (Ba) Birrificio B94 – Lecce

LE BIRRE ARTIGIANALI
Acqua, malti d’orzo, luppolo, lievito e, in alcuni casi, spezie.
Sono questi gli ingredienti, semplici e naturali, per la produzione di birre artigianali.
Una vera e propria arte, quella brassicola, che si compone di fasi laboriose e svolte quasi interamente a mano.
Si comincia con l’ammostamento, in cui si disciolgono gli zuccheri dei malti in acqua calda, la cui temperatura varia secondo lo stile di birra che si vuole ottenere.
Quando ormai tutti gli zuccheri sono disciolti si passa alla filtrazione naturale del mosto, facendolo scorrere lentamente tra le trebbie del malto, che trattenendo le eventuali farine ed impurità, rilasciano lentamente un mosto limpido e dolcissimo.
Al mosto così ottenuto, prima di portarlo all’ebollizione, vengono aggiunti i fiori di diverse varietà di luppolo, pianta rampicante con qualità amaricanti, conservanti ed aromatiche. Il processo completo richiede una giornata di lavoro.
Al termine si procede ad un rapido raffreddamento e all’inoculo dei lieviti selezionati, organismi unicellulari che riescono a trasformare gli zuccheri in alcol, anidride carbonica e particolari esteri e sentori che sono poi la caratteristica delle birre artigianali.
La differenza tra queste ultime e le cosiddette “industriali” risiede nel fatto che non sono né pastorizzate, quindi un prodotto “vivo” grazie al continuo lavoro dei lieviti, né filtrate meccanicamente, così da mantenere inalterate le proprietà organolettiche, nè additate con conservanti.
Le birre artigianali vengono prodotte in quantitativi limitati, con una grandissima attenzione alla ricerca e alla scelta delle materie prime.
Inoltre una birra non artigianale è pronta per la vendita in pochi giorni, mentre una artigianale richiede almeno 45 giorni tra fermentazione e rifermentazione naturale in bottiglia, senza contare che ci sono anche particolari birre che necessitano di anni di pazienza e di lavoro prima di poter esse degustate.
Ma l’attesa è ripagata dalla piacevolezza e dalla complessità olfattiva e gustativa che il prodotto è in grado di regalarci.

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Un doveroso omaggio alla mia mamma

Nonna Teresa e Minù

In famiglia non siamo mai stati smilzi ed allampanati, ed abbiamo tutti, da generazioni, amato (ed amiamo) la buona tavola ed il convivio, le ricette si tramandano oramai da madre in figlia.
Donne dalle forme generose e mediterranee, dedite alla famiglia, e che si dedicavano con certosino impegno alla realizzazione di prelibati manicaretti e la loro felicità nasceva dalla soddisfazione con cui le loro fatiche gastronomiche venivano apprezzate dai fortunati commensali, e non vi nascondo che anche io, un po sono cosi’, cucinare mi rilassa, farlo per gli amici mi gratifica ancora di più.
Sia il mio babbo che la mia mamma se la sono sempre cavata egregiamente tra i fornelli, e questa ricetta è la prova certa della genuinità e di quanto queste prelibatezze abbiano contribuito allo sviluppo fisico non solo mio, ma prima ancora di mamma e di nonna e ancora oggi dei miei nipoti,

Per la pasta:
– farina gr 400 – acqua bollente q.b.
– sale
– strutto 1 cucchiaio da tavola.

Per il ripieno:
– 8 uova
– parmigiano grattugiato gr 150
– ricotta gr 400
– mozzarella gr 400
– sale

Ravioli di Nonna Teresa

Esecuzione:
Premesso che la mia mamma, come la mia nonna prima di lei, ha una sua filosofia gastronomica, e cioe’ quella “del più ce miette a rindd più ci trovi” 🙂
Per cui le dosi di questa preparazione sono approssimative e potrete regolarvi a seconda del vostro gusto
Versate la farina a fontanella sul marmo di cucina o sul piano di lavoro e ponete dell’acqua sul fuoco. Quando bollirà, versatela lentamente al centro della farina, amalgamandola ad essa con una forchetta. Dovrete
fare in modo che circa la metà della farina assorba l’acqua sufficiente, diventando così sofficissima. A questo punto aggiungete il sale, lo strutto e continuate a lavorare la pasta fino ad ottenere un risultato quasi setoso. Ponete la pasta a riposare e, nel frattempo, preparate il ripieno.
In una ciotola battete le uova, stemperatele poi con la ricotta, il parmigiano grattugiato, il sale e  la mozzarella tagliata a piccolissimi pezzi.
Stendete con il matterello una parte della pasta e accennate le forme dei ravioli della grandezza che più vi aggrada sulla metà della sfoglia. Con un cucchiaino appoggiate il ripieno entro i confini delle suddette forme. Ricopritele con 1’altra metà della
sfoglia, fate combaciare i bordi dei ravioli con una lieve pressione dei polpastrelli delle dita e poi staccate i ravioli con la formina. Adagiate i ravioli uno alla volta su un tovagliolo e, quando saranno tutti pronti, per cuocerli calateli con il tovagliolo nell’acqua bollente, abbondante
e salata al punto giusto.

Conditeli poi con un buon sugo di pomodori, con una spruzzata di parmigiano
grattugiato e, se la stagione lo consente, con del basilico fresco.

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I Gelati regali di Antonio Cafiero

Antonio Cafiero ed i suoi gelati ispirati ai principi inglesi William e Kate

E’ sempre lui, Antonio Cafiero, che nella sua pasticceria gelateria accoglie oltre che turisti golosi ed appassionati buongustai ma anche personaggi famosi che  si possono facilmente riconoscere dalle migliaia di foto che ne decorano le pareti.

Ogni evento di gossip, di cultura, o di cronaca non solo locale, ispira l’estro creativo del nostro bravissimo pasticciere, e ghiotta è stata l’occasione del matrimonio inglese tra i principi William e Kate che l’hanno portato a realizzare una serie di saporitissimi  gelati nei gusti più romanticamente originali e svariati quali: kiss kisscheese cake, orange flower white chocolate.

Ora, non vi resta che andare a provarli nei suoi locali siti al centro di Sorrento!!

Un Ringraziamento particolare va  a Carolina Ciampa le foto che corredano  questo articolo sono le sue.

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Torta ai semi di papavero

Papaveri e semi di papavero

E’ meglio chiarire che i semi di papavero non hanno nulla a che vedere con gli oppiacei di baudeleriana memoria ma possono comunque regalarci un senso di benessere, che vengono spesso utilizzati come spezia per insaporire il pane, le carni, i pesci o altre preparazioni gastronomiche destinate a solleticare i palati più esigenti, ed al gusto uniscono alcune preziose peculiarietà che aiutano il nostro benessere.

Due sono i tipi di semi di papavero, quelli bianchi e quelli neri, che condividono le medesime proprietà facilmente digeribili e molto sfruttati nella medicina naturale per il loro potere calmante del sistema nervoso. Ottimi quindi in caso di stress, sono un sedativo leggero e naturale che si può consumare sia a crudo, in varie preparazioni alimentari, che in infusione.

Torta di semi di papavero

Ingredienti:
– 1/4 di tazza di semi di papavero
– 1 tazza di latte
– 3/4 tazza di burro, ammorbidito
– 1 1/2 tazze di zucchero semolato
– 2 1/4 tazze di farina dolce
– 1 1/2 cucchiaini di lievito in polvere
– 4 albumi, montati a neve
– 1 bustina di vanillina

Copertura:
– 3/4 tazza di zucchero semolato
– 1 cucchiaio di maizena
– 1 1/2 tazze di latte
– 4 tuorli d’uovo, battuto
– 1/2 tazza di noci tritate

Esecuzione:
Mettete a bagno i semi di papavero nel latte per circa un paio d’ore. Setacciate la farina e il lievito insieme. In una terrina, lavorate il burro morbido con la panna e lo zucchero, aggiungete i semi di papavero ed il latte lavorando aiutandovi con una frusta.
Aggiungete gli albumi precedentemente battuti a neve ferma a cui avrete aggiunto la vanillina.
Cuocete in una teglia leggermente unta per circa un ora.

Preparate una crema mescolando lo zucchero con la maizena. Aggiungete il latte ed tuorli d’uovo e cuocete a bagnomaria fino a far addensare il composto, rimestando continuamente.
Spalmate il composto ottenuto sulla torta quando si sarà raffreddata. Cospargete con le noci.

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