La Signora Staiano Lavora la cagliata

La cosa più bizzarra è sicuramente quel cartello “Hotel Mary” che ci porta fuori strada, ed infatti non tutti sono a conoscenza del fatto che dietro questo hotel si nasconde una favolosa pizzeria!

Enzo Savarese insieme al figlio Mariano, ci da il benvenuto nel suo locale, E’ una serata speciale, poichè ha invitato i coniugi Staiano proprietari del Caseificio “Gustami” di Arola che spiegheranno ed illustreranno l’ultima fase di lavorazione del nostro fiordilatte.
I turisti stranieri amano molto assistere alla preparazione delle cose buone della nostra terra.
Con la mia inseparabile G11 e, circondata dagli ospiti stranieri, sopratuttto americani, posizionati in prima fila ed anche loro pronti a regalarsi qualche scatto da portare

bocconcino di fiordilatte

orgogliosamente nella loro terra d’origine, seguo con molto interesse, la cagliata che in un pentolone a cui, un po per volta viene aggiunta dell’acqua bollentissima, a circa 90 gradi, comincia a filare, e da qui,  la signora Staiano con grande maestria comincia a ricavarne treccine e bocconcini, così anche io mi cimento nell’ardua impresa, mentre gli ospiti stranieri ridono divertiti applaudendo alle mie creazioni di fiordilatte, non troppo perfette, e vabbene, ho capito che non avrò ahime, un possibile futuro come “Mastro Casaro”🙂
Enzo ci fa accomodare sulla terrazza del suo locale, da cui si gode un panorama mozzafiato, il cielo si tinge di rosso tra un buco di nuvole grigie si fa spazio il sole che lentamente scompare in lontananza all’orizzonte.

La compagnia è piacevole, il servizio squisito e così Enzo ci fa assaporare le sue creazioni realizzate impeccabilmente dall’incredibile chef  Vincenzo Aiello

Salmone agli agrumi

Degustiamo cosi un incredibile salmone agli agrumi, l’accostamento di sapori è semplicemente godurioso, mentre si susseguono altre favolose preparazioni, come una Sfogliata di polpo con fave al vapore ed una impudica Zuppetta di primavera con orzo e tonno scottato, e terminiamo con un non meno concupiscente pacchero imbottito di ricotta e prosciutto san daniele su di una salsa di piselli.
Ma Enzo vuol sorprenderci ancora di più, proponendomi la sua pizza ai fiori di zucca, l’effetto visivo mette in moto i succhi gastrici, la preparazione e spettacolare, il verde de fiori di zucca che va sfumando nel bianco del fiordilatte, Mariano, il giovane rampollo di Enzo, intento a seguirne, in modo eccellente le orme con un curriculum di tutto riguardo alle spalle, per i suoi studi all’estero, in prestigiosi atenei quali la British School di Oxford, la St Giles

Pizza ai fiori di Zucca

School di Londra, ed ancora in Francia all’Ecole Rougemont di Parigi.

Subito ci spiega che,  quella di adagiare goduriosamente i fiori di zucca sul candido

letto di mozzarella della pizza, è una sua idea, e a degustarla devo dire che è stata veramente una di quelle trovate a dir poco fantastiche, ma il nostro anfitrione non si limita solo a questo e ci propone degli altri assaggi con, Provolone Del Monaco D.O.P., cipolle e pancetta al Barolo, e lafamosissima DOC con Zucchine Fritte, che ricorda il divino spaghetto Maria Grazia conosciuto in tutto il mondo, quello con le zucchine, ed Enzo mi racconta che a lei si è ispirato, poichè per circa 15 anni ha abitato là vicino a lei infine la classica Margherita.

Crèpe al limoncello

Ovviamente come non ricordare Domenico Coppola che è il pizzaiolo che ha dato vita a tutte le idee di padre e figlio
Mi alzo, e vado a sbirciare e fotografare il banco dei dolci, cosi Enzo mi fa assaggiare un’altra delle sue invenzioni: una ricotta al limone, veramente molto buona.

Ma il tocco finale,  la “cerasella sulla zeppolella” come spesso dico io, è una

Crèpe al limoncello, idea innovativa, anche questa geniale del buon Mariano, dopo la sua permanenza a Parigi, e, giustamente mi fa notare che i francesi vantano la loro celeberrima “Crèpe suzette”, perchè noi della penisola sorrentina, non potremmo proporre una Crèpe al limoncello? Oltretutto vorrei ricordare che le crèpe, furono portate in Francia dalla nostra Caterina dei Medici, erano preparazioni dell’antica cucina toscana e si chiamavano “Pezzole della nonna”, oggi note come crespelle alla fiorentina.

Ma il dulcis in fundo di questo banchetto luculliano è il liquore di Enzo, una preparazione per stomaci forti, la premessa è che lui è un estimatore del peperoncino e così venuto in possesso di alcuni peperoncini del tipo “Habanero”, dopo averli tritati, sminuzzati, omogenizzati :-), li ha tenuti in macerazione in alcool puro, ed il risultato è questa Quint’essenza  della felicità a base di peperoncino che aiuta a digerire persino i sassi.

Allora, che ne pensate, l'”Hotel Mary”, merita o no una visita? 🙂

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Una serata all’Hotel Mary di Vico Equense, 10.0 out of 10 based on 2 ratings