Simonetta Santamaria ed il marito Diego

Meglio conosciuta come Simonoir, scrittrice del genere horror e carissima amica, anche lei si e’ prestata ben volentieri alla mia “intervista a tema”, ed ecco a voi un suo inedito “ritratto gastronomico”

Il mio horror è quotidiano; suscita quella sorda inquietudine che ti fa scrutare nel buio di casa dopo che hai chiuso il libro. Non troverete mai un essere soprannaturale in un mondo fantastico ma un essere soprannaturale inserito in un contesto tangibile, tanto da sembrare egli stesso reale.

Simonetta Santamaria, giornalista, vive e scrive di horror a Napoli, perché è un genere che scava nel profondo della mente umana mettendone a nudo il lato oscuro e per dimostrare che anche le donne lo sanno fare.
Ha pubblicato racconti su diverse antologie tra cui Ai Confini del Buio e Malefica, e ha realizzato un progetto di fiction. Sul sito La Tela Nera è scaricabile il suo e-book Black Millennium che ha già superato i 4500 download.
La sua mania per l’horror ha contagiato anche i due figli; il marito, invece, (chirurgo, nonché personale consulente macabro-scientifico) ha preferito imparare a dormire con un occhio solo.
Simonetta vince, nel 2004 l’Undicesima Edizione del Premio Lovecraft per la narrativa horror con il racconto Quel giorno sul Vesuvio (in esclusiva su Horror Magazine.
Sua la raccolta di racconti “Donne in noir” per Il foglio, un libro tutto al femminile e rigorosamente italiano, nel 2008, “Dove il silenzio muore” per l’editore CentoAutori, selezionato allo Scerbanenco 2008. Nel 2009, è tra gli autori della raccolta “Questi fantasmi”.
Vampiri – Da Dracula a Twilight edito da Gremese, e’ la sua ultima fatica.

Angie – Quando conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Simonetta – Molto, perché il buon cibo mi mette allegria e stimola i miei neuroni; poco perché, se associato alla stare molto tempo seduta dietro un pc, rischierebbe di farmi diventare un grasso e poltiglioso blob. E io ho una spiccata propensione a cedere alle tentazioni.

Angie – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette.
Simonetta – Mai! Amo mangiar bene ma detesto cucinare. L’unica ricetta che ho scritto è quella dei “filetti di Gennaro in salsa speziata” tratta dal mio racconto “L’angelo del focolare” (Donne in Noir): e tu l’hai pure pubblicata!

Angie – Le tue esperienze lavorative ?
Simonetta – Sono una giornalista-scrittrice. O una scrittrice-giornalista.

Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
SimonettaAl ristorante Tifeo, via Miliscola n. 454 a Pozzuoli se voglio pesce freschissimo, frutti di mare crudi di qualità extra e un’accoglienza di prim’ordine; a Napoli invece, amo andare all’Osteria del Vinacciolo, a via Gennaro Serra n. 29, che tutto è tranne che un’osteria, dove trovo un ambiente cordiale, gestito da persone deliziose quanto i loro piatti ricchi di originalità… Mmm, provare per credere!
Premio Lovercraft

Angie – Sei mai stata a dieta?
Simonetta – Non nel senso drastico del termine. Diciamo che cerco di stare attenta a non esagerare sempre: superati gli Anta, lo spettro del blob di cui parlavo prima incombe. Però mi piace concedermi qualche stravizio.

Angie – Meglio carne o pesce?
Simonetta – Tendenzialmente carne. Ma adoro le ostriche e l’astice.

Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?
Simonetta – Una testa di morTo.

Angie – Vino?
Simonetta – Bianco frizzante o prosecco.

Angie – Il tuo punto debole
Simonetta – Il salame piccante.

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Simonetta – La Pepsi!!

Angie
– Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Simonetta – Come ho detto, detesto cucinare, lo faccio solo perché ho in casa tre uomini da sfamare. Mi viene anche abbastanza bene ma non posso certo dire che lo faccio volentieri. Ora che ci penso, però, la pizza salsicce e friarielli: quella la faccio volentieri perché la mangio altrettanto volentieri.

Angie – E quello che ti piace mangiare?
Simonetta – Oltre alla succitata pizza, paccheri all’astice e maiale alla brace. Per par condicio.

Angie
– Come ti definiresti a tavola?
Simonetta – Una gaudente.

Angie – Di cosa sei più golosa?
Simonetta – Amo il rustico, il salato. Davanti a una fetta di tortano napoletano potrei anche uccidere.
Simonetta Santamaria


Angie
– La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Simonetta – No, non è di carne in putrefazione… ma quello del basilico fresco. Evoca paesaggi verdeggianti fatti di sole, fiori, brezze profumate e acqua sorgiva.

Angie
– Non puoi vivere senza….
Simonetta – … le cose tossiche che fanno male. S’era capito, no?

Angie – Che cosa secondo te conta nel sedurre un uomo? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Simonetta – Una buona cena al ristorante, dove ti puoi sedere tutta agghindata, non puzzi di frittura e sei servita e riverita. Se poi lui resta… be’, a suo rischio e pericolo.

Angie – Una tua ricetta.
Simonetta – Per carità, ricordati che sono una scrittrice horror!

Angie – L’ultimo libro che hai letto?
Simonetta – L’estate di Montebuio di Danilo Arona. Uno splendido esempio di come anche gli italiani sanno scrivere horror.

Angie – Hobby?
Simonetta – Scrivere. Finora i miei libri mi hanno portato tanta gloria ma scarsa pecunia. Attendo speranzosa che il vento cambi.

Angie – Qual è il tuo sogno più grande?
Simonetta – Trovare qualcuno che mi paghi per farlo!

Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Simonetta – “Ma come fai a scrivere ’sta roba dell’orrore? Sei forse matta?” Di’ un po’ tu, ti sembro matta forse?

Angie – Ti fidanzeresti con uno chef?
Simonetta – No, perché starebbe sempre a cucinare per gli altri e mai per me. Piuttosto preferirei un cuoco a servizio, questo è sicuro! E così anche mio marito sarebbe molto più contento.

Un sanguinario abbraccio a tutti i lettori!!

www.simonettasantamaria.net

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