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E' inutile versare rum…

Date: 14 luglio 2011

Intervista Gastronomica ad Antonello Maresca

Antonio Maresca ”aka” Antonello

Con Antonello ci conosciamo da un bel po di tempo ed abbiamo condiviso un po di esperienze legate al mondo del web, lo viviamo nella stessa maniera e condividiamo la stessa visione di idee sul pianeta internet.
Per saperne di più su di lui vi invito a dare uno sguardo al suo sito personale, Antonello è un web coaching, e l’incipit della sua presentazione dice tanto sulle sue competenze riguardo la rete italiana:

Mi chiamo Antonio Maresca (”aka” Antonello) e dal 1997 mi occupo di nuove tecnologie ed in particolare dell’affascinante mondo Internet.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Antonello: – Una buona alimentazione è fondamentale per il benessere psico-fisico in generale ed ha enormi ricadute sull’efficienza lavorativa. Il problema è che con i ritmi lavorativi e le continue trasferte si fa fatica a tenere la rotta 🙁:(

Angie: – Hai mai pensato, quando scrivi, di ispirarti alla cucina ed alla gastronomia?
Antonello: – Si certo, una volta ho scritto un post intitolato “lo sciu’ di zio Tonino” … ah dimenticavo per i non partenopei lo sciù è il bignè, ma già chiamarlo così mi cambia il gusto!

Angie: -Ma cosa significa per te mangiar bene
Antonello: – Significa seguire poche e precise regole. Non sono un fautore delle diete rigide ma consiglierei [agli altri visto che predico bene e razzolo malissimo] di darsi delle norme elementari di “igiene” nutritiva

Angie: -Le tue esperienze lavorative?
Antonello: – Mmh … faccio prima a dire cosa non ho fatto! A parte l’ironia presuntuosa direi che ho sempre fatto le cose per passione. Nella mia vita lavorativa due sono le tappe più importanti. Un primo ventennio dedicato ad una videoteca che ha lasciato il testimone all’attuale attività di consulenza e formazione web marketing nel 1997.

Angie: -Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Antonello: – Si mi affeziono alla cucina ma soprattutto ai gestori. A Sorrento amo andare al Buco, del mitico Peppe Aversa, al Leone Rosso di Tonino Maresca e dall’Antico Francischiello dell’amico d’infanzia Francischiello. Ora mi sono trasferito in Umbria, a Montecchio di preciso, e li non riesco a rinunciare alla tagliata di Angelo della Padella alla Brace.

Angie: -Sei mai stato a dieta?
Antonello: – Ci ho provato ma i ritmi lavorativi non sono degni alleati.

Angie: -Meglio carne o pesce?
Antonello: – Pesce

"Sciù" al cioccolato

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Antonello: – lo sciù di zio Tonino

Angie: – Vino?
Antonello: – Bevo volentieri ma non sono affatto un intenditore anche al ristorante annuso il vino e gli faccio prendere aria con un fare esperto … tutta scena 🙂:)

Angie: – Il tuo punto debole
Antonello: – I dolci e la pasta … in tutte le salse

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Antonello: – Non manca mai il parmigiano e nella dispensa deve esserci tassativamente pasta di gragnano e olio umbro

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Antonello: – Spaghetti con le vongole

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Spaghetti con le vongole

Antonello: – Spaghetti con le vongole :

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Antonello: – Moderatamente ingordo. Curioso il giusto ma non rischio quando ho fame!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Antonello: – Ripeto ai dolci non so dire di no anche se non c’è più posto nello stomaco. Non amo l’aglio e la cipolla … anche se sono consapevole della loro necessaria presenza. Per questo in alcuni piatti l’accetto.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Antonello: – Amo il profumo della cucina in generale. Non so dirti cosa in particolare ma una cucina “vissuta” e “profumata” mi ricorda le giornate trascorse ad osservare mia madre cucinare per decine di persone.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Antonello: – Il pan di Spagna

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Antonello: – Per conquistarla una buona cena al ristorante con un vino generoso e “complice”. Per non perderla è meglio che tu sappia cucinare 🙂:)

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Antonello: – Ti sorprenderò nel dirti che amo puntare sui prodotti e sulla qualità. Prova a fare una pasta in bianco senza la pasta di Gragnano [quella vera] l’olio giusto ed un parmigiano stagionato 30 mesi e mi dirai

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Antonello: – Marketing 3.0 … mmh deformato dal mio lavoro

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Antonello: – Purtroppo ascolto poca musica e non ho mai legato il cibo alla melodia

Angie: – Hobby?
Antonello: -Amo lo sport da osservatore, in particolare il basket

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Antonello: – Morire sereno

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Antonello: – Mi dicono che sono troppo suscettibile. Invecchiando cerco di migliora

La pizza margherita

re anche perché le cose che mi fanno star male diventano sempre di meno.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Antonello: – Certo, anzi credo che mia moglie avrebbe potuto fare la cuoca con successo

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Antonello: – Pasta e patate

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Antonello: – Certo ed è giusto così. Siamo la nazione dei campanili e dei prodotti tipici che sono la vera peculiarità. Amo scoprire le tipicità che ogni territorio, con orgoglio, ci regala

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Antonello: – Sarò scontato ma la Pizza margherita è e sarà l’emblema della nostra nazione

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Antonello: – Non saprei dirti. Viaggio tanto in Italia ma mi muovo male nel mondo [non volo con piacere]

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Antonello: – Socievole e conviviale. Non ho mezzi termini, la buona cucina la si deve sempre dividere con gli altri.

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Intervista gastronomica a Nello Mascia

Nello Mascia

Nello Mascia, attore e regista napoletano, è nato a Sala Consilina il 28 dicembre del 1946. Debutta in teatro recitando in compagini dirette da Pupella Maggio, Giustino Durano per entrare poi nella compagnia di Eduardo. Poco dopo fonda una compagnia teatrale tutta sua che va avanti per 25 anni, così mette in scena molte opere e riscopre anche le opere di Raffaele Viviani. Come nel teatro è anche attore in numerosi film, occasione che lo ha portato a recitare con i più grandi registi.
Nel cinema è fra gli interpreti di Morte di un matematico napoletano di Mario Martone. Successivamente è protagonista di un episodio del film di Nanni Loy Pacco contropacco e contropaccotto. Ancora significativa è la sua partecipazione nel film di Carlo Verdone Sono pazzo di Iris Blond.
Nel 1998 è tra i protagonisti de La cena di Ettore Scola, film che gli procura il “Nastro d’Argento” come Migliore attore non protagonista.
Nel 2002 ricopre il ruolo del Molosso nel film d’esordio di Paolo Sorrentino L’uomo in più.
Nel 2006 è fra i protagonisti nel film La ragazza del lago di Andrea Molaioli.
Nel 2009 è con Toni Servillo in Gorbaciof.

Toni Servillo e Nello Mascia in "Gorbaciov"

Nell’intervista che segue, Nello, racconta di due grosse passioni gastronomiche: gli spaghetti con i pomodorini saltati in padella ed il gelato, e si definisce un “monotono”, per forza, anche quando e’ all’estero, cerca ristoranti italiani che siano in grado di preparargli i suoi spaghetti ai pomodorini:-)
Eppure, nella mia rubrica, custodisco gelosamente una ricetta degli struffoli di sua madre Anita, a testimonianza che la cucina di casa Mascia, sicuramente non si limitava alla preparazione dei summenzionati spaghetti 🙂

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Nello: – Beh una buona alimentazione conta per ogni attività. E’ alla base del vivere bene. Purtroppo non sempre si può raggiungerla. Mangio quasi sempre fuori. E a sera tardi si va nel ristorante aperto che non sempre è sulla guida Michelin.
Nel mio lavoro si è abituati al dopo-teatro. Cenare dopo lo spettacolo. Una volta era un piacere andare a cena con tutti i compagni di lavoro era un modo per rilassarsi, cazzeggiare e divertirsi semplicemente in libertà. Nelle grandi
città c’erano ristoranti dove si riunivano tutte le compagnie presenti su piazza. Era una festa. Si conoscevano colleghi, c’era uno scambio professionale costante. Ora tutto è cambiato. Un po’ la crisi ha reso sempre meno numerosi i
ristoranti aperti a una certa ora. E poi le paghe sono sempre più misere e costringono l’attore a risparmiare. Nessuno va più a cena fuori. Tutti si ritirano in case o B&B a cucinarsi da soli. Una tristezza.

Angie: – Hi recitato in “Miseria e Nobiltà” e la c’era una famosa scena dedicata al cibo, hai in programma altro che che si possa ispirare alla cucina ed alla gastronomia?
Nello: -L’anno prossimo farò “Natale in casa Cupiello” e già tremo. In quel testo c’è la famosa pasta e fagioli di Concetta.

Angie: – Ma cosa significa per te mangiar bene?
Nello: – sono di gusti semplici. E confesserò di non essere una buona forchetta. Mi basta uno spaghetto col pomodorino saltato in padella per farmi felice.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Nello: – Cambio spesso. Una volta – quando non c’era crisi – io e un mio compagno attore avevamo un vezzo. Andare nei più grandi ristoranti d’Italia. Posso dire di aver provato la cucina dei più grandi chef.
Angie: – Sei mai stato a dieta?
Nello: – Si sono stato a dieta. Quella dell’ananas.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Nello: – E’ l’organismo che decide. A volte l’uno a volte l’altro

Babà

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Nello: – Baba’? (banale…)

Angie: – Vino?
Nello: – Due bicchieri la sera

Angie: – Il tuo punto debole
Nello: – Il gelato. Lo adoro.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Nello: – Il gelato. Adoro.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Nello: – L’unico che so fare. Spaghetti col pomodorino saltati in padella.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Nello: – Spaghetti col pomodorino saltati in padella.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Nello: – Pessima forchetta

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Nello: – Gelato. Non mi piacciono la Zucca ed i cavoli.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Nello: – Basilico.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Nello: – Spaghetti col pomodorino saltati in padella.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena,
o anche il saper cucinare
Nello: – secondo me conta altro.

Angie
: – Una tua ricetta per i miei lettori
Nello: – In una padella mettere due dita d’acqua e i pomodorini non spellati e tagliati
a meta’. Far cuocere per cinque minuti.
cuocere la pasta, scolarla molto al dente, aggiungerla alla salsa e finire di cuocere in padella, se necessario anche io aggiungo un po’ di acqua di cottura tenuta da parte. Quando si arriva al giusto punto di cottura della pasta con la giusta densità della salsa, togliere dal fuoco e condire il tutto con dell’ottimo olio extravergine freddo di frigorifero. Strappare con le mani tre belle foglie di basilico fresco.
Lo spaghetto. Protagonista assoluto. Non c’è anitra all’arancia o patè de fois ch

Spaghetti ai pomodorini

e tenga. Numero uno garantito. La cucina mondiale si inchina devota.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Nello: – La peste di Tommaso Sodano. Sull’affare rifiuti a Napoli. Ne ho tratto uno spettacolo teatrale.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Nello: – Amo Aznavour. Paolo Conte luigi Tenco

Angie: – Hobby?
Nello: – Calcio e ciclismo

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Nello: – Sono gia sposato

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Nello: – Una pizza rustica fatta da mia madre

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Nello: – In Italia si mangia benissimo dovunque. E la cucina varia di regione in regione.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Nello: – Sono molto critico con l’Unità d’Italia. Non credo sia mai esistita. Quello che è accaduto 150 fa è stato un colossale imbroglio che ha penalizzato irrimediabilmente il Mezzogiorno. Non mi sento italiano.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?
Nello: – Quando vado all’estero cerco un ristorante italiano per mangiare Spaghetti col
pomodorino saltati in padella.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Nello: -Monotono.

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