Intervista Gastronomica a Davide Morganti

Davide Morganti

Davide Morganti, napoletano, classe ’65, ha pubblicato Prove tecniche d’apocalisse (Marotta, 1999), “Screazione” (ne I disertori, Einaudi, 2000), Cedolario dei fuochi di Amerigo Vargas (Graus, 2004), Da grande voglio essere di polistirolo (Graus, 2005), Monna chisciotte (La Compagnia dei Trovatori, 2005) e Moremò (Avagliano, 2006). Nel 2002 ha realizzato un documentario per Radio Tré.  Collabora con «II Mattino» di Napoli.
Caina esce nel 2009 edito da Fandango, la protagonista è Vincenza, è una spietata assassina che uccide solo quando è incinta.
Tre volte 10 è del 2012 edito da “Ad est dell’Equatore” ed è una trilogia di racconti  dove viene descritta la figura del calciatore entrato nel nostro codice genetico: vincente ed estraneo agli schemi. Tre racconti, più uno (questo libro – dice Morganti – finisce ai tempi supplementari). Nel primo, fantastico, parla il piede destro del più Grande Mancino di tutti i tempi; la frustrazione, l’invidia, l’odio del mediocre al cospetto del Genio. Meno che Salieri, di fronte a più di Mozart. Nel secondo, Lui si converte all’Islam in aperto conflitto con un Papa che non riconosce superiore in nulla. Nel terzo, è un agente al servizio della Madonna.
Inizialmente il buon Davide mi ha pregato di non mettere sue foto, poichè, nel web ce ne sono diverse che lo ritraggono con un maglione giallo canarino, foto per cui si è beccato gli sfottò degli amici, allora, cerca che ti ricerca ho trovato questa bella foto nella sua pagina dei fan su facebook, che ve ne pare? :-)

Angie : – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Davide: – Niente, figurati nemmeno mangio al mattino.

Angie : – Hai mai pensato, quando scrivi, di ispirarti alla cucina ed alla
gastronomia?
Davide: – No, mai, anzi mi scocciano i romanzi dove si parla di cibo, come fa Vazquez Montalban o il suo imitatore Camilleri. amo solo “ratatouille”.

Angie : – Cosa significa per te mangiar bene
Davide: – Alla mia non piu giovane eta, limitare i grassi, che sono tanto buoni!!!!!

Angie : – Le tue esperienze lavorative?
Davide: – Insegnante di religione, poi maestro elementare, infine insegnante di lettere
in una scuola media di Pozzuoli.

Angie : – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Davide: – Non mi piace mangiare nei ristoranti, li trovo deprimenti.

Angie : – Sei mai stato a dieta?
Davide: – Adesso, pochissima pasta e poco pane…

Angie : – Meglio carne o pesce?
Davide: – Pesce.

Angie : – Se fossi un dolce, quale saresti?
Davide: – Non lo so, i dolci non mi piacciono, li trovo disgustosi dopo averli assaggiati.

Angie : – Vino?
Davide: – Mi piace, ma forse arrivo a bere tre litri in un anno.

Angie : – il tuo punto debole
Davide: – Pane.

Angie : – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Davide: – Burro danese.

Angie : – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?

Parmigiana


Davide: – Cucino tutto quello che al momento occorre.

Angie : – E quello che ti piace mangiare?
Davide: – Parmigiana, che domanda!!!

Angie : – Come ti definiresti a tavola?
Davide: – Mangione represso.

Angie : – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Davide: – Non sono un goloso vero e proprio, mi piacciono molto pasta e pane, ma non mi ingozzo mai di nulla. mi fa proprio schifo la pasta con il pesto.

Angie : – la cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Davide: – banale, lo so, ma il ragù.

Angie : – Non puoi vivere senza…
Davide: – Pasta di gragnano e di torre annunziata… mi piacerebbe scrivere uno spot per

Pasta Garofalo

la garofalo. sono un tremendo campanilista, compro molti prodotti nostri.

Angie : – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? una buona cena, o anche il saper cucinare
Davide: – Farle capire che alla fine sei tu a pagare il conto e che la serata te la sei meritata!! no, scherzo, non so, credo che se una donna accetta una cena, ha gia deciso di lasciarsi sedurre, anche se non e matematica, sia chiaro.

Angie : – Una tua ricetta per i miei lettori
Davide: – Scialatielli con calamari sminuzzati nel basilico, peperoncino rosso, teste di polipi imbottite di fior di latte, spruzzata di vino bianco flegreo, spicchio d’aglio, olio pugliese, colta di limone procidano e buon appetito!!!

Angie : – L’ultimo libro che hai letto?
Davide: – Un uomo con la stella di Jiri Weil, un grande scrittore ceco sconosciuto in italia, libro di una bellezza malinconica struggente.

Angie : – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Davide: – Mah, non saprei, dipende dall’ora!!!

Angie : – Hobby?
Davide: – Vivere.

Angie : – Qual è il tuo sogno più grande?
Davide: – Veder crescere mio figlio.

Angie : – cosa ti dicono più spesso?
Davide: – Vero, leale, pazzo, strano, permaloso, testardo, roccioso.

Angie : – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Davide: – Abbassati, te lo dico nell’orecchio, per non farmi sentire da mia moglie: “ne hai una da presentarmi?”

Angie : – Un piatto della tua infanzia

Pasta con la zucca

Davide: – Pasta e zucca, non mi piaceva, mia mamma, per rabbia, mi spaccò il piatto in testa e andai all’ospedale! ricordo l’odore dei minestroni all’asilo, è un ricordo vivissimo.

Angie : – Oggi si parla di federalismo. secondo te, esiste anche in cucina?
Davide: – Per fortuna sì, i territori lo sono naturalmente, l’olivo non cresce sulle Alpi e le alici non si trovano nel Lago di Como.

Angie : – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Davide: – Nessuno, a scuola ho fatto fare un compito in cui invitavo i miei alunni a scomporre l’Italia e mettere le regioni dove volevano, la Val d’Aosta al posto della Calabria, la Campania al posto del Veneto e cosi via… non mi interessa l’Unita d’Italia, mi interessa la sua disunione.

Cucina Indonesiana

Angie : – Dopo la Cucina Italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? se si’, quale?
Davide: – Mi piace quella Indonesiana, a bali ci sono cibi pieni di sughi di cui ignoro l’origine, ma erano buonissimi, e poi le rane fritte una ghiottoneria.

Angie : – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Davide: – Intenso (ho esagerato?)

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