Giorgio Nisini foto tratta dal suo sito personale

Giorgio Nisini, scrittore e saggista, nasce a Viterbo nel 1974.
Laureato in Lettere presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza“, ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi di storia letteraria e linguistica italiana con una tesi dedicata all’opera di Pier Paolo Pasolini.
Dal 2006 è docente a contratto in Sociologia della letteratura presso la Facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza.
È autore dei romanzi La demolizione del Mammut (Perrone, 2008 – Premio Corrado Alvaro Opera Prima) e La città di Adamo (Fazi, 2011).
“La città di Adamo” ‘viene candidato al Premio Strega.
L’autore si racconta in una intervista rilasciata ad Affaritaliani.it dove dichiara: “La camorra m’interessava solo in quanto possibile rappresentazione del male. I veri temi del romanzo sono quelli del dubbio, della questione morale, della complessità di stabilire una verità incontrovertibile su un determinato fatto. Come si fa a condannare in maniera assoluta un individuo, mi sono chiesto, soprattutto se questo individuo è tuo padre?”.

In questa pagina l’intervista di Giorgio nella trasmissione Fahrenheit su Radio 3

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Giorgio: – Molto. L’alimentazione è fondamentale per il proprio equilibrio psico-fisico, e se sono in equilibrio lavoro (e vivo) meglio.

Angie: – Hai mai pensato, quando scrivi, di ispirarti alla cucina ed alla gastronomia?
Giorgio: – Per un romanziere tutto è fonte di ispirazione, dunque anche la cucina, e cioè odori, colori, sapori.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Giorgio: – Stare bene con se stessi

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Giorgio: – Sono soprattutto esperienze di scrittura

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Giorgio: – Due locali in riva al mare, nelle Marche. Per il resto mi piace sperimentare.

Tiramisù

Angie: – Sei mai stato a dieta?

Giorgio: – No

Angie: – Meglio carne o pesce?
Giorgio: – Pesce

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Giorgio: – Tiramisù

Angie: – Vino?
Giorgio: – Bianco d’estate, rosso d’inverno

Angie: – Il tuo punto debole
Giorgio: – Tanti, troppi. Non però la golosità

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Giorgio: – Nel frigo il latte, nella dispensa un pacco di pasta

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Giorgio: – La pizza. Vuol dire che ci sono amici per una cena informale. Mi mette allegria.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Giorgio: – La pasta in tutte le sue forme

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Giorgio: – Tradizionalista e sperimentatore, nel senso che amo i piatti semplici, ma mi piace esplorare ogni tipo di cucina.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Giorgio: – L’ho già detto, pasta. Ciò che non mi piace non è un piatto specifico, ma un piatto cucinato male.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Giorgio: – Pomodoro

Angie: – Non puoi vivere senza…
Giorgio: – Quel piccolo pezzetto di dolce dopo ogni pasto

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare.
Giorgio: – Il saper cucinare una buona cena

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Giorgio: – Ci sono troppi cuochi in italia, a ciascuno il proprio mestiere

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Giorgio: – Josè Saramago, Tutti i nomi

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Giorgio: – Per me la musica conta più in fase di digestione

Angie: – Hobby?
Giorgio: – Se avessi tempo, sport e cinema

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Giorgio: – Continuare a fare sempre ciò che faccio ora

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?

Salame di cioccolata

Giorgio: – Non ho mai fatto questa statistica, provvederò

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Non credo che mia moglie sarebbe d’accordo

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Giorgio: – Il meraviglioso salame di cioccolata che faceva mia madre

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Giorgio: – L’italia gastronomica, come l’Italia linguistica e culturale, è un paese multiforme. E’ bello trovare cucine diverse in ogni luogo e in ogni paese.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Giorgio: – Gli spaghetti pomodoro e basilico

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Giorgio: – L’orientale

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Giorgio: – Aromatico

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