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E' inutile versare rum…

Date: 27 luglio 2011

Intervista Gastronomica a Gianni Lamagna

Gianni Lamagna

Ho conosciuto Gianni Lamagna per la prima volta telematicamente, quando chiese di occuparsi nel “Progetto Guide di Supereva” della rubrica dedicata alla musica napoletana, ho sempre seguito con grande interesse la sua carriera di musicista, essendo una grande appassionata di musica popolare, ma non vi è stata mai l’occasione di conoscersi di persona, ma spero che quanto prima la nostra amicizia si possa concretizzare anche di persona.
Gianni, nasce a Napoli nel 1954. Il suo debutto artistico avviene nel 1972.
Nel 1974, con alcuni amici musicisti ed antropologi svolge lavori di ricerca sulla musica e il teatro di tradizione, collaborando con la cooperativa teatrale “I Masaniello” fino al 1976.
Nel 1979 entra nella compagnia di Roberto De Simone, e inizia uno studio sulla vocalità che gli permetterà di cantare la musica sacra e quella di tradizione, le arie antiche e la musica contemporanea.

In seguito, partecipa alla maggior parte dei lavori del Maestro, da quelli teatrali-musicali: La Gatta Cenerentola, L’opera Buffa del Giovedì Santo, Il Canto de li Cunti, Il Drago, Dedicato a Maria, Le 99 disgrazie di Pulcinella, L’Opera dei Centosedici etc., a quelli operistici: Piedigrotta, Crispino e la Comare, Requiem per Pasolini, Stabat Mater, Carmina Vivianea, Cantata per Masaniello, Le Cantatrici Villane.

Nel 1980 è tra i fondatori del gruppo Media Aetas, e partecipa a moltissimi festival internazionali in Italia e all’estero (Germania, Francia, Spagna, Israele, Russia, Iraq, U.S.A., Brasile, Algeria,

Dal 1997 Gianni entra a far parte della Nuova Compagnia di Canto popolare, al posto di  Giovanni Mauriello.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Gianni: –  una buona alimentazione è essenziale per il mio quanto per il lavoro di tutti.

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Gianni: – mai pensato al cibo quando canto o cerco di creare qualche melodia.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Gianni: – mangiare bene è come essere un poco felici, almeno per la durata del pasto

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Gianni: – sono molto legate alla cucina e al cibo, spesso sono in giro per concerti e, dato che ho iniziato quarant’anni fa, le esperienze lavorative sono andate di pari passo con i gusti e i sapori dei luoghi che ho avuto la fortuna di conoscere in giro per il mondo.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Gianni: – ne ho incontrati di veramente speciali, ma non ho un posto in particolare da menzionare.

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Gianni: -spesso mi metto a dieta, certe volte riesco ad ottenere i risultati che mi prefiggo e altre volte, dicendo a me stesso, chesta è ll’urdema sera ca magno, passano sere e ssere e nun accummencio maje.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Gianni: – meglio tutto, ma meglio il buono. però mi definirei appartenente alla razza “Carnivora”

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?

Pastiera Napoletana

Gianni: – ‘na bbella e bbona pastiera.

Angie: – Vino?
Gianni: – si, ma ho iniziato da pochi anni.

Angie: – Il tuo punto debole
Gianni: – la pasta, è una vera passione, sono un esperto, in ogni salumeria o supermercato sono, da bambino, affascinato dal reparto pasta. me la guardo, la scelgo, cerco formati strani e la mangio sempre molto volentieri.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Gianni: – sempre fornito di parmigiano e pasta di diversi formati, specialmente i lunghi.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Gianni: – sughi a base di carne e cipolle per condire, immaginando, poi il momento di unirli alla pasta.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Pasta alla siciliana

Gianni: – ho un’antica passione per la siciliana: pennoni o paccheri al forno con melanzane fritte a fette, provola, basilico, molto e sugo, non molto tirato, di pomodoro, fresco, possibilmente.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Gianni: – uno che si diverte.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Gianni: – di primi piatti golosissimo, non riesco proprio a farmi piacere la senape.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Gianni: – la cipolla e l’aglio che soffriggono.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Gianni: – senza musica.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena,
o anche il saper cucinare
Gianni: – cucinare una buona cena, accogliere in un ambiente che sia amabile.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Gianni: – Zitoni spezzati alla crema di latte:
semplice ma lunga, massimo se po ffà nu par’ ‘e vote all’anno.

Ingredienti per 4 persone:
– 2 litri e mezzo di latte,
– 200 gr. di burro,
– 3/4 di carne, un solo pezzo avvolto con lo spago,

Esecuzione:
Mettete tutti gli ingrdienti assieme, portate lentamente ad ebollizione, fate attenzione altrimenti fuoriesce e se ‘nguacchia tutt’ ‘a cucina, da quel momento fate attenzione e controllate spesso girando con la cucchiarella di legno, dopo un oretta e mezza sollevate la carne e mettetela da parte, lasciate cucinare lentamente il latte e il burro, mescolando ogni tanto finchè il latte non sarà diventato una crema di colore marroncino, saranno passate come minimo 5 ore, prima di spegnere aggiungete un bicchierino di vermouth bianco, lasciate evaporare e spegnete. Menat’ ‘a pasta, fatela cuocere al dente, condite, cospargete con parmigiano e una grattata di pepe fresco e mangerete una delle cose più buone al mondo.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Gianni: – Il mio cuore è un mandarino acerbo di Alessio Arena.

Gianni Lamagna

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Gianni: –Superstition di Stevie Wonder

Angie: – Hobby?
Gianni: – pochi, e tutti legati alle passioni: musica, teatro, letture, suonare, viaggiare.

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Gianni: – dirigere una grandissima orchestra, credo sia la più grande soddisfazione della vita far “cantare” come vorresti, un’orchestra di circa 100 elementi.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Gianni: – che sono simpatico e trasmetto emozioni, ma io spisso, nun ce credo.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Gianni: – certo, potrebbe essere pericoloso per il mio sistema circolatorio e per il colesterolo, ma lo farei. me piacen’ ‘e ccose ca fanno “male“.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Gianni: –‘a pasta caso e ova e ‘e rise uoglio e pretusino.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Gianni: – in cucina è federalismo all stato puro.

Angie: -Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Gianni: – quello che da qualche anno facciamo in estate, fettuccine con pesto fresco e pomodorini, il bianco, il rosso e il verde.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?
Gianni: -non ho preferenze, mi piace mangiare quello che cucinano nei posti dove mi trovo.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Gianni: – aromatico.

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Intervista Gastronomica ad Achille Elio Stanziano

Achille Elio Stanziano

Elio, come me e’ un appassionato di cucina, ed il nostro incontro in rete nasce appunto da questa passione, notevole contributo, ha dato alla mia storica rubrica Mangiare Bene , adesso possiamo svelarlo, il cuciniere mascherato , chi altri  era se non  lui, sotto mentite spoglie?

Nel 2007 pubblica Obiettivo San Diego un  avvincente thriller edito da Robin.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Elio: – Ovviamente molto: una buona alimentazione è importante non solo per il lavoro, anche per la vita

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Elio: – Sì, una volta, insieme ad un’amica: ci assegnarono il tema:”La cucina negli scritti di Italo Calvino”. Detesto Calvino, e, quindi, mi ispirai alla cucina messicana, che detesto del pari… Poi l’editore fermò la collana, giusto prima di esaminare il nostro manoscritto… Festeggiai con un sontuoso bucatino alla matriciana…

Angie: – Cosa significa per te  mangiar bene
Elio: – Significa alzarsi da tavole più contento di quando ci si è seduti…

Elio con sua moglie Marina
Elio con sua moglie Marina

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Elio: – Dirigente industriale, settore aeronautico, ho avuto la fortuna di lavorare in molti Paesi anche non proprio… dietro l’angolo! Ho sempre portato con me, rientrando in Italia, ricette che mi erano particolarmente piaciute. Ieri sera, per esempio, ho preparato (con successo!) per gli amici di un torneo di burraco, la Shuba, insalata russo-ucraina di verdura ed aringhe…

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Elio: – Certo! Io sono un cliente fedele, se il cibo è buono, l’oste gentile ed il conto ragionevole!

Angie: – Se sì, dove?
Elio: – A Napoli, ovviamente (vivo lì il 60% dell’anno), ma anche ad Itri, nel basso Lazio. Ed ho ricordi bellissimi di posti assai interessanti a Torino (una delle città dove si mangia meglio), Foggia, Mesagne (vicino Brindisi), Tel Aviv, San Diego, Mosca… quando trovo un buon ristorante ci resto … affezionato!

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Elio: – Sì, e pure di recente. Persi 6 chili. Una tristezza! Mi mancano come delle persone di famiglia!

Angie: – Meglio carne o pesce?
Elio: – Qui non si butta niente! Ditemi chi c’è ai fornelli e risponderò a questa domanda!

La Pastiera napoletana

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Elio: – La pastiera

Angie – Vino?
Elio: – Il Negramaro

Angie: – Il tuo punto debole
Elio: – Le signore che amano la buona tavola

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Elio: – Nessun gentiluomo degno di questo nome può fare a meno di formaggi assortiti (dallo stracchino al gorgonzola) e di cipolle di Troppa, sempre a portata di mano

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Elio: – Il sartù di riso: è pieno, intenso, complesso, vario, profumato, appagante!

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Elio: – Il casatiello napoletano: dicono sia “pesante”. Sciocchezze! Le stesse malelingue direbbero che una notte con Penelope Cruz  possa essere micidiale per le coronarie!

Angie : – Come ti definiresti a tavola?
Elio: – Un gourmet, ovviamente

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Elio: – I primi piatti italiani: dalle fettuccine alla bolognese, alla pasta ca’norma, ai Manfredi con la ricotta, ai ravioli alla salvia… insomma tutte!!!
Detesto il fegato: da quello alla veneziana al paté de fois gras.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Elio: – Quello di quando nel forno c’è il casatiello che comincia a dorare…

Angie: – Non puoi vivere senza…
Elio: – Vino rosso pugliese e formaggi

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Elio: – Saper cucinare, ovviamente!

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Elio: – Zucchini freschi, tagliati a dadini, una padella con olio extravergine ed un aglio tagliato a pezzi grossi. Far imbiondire l’aglio, toglierlo, ed, in quell’olio, friggere (in modo non aggressivo, dolce dolce…) gli zucchini. Quando saranno ben coloriti, toglierli e lasciar riposare l’olio con qualche foglia di menta fresca ed il sale. Bollire gli spaghetti e versarli (ancora un po’ da cuocere) nell’olio con la menta. Mantecare con altra mentuccia ed un altro spicchio di aglio spremuto. Servire caldo, con parmigiano o cacioricotta.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Elio: – Il “filo che brucia” di Jeffery Deaver: un autore di thriller che ho scoperto da poco, ma sono già al quarto libro suo che leggo, davvero con piacere…

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Elio: – “satisfaction” dei Rolling Stones

Angie: – Hobby?
Elio: – Fotografia, scrittura, bricolage ed. ovviamente la mia adorata cucina!

Angie: – Qual è il tuo sogno più  grande?
Elio: – Dimostrare che l’equazione di Einstein E=mc2 è sbagliata! Così tornerebbero possibili i viaggi nello spazio….

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Elio: – “Non rompere!” ma, in questi ultimi tempi, sto troppo spesso in famiglia!

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Elio: – Si, se fosse una donna interessante e sexy… tanto a cucinare ci posso sempre pensare io!

Elio, versione bel tenebroso

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Elio: – Il capretto al forno con le patate ed il suo sugo sui bucatini: quello di mia nonna era mitico!

Angie – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Elio: – In cucina esiste solo la comunità delle cose buone. Che è democratica (anche cibi semplici possono essere deliziosi), affratellante (a tavola si diventa tutti fratelli – se il cibo è buono), pacifica (davanti ad una buona tavola, chi ha voglia di lanciarsi bombe che non siano alla crema?)

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Elio: – La Pizza Margherita, ovviamente: che altro?

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Elio: – Due anni vissuti in Francia non mi lasciano dubbi! Quella francese!

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Elio: – Aperto alle più varie esperienze

Il sartù di Elio

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Intervista Gastronomica a Luciano Galassi

Luciano Galassi

Ho conosciuto tempo fa Luciano Galassi alla presentazione del suo primo libro di racconti “Sigma Più” edito da Kairos alla libreria Jonathan Livingstone di Sant’Agnello e da allora il buon Luciano ha realizzato altre notevoli pubblicazioni dedicate alla lingua napoletana come: “Wellerismi Napoletani”, ” ’O mellone chino ’e fuoco” – Venditori e voci di Napoli, “Acqua ’e maggio” – I proverbi segnatempo della tradizione napoletana

Luciano è nato a Napoli dove si è laureato in Giurisprudenza, dirigente in pensione di un Ente pubblico nazionale.

In comune con lui, c’e’ la grande passione per i gatti solo che a differenza mia che son sbarcata da Caserta qui con le mie due belve, di cui una passata a miglior vita in maggio Luciano e sua moglie, in pratica sono stati adottati da tutti i miagolanti, affamati, del suo quartiere. E 4 gatti, hanno assunto a tempo pieno Luciano e sua moglie come factotum e cioe’ ricoprono a tempo pieno le mansioni di:  cuochi, badanti, camerieri e nurse, non ha ancora capito che gli amici felini fanno  il “passa parola” su qual è il migliore b&b gratis della zona.

Durante gli anni di lavoro ha continuato a coltivare i suoi interessi letterari, con particolare riferimento alla narrativa, alla poesia e al dialetto napoletano.

Già Direttore dei Corsi e docente presso la LUETEC (Libera Università per la terza età della Campania), in Napoli, dove ha approfondito temi di “Lingua e cultura napoletana” e “Letteratura italiana del Novecento”.

Collabora con il mensile “Il Vomerese”, dove tiene una rubrica fissa sui modi di dire napoletani, e con la rivista informatica “napoliontheroad”, sulla quale pubblica articoli sul dialetto napoletano, sulla storia e sulle varie realtà di Napoli nonché racconti e poesie; vi cura anche una rubrica titolata “Stupidario linguistico”.

Scrive anche per l’edizione cartacea di napoliontheroad e pubblica sulla rivista informatica vesuvioweb, sempre in tema di dialetto napoletano (problemi ortografici e modi di dire di particolare interesse storico).

Da anni è collaboratore esterno de “La Settimana Enigmistica” dove propone sciarade, zeppe, palindromi, bifronti, crittografie ed altri giochi di parole.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Luciano: – Abbastanza, direi molto. Il meglio lo produco nell’attesa di un buon pranzo o dopo aver mangiato e bevuto con soddisfazione;

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Luciano: -Il mio unico (finora) libro di racconti, “Sigma più”, abbonda di ricette o descrizioni di piatti vari e ben due storie hanno un titolo culinario: “Calamaretti con radicchio” e “Soup de poisson”;

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Luciano: – Sublimare un bisogno primario e trasformare in piacere e filosofia di vita un’irrinunciabile pratica materialistica;

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Luciano: – Un’unica esperienza lavorativa, quella all’ENEL presso le Direzioni del Personale e del Segretariato, prima come impiegato e poi come dirigente. Ho girato l’Italia per lavoro e ho mangiato un po’ dovunque;

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Luciano: – Da qualche anno, diciamo da diversi anni, preferisco andare a mangiare “Da Dora”, a Napoli, in via Palasciano alla Riviera di Chiaia (ottimo pesce, ottima cucina);

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Luciano: – Sì, ma sempre per qualche ora;

Angie: – Meglio carne o pesce?
Luciano: – Meglio pesce, ma per intendere tutti i prodotti del mare (quindi anche molluschi, cefalopodi, crostacei);

Crostata

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Luciano: – Una crostata: superficialmente dolce, ma, da buon Scorpione, anche traversato e sostenuto da “durezze” strutturali;

Angie: – Vino?
Luciano: – Certo, vino. Bianco, rosso. Purché buono. Confesso che è l’unico vero lusso che mi sono concesso in vita mia: bevo solo vino di qualità medio-alta e, quindi, spendo di conseguenza;

Angie: – Il tuo punto debole
Luciano: – Sono due: il gusto per le donne che me le fa desiderare tutte e l’eccessiva, innata, disponibilità verso il prossimo;

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Luciano: – Nel frigo non manca mai il vino bianco, quello da pasto e una bottiglia di prosecco superiore. Nella dispensa non manca mai il pane fresco di giornata;

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Luciano: – Sono combattuto fra il capretto al forno con patate e cipolle e i polipetti in cassuola;

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Luciano: – Il ventaglio è assai ampio. Diciamo, per esemplificare: primo piatto: linguine alla puttanesca; secondo piatto: sogliola ai ferri; contorno: rucola o zucchini alla scapece; frutta di stagione (ci vuole sempre);

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Luciano: – Un buongustaio che gode intensamente il cibo di qualità, non dimentico della quasi-fame patita da bambino in epoca post-bellica;

Fragoline di bosco

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Luciano: – Golosissimo di fragoline di bosco. Per il resto mangio tutto, ma non mi piace (e a chi piace?) il vino che sa di tappo;

Angie: – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Luciano: – Sì, uno, insuperabile, di una freschezza e di un aroma paradisiaci: il basilico;

Angie: – Non puoi vivere senza…
Luciano: – Le ciliegie a maggio, le percoche a luglio, le prime noci fresche in agosto, l’uva baresana a settembre, le prime castagne in ottobre, le arance in novembre, le ciòciole a dicembre;

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Luciano: – Certamente una buona cena (meglio se ottima) aiuta. Ma, quando si è trattato di dovermi cimentare in cucina, il risultato mi ha ulteriormente favorito (sempre crostacei e altre delizie strappate a Nettuno);

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Luciano: – L’insalata di riso, descritta nel racconto “L’esecuzione di Micia” nel libro «SIGMA PIU’»: Scaldato il riso (da insalata, ovviamente), metterlo a “riposare”, poi aggiungere funghi porcini, cubetti di formaggio, pomodoro a pezzetti, olive bianche, abbondante maionese e una scialata di basilico freschissimo. Una sosta in frigorifero e, buon appetito!

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Luciano: – “I morti non serbano rancore”, di Nando Vitali. Bellissimo. Lo consiglio a tutti.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Luciano: – My way.

Angie: – Hobby?
Luciano: – Ne avevo, ma ora si sono trasformati in passatempi professionali; per cui il vero hobby residuo è la passeggiata, che mi consente di osservare con divertimento l’umanità che mi osserva;

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Luciano: – Quello che ogni padre, ogni nonno, accarezza per il propri figli e nipoti: la loro felicità;

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Luciano: – Ma pecché currite accussì? Ma pecché faie tutto ‘e pressa?

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Luciano: – E certo! Sarei finanche disposto a sposarla.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Luciano: – Le polpette fritte preparate da mia nonna Agata. Sembra una pietanza semplicissima, la polpetta; ma non lo è.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Luciano: – No, e per fortuna!

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?

Spaghetti al pomodoro

Luciano: -Spaghetti al filetto di pomodoro.

Angie: – Dopo la cucina italiana, ce n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Luciano: – Sì, la francese; poi segue quella cantonese (Cina), che ho sperimentato sul posto;

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Luciano: – Buono ma non facilissimo da digerire; come vino, avrei un leggero retrogusto amarognolo.

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Intervista Gastronomica a Luca Calabrese

Luca Calabrese in compagnia di Tullio De Piscopo

Luca Calabrese in compagnia di Tullio De Piscopo

Con Luca, ci conosciamo da più di dieci anni, è stata una delle mie prime conoscenze telematiche, all’epoca vivevo a Caserta, e in occasione dei una manifestazione di “Settembre al Borgo”, ci siamo anche incontrati. Bene o male siamo rimasti sempre in contatto, ma Facebook questo famigerato ed incredibile strumento telematico ci siamo reincontrati.

Luca Calabrese, è uno dei più grandi trombettisti in circolazione nel nostro panorama musicale.

Nato a Castello di Annone, un paesino della provincia di Asti, nel nord ovest italiano il 22 gennaio 1964. Collabora come solista o sessionman con gruppi diversi fra loro, dalla musica popolare a quella contemporanea, dal jazz tradizionale fino all’avanguardia suonando fra gli altri con: Gianni Basso, Dusko Gojkovich, Tullio de Piscopo, Alvin Queen, Roberto Cecchetto,Giorgio Gaslini, Giorgio Occhipinti, Carlo Actis Dato, Tony Scott, Claudio Roditi, Franco d’Andrea, Ray Charles, … Ecco quello che racconta di lui nel suo profilo fb:

Quando sono nato, in quella mattina del ventidue gennaio, l’inverno era una faccenda serissima. I vetri erano ghiacciati e tutto era bianco e silente. Una stufa a carbone garantiva quel minimo di tepore necessario al benessere mio e di mia madre. Si, quella stupida stufa, che decidendo di saturare la stanza di monossido di carbonio, ha cambiato radicalmente la mia vita. Mia madre, già in preda di quelle nefaste esalazioni, raccolte le ultime forze, riesce ad alzarsi e a spalancare la finestra. Di colpo, l’aria gelata dell’inverno con tutti i suoi candidi profumi, è entrata di forza nei miei polmoni. Il bianco che scaccia il nero, la vita che scaccia la morte. Se in pieno inverno, con il termometro che segna temperature sotto lo zero, mi vedrete chiudere gli occhi e respirare profondamente, se mi vedrete godere del vento di ghiaccio che taglia la faccia, se mi vedrete felice come un bambino al cospetto di una nevicata… ora sapete perché!

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro? Luca: – Per me è fondamentale, ma non in termini nutrizionali: per me la tavola è il momento della verità. Se mangio bene insieme a qualcuno, sicuramente ci starò alla grande anche sul palcoscenico. Angie: – Hai mai composto qualche pezzo ispirandoti a qualcosa di culinario Luca: – No, però è una buona idea… potrei scrivere un brano romantico dedicato alla pasta al forno!

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene Luca: – Per me significa soprattutto buona compagnia. Il piatto più delizioso, il mio preferito, non me lo gusto appieno se sono da solo. E poi mi piace osservare come mangia la persona che ho di fronte a tavola, mi piace vedere cosa preferisce, come usa la forchetta. Mi soddisfa vederla soddisfatta. Per ciò che riguarda me, direi che sono abbastanza semplice e forse per questo amo i sapori. Mi ricordo una zuppa di legumi mangiata in piedi a Siracusa in un piatto di plastica… semplicemente fantastica! E poi i ravioli di ricotta della mamma, con lo stufato di maiale e i semi di finocchio… ecco mi è tornato l’appetito eh eh

Angie: – Le tue esperienze lavorative? Luca: – Forse questa è una domanda per un cuoco… sono un musicista che ha la fortuna di girare per il mondo e conoscere un sacco di gente simpatica e interessante. E ovviamente non mi sottraggo dall’assaggio della cucina locale.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove? Luca: – Pur essendo aperto a ogni tipo di esperienza culinaria, confesso di essere fondamentalmente un abitudinario e quindi a Milano ho la mia pizzeria preferita, il mio ristorante giapponese preferito (ao me piace er sushi.. non è colpa mia) e un paio di locali molto tradizionali dove mi piace andarci una volta ogni tanto. Ma vengo dal Piemonte, e nel Monferrato, pur conoscendo ristoranti in luoghi sublimi dove, per intenderci si va sul sicuro, mi piace trovare nuovi locali e fare nuove scoperte sia in tema di piatti che di vini.

Angie: Sei mai stato a dieta? Luca: – Scherzi?

Sushi

Sushi

Angie: – Meglio carne o pesce? Luca: – Bella domanda… posso passare oltre?

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti? Luca: – Un Tiramisù: semplice, saporito, morbido, moderatamente alcolico

Angie: – Vino? Luca: – Se fossi un vino sicuramente sarei una Barbera

Angie: – Il tuo punto debole Luca: – La crosta della pasta al forno

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa? Luca: – Non mancano mai parmigiano e pecorino e nella dispensa.. pasta, riso, olio al peperoncino e aceto balsamico

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? Luca: – La pasta ca muddica

Angie: – E quello che ti piace mangiare? Luca: – Vado matto per la pizza!

Angie: – Come ti definiresti a tavola? Luca: – Un moderato, che però, piano piano, fa sparire le cose dal tuo piatto!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace? Luca: – Domanda difficile perché sono goloso di cose diverse e la cosa dipende molto dal momento. Ora direi una bella crema catalana. Ciò che invece proprio non mi piace … cos’è che non mi piace?

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Basilico

Luca: – Il profumo del basilico

Angie: – Non puoi vivere senza… Luca: – Pizza

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare Luca: – Sicuramente il saper cucinare è importante. Diciamo che io riesco quasi sempre a indovinare il ristorante giusto!

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori Luca: – Mica posso svelare i miei segreti

Angie: – L’ultimo libro che hai letto? Luca: – Il Purificatore – del mio amico Maurizio Blini! Uno che di cucina se ne intende (Maurizio eh, non il purificatore)

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici… Luca: – You can leave you hat on

Angie: – Hobby? Luca: – Fotografia, mi piace tantissimo e ho scoperto da poco quanto mi faccia stare bene fotografare.

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande? Luca: – Una casa con una grande finestra sul mare da un lato e su una pineta dall’altro… e sullo sfondo, dietro la pineta, le montagne. Già che si sogna lasciami sognare alla grande!

Angie: – Cosa ti dicono più spesso? Luca: – Ma la pianti?

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca? Luca: – Perchè no?

Angie: – Un piatto della tua infanzia Luca: – La Scaccia siciliana (pomodoro e formaggio)

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina? Luca: – Assolutamente si. Non c’è una sola città in Italia dove si mangino le stesse cose, fatte nello stesso modo. Figuriamoci le regioni.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia? Luca: – Gli spaghetti pomodoro e basilico. perchè credo che sia un “piatto” simbolo!

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale? Luca: – Lo dicevo prima… sono goloso di Sushi

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico? Luca: – Non lo so… ma mi piacciono i colori: il rosso come il pomodoro o una bella mela, il verde, il blu del mare, adoro il profumo degli agrumi, le rotondità di un buon vino, il vapore delle patate lessate. Mi piacciono le cose vere, sincere come un pomodorino appena tolto dalla pianta, caldo di sole. Il dolce e il salato, così come adoro il caldo torrido e il freddo più pungente. La mollica del pane intinta nell’olio d’oliva! Questo dopo tutto sono io: tutto e niente!

Le pagine di Luca:

http://www.myspace.com/lucalab

http://www.myspace.com/belittle2

http://www.myspace.com/syntonymusic

http://www.myspace.com/highravemusic

http://www.myspace.com/pizzatrio

http://www.myspace.com/pjazz4th

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