Intervista Gastronomica a Luca Calabrese

Luca Calabrese in compagnia di Tullio De Piscopo

Luca Calabrese in compagnia di Tullio De Piscopo

Con Luca, ci conosciamo da più di dieci anni, è stata una delle mie prime conoscenze telematiche, all’epoca vivevo a Caserta, e in occasione dei una manifestazione di “Settembre al Borgo”, ci siamo anche incontrati. Bene o male siamo rimasti sempre in contatto, ma Facebook questo famigerato ed incredibile strumento telematico ci siamo reincontrati.

Luca Calabrese, è uno dei più grandi trombettisti in circolazione nel nostro panorama musicale.

Nato a Castello di Annone, un paesino della provincia di Asti, nel nord ovest italiano il 22 gennaio 1964. Collabora come solista o sessionman con gruppi diversi fra loro, dalla musica popolare a quella contemporanea, dal jazz tradizionale fino all’avanguardia suonando fra gli altri con: Gianni Basso, Dusko Gojkovich, Tullio de Piscopo, Alvin Queen, Roberto Cecchetto,Giorgio Gaslini, Giorgio Occhipinti, Carlo Actis Dato, Tony Scott, Claudio Roditi, Franco d’Andrea, Ray Charles, … Ecco quello che racconta di lui nel suo profilo fb:

Quando sono nato, in quella mattina del ventidue gennaio, l’inverno era una faccenda serissima. I vetri erano ghiacciati e tutto era bianco e silente. Una stufa a carbone garantiva quel minimo di tepore necessario al benessere mio e di mia madre. Si, quella stupida stufa, che decidendo di saturare la stanza di monossido di carbonio, ha cambiato radicalmente la mia vita. Mia madre, già in preda di quelle nefaste esalazioni, raccolte le ultime forze, riesce ad alzarsi e a spalancare la finestra. Di colpo, l’aria gelata dell’inverno con tutti i suoi candidi profumi, è entrata di forza nei miei polmoni. Il bianco che scaccia il nero, la vita che scaccia la morte. Se in pieno inverno, con il termometro che segna temperature sotto lo zero, mi vedrete chiudere gli occhi e respirare profondamente, se mi vedrete godere del vento di ghiaccio che taglia la faccia, se mi vedrete felice come un bambino al cospetto di una nevicata… ora sapete perché!

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro? Luca: – Per me è fondamentale, ma non in termini nutrizionali: per me la tavola è il momento della verità. Se mangio bene insieme a qualcuno, sicuramente ci starò alla grande anche sul palcoscenico. Angie: – Hai mai composto qualche pezzo ispirandoti a qualcosa di culinario Luca: – No, però è una buona idea… potrei scrivere un brano romantico dedicato alla pasta al forno!

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene Luca: – Per me significa soprattutto buona compagnia. Il piatto più delizioso, il mio preferito, non me lo gusto appieno se sono da solo. E poi mi piace osservare come mangia la persona che ho di fronte a tavola, mi piace vedere cosa preferisce, come usa la forchetta. Mi soddisfa vederla soddisfatta. Per ciò che riguarda me, direi che sono abbastanza semplice e forse per questo amo i sapori. Mi ricordo una zuppa di legumi mangiata in piedi a Siracusa in un piatto di plastica… semplicemente fantastica! E poi i ravioli di ricotta della mamma, con lo stufato di maiale e i semi di finocchio… ecco mi è tornato l’appetito eh eh

Angie: – Le tue esperienze lavorative? Luca: – Forse questa è una domanda per un cuoco… sono un musicista che ha la fortuna di girare per il mondo e conoscere un sacco di gente simpatica e interessante. E ovviamente non mi sottraggo dall’assaggio della cucina locale.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove? Luca: – Pur essendo aperto a ogni tipo di esperienza culinaria, confesso di essere fondamentalmente un abitudinario e quindi a Milano ho la mia pizzeria preferita, il mio ristorante giapponese preferito (ao me piace er sushi.. non è colpa mia) e un paio di locali molto tradizionali dove mi piace andarci una volta ogni tanto. Ma vengo dal Piemonte, e nel Monferrato, pur conoscendo ristoranti in luoghi sublimi dove, per intenderci si va sul sicuro, mi piace trovare nuovi locali e fare nuove scoperte sia in tema di piatti che di vini.

Angie: Sei mai stato a dieta? Luca: – Scherzi?

Sushi

Sushi

Angie: – Meglio carne o pesce? Luca: – Bella domanda… posso passare oltre?

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti? Luca: – Un Tiramisù: semplice, saporito, morbido, moderatamente alcolico

Angie: – Vino? Luca: – Se fossi un vino sicuramente sarei una Barbera

Angie: – Il tuo punto debole Luca: – La crosta della pasta al forno

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa? Luca: – Non mancano mai parmigiano e pecorino e nella dispensa.. pasta, riso, olio al peperoncino e aceto balsamico

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? Luca: – La pasta ca muddica

Angie: – E quello che ti piace mangiare? Luca: – Vado matto per la pizza!

Angie: – Come ti definiresti a tavola? Luca: – Un moderato, che però, piano piano, fa sparire le cose dal tuo piatto!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace? Luca: – Domanda difficile perché sono goloso di cose diverse e la cosa dipende molto dal momento. Ora direi una bella crema catalana. Ciò che invece proprio non mi piace … cos’è che non mi piace?

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Basilico

Luca: – Il profumo del basilico

Angie: – Non puoi vivere senza… Luca: – Pizza

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare Luca: – Sicuramente il saper cucinare è importante. Diciamo che io riesco quasi sempre a indovinare il ristorante giusto!

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori Luca: – Mica posso svelare i miei segreti

Angie: – L’ultimo libro che hai letto? Luca: – Il Purificatore – del mio amico Maurizio Blini! Uno che di cucina se ne intende (Maurizio eh, non il purificatore)

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici… Luca: – You can leave you hat on

Angie: – Hobby? Luca: – Fotografia, mi piace tantissimo e ho scoperto da poco quanto mi faccia stare bene fotografare.

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande? Luca: – Una casa con una grande finestra sul mare da un lato e su una pineta dall’altro… e sullo sfondo, dietro la pineta, le montagne. Già che si sogna lasciami sognare alla grande!

Angie: – Cosa ti dicono più spesso? Luca: – Ma la pianti?

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca? Luca: – Perchè no?

Angie: – Un piatto della tua infanzia Luca: – La Scaccia siciliana (pomodoro e formaggio)

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina? Luca: – Assolutamente si. Non c’è una sola città in Italia dove si mangino le stesse cose, fatte nello stesso modo. Figuriamoci le regioni.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia? Luca: – Gli spaghetti pomodoro e basilico. perchè credo che sia un “piatto” simbolo!

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale? Luca: – Lo dicevo prima… sono goloso di Sushi

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico? Luca: – Non lo so… ma mi piacciono i colori: il rosso come il pomodoro o una bella mela, il verde, il blu del mare, adoro il profumo degli agrumi, le rotondità di un buon vino, il vapore delle patate lessate. Mi piacciono le cose vere, sincere come un pomodorino appena tolto dalla pianta, caldo di sole. Il dolce e il salato, così come adoro il caldo torrido e il freddo più pungente. La mollica del pane intinta nell’olio d’oliva! Questo dopo tutto sono io: tutto e niente!

Le pagine di Luca:

http://www.myspace.com/lucalab

http://www.myspace.com/belittle2

http://www.myspace.com/syntonymusic

http://www.myspace.com/highravemusic

http://www.myspace.com/pizzatrio

http://www.myspace.com/pjazz4th

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 8.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)
Intervista Gastronomica a Luca Calabrese, 8.0 out of 10 based on 1 rating

Lascia un Commento