AngieCafiero.it

E' inutile versare rum…

Date: 4 agosto 2011

Intervista Gastronomica a Maria Bolignano

Maria Bolignano

Maria Bolignano napoletana classe 1970, si è diplomata nel 1997, presso l’Accademia Napoletana di Teatro.
E’ Vincitrice del “Premio Massimo Troisi 2005” – miglior attrice comica;
Dal 1997 al 1999 entra a far parte della Compagnia Dell’Accademia, collabora con La Nuova Orchestra Scarlatti, partecipa al Festival del Teatro indipendente “La punta dell’Iceberg”, partecipa alla teatrale dell‘”Albero Azzurro” dalla più nota trasmissione televisiva per bambini in onda su Rai e si confronta con testi di vario genere da Giovanni Granelli a Garcia Lorca a Lorenzo da Ponte.
Partecipa a numerosi stages di perfezionamento, soprattutto di danza teatro e di teatro Kabuki-No. “Laboratorio Zelig” di Napoli.
Per maggiori informazioni sull’attività artistica di Maria vi rimando al suo sito personale, così io lavoro di meno, ed il suo sito fa più accessi 🙂

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro e le tue attività?
Maria: –  Devi sapere, Angie , che io sono una patita dell’alimentazione sana ( con qualche eccezione perchè quando ce vò ce vò) e coinvolgo in questo tutta la mia famiglia ed,  avolte anche i colleghi. Quindi è fondamentale per tutte le mie attività

Maria Bolignano

Angie: –  Hai mai scritto e recitato ispirandoti a qualcosa di gastronomico?
Maria: –  Devo dire la verità no ma è un’idea. Te la posso rubare?

Angie: –  Cosa significa per te mangiar bene?
Maria: –  Significa equilibrio tra genuinità e gusto

Angie:  – Le tue esperienze lavorative?
Maria: –  Questa non l’ho capita bene. Devo parlarti delle mie esperienze a prescindere dalla gastronomia (quindi quelle artistiche) o solo quelle legate ad essa (sai io ho frequentato l’alberghiero anche se come receptionist ma questo lo sapevano in pochi…fino ad ora)

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Maria: – Sì più di uno. Ma quelli che prediligo sono “Lo stuzzichino” di Santa Agata sui due Golfi (se vuoi mangiare con semplicità e genuinità) e Viva lo Re di Ercolano ( per palati più fini ed esigenti e amanti del buon vino). Da entrambi troverete dei padroni di casa “speciali” Mimmo e Maurizio. Ve li consiglio.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Maria: – Certo! Quale donna non è mai stata a dieta?

Angie: – Meglio carne o pesce?
Maria: – Mi piacciono entrambi ma il pesce lo preferisco un tantino di più

Tortino di cioccolato
Tortino di cioccolato

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Maria: – Mio marito mi paragona sempre ad un tortino di cioccolato (quelli con il cioccolato caldo all’interno che quando lo apri ti cola dappertutto). Sarà un complimento?

Angie: -Vino?
Maria: –  Un rosso sicuramente: Aglianico o Cannonau

Angie: –  Il tuo punto debole?
Maria: –  adoro “il casatiello napoletano” ma credo di dover cominciare a stare attenta al colesterolo alla mia età!!!

Angie: –  Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Maria: –  Nel frigo ? O nel freezer? Perchè se è nel freezer la risposta è : del buon gelato artigianale ( Gelateria Polo Nord di Napoli) Nella dispensa credo il riso. Che adoro

Angie:- Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Maria: –  Mi ripeto i risotti: alla zucca, alle zucchine, con le salsicce…

Angie:  – E quello che ti piace mangiare?
Maria: –  Mia madre è una cuoca fantastica e quando mi cucina i suoi piatti vado sul sicuro. Tra i miei preferiti c’è sicuramente come primo le chicche all’astice , come contorno,vado sul classico, la parmigiana

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Maria: –  un’esploratrice di sapori

Angie: – Di cosa sei più golosa? e cosa proprio non ti piace?
Maria: –  adoro i primi piatti ma odio quelli troppo pasticciati. Mi piacciono anche molto i piatti unici

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Graffe

Maria: –  certo! Gli odori in cucina mi risvegliano sensazioni e ricordi. E proprio per un ricordo legato a mia nonna adoro l’odore delle graffe fritte fatte in casa

Angie: –  Non puoi vivere senza…
Maria: –  Parmigiano Reggiano. Cosa sarebbe la nostra vita senza questa squisita invenzione?

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Maria
: –  Saper cucinare è un’arma in più nella seduzione.Si sa che sesso e cibo vanno a braccetto

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Maria: –  In realtà che ho “riletto” per la decima volta: “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Maria: –  Ultimamente – Should I stay or Should I go dei Clash– tanto che, su suggerimento di un’amica cara, l’ho messo nel mio nuovo spettacolo comico, “Caburlesc un pò cabaret un pò Burlesque”

Angie: – Hobby?
Maria: –  leggere e passseggiare ma ultimamente, avendo due figli di cui uno piccolo di 9 mesi in piena dentizione, non riesco a fare molto nè l’uno nè l’altro. Ma va bene così. La gioia che mi danno val pure rinunciare ad un hobby

Angie:- Qual è il tuo sogno più grande?
Maria: – Il mio sogno più grande? Essere per sempre circondata d’amore come adesso

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Maria: – Gli amici ? Che mi stimano e questo per me è fonte di grande orgoglio. Nemici? Non credo di averne. I non-amici? Non lo so , di solito ti parlano alle spalle

Angie: – Ti fidanzeresti con uno chef?
Maria: –  se non fossi già sposata con un grande estimatore della mia cucina ( ma è perchè mi vuole bene), credo proprio di sì.

Angie: – Un piatto della tua infanzia?
Maria: –  Pasta cas’ e ove (pasta cacio e uova). Un piatto semplice della cultura contadina che i miei nonni facevano spesso e volentieri in inverno e i tagliolini fatti in casa da mia nonna, nel brodo di gallina

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Maria: –  per la cucina io parlerei più di tradizione legata al territorio che di federalismo. Si badi che in sè il termine “federalismo” non ha nulla di negativo , è il modo in cui se ne parla in Italia che dà al termine una connotazione negativa

Angie: piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?- Quale
Maria: – la pasta e fagioli con la cotica

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?
Maria: – Quando posso vado nei ristoranti “etnici” perchè mi piace sperimentare nuovi gusti. Quale preferisco non ti so dire perchè c’è sempre qualcosa che mi convince e qualcos’altro che invece non mi garba. Posso dirti , però, quella che non preferisco : la cucina indiana. Troppo prezzemolo.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Maria: –  semplice ma gustoso, colorato ma discreto.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Maria:  Ricetta estiva: Pappardelle fiori di zucca e calamari.

Fiori di zucca

Ingredienti per 4 persone:
– 300 gr di pappardelle (anche integrali se vi va di favorire l’intestino)
– 2 calamari belli grossi
– fiori di zucca
– mezzo bicchiere di vino bianco
– aglio
– pomodorini (ciliegine )
– olio- sale- pepe- q.b.

Esecuzione:
Soffriggete l’aglio nell’olio fino a doratura.Aggiungete i calamari tagliati a rondelle e fateli cuocre fino a a quando non assumono una colorazione rosa. A questo punto sfumate con del vino bianco. Tagliate i pomodorini in due parti e aggiungeteli. Poi i fiori di zucca. Salate e pepate.Fate cuocere per altri 10/15 minuti. Cuocete le pappardelle. Scolatele al dente e spadellate nel sugo precedentemente preparato. Aggiungete un trito di prezzemolo e servire. Spero di aver ricordato tutto. Se è così : buon appetito

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

“Pere Mastantuono mbuttunate” – pere mastantuono imbottite

Pere Mastantuono

La pera mastantuono (in dialetto napoletano Pera e’ Mast’Antuono’) è una particolare varietà pera di dimensioni molto piccole e rotondeggianti, che vede il massimo della sua produzione nel mese di agosto.
Eccellente varietà di pera soprattutto per la sua consistenza e profumazione.
Purtroppo, attualmente assieme ad altre varietà locali, è stata soppiantata, nonostante le ottime qualità organolettiche dei frutti, da cloni con pezzature più grandi.

Viene consumata fresca o trasformata in marmellata o in pasticceria imbottita con ricotta e ricoperta di cioccolata.
Il perché di questo nome lo ritroviamo in una testimonianza raccolta dalla scrittrice Cecilia Coppola

– …questa pera è corposa e dolce, ma è necessario che non sia ancora matura quando serve per preparare le famose “ pere

mbuttunate”, una vera leccornia, che era considerata anche simbolo di abbondanza e buon augurio. La signora Giovannina Salvo Irolla mi mette a conoscenza di una singolare storia legata a questo frutto, che la mamma Angelina le raccontava. “ Un contadino aveva un albero di pero, molto dispettoso, perché non aveva mai nel corso degli anni prodotto una sola pera, nonostante le sue cure e la sua attenzione. Per questo, stanco e disilluso, decise di tagliarlo e di vendere il legno, Uno scultore ne acquistò il tronco e fece una statua raffigurante Sant’Antonio che fu benedetta e messa in chiesa. Il contadino, venuto a conoscenza del fatto, si portò accanto all’immagine e disse” Io ti cunosco piro e nun facevi pere, mo’ si Sant’Antonio e vuo’ fa’ ‘e grazie? ”(io ti conosco albero di pero che non produceva alcuna pera, ora che sei Sant’Antonio come puoi fare le grazie?”)”.
Da qui ha origine, con molta probabilità, il nome pera Mast’Antuono e questa frase è diventata proverbiale e si usa nei confronti di qualcuno che vuol sembrare buono e santo ed invece non lo è.

Leggi tutto

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 8.0/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén