Il nostro Johnny, in compagnia di Antonello De Rosa e Corrado Soldatini

Johnny Pollio, è nientepopodimeno quella grande “mente psicopatica” che da più di dieci anni organizza qui in costiera, “La Grande Avventura”, un vero è proprio gioco di ruolo che invece di svolgersi all’interno di un pc, si svolge in location reali a cui partecipano squadre di giovani fanatici (e mi ci metto pure io), che vengono dimenate da un pizzo all’altro nel nostro lembo di terra, spiegare con le parole cosa facciamo e cosa succede in quei due giorni che ci tolgono il sonno ed il senno, non è facile, bisognerebbe solo avere la possibilità di venire qui per poter comprendere, lo spirito che ogni anno anima e coinvolge ognuno di noi, un po ho cercato di descriverlo nel mio articolo sul “Pasticcio di Ramses”, ma non sono così sicura di esserci riuscita :-).
Ma veniamo a Johnny, soggetto a cui è stata diagnosticata una latente “sindrome di peter pan” che nella vita di tutti giorni esercita la professione di avvocato insieme alla sua compagna di vita, Anna Iaccarino, ma per rilassarsi dallo stress lavorativo, organizza questi eventi paradossoli, al solo scopo di divertirsi lui ed i suoi amici.
Quando gli ho proposto l’intervista, la sua risposta è stata: -ma che ti dico??-
Be quello che mi ha raccontato sul suo rapporto con il cibo e con la buona tavola, potete leggerlo nell’intervista che segue, e posso dirvi che sicuramente, non è da poco quello che mi ha raccontato 🙂

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Johnny: – Credo conti, in quanto un lavoro sedentario necessiterebbe, condizionale molto d’obbligo, di una corretta alimentazione, ma non me ne sono mai fatto un cruccio.

Angie:  – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Johnny: – Che io ricordi no, c’era qualcosa di culinario ma non era il leit motiv.

Angie:  – Cosa significa per te mangiar bene?
Johnny: – Significa mangiare con gusto, per il piacere di mangiare, senza guardare a calorie, colesterolo e quanto altro.

Angie:  – Le tue esperienze lavorative?
Johnny: – Tante, esordio come ragazzo di bottega in negozio di intarsio, poi  cameriere in un pub, bagnino, giornalista, sino ad arrivare ad avvocato.

Angie:  – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Johnny: – Lo scrittore, ma sarebbe andato bene anche l’animatore in villaggi.

Il logo de “La Grande Avventura”

Angie:  – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Johnny: – Sì,La Lanterna a Sorrento

Angie:  – Sei mai stata/o a dieta?
Johnny: – Assolutamente no.

Angie:  – Meglio carne o pesce?
Johnny: – In inverno carne, in estate pesce, ma di mare.

Angie:  – Se fossi un dolce, quale saresti?
Johnny: – Senz’altro il Tiramisù, perché mi considero di compagnia, anche se poi in realtà quel dolce non mi piace.

Angie:  – Vino?
Johnny: – Sì, Primitivo su tutti.

Angie:  – Il tuo punto debole
Johnny: – In cucina? Non riesco a dire di no ad una buona mozzarella, ma ormai ce ne sono poche che meritano la mia attenzione.

Angie:  – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Johnny: – Nel frigo una bella bottiglia di vino, in dispensa non dovrebbe mancare mai un pacco di spaghetti.

Angie:  – L’aspetto che ti attira di più del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Johnny: – Il semplicissimo spaghetto alla chitarra.

Angie:  – Quello che ti piace mangiare?
Johnny: – Un ottimo spaghetto con due pomodorini un bel Pesce San Pietro e una spruzzata di prezzemolo.

Angie:  – Come ti definiresti a tavola?
Johnny: – Un rompiscatole, per non essere volgare.

Angie:  – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Johnny: – Vado a periodi per quanto riguarda la golosità, invece non mi piacciono cavoli e lenticchie.

Angie:  – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Johnny: – Un odore che mi ha sempre intrigato, sembrerà strano, è quello di un aglio rosso soffritto, in olio di oliva paesano.

Angie:  – Caffè??
Johnny: – Lo odio, mi provoca nausea solo l’odore.

Angie:  – Non puoi vivere senza…
Johnny: – Una donna, direbbe zucchero e forse è vero, magari che sappia cucinare

Angie:  – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Johnny: – Il saper cucinare una buona cena.

Angie:  – Una tua ricetta per i miei lettori
Johnny: – Quella dello spaghetto al pesce San Pietro la ritengo ottima, ma andrebbero anche bene dei gamberetti rossi locali sale, pepe, spruzzata di prezzemolo e tiratina di cognac.

Angie:  – L’ultimo libro che hai letto?
Johnny: – Credo “Terroni” di Pino Aprile.

Angie:  – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Johnny: – Senz’altro “Briganti se more”

Angie:  – Un film?
Johnny: – Braveheart

Angie:  – Hobby?
Johnny: – Fare il presepe

Angie:  – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Johnny: – Bacco è ovvio.

Angie:  – Dici parolacce?
Johnny: – Con una frequenza impressionante

Angie:  – La frase che dici più spesso?
Johnny: – E’ una parolaccia, non credo si possa citare.

Angie:  – Cosa invece ti dicono più spesso?
Johnny: – Sempre parolacce, riesco ad essere alquanto irritante quando voglio.

Insalata di polpo

Angie:  – Qual è il tuo sogno più  grande?
Johnny: – Scrivere un romanzo.

Angie:  – Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare
Johnny: – L’ingratitudine.

Angie:  – Ti fidanzeresti con uno/a chef?
Johnny: – Una sì, uno no.

Angie:  – Un piatto della tua infanzia
Johnny: – Mi viene da ridere, ma ricordo con affetto la farina latte al cacao.

Angie:  – Ricordi cosa hai mangiato ieri e quello che desidereresti mangiare in questo preciso momento?
Johnny: – Ieri ho mangiato delle pennette zucchine e gamberetti, rigorosamente senza panna, in quanto i gamberetti erano freschi, ora come ora, mangerei…una bella insalata di polpo.

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Johnny: – In cucina esiste proprio la secessione.

Angie:  – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Johnny: – La pizza, se non altro per i colori, ma non sono molto entusiasta di questa data, essendo un vero meridionalista

Johnny Pollio

Angie:  – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Johnny: – La spagnola.

Angie:  – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Johnny: – Pepato.

Angie:  – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Johnny: – In questo momento davvero nessuno, grande pausa di riflessione.

Angie:  – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Johnny: – Berlusconi alla pasta e cavoli,  Di Pietro invece a quella con le lenticchie, le ragioni le ho spiegate sopra.

Angie:  – La cucina ha mai deluso le tue aspettative?
Johnny: – Sì, quando sono stato in Francia, sono rimasto molto deluso da quella cucina, troppo sofisticata, nasconde i veri gusti. Un po’ meglio quando sono stato giù, nella Lingua d’Oca.

Angie:  – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Johnny: – Mi piace vivere intensamente cercando di fare quante più cose possibili anche contemporaneamente, ritengo in questo modo di vivere di più e rendere di più, perché sto sempre sotto pressione e devo dare per forza il massimo.

Angie:  – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Johnny: – Ma ci sarà mai qualcuno a cui interessa sapere cosa penso di gastronomia? Certamente almeno una persona, l’intervistatrice, se non altro per dovere d’ufficio.

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Intervista Gastronomica a Johnny Pollio, 10.0 out of 10 based on 1 rating