Piero Boi

Piero Boi esordisce giovanissimo con un romanzo sperimentale, Le piaghe, che autopubblica, si dedica poi alla stesura di rielaborazioni di opere teatrali tutte rappresentate in Italia, tra le quali: Viaggio di uno sprovveduto, L’assassino di Jean Jurés, Il fantasma di Canterville, Il Gamba, figlio del Gamba, cabaret e L’ultimo canovaccio.
Tra le sue esperienze lavorative vi è quella cinematografica in cui esordisce come assistente di Paolo e Vittorio Taviani nel film La notte di San Lorenzo.
Torna alla letteratura con Cista Mystica, romanzo epico mitologico e poi Cargo dei cloni, il primo della trilogia Il quarto milennio.
Vive a Nosy Be, in Madagascar, dove oltre alla stesura dei suoi romanzi, scrive e produce documentazioni sulla storia, usi e costumi popolari locali.
In “Cargo di cloni”, tra i personaggi vi é un irriducibile gourmant, che si chiama Pantos ( da Pantagruele), ma anche altri hanno i loro particolari piatti e bevande di portata afrodisiaca e buongustaia.
Ed anche nei due episodi successivi (si tratta di una trilogia, IL QUARTO MILLENNIO, la tavola é imbandita con una infinità di piatti sopraffini, invoglianti e pruriginosi (non manca la cantaride…)

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro e le tue attività?
Piero: – Moltissimo, considerato il gran dispendio di energie psicofisiche che lo scrivere comporta.

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di gastronomico?

Piero: – Sovente. Specie nei tre episodi della Trilogia “Il quarto Millennio” Cargo dei cloni, L’eredità di Shambala, La vendetta di Jaldabaoth
Angie: – Cosa significa per te  mangiar bene
Piero: – Un giusto equilibrio di odori, sapori, disposizione in tavola, nonché buona compagnia.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Piero: – In passato, teatro e talvolta cinema. Oggi, solo la scrittura.

Alghe con chili

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì dove?
Piero: – Amo molto andare a scoprire nuovi locali promettenti. Per cascare in piedi, Chez Teresa, livornese, ad Ambatoloaka, isola di Nosy Be.

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Piero: – Talvolta per scelta, altre per necessità.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Piero: – Pesce, senza dubbio. Ma amo anche la carne…

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Piero: – il Tiramisu

Angie: – Vino?
Piero: – Amo tutti i vini, purché schietti, decisi, ambrati, allegri.

Angie: – Il tuo punto debole
Piero: – I ravioli burro e spinaci, in pomarola.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Piero: – Un tocco di Grana Padano, pasta lunga e corta.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Piero: – Alghe saltate con peperoncino.

Romazava

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Piero: – Romazava (minestrone) di pollo ruspante, con radice di zenzero ed erbe.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Piero: – Buongustaio. Poco ma buono.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Piero: – Il polpettone.  I finocchi lessati.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Piero: – Il basilico, senza omettere salvia e rosmarino, noce moscata, zafferano, cannella e chiodi di garofano.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Piero: – olio di oliva e basilico.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Piero: – Saper mettere le mani in cucina, spesso é dirompente, ma simpatia e buona conversazione sono essenziali.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Piero: – Mazzancolle (langoustine) gratinate.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Piero: – Io sono Dio, di Giorgio Faletti. Grande anche in letteratura.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Piero: – Un gelato al limon…

Angie: – Hobby?
Piero: – Ricerche storiche, fotografia, leggere le biografie dei grandi scrittori.

Zuppa di lenticchie

Angie: – Qual è il tuo sogno più  grande?
Piero: – Far conoscere i miei libri nel mondo intero.(ma, mi contenterei dell’Italia…)

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Piero: – Un po’ chiuso, talvolta timido…

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Piero: – Si’, specie se cinese o indiana, senza escludere una creola.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Piero: – Lenticchie con osso di prosciutto.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Piero: – Il Madagascar ne é la prova più tangibile: 18 tribù diverse, più comoriani, indiani, pakistani, cinesi, creoli danno vita a una cultura gastronomica ricchissima.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Piero: – La pizza, in tutte le sue declinazioni.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Piero: – E’ all’estero, che ci si rende conto della grandiosità della nostra cucina! In mancanza, ottima l’indiana, la cinese e la creola.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Piero: – Agropiccante, saporito, un po’ amarognolo.

Angie: – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Piero: – Berlusconi a una minestra insipida di cavolo nero, Di Pietro a una “penne all’arrabbiata” con molto molto peperoncino.

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