Intervista Gastronomica a Massimo Cacciapuoti

Massimo Cacciapuoti

Massimo Cacciapuoti

 

Se c’è una cosa che adoro fare, è trascorrere del tempo nelle librerie, piccole o grandi che siano, giro, guardo, e leggo perdendomi tra mille copertine, titoli, e quarte di copertine.
E’ cosi, che se senza sapere neanche chi fosse, ho acquistato il romanzo di Massimo Cacciapuoti: L’abito da sposa, che ho letto avidamente nel giro di in tre giorni, lo faccio quasi sempre, quando un libro mi prende, nel caso specifico, mi è piaciuto il modo in cui Massimo con la sua scrittura è riuscito a penetrare la realtà, nei suoi aspetti più duri e difficili ma anche nel suo cuore più caldo e pulsante, attraverso la figura di Marco, il protagonista del suo romanzo che, ritorna a Napoli dopo una lunga assenza dovuta al lavoro che l’ha portato lontano dalla sua città, dai suoi amici, dal suo ambiente. Ma come tanti altri, dopo qualche tempo riprende la via di casa, sullo sfondo di una città tetra, cupa, piovosa all’inverosimile, bella l’ambientazione in una insolita rappresentazione della città stereotipata,  della città del sole e del mare. E soprattutto belle le suggestioni che stimolano.

Massimo Cacciapuoti è una delle voci più interessanti della nuova narrativa italiana. Nato a Giugliano in Campania (NA) dove vive e lavora come infermiere. Altri suoi romanzi sono: Pater familias (1997)- diventato un film per la regia di Francesco Patierno e nel quale Cacciapuoti ha curato la sceneggiatura – L’ubbidienza (2004),  e Esco presto la mattina (Garzanti, 2009) Non molto lontano da qui è la sua ultima fatica letteraria, in questi giorni in libreria

Non Molto Lontano da qui – Massimo Cacciapuoti

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Massimo: – Credo che l’alimentazione sia fondamentale nella vita, qualsiasi lavoro o attività si svolga.

Angie: – Quanto influisce la gastronomia nel tuo lavoro giornaliero, ti sei mai ispirata ad essa in quello che fai giornaliermente??
Massimo: – Per la scrittura, sicuramente sì. Nell’aultimo mio romanzo, c’è un protagonista che è appassionato di cucina. Racconta la sua vita anche attraverso i piatti che cucina e i suoi gusti alimentari.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Massimo: – Dovrei dire mangiare cose buone e nutrienti, poco grasse. Ma dico ciò che penso realmente. Mangiare di gusto, in barba a grassi, carboidrati e tutto il resto.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Massimo: – Tante e svariate. Da adolescente ho fatto anche il cameriere per qualche giorno. Forse tra i lavori più faticosi che esistono.

Angie: – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Massimo: – Vivere di rendita. Che è un bel mestiere.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Massimo: – Vado spesso da Rosiello a Marechiaro. Ma ce ne sono tanti. Per esempio tra i migliori in cui ho mangiato pesce, c’è La taverna del conte, in Calabria, a Buonvicino.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Massimo: – Spesso. Ho ereditato una discreta tendenza a ingrassare e sono decisamente pigro.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Massimo: – Sono un grande appassionato di carne.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Massimo: – Vorrei essere tanto un tiramisù, per far star bene le persone  a cui voglio bene.

Angie: – Vino?
Massimo: – Mi piace ma non lo reggo. Questione di abitudine o di qualche difetto enzimatico.

Angie: – Il tuo punto debole
Massimo: – Pancia. Soffro di colite nervose, per cui dopo un’abbuffata sto decisamente male.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Massimo: – Latte. Carne Formaggi. Nella dispensa un buon pezzo di pane fresco e la pasta.

Angie: – L’aspetto che ti attira di più del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Massimo: – Mi piace sperimentare secondo le mie inclinazioni. A volte combino certi pasticci!

Angie: – Quello che ti piace mangiare?
Massimo: – Antipasti vari. Verdure. Insalatone. Mega-arrosti.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Massimo: – Vorace.

Angie: – Di cosa sei più golosa/o? e cosa proprio non ti piace?
Massimo: – Dolci. Alici in tortiera.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Peperoni Arrostiti

Peperoni Arrostiti

Angie: – Caffè??
Massimo: – Ne bevo a litri. E mi piaci moltissimo tutto il rituale che accompagna il caffè. Prepararlo (guai se lo fanno altri, specie di mattina), Aspettare che venga su. Zuccherarlo. Metterlo nella giusta tazza. Anzi, visto che me l’hai ricordato, vado a prepararlo.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Massimo: – Carne.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Massimo: – Una buona cena è importante. Ma saper cucinare è il tocco in più.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Massimo: – la preferita delle mie bimbe. E’ molto semplice da preparare:  la mia dose standard è la seguente. Due zucchine, una melanzana, due peperoni, due fette di pettoi di pollo, 300 grammi di riso. Tagliare gli ortaggi a dadi e friggere separatamente in una teglia con poco olio. Metterli insieme in una teglia e aggiungere il petto di pollo tagliato a tocchetti. Cuocere per qualche minuto.
Cucinare il riso a parte e dopo averlo colato, versarlo nella teglia e lasciare cuocere per qualche minuto a fuoco lento.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Massimo: – Un giorno mi troverai di Kim Edwards.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Massimo: – La vita è adesso di Claudio Baglioni.

Angie: – Un film?
Massimo: – Ultimo visto: Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno.

Angie: – Hobby?
Massimo: – Musica.

Angie: – Dici parolacce?
Massimo: – Abbastanza.

Angie: – hai qualche rituale scaramantico, sei si’ quale?
Massimo: – Rituali veri  e propri no. ma sono molto scaramantico e superstizioso.

Angie: – Segui il calcio? La squadra per cui tifi??
Massimo: – Lo seguo anche se non accanitamente. Il Napoli, ovvio.

Angie: – La frase che dici più spesso?
Massimo: – Meglio non ripeterla.

Angie: – Cosa invece ti dicono più spesso?
Massimo: – Sei permaloso.

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Massimo: – Vivere una vita serena.

Angie: – Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare
Massimo: – Chi non rispetta le regole. Le prepotenze. Le furberie.

Angie: – Ti fidanzeresti con uno/a chef?
Massimo: – Assolutamente sì. Andrebbe bene anche come amante.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Massimo: – Merluzzo. Mia madre era fissata. Diceva che faceva bene. Ah e poi il fegato con le cipolle. Sono anni che non lo mangio.

Merluzzo

Merluzzo

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Massimo: – Ma sì, l’Italia è molto regionalistica sotto l’aspetto culinario.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?

Pizza

Massimo: – La pizza. Credo meriti un posto d’onore. Pasta con il ragù.

Angie: – Tradizione o Innovazione
Massimo: – Innovazione.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Massimo: – Beh, francese, ovviamente.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Massimo: – Agro-dolce.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Massimo: – Il 6 ottobre è uscito  Non molto lontano da qui, per Garzanti. E per fine anno è prevista l’uscita di un nuovo romanzo, una sorta di racconto lungo. Una bella iniziativa di Barbera editore, per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Angie: – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?

Alici in tortiera e Berlusconi

Alici in tortiera e Berlusconi

Massimo: – Berlusconi, le alici in tortiera, ripeto il piatto che non riesco proprio a mangiare e digerire. Di pietro un risotto un po’ sciapo.

Angie: – La cucina ha mai deluso le tue aspettative??
Massimo: – Ma si. Spesso in alcuni ristoranti ho mangiato meno bene di quanto mi aspettassi.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Massimo: – Godere il più possibile dei piaceri della vita, per vivere meglio.

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Massimo: – Sei contento delle cose che fai? Abbastanza, ma di sicuro potrei fare di più e meglio.

Angie: – Dopo questa intervista, ti è venuta fame?
Massimo: – Molta. È stata peggio di un esame universitario. Scusatemi, vado  a mangiare qualcosa…

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