Intervista Gastronomica a Pierluigi Pipoli de l’enoteca “Il Tralcio”

Pierluigi Piepoli

La mia conoscenza con Pierluigi, avviene grazie a Facebook, condividendo io, la passione per la buona cucina, non è stato difficile trovare degli interessi comuni, e, cosi dopo un po di scambi sono riuscita a convincere il buon Pierluigi a rilasciarmi questa intervista, l’ho convinto dicendo: – non preoccuparti sono solo poche domande…-, Pierluigi si è messo di impegno ed ha risposto a tutte accuratamente inviandomi una intervista di 4 pagine, che non ho assolutamente voluto tagliare, poichè le sue risposte sono state appassionanti e coinvolgenti, e lasciano intravedere, la voglia, e l’impegno che da anni impiega nello svolgimento della sua attività.
L’enoteca “Il Tralcio” si trova a Monopoli ed è una storica enoteca pugliese,viene inaugurata nel 1986 dal titolare Pierluigi Pipoli. Appassionato cultore dell’arte enologica e sommelier professionista A.I.S., erede di una tradizione familiare nel campo del beverage, che si tramanda da ormai tre generazioni, è critico enogastronomico e collabora con varie testate giornalistiche.
Dal 1990 è associata al prestigioso club delle enoteche Vinarius;
nel 2003 consegue in Conegliano Veneto (Tv) il Premio Nazionale “Miglior Vetrina della Grappa”, nel 2005 a Reims in Francia il premio Laurent-Perrier “Super Vetrina di Champagne”e nel 2007 in Piemonte da Mazzetti d’Altavilla “La Vetrina più Bella”.

Per maggiori dettagli sull’attività di Pierluigi, vi invito a visitare il sito dell’enoteca, dove potrete soddisfare tutte le vostre curiosità ed attingere informazioni nel caso voleste fare una capatina dalle sue parti, e, vi assicuro troverete sempre una grande disponibilità in sinergia con una considerevole professionalità.

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro? (Hai mai scritto ispirandoti a quacosa di culinario?)
Pierluigi: – Voglio precisare da subito che le mie competenze, (per via del lavoro che svolgo – sono uno storico enotecario della Puglia)  non sono prettamente di carattere gastronomico, ma come puoi ben capire, la buona cucina va sempre a braccetto con il buon bere. Ho collaborato con alcune testate giornalistiche, affrontando i temi più disparati, ma sempre con l’occhio di chi vive giornalmente il mondo del vino.

Angie:  – Cosa significa per te mangiare bene?
Pierluigi: – Sarò retorico, ma la mia idea del mangiare bene è quella della semplicità. Mi spiego meglio: i piatti preparati devono far emergere i sapori e i profumi primari come la terra, il mare, il territorio, il tutto ben assemblato tra loro. Questo cibo mi deve emozionare per gusto ed equilibrio. In genere evito sovrapposizioni di gusti eccessivamente azzardati, a volte testati solo per far scena. La sfida è proprio saper cucinare le tradizioni del passato con la volontà del presente e con l’obbiettivo di far sempre meglio nel futuro.

Angie:  – Le tue esperienze lavorative?
Pierluigi: – Ribadisco che ho fatto tanta gavetta nel settore beverage, con esperienza venticinquennale nella commercializzazione di tutto quello che si può trovare in un luogo chiamato Enoteca conla E maiuscola. Sarebbe troppo lungo effettuare un excursus di questi anni trascorsi, ma posso dirti di aver fatto visita praticamente, a tutte le aziende di prestigio sia nel settore vinicolo che spumantistico, distribuite su tutto il territorio nazionale, inoltre mi sono recato a Reims per lo champagne ecc. Ho conosciuto e ritrovato in più occasioni il compianto Gino Veronelli, molti chef stellati, noti giornalisti appassionati di vino, enogastronomi e svariati opinion leader del mondo della enogastronomia in generale.

Tutti quanti hanno contribuito ad accrescere il mio bagaglio culturale; ho collaborato con alcuni giornali settoriali.  Oggi mi diverto ad effettuare dei reportage fotografici nei vari luoghi di piacevoli e mondane uscite enogastronomiche.

Ma il ringraziamento maggiore lo faccio alla mia clientela affezionata che seguendomi in questi anni ha contribuito alla mia formazione.

 Angie:  – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente cosa ti sarebbe piaciuto fare?

Pierluigi con alcuni clienti nella sua enoteca

Pierluigi: – Difficile immaginarmi a fare dell’altro, ma la mia grande passione per il viaggiare e per lo scoprire posti nuovi vicini o lontani, mi avrebbe portato a fare anche lì il reporter di luoghi inesplorati, così da poter raccontare le abitudini e i costumi con particolare attenzione al consumo di cibi e bevande.

Angie:  – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se si, dove?
Pierluigi: – La mia grande curiosità mi ha portato a provare e tentare di tutto. Se proprio devo indicare un posto del cuore dove si mangia divinamente, Ti dico: da Tuccino a Polignano a Mare (Ba). Vedi, loro Ti cucinano anche un semplice spaghetto con le vongole,  ma se Tu chiudi gli occhi senti un’emozione in bocca che Ti lascia di stucco. Del resto l’insegnamento è di un grande come Pasquale Centrone, Tu non lo vedi , ne senti la sua presenza, con gli occhi Ti scrive e Ti dice la sua verità, anche per questo io gli voglio un gran bene.

Angie:  – Sei mai stato a dieta?
Pierluigi: – Purtroppo la mia conformazione ginoide ereditata da mia mamma, mi porta con regolarità ad avere problemi con la bilancia, inevitabile problema di chi vuole soddisfare il proprio palato, diciamo abituato a luculliane abitudini.

Tutto questo però cozza con il mio Io narcisistico invece, ereditato da mio papà. Ecco quindi la necessità periodica di rientrare su un peso forma che mi permette di correre e saltare all’interno del mio negozio, tra una scala ed un alto scaffale  quando bisogna soddisfare rapidamente la richiesta di ogni cliente.

Angie:  – Meglio carne o pesce?
Pierluigi: – Anche in questo caso non voglio sembrarTi scontato, ma il pesce lo preferisco alla carne per più motivi: risiedo in un posto di mare la cui estate è molto lunga e mi consente di approfittarne. Le sue proprietà benefiche mi fanno insistere nel consumo, che tra l’altro risulta essere più simpatico alla domande precedente. In genere però se mi sposto nell’entroterra, il consumo di carne non mi dispiace, non gradisco le carni tirate con salsine dolci come in taluni posti è di tendenza fare.

Angie:  – Se fossi un dolce, quale saresti?
Pierluigi: – Una torta con abbondante panna, o comunque qualunque altro dove la panna risulta presente. Sarà di per sè logico, ma se ben fatto riesce a far esaltare il dolce come nessun’altra cosa al mondo.

Angie:  – Vino?
Pierluigi: – Qui la domanda si fa più complessa, ma voglio sorprenderTi anche in questo caso. Ho un debole per le bollicine, in tutte le sue sfaccettature. Io spazio dai più blasonati champagne, alle nostre bollicine più soft come i prosecchi ed anche agli champenois italiani sia di provenienza trentina che dalla Franciacorta, i rosè, e nella fattispecie stravedo per il Saten. Ti dico che, un altro argomento a me molto caro sono i vini rosati, che qui da noi in Puglia si fanno da sempre con maestria. Questa tipologia di vini sono naturalmente in relazione alle tante pietanze che qui abbondano ed anche al modo di poter rinfrescare le nostre giornate a volte veramente calde.

Angie:  – Il tuo punto debole?
Pierluigi: – Il rapporto con gli altri. Mi spiego meglio, ho ricevuto un’educazione sul genere vecchio stampo ed oggi mi accorgo di una perdita di valori che si ripercuote a tutti i livelli. In tutti i luoghi c’è mancanza di rispetto nei confronti altrui, tutto ciò si ripete anche a tavola. La mancanza di educazione la cogli ovunque, tanti camerieri non hanno più tatto, tanti ristoratori che hanno pretese assurde, per non parlare di tanta gente che seduta su altri tavoli pensa di essere a casa propria. Ma potrei farTi anche l’esempio degli scarichi di prodotti che mi giungono in Enoteca, molte volte i corrieri risultano essere arroganti e maleducati. Scusami ma per me il rispetto per le persone è fondamentale, anche se questo non mi ha mai procurato tanti vantaggi.

Angie:  – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Pierluigi: – Della buona frutta fresca e delle verdure di stagione. Non sono un vegetariano, ma da anni ho la buona abitudine di fare pasti regolari  dove frutta e verdura non debbano mai mancare. Mi dissetano nel periodo estivo, mi aiutano sotto ogni aspetto, credo poi molto nelle forme preventive della salute, nel mio frigo inoltre non deve mai mancare il mio yogurt giornaliero. Nella dispensa non manca mai la pasta che all’occorrenza è indispensabile per poter fare un pasto improvvisato ed energetico, foss’anche uno spaghetto con aglio olio e peperoncino.

Angie:  – L’aspetto che ti attira di più del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Pierluigi: – La capacità di far venire fuori un grande risultato, con pochi elementi a disposizione. Eventualmente mi piace dare delle leggere rivisitazioni alle ricette originali. Mi piace attendere il parere di tutti i commensali che è motivo di discussione allegorica in tavola. Mi piace e mi rilassa la semplice cottura alla brace.

Angie:  – Quello che ti piace mangiare?
Pierluigi: – Ribadisco che mi piace mangiare ordinato. Cioè ci deve essere logica anche in tavola, sono ancora uno di quelli che inizia con antipasto e prosegue con primo, secondo, contorno, ecc. perché si apprezza di più quello che stai mangiando. Non mi piace alzarmi mai troppo sazio perché i sensi di colpa non mi farebbero stare bene all’appuntamento con il pasto successivo. Specifico inoltre che per me, ordinato corrisponde a semplicità, uno spaghetto al pomodoro ben fatto potrebbe darti delle soddisfazioni anche indescrivibili.

Angie:  – Come ti definiresti a tavola?
Pierluigi: – Piuttosto critico, del resto si tratta comunque di deformazione professionale ed anche del mio carattere che mi porta ad approfondire ogni cosa. Mi capita quindi, anche alla presenza di altri commensali di estraniarmi per poter riflettere sui tanti aspetti che si susseguono una volta che il piatto ti fa compagnia. Per la verità questo mi succede anche se sono a casa mia, credo sia necessario ricordarsi ancora che è utile soffermarsi su quello che si sta facendo perché per il resto c’è sempre tempo.

Peperoncini

Angie:  – Di cosa sei più goloso? E che cosa proprio non ti piace?
Pierluigi: – Domanda per risposta ampia. Amo il piccante in tutte le sue forme. Sono capace di usare il peperoncino fin dalla mattina e comunque lo adopero quotidianamente, sino ad arrivare all’eccesso. Ho un debole per tutti i tipi di pasta al forno, sia con pomodoro che non, pasticci vari soprattutto se cotti in forno a legna. Così pure una pizza sempre da forno a legna ti può dare tantissimo.  Non mangio cipolla se visibile, e poi non mangio carciofi, il fegato ed interiora varie, per il resto non ho problemi.

Angie:  – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Pierluigi: – Certo, nel nostro sud fortunatamente si conservano buone tradizioni e di frequente a pranzo sono solito mangiare come primo pasta con il sugo di pomodoro fresco che con l’aggiunta di basilico fresco ti ricorda di essere in estate, se poi ci aggiungi un po’ di cacioricotta grattugiato (tipico formaggio salato delle mie parti), Ti dico che non ha prezzo. Vedi che insisto sulla semplicità che è una mia prerogativa.

Angie:  – Caffe?
Pierluigi: – Senti, io lo prendo solo dopo pranzo, ma non deve mai mancare, è una consuetudine. Questo rito quotidiano mi fa stare bene. Naturalmente se in compagnia di amici condivido anche con loro la pausa caffè.

Angie:  – Non puoi vivere senza…
Pierluigi: – Una buona bottiglia, che sia essa di un buon  vino o di una buona birra. Non riesco ad immaginarmi con cibi ed alimenti di buona qualità se poi il tuo bere non è adeguato. E Ti sto parlando anche della dorata bevanda tanto cara ai tedeschi. Anche di quest’ultima sono un estimatore e se proveniente da birrificio artigianale ne sono particolarmente ghiotto. Vedi, purtroppo ancora oggi c’è tanta gente che rigurgita di tutto, preferiscono la quantità alla qualità. Quindi, ribadisco mangiare e bere bene per poter poi stare sempre bene.

Angie:  – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Pierluigi: – Fiumi di parole sono state scritte a tal proposito, ma Ti dirò la mia. Credo che il cibo afrodisiaco sia quello che non hai ancora mai cucinato. E’ quello che andrai a proporre a prescindere dalle pietanze che andrai a trovare, perché già l’intenzione è di per se una cosa magica. In ognuno di noi psicologicamente, a volte può scattare qualcosa nella nostra testa che ci porta ad avere delle fantasie. Quello che poi cerchiamo mediante la preparazione di pseudo piatti afrodiasiaci è solo l’anteprima di quello che in realtà desideri che accada dopo, purchè tu lo voglia intensamente, nel mio caso, forse un po’ piccante…

Angie:  – Una ricetta per i miei lettori
Pierluigi
: – Ti consiglio una semplice preparazione di una sfoglia salata, leggera ed energetica, che mi piace fare.

Sfoglia Salata
Ingredienti:
- gr 200 di ricotta fresca
- gr 200 di spinaci lessati
- 2 uova
- gr 100 di prosciutto a dadini
- gr 100 di grana grattugiato
- un pizzico di sale

Esecuzione:
In una coppa lavorate  200 gr. di ricotta fresca, 200 gr. di spinaci lessati e ben scolati, 2 uova intere, 100 gr. di prosciutto cotto a dadini, 100 gr. di grana grattugiato, un pizzico di sale, una grattata di noce moscata, quindi amalgamate fra loro tutti gli ingredienti e successivamente stendeteli n una teglia da forno, sul cui fondo avrete steso della carta da forno. Mettete in forno preriscaldato a 200 gradi per circa mezz’ora, servite poi tiepida o a temperatura ambiente con un  bianco profumato e di discreta struttura, buon appetito!

Angie:  – L’ultimo libro che hai letto?
Pierluigi: – Vino e Seduzione di Gian Paolo Bonani. Stappando questo libro si ha il senso della storia, dell’equilibrio e della felicità che il nettare di Bacco propone a chi non ha paura dell’ebbrezza spirituale nelle sue splendide verità. E’ un libro dal giusto grado alcolico, carico del bouquet dell’esperienza di oltre 30 anni di bevute ragionevoli, intense ed allegre.

Angie:  – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Pierluigi: – Ho un debole per i balli caraibici e sudamericani in genere. Balli che ho potuto conoscere visitando molti di questi luoghi. Ma se c’è ne uno i cui succhi gastrici vengono stimolati, secondo me è “Cielito lindo”, se poi ci aggiungi i vari tacos, tortillas e verdure miste piccanti, Ti assicuro che ad essere stimolati non sono solo i succhi gastrici…

Angie:  – Un film?
Pierluigi: – Di buone pellicole ne sono un cultore, credo che come non esiste un buon ristorante con un buon chef, così non si può parlare di un film senza attori di buona qualità. In genere, la classica commedia all’americana mi diverte, con attori impegnati come: De Niro, Al Pacino, Harrison Ford, ecc. non ti sbagli, ma anche i classici italiani pure in bianco e nero, non si possono dimenticare, Mastroianni, Gassman, Fellini, ecc. anzi se posso citarnerne uno, direi che il premio oscar Amacord è il mio preferito, che per “certi versi “ ha segnato la mia adolescenza…

Angie:  – Hobby?
Pierluigi: – Sono un grande sportivo, nel senso che mi piace vedere il calcio giocato, di buona qualità, quello genuino che diverte, ma soprattutto mi piace seguire la mia squadra del cuore, la squadra della mia città, a prescindere dalla catagoria di appartenenza (tasto dolente). In realtà però, sempre per mia deformazione professionale lo sport preferito di questi ultimi anni è l’andare i tutti quei luoghi dove piatti, bottiglie, botti, produttori ed eventi gastronomici mi hanno portato a diventare un reporter, per poi realizzare dei reportage fotografici, da riportare ovunque. Naturalmente, non senza aver anche fatto il pieno di notizie ed infomazioni.

Angie:  – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?

Bacchus, Simeon Solomon - 1867 c. Birmingham Museum and Art Gallery.

Pierluigi: – Bacco (Bacchus) figura della mitologia romana, corrispettivo alla divinità greca di Dionisio, di cui Bacco era uno degli appellativi. Dio del vino, della vendemmia e dei vizi. Me lo guardo e poi riguardo, nella famosa opera del Caravaggio, e come perla Monnalisa, mi affascina ogni volta di più, con il suo corpo cinto di pampini, non magro ne muscoloso ed ebbro, con la sua coppa di vino mi suscita sempre un’emozione diversa.

Angie:  – Dici parolacce?
Pierluigi: – No, credo che il buon esempio dovrebbe venire da noi adulti, perché i più piccoli ripetono i nostri comportamenti, e se oggi è diventata una cattiva abitudine, bè questo va attribuito a chi non ha svolto a pieno il proprio dovere, a cominciare dalla scuola, la chiesa, la famiglia e la politica. L’argomento è di per se delicato, e richiederebbe ulteriore approfondimento. Unica eccezione, invece è l’intimità. Se in una coppia si è entrambi consenzienti, nulla trovo di proibito, soprattutto le parolacce, che credo possano i quei momenti particolari dare un po’ di piccante in più!

Angie:  – La frase che dici più spesso?
Pierluigi: – Purtroppo il lavoro e il particolare momento economico in negozio mi portano a dire: rapporto qualità/prezzo, pensierino, è conveniente, ti faccio spendere poco, ecc. Per anni invece durante la giornata ho parlato più spesso di: pietanze adatte all’abbinamento a vini, di modalità di conservazione, di temperatura di servizio, e poi profumi, sentori, ecc. adesso sopraffatte da quello che Ti dicevo prima.

Angie:  – Cosa invece ti dicono più spesso?
Pierluigi: – Appena entrano in negozio mi dicono che: non capiscono niente di vino; vogliono fare bella figura e vogliono spendere poco. Ora capisci bene che sono tre concetti rispettabilissimi. Non è però logico generalizzare o sminuire il nostro lavoro con frasi così povere di contenuto. I tre concetti si spiegano nella loro logica in questo modo: riconoscono la loro ignoranza, il momento è difficile economicamente, ma al tempo stesso ci si rivolge al negozio specializzato, nel cui interno il professionista gli garantisce comunque la qualità dell’acquisto.

Angie:  – Qual è il tuo sogno più grande?
Pierluigi: – Ognuno di noi ha diritto ad avere delle ambizioni, sono motivo di autostima e posso farci vivere bene a prescindere dalla realizzazione poi del nostro desiderio. Innazitutto, vorrei poter vivere un prosieguo di vita di buona qualità. In età adolescenzale ho vinto per ben due volte il cancro, da cui psicologicamente non si guarisce mai completamente.

Poi vorrei affermarmi ulteriormente sotto l’aspetto professionale: dopo la mia esperienza di negoziante pluri decennale, mi piacerebbe operare in una struttura molto più grande e multifunzionale. Mi piacerebbe avere più notorietà, tale da portarmi a visitare ulteriormente tutto quello che riguarda il mondo dell’enogastronomia a 360 gradi.  Per il resto l’impegno e la caparbietà mi contraddistinguono da sempre, serietà, professionalità, correttezza, ecc. ma come Ti dicevo prima il mio sogno più grande io l’ho già fatto!

Pierluigi, con alcuni clienti nella sua enoteca

Angie:  – Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare?
Pierluigi: – La maleducazione, l’arroganza, la prepotenza, la superbia. A volte ho assistito a scene dove clienti non conoscenti della materia si arrogavano il diritto di importi il proprio pensiero solo perché più potenti. Oggi viviamo in una società dove la perdita dei valori è sotto gli occhi di tutti, e come ho già spiegato in altra risposta è una cosa molto grave e solo le  successive generazioni potranno vederne i risultati nefasti. Nel mio piccolo e con professionalità cerco di pacare le mie sensazioni di ira, con forma di autocontrollo che è poi utile anche nei miei interessi.

Angie:  – Ti fidanzeresti con uno chef?
Pierluigi: – Nessun problema  non ho forme di preclusione per alcuno. Vuoi mettere di avere in casa una professionista della cucina a portata di mano? Sono umili, sono brave, sono rotondette (ed a volte abbondanti), quindi simpatiche ed amabili, un po’ misteriose ed istrioniche, ma soprattutto tanto succulente.

Angie:  – Un piatto della tua infanzia
Pierluigi: – Diversi, per varie fasi di età ed anche curiosi nella loro esecuzione. Ero piccolino quando mia nonna riponeva rossissime fette di carne a cuocere a bagnomaria, dopo pochi secondi le tirava fuori sanguinanti dal piatto perché con le sue forti mani, stringendole ne faceva uscire un liquido di colore rosso vivo che mi faceva poi bere, sembrava dovesse essere un buon toccasana. Stesso discorso per lo sbattere poderoso dei tuorli di uova (ormai industriali) con tanto zucchero che davano superenergetici zabaioni che mi facevano sfrenare nelle viuzze del mio quartiere, che ricordi…

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo te esiste anche in cucina?
Pierluigi: – Non mi piace mischiare la politica con la cucina. Esistono piuttosto delle tradizioni che vanno tutelate, protette e divulgate. Il linguaggio della cucina è universale con tutte le sue sfaccettature, quindi ribadisco vanno protette sagre, tradizioni, scuole di pensiero ecc. nel pieno rispetto delle regole, ma almeno qui la politica lasciamola fuori.

Spaghetti pomodoro e basilico

Angie:  – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Pierluigi: – Penso non sia difficile rispondere. Hai presente i film in bianco e nero dove sia Totò o Alberto Sordi mangiano con le mani gli spaghetti? Bè, credo che il piatto per eccellenza sia gli spaghetti con il pomodoro, colorato con foglie di basilico. Credo che non ci sia altro modo per rappresentarci. Quindi credo possa essere il piatto simbolo del 150°.

Angie:  – Dopo la cucina italiana c’è ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si quale?
Pierluigi: – Senti, ne ho provate tante ed anche di orientali, tipo vietnamita, indiana ecc. e devo dirTi che non mi hanno entusiasmato, a volte si tratta più che altro di curiosità che ci porta ad assaggiare i cibi dei tanti luoghi in cui ti rechi. Se devo però fare una scelta opterei per quella del Brasile più meridionale, quello Gaucho per intenderci, dove il culto della carne è molto evidente, conoscono a perfezione ogni taglio dell’animale e partecipare ad un vero churrasco in fazenda me lo ha confermato. Divina poi la fagiolata con il maiale, con fetta d’arancia ed accompagnata da farina di manioca. Un mangiare molto popolare, ma di ottima qualità.

Angie:  – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Pierluigi: – Pacato, perché tendenzialmente sono una persona tranquilla, cosa che mi piace fare anche quando sono a tavola. Nel senso che sono d’accordo sulle rivisitazioni e le sperimentazioni dei piatti, ma non sono d’accordo nello stravolgere il senso delle cose. A volte mi sembra che si ecceda per il sol gusto di sorprendere, ed il tutto diventa mercificazione. Quindi, ritornare alle nostre origini, avere la capacità di sorprendere, ma non di cancellare “caratterialmente”.

Angie:  – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Pierluigi: – E’ terminata da poco con enorme successo, la diciottesima edizione di “Rosati in Terra di Rosati” che ha coinvolto decine di enoteche di Puglia e dell’intero territorio nazionale, perla Puglia poi molti ristoranti nel corso della manifestazione hanno preparato piatti a tema abbinadoli agli stessi Rosati, il tutto consacrato nella serata conclusiva con cena di gala con presenze illustri in quel di Ceglie Messapica(Br) presso La Fontanina – wine/hotel. Parte del materiale illustrativo è inserito in specifico album presente sul mio profilo facebook.

In ottobre in enoteca è poi previsto un secondo step/degustazione di bollicine provenienti dalla Franciacorta, sarò più preciso a breve mediante pubblicazione sia sul mio sito web.

Inoltre ci sarà un evento a sorpresa per festeggiare i 25 anni della mia attività che ricadono il 29 di novembre 2011.

Angie:  – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? E Di Pietro?
Pierluigi: – Penso che a Berlusconi piacerebbero sicuramente degli spaghetti alla puttanesca, sai secondo me si leccherebbe anche i baffi che non ha… Per il Di Pietro penso ad una ribollita, in questo caso me lo immagino con del pane tostato, direttamente con il capo chino nella pentola in creta, unto sui lati della bocca e sulla camicia, che raccoglie borbotta.

Angie:  – La cucina ha mai deluso le tue aspettative?
Pierluigi: – Certamente, a volte mi è capitato di recarmi in posti bellissimi, dove ti saresti aspettato veramente molto di più, ed invece la delusione è stata grande, questo è successo proprio in queli luoghi più famosi, dove devi fare la prenotazione mesi prima. Invece gradevolissime sorprese le ho avute da giovani ragazzi che con tanto impegno cercano di non strafare, ma di preservare le nostre antiche tradizioni.

Enoteca "il tralcio"

Angie:  – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Pierluigi: – Senti, io mi metto in tavola non per assolvere ad una pura operazione di introduzione di alimenti per apportare energia nel mio corpo, mi alzo da tavola che ho ancora fame perché, ritengo che tutta l’operazione va fatta con estrema lentezza (mia madre è mi ricorda sempre che quando mi allattava al seno, io mi addormentavo!) per valutare a pieno tutti i suoi pregi. Mi piace cogliere i colori di ogni piatto, i profumi che a volte mi ricordano esperienze, luoghi, persone, e poi la grande magia di cogliere con le papille gustative tutte le peculiarità, dal dolce al salato, ecc.

Ed anche nel privato sono un po’ così forse eccessivamente schematico, ma non vorrei essre diverso da come sono.

In buona sostanza, la mia filosofia ed il modo di vivere, sono un po’ come io mangio: cerco di riflettere, di concentrarmi su quello che sto facendo, perché questo mi deve dare grande soddisfazione, ma sta a me coglierne il tutto.

Angie:  – Classica domanda alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta
Pierluigi: – Pierluigi Pipoli, avrai soddisfatto con le tue risposte una persona esigente come Angie Cafiero? Sarai andato fuori tema? Le tue risposte saranno state troppo evasive? Proveniendo più dal settore beverage, sarai stato veramente d’aiuto?

Penso di sì! Poiché ho  risposto con estrema sincerità e soprattutto con il cuore.

Io da operatore mi sono sempre impegnato in questi anni affinchè si potesse sempre bere bene, che si potesse abbinare il giusto, che le bottiglie fossero integre, che le informazioni fossero  sufficienti, ecc. ecc.

Purtroppo, mi sembra che in questo momento in tutti i settori ci sia un po’ di confusione, sia su chi come me cura le vendite per asporto, che chi si occupa di mescita ed anche su chi cucina. A volte i ruoli sono un po’ ballerini, la professionalità è scadente, tutti sanno tutto. Non voglio sembrare pessimista, ma servono regole e correzzioni varie.

Fortunatamente ci sono pure raggi di sole che filtrano tra le nuvole, ragazzi bravi il cui impegno è indiscutibile, ed è da questi che bisogna ripartire, perché il nostro futuro debba essere: un po’ PACATO, un po’ SEMPLICE,  un po’ CRITICO,  un po’ EMOZIONANTE, un po’ AFRODISIACO, un po’ CURIOSO, un po’ AMBIZIOSO, un po’ LENTO, un po’ UMILE, un po’ PICCANTE, un po’ GHIOTTO, un po’ MAGICO, un po’ CARAIBICO, un po’ ADOLESCENZIALE,  un po’ SERIO, ma soprattutto debba essere almeno “ UN PO’”, perché se manca questo ci viene a mancare anche il futuro!!!

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un Commento