Nel 2007 a vincere il premio campiello è un romanzo interamente ambientato nel sud Italia, in una regione ricca di tradizioni e cultura, la basilicata, il romanzo si intitola “Mille anni che

Mille anni che sto qui

sto qui” e l’autrice è Mariolina Venezia, nata a Matera nel 1961
E’ la saga di una famiglia lucana, una sorta di cento anni di solitudine, ma tutto italiano, quella storia mi ha incantata: Candida, nipote di Concetta, figlia di Albina, madre di Alba, nonna di Gioia, donne che lottano e fanno sentire la loro voce in una società maschilista in cui l’uomo è quello che conta, e sono loro le protagoniste di questo gran bel romanzo che vi consiglio di leggere e ceh è stato tradotto anche in francese nel 2008 J’ai vécu mille ans. Dopo sono arrivati, Altri miracoli, Torino, Einaudi, 2009, Come piante tra i sassi, Torino, Einaudi, 2009, Rivelazione all’Esquilino, Roma, Nottetempo, coll. Gransassi, 2011, Da dove viene il vento, Torino, Einaudi, coll. I coralli, 2011.
Ma per maggiori informazioni su Mariolina vi invito a visitare la  sua pagina su wikipedia

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Mariolina: – Conterebbe….

Angie: – Quanto influisce la gastronomia nel tuo lavoro giornaliero, ti sei mai ispirata ad essa in quello che fai
quotidianamente??
Mariolina: – Influire è troppo. Però di cibo, più che di gastronomia, parlo nei miei libri, in un modo o nell’altro. Come parlo di altre cose legate ai sensi.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Mariolina: – Mangiare qualcosa che soddisfi il palato ma mi faccia anche star bene, senza appesantirmi.

Mariolina Venezia

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Mariolina: – Tantissime. Da cameriera in un locale, a baby sitter, segretaria, vendemmiatrice. Spesso sono stata licenziata perché ero negata… Anche però aiuto regista, giornalista, documentarista. Una volta ho fatto perfino la cuoca su un set. E’ andata benissimo.

Angie: – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente
cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Mariolina: – L’archeologa. Possibilmente subacquea.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Mariolina: – Proprio uno specifico no. Però ho un debole per le bettole dove si mangia bene, come ce ne sono a Palermo o a Istambul.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Mariolina: – Sì, qualche volta ci ho provato, da adolescente, ma la trovo una cosa stupida. Penso che basti ascoltare il proprio corpo per capire il modo corretto di nutrirsi. Magari avendo anche qualche nozione sugli alimenti e adottando uno stile sano. Ma la dieta no. E’ ipocrita. Presuppone che se non fossi a dieta ci daresti dentro con tutt’altro. E’ un segno di poca armonia con se stessi. Almeno, io la penso così…

Angie: – Meglio carne o pesce?
Mariolina: – Pesce.

Charlotte alle pere

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Mariolina: – Una charlotte di pere. Esiste?

Angie: – Vino?
Mariolina: – Vino?! Che vino sarei? Boh.

Angie: – Il tuo punto debole
Mariolina: – Il tallone, come Achille.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Mariolina: – Qualcosa che mi sono dimenticata.

Angie: – L’aspetto che ti attira di più del fare da mangiare e se c’è un
piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Mariolina: – Sperimentare nuovi abbinamenti. Mi piace cucinare piatti lunghi e laboriosi. La paella, per esempio, ma lo faccio molto molto raramente.

Angie: – Quello che ti piace mangiare?
Mariolina: – Frutti di mare. Possibilmente crudi.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Mariolina: – Una trasgressiva moderata.

Angie: – Di cosa sei più golosa/o? e cosa proprio non ti piace?
Mariolina: – Frutti di mare e molluschi. Le cose che non mi piacciono: cibi da fast food.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Aneto in fiore

Mariolina: – Quasi tutti. Con un debole per l’aneto.

Angie: – Caffè??
Mariolina: – Sì sì sì. Ma non dopo mezzogiorno.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Mariolina: – La poesia. Anche nel cibo.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper
cucinare
Mariolina: – Come no. Nella seduzione conta il saper riconoscere e gustare ciò che i sensi comunicano, nel caso della cucina le sfumature, le armonie, gli accordi e i disaccordi dei sapori. Saper anche cucinare è una cosa in più.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Mariolina: – Andate al ristorante quando non avete voglia di cucinare.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Mariolina: – “L’assassino” di Simenon.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Mariolina: – La musica barocca in generale.

Angie: – Un film?
Mariolina: – Chocolat? No. Il pranzo di Babette? No. Come l’acqua per il cioccolato? No. Non lo so.

Angie: – Hobby?
Mariolina: – Pormi problemi di difficile soluzione.

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Mariolina: – Calipso. O Ulisse.

Angie: – Dici parolacce?
Mariolina: – Qualcuna. A volte me lo impongo, per coloritura.

Angie: – hai qualche rituale scaramantico, sei si’ quale?
Mariolina: – Evitare la superstizione. La trovo limitante.

Angie: – Segui il calcio? La squadra per cui tifi??
Mariolina: – No, assolutamente. Non tifo.

Angie: – La frase che dici più spesso?
Mariolina: – Cerco di variare. Temo la noia.

Angie: – Cosa invece ti dicono più spesso?
Mariolina: – Boh, non lo so. Forse che sono egocentrica?

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Mariolina: – Non aver bisogno di sogni.

Angie: – Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare
Mariolina: – La mancanza di sincerità.

Angie: – Ti fidanzeresti con uno chef?
Mariolina: – Di corsa (non pensare che sia la frase che dico più spesso, è solo la seconda volta che la uso)

Crema di Riso

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Mariolina: – La crema di riso.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Mariolina: – Sta lì la ricchezza.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Mariolina: – Gli spaghetti al pomodoro. Ma personalmente li detesto.

Angie: – Tradizione o Innovazione
Mariolina: – Innovazione basata sulla tradizione.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Mariolina: – Ehhh. La turca, la coreana, la giapponese, la cinese (non quella che si  mangia in Italia, eh).

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Mariolina: – Temperatamente audace.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Mariolina: – Diversi libri, un film, cercare di mettere delle veneziane in cucina.

Mariolina Venezia

Angie: – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Mariolina: – Berlusconi meglio non dirlo, potrebbe risultare disgustoso. Di Pietro… una trippa alla romana.

Angie: – La cucina ha mai deluso le tue aspettative??
Mariolina: – Sì, quando è nouvelle.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Mariolina: – Vivere.

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e
datti una risposta.
Mariolina: – No, dai.

Angie: – Dopo questa intervista, ti è venuta fame?
Mariolina: – Sono le nove e mezza del mattino. Ancora no.

 

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