Basilico

Il basilico insieme al sapore del pomodoro fresco ci ricorda l’estate, i mesi caldi, i paesi mediterranei e la buona cucina.

Il nome del basilico deriva, secondo alcuni, da basilicus (un drago che uccideva con lo sguardo e contro il quale la pianta rappresentava un valido antidoto), secondo altri dal  greco ‘Basilikòs’, che significa ‘regale‘.

Molte le leggende che ce lo raccontano sono tante, e tra queste, quella che descriveva la tomba di Cristo piena di piantine di basilico.

Considerata un potente talismano, i contadini messicani ne portavano sempre qualche foglia dietro per ‘attirare’ il denaro o la persona amata: la pianta, infatti, era sacra alla dea dell’amore.

Un tempo il basilico era ritenuto una pianta dalle virtù magiche.

Plinio il Vecchio lo considerava un afrodisiaco in grado di combattere anche gli attacchi epilettici. Nei rituali amorosi una fanciulla che si adornava con un rametto di questa pianta voleva significare compiacimento nei confronti del corteggiatore.

Ma c’e’ anche un’altra leggenda che ci fa scoprire perchè il dialetto napoletano il basilico viene chiamato “Vasenicola”, ringrazio Ciro Ruggiero per avermela segnalata e per avermi regalato le illustrazioni che corredano quest’articolo.

Vasenicola di Ciro Ruggiero

C’era una volta una bellissima ragazza che viveva con tre fratelli arricchitisi dopo la morte del padre. La giovane si innamorò di un ragazzo con dei bei riccioli neri lunghi sulle spalle, la pelle scura e sempre sorridente, si chiamava Nicola, che lavorava per i fratelli.
I tre, venuti a sapere dell’amore di lei nei confronti di Nicola, non erano assolutamente d’accordo, per la differenza di classe sociale, Nicola aveva origini troppo povere (esattamente come loro erano nati).
Così un giorno decisero di portarlo fuori città, dicendo a lui che era per lavoro e dovevano concludere un affare…
Fu così che lo uccisero e nascosero il corpo sotto terra.
Al ritorno Nicola non era più con loro e questi misero in giro la voce di averlo mandato in qualche luogo per rendere loro un servizio, tutto venne creduto, in quanto non era la prima volta che veniva mandato lontano per lavoro.
Però si trascorsero troppi giorni… e Nicola non tornava, la ragazza cominciò a insospettirsi prima fino a disperarsi poi; così in sogno, una notte, le apparve Nicola che le rivelò di essere stato ucciso dai suoi stessi fratelli e le indicò il luogo in cui era stato sepolto.

La ragazza si recò con la serva nel luogo indicatole e giuntavi, scavò e trovò il corpo dell’amato, con i riccioli scomposti sì, ma ancora sorridente. Sapendo di non potergli dare una degna sepoltura prese un coltello, gli tagliò la testa e se la portò a casa, affinché avesse qualcosa che le ricordasse il giovane e il lor

Vasenicola di Ciro Ruggiero

o breve amore.
Una volta arrivata, mise la testa del ragazzo in un vaso.

Ogni giorno la giovane pianse sul vaso, annaffiandola delle sue lacrime e disperandosi.
Così in primavera, lentamente, la terra in superfice cominciò a muoversi, fino a vedersi le prime foglioline ed in estate diventò una piantina alta e robusta, di un profumo che ancora ci inebria in ricordo di Nicola e del loro sacro amore.
La ragazza chiamò la piantina: ”vasenicola” vaso di Nicola. Esattamente la traduzione in napoletano di Basilico.
Ecco questo, il profumo del basilico è esattamente il profumo dell’amore di gioventù.

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