Antenato del Pandoro, è un dolce natalizio veronese, a pasta lievitata, il suo aspetto di stella soffice e compatta lo collega a numerose leggende, che accostano la sua fama sia alla cometa dei Magi che ai raggi del sole, simbolo di luminosità ed energia nei riti pagani. Nadalin de Verona

E’ cosparso di mandorle e pinoli tostati, l’invenzione pare si debba attribuire ad un soldato di ventura lanzichenecco. Il cuciniere, preso dalla nostalgia, penso’ di fare un dolce a pasta lievitata e con gli ingredienti di fortuna trovati, preparo’ questo dolce a forma di stella.
Ma si racconta ancora che fu creato per festeggiare il primo Natale dopo l’investitura dei nobili Della Scala a Signori di Verona.
Nell’ottocento il dolce cambiò forma e da questa base di panettone,  furono  aggiunte  più
uova e più burro lievitò, ridusse le sue punte da otto a cinque e si chiamò pandoro che,  si diversificava dal nadalin per la morbidezza dell’impasto e per la mancanza della glassa di copertura, il pandoro, debuttò sul palcoscenico della gastronomia della città scaligera, diventandone il suo simbolo che, riprodotto con latterizi, veniva utilizzato come decoro delle colonne nelle abitazioni dei nobili.

Veniva prevalentemente consumato dopo la messa di Natale di mezzanotte, accompagnato da una tazza di cioccolata calda e densa, oppure da un bicchiere di ottimo Recioto della Valpolicella.

Ingredienti per un Nadlin da 1 Kg

Ricetta tratta dal sito Verona.net

– gr 500 farina;
– gr 200 burro
– 3 uova
– gr 150 grammi zucchero;
– gr 60 lievito di birra
– gr 60  pinoli
– gr 60 mandorle tritate
– gr 100 zucchero a velo;
– limone;
– vaniglia;
– sale

Esecuzione:
Rispetto al pandoro, la preparazione del Nadalin è molto più semplice e veloce, non necessitando di reimpasti. Il risultato è comunque un dolce eccellente e gustoso. Iniziate la preparazione ammorbidendo il burro, che avrete lasciato sciogliere a temperatura ambiente. Impastare le uova con la farina, il burro, lo zucchero, il succo di mezzo limone e il lievito di birra, completando il tutto con una presa di sale e un odore di vaniglia. Se necessario aggiungere qualche cucchiaio di latte per rendere più morbido l’impasto. Ponete l’impasto in una terrina abbastanza grande, coprite con un panno e lasciare

Nadalin

lievitare in luogo caldo per circa 3 ore, fino al raddoppio della pasta.

Per ottenere la forma di stella taglaite l’impasto lievitato con due profondi tagli orizzontali e due profondi tagli verticali. Una alla volta, prendete con due dita le otto parti vicine al bottone centrale e tiratele dolcemente verso l’esterno e verso il basso, in modo da ottenere i raggi della stella.
Ricoprite la parte superiore con pinoli e mandorle, dopo averla inumidita con una leggera pennellata di burro. Infornare per 40/45 minuti nel forno preriscaldato a 180 gradi. A fine cottura, ricoprite con una abbondante spolverata di zucchero a velo. I veronesi consumano questo dolce la sera di Natale, dopo aver partecipato alla tradizionale messa di mezzanotte, accompagnandolo con una tazza di cioccolata calda e densa, oppure con un bicchiere di Recioto della Valpolicella.


Storia ed origini del Pandoro

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