Oggi provo a fare le “briosce” :-)

Brioscie col tuppo

Il termine “brioscia” rievoca in me ricordi di fanciullezza, quando in estate di prima mattina, andavamo a prendere le “graffe”, le “bombe” e le “brioscie” dal mitico “Augusto” diventato successivamente bar Antonietta, ed il sapore di quella “brioscia” preciso bene, “col tuppo“, cioe’ colla pallina al centro,  a colazione, con una bella tazza di caffè caldo, è quanto di più corroborante per scaldare il cuore e far rivivere emozioni della verde età, che è ormai andata e mai più ritornerà…:-)
Galeotto fu i mio incontro, prima telematico e poi reale con un grande uomo, una bellissima persona, Antonino di Maio, che si allevava la sua bella famigliola  di ceppi di lievito madre, “criscito” nel nostro dialetto, fino a quando

poi, tramite Angela Cacace, ho avuto la soffiata ed ho deciso, che dovevo avere ad ogni costo il mio “criscito”

il mio criscito

Così detto fatto, ho contattato Antonino, che da quel momento in poi è diventato il mio mentore nonchè maestro nell’arte della panificazione, panificazione mo…, panificatore è lui, io posso solo definirmi una maestra di pasticci :-)
Infatti, dopo le rituali spiegazioni di Antonino, che non a caso è anche ingegnere, mi sono coltivata il mio “criscito”, rinfrescandolo seguendo le sue dettagliate istruzioni, e ogni volta la mia mamma, ricordava sua nonna, quindi la mia bisnonna, che “lo rinfrescava” ritualmente nella madia per poi ricavarne il pane per tutta la famiglia.
Poco a poco, io ed il mio lievito abbiam preso confidenza, in effetti è diventato parte di me, del mio essere, prendendo gli odori della mia cucina, della mia vita, crescendo con me, ed io ne seguo i passi ogni giorno, insomma adesso ho anche io il mio bambino, pur non avendo mai avuto la gioia ed il piacere della maternità :-) , ed il mio bambino, ora è diventato cuginetto del “criscito” di Angela e nipote diretto di quello di Tonino, insomma proprio una “generazione di fenomeni”, è il caso di dire :-)

Pizza rustica “salsicce e friarielli”

Ho incominciato a misurarmi, con pizze margherite, focacce, pizze imbottite, con scarole, con broccoli e salsiccia, tutte venute magistralmente devo dire, fino a quando non mi è venuto lo sghiribizzo di provare le mitiche “brioscine” di Antonino

La ricetta che trascrivo è tratta dal suo sito “La Brioscia” dove potrete rendervi conto personalmente di cosa è capace di realizzare questo grande uomo, che sposerei subito a due condizioni: la prima e che dovrei ricredermi sugli uomini, la seconda e che dovrei ricredermi sul matrimonio, la terza è che purtroppo il giovanotto, è felicemente ammojato, e cosi’ io mi tengo il mio 112 fino a quando non mi decidero’ definitivamente di mandarlo dal paese di Pulcinella a quello di Stenterello, ma questi son tuttaltri fatti che di gastronomico hanno molto poco, dicevamo…ah si’ della ricetta di Tonino che potrete trovare qui

Ingredienti: per circa 35/40 brioscine:

- 600 gr farina
- 100 gr zucchero
- 2 uova intere
- 230 gr latte
- 200 gr lievito madre (criscito) (estate)/300 gr (inverno)
- 100 gr burro
- SALE 6/8 gr
- SALUMI MISTI (Salame/posciutto crudo/prosciutto cotto/mortadella) 500 gr
- Chi vuole può aggiungere del formaggio (a me non piace).

Brioscine messe a lievitare

Esecuzione:
Sciogliete il lievito madre con il latte e lo zucchero. Aggiungete la farina (io ho usato quella di manitoba che ben si adatta a questo tipo di preparazioni) e impastate fino a formare una specie di sabbia granulosa. Aggiungete a poco a poco le uova che precedentemente avrete sbattuto leggermente in un piatto.
Quando si sarà formata una pasta omogenea aggiungete a poco a poco il burro ammorbidito (non sciolto) fino ad incorporarlo tutto. Sbattete per qualche minuto nella impastatrice o a mano ( io l’ho fatto a mano: due bicipiti :-) (tipo babà). Aggiungete il sale e impastate ancora e infine aggiungete i salumi tagliati a dadini piccoli.

Fate riposare la pasta in luogo tiepido ben coperta per circa mezz’ora, quindi formate delle sferette di circa 60/70 gr cadauna e mettetele in teglia su carta da forno ben distanziate.
Lasciatele lievitare in luogo non ventilato e tiepido (inverno) per circa 14/16 ore. Io preferisco tenerle a lievitare in forno spento. Al mattino successivo toglierle dal forno e portarlo alla temperatura di 230°C in modalità statica.
Quando il forno è ben caldo, alla temperatura impostata, metterle a cuocere in una posisizone bassa, ma non sul fondo, diciamo a un terzo dell’altezza dal basso. Tenerle in forno per 15/16 minuti. Il colorito della parte superiore deve essere sul marrone, come nella foto inferiore.

Brioscine appena sfornate

Se si vogliono lucidare è possibile adoperare del rosso d’uovo spennellato prima di infornarle.

E questa la ricetta delle brioscine rustiche…
Io, invece ho dimezzato le dosi in questa maniera:

- 300 gr farina
- 70 gr zucchero
- 1 uovo intero
- 115 gr latte
- 150 gr lievito madre (criscito)
- 70 gr burro
- sale 4 gr
- la buccia di un limone grattugiato
- 1 bustina di vanillina
- 1/2 bustina di lievito paneangeli
- un po’ di anice
- un po’ di limoncello
e per la procedura vi riporto alle istruzioni della ricetta originale, raccomandando di farle lievitare in un posto riparato e per 14/16 ore.
Prima di metterle in forno ne ho cosparso la superfice con un po di zucchero, e ne ho messo ancora un po su appena sfornate, questo ovviamente se volete servirle come dolce e accompagnarle al latte o al te della prima colazione.

Il risultato ottenuto è stato ottimo, poichè non sono risultate dolcissime, quindi adatte per essere imbottite sia con marmellate o nutella, o anche per un spuntino agrodolce, con qualche fettina di prosciutto, salame e formaggio.

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Un pensiero su “Oggi provo a fare le “briosce” :-)

  1. ma che bella bbbrioscia…a dosi dimezzate! :)

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