Lamp e Tuon (Pasta e ceci) e mussillo in casseruola – Piatti del primo giorno di quaresima

Bambolina della Quaresima a Torca (Massa Lubrense) foto di Fiore Barbato

La Quaresima precede la celebrazione della Pasqua e, secondo il rito romano, dura quarantaquattro giorni (partendo dal mercoledì delle Ceneri) mentre, secondo il rito ambrosiano, ne dura solo quaranta, a partire dalla domenica successiva al Martedì Grasso.
Ricorda i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico. È anche il periodo in cui i catecumeni vivono l’ultima preparazione al loro battesimo.
Il digiuno ecclesiastico: anche se limitato al solo mercoledì delle ceneri e al venerdì santo, esprime la partecipazione del corpo nel cammino della conversione e propizia l’astensione dal peccato.

Attualmente i fedeli cattolici dei vari riti latini sono tenuti al digiuno ecclesiastico e all’astinenza dalla carne due volte l’anno, il Mercoledì delle Ceneri (per il rito ambrosiano il primo venerdì di Quaresima) e il Venerdì Santo. Sono tenuti alla sola astinenza dalle carni in tutti e singoli i venerdì dell’anno, purché non coincidano con un giorno annoverato tra le solennità dal calendario liturgico della Chiesa cattolica. L’obbligo del digiuno inizia a 18 anni compiuti e termina a 60 anni incominciati; quello dell’astinenza inizia a 14 anni compiuti. Tuttavia, i fedeli sono dispensati dall’obbligo del digiuno e dell’astinenza in taluni casi (vedi oltre).

La legge del digiuno obbliga a fare un solo pasto durante la giornata, ma non proibisce di fare una seconda refezione leggera. L’acqua e le medicine sia solide sia liquide si possono assumere liberamente.

La legge dell’astinenza dalle carni non proibisce di consumare pesce, uova e latticini, ma proibisce di consumare, oltre alla carne, cibi e bevande che ad un prudente giudizio sono da considerarsi come particolarmente ricercati o costosi.  I parroci possono, per giusta causa, dispensare i singoli fedeli o le famiglie dall’osservanza del digiuno e dell’astinenza, o commutarlo con altre opere pie. cfr. wikipedia

Mia madre racconta sempre che in questo periodo venivano banditi tutti i formaggi, lei ricorda che venivano messi in una cesta (spasella) che veniva tirata con due funi in alto, sotto al soffitto, di modo che non potessero esser raggiunti per poi essere “ricalata” e ripresa allo “scioglimento del gloria” e cioè alla mezzanotte del sabato santo.
In quel periodo, veniva realizzata una “pupatella” (bambolina) con una patata sotto la gonna, non ridete, ma è cosi’, la patata intesa come tubero nella quale venivano inserite delle piume, tante quante le settimane di quaresima ed al trascorrere di queste, una alla volta venivano eliminate. Ringrazio il mio amico Fiore S.Barbato per avermi dato la possibilità di utilizzare una sua foto, tra l’altro scattata proprio in zona, a Torca frazione di Massa Lubrense.
Questo è quanto ricorda la mia mamma, ma per quanto riguarda la gastronomia napoletana, nel capoluogo partenopeo il primo giorno di quaresima è di scena la famigerata Pasta e Ceci (Lampp ‘e tuone)

Ceci

La pasta e ceci meglio nota a Napoli come Lampp e ttuone e’ la protagonista indiscussa del primo giorno di Quaresima.
Il nome con cui è conosciuta a Napoli la pasta e ceci è una chiara allusione alle tempeste viscerali provocate da questo legume.

In alcune zone del Salento si prepara una minestra detta Ciceri e trii, in cui la pasta è costituita da una sorta di tagliolini casalinghi a base di sola farina che vengono fritti nell’olio prima di essere gettati a bollire nella pentola di cottura dei legumi fortemente aromatizzati con aglio, cipolla, pomodori, origano e peperoncino.

Questa ricetta è un vero e proprio reperto archeologico della gastronomia sia per il nome, trii, che era il nome che arabi e siciliani davano nel Medioevo ai maccheroni, sia perche le tagliatelle preventivamente fritte ricordano le lagane degli antichi Romani che venivano arrostite su pietre roventi prima di tagliarle a strisce e farle bollire nelle minestre.

In alternativa alle lagane, si puo’ utilizzare quella che a Napoli viene chiamata “‘a pasta ammescata”, qualità che contine vari formati di pasta, in un passato non molto lontano venivano utilizzate le rimanenze dei vari formati in preparazioni come questa, come la pasta e fagioli o la pasta e patate.

Ingredienti:
- gr 300 di ceci
-1 cucchiaino da tè di bicarbonato
-1 dl di olio
- 2 spicchi di aglio
- sale pepe q.b.
- prezzemolo abbondante
- gr 400 g di laganelle(fettuccelle larghe)

Ciceri e Tria

Esecuzione:
La sera precedente mettete a bagno i ceci con il bicarbonato per renderli più teneri.
La mattina dopo sciacquateli e cuoceteli in acqua abbondante e non salata.
Quando saranno cotti e quasi disfatti (occorreranno circa 5 ore a fuoco lento, senza mai far perdere il bollore), aggiungete l’aglio, l’olio precedentemente riscaldato, il sale e il pepe. Se volete, potrete, passarne una piccola quantità.
Aggiungete, se necessario, un po’ d’acqua a bollore che terrete su un altro fornello e calate nei ceci le laganelle spezzettate,.
Qualche minuto prima di togliere la pentola dal fuoco, aggiungete il prezzemolo.

Mussillo in casseruola

Ingredienti:
- 600-800 grammi di mussillo di stoccafisso tagliato in 4 pezzi.
- 1 chilo di patate
- 6-7 pomodorini del pendolo spaccati a metà o 2 pelati sminuzzati grossolanamente
- 2 spicchi d’aglio schiacciati
- 1/2 decilitro di olio extravergine d’oliva
- 1 peperoncino piccante
- un pizzico di origano
- sale

baccalà con  patate

baccalà con patate

Esecuzione:
In una casseruola larga e col bordo alto fate imbiondire gli spicchi d’aglio, aggiungete il peperoncino e il pomodoro. Dopo un minuto aggiungete anche le patate tagliate a tocchetti o a fette, in ogni caso, di dimensioni uniformi. Lasciate insaporire per un apio di minuti a fuoco vivo. Aggiungete 1 bicchiere abbondante di acqua (possibilmente non troppo fredda), coprite la casseruola e fate cuocere per una ventina di minuti sempre a fuoco vivo. Controllate che il sugo sia ancora abbondante, (in caso contrario aggiungete altra acqua) poi adagiare i pezzi di stoccafisso (dalla parte della pelle). Un attimo prima avrete avuto cura di calare per una ventina di secondi il pesce nell’acqua bollente, Aggiungete il sale e fate cuocere per 12-15 minuti a fuoco medio. A cottura ultimata, prima di servire ben caldo, spolverate con l’origano.

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Un pensiero su “Lamp e Tuon (Pasta e ceci) e mussillo in casseruola – Piatti del primo giorno di quaresima

  1. stupendi…….

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