Porta Capuana

Amedeo Colella è un Ricercatore senior (che vuol dire anziano) del CRIAI, un centro di ricerca informatico della Federico II.
Titty è la sua dolce metà con cui è sposato da ben 22 anni frutto del loro amore son le bellissime figlie, Chiara e Claudia.
Amedeo è un napoletano DOC essendo originario della popolarissima Porta Capuana, quella famosa Porta Capuana edificata nel 1484 dal re Ferrante d’Aragona, in una zona molto vitale di Napoli, e che ha rappresentato un luogo di aggregazione anche artistica e culturale ad esempio, è qui che nacque ad inizio Novecento il cosiddetto Quartiere Latino di Napoli, luogo di incontro di importanti artisti napoletani dell’epoca.
Esperto formatore, dopo la formazione in aula e la formazione a distanza, con i suoi bathroom books vuole sperimentare la formazione da gabinetto.

Manuale di Napoletanità – Amedeo Colella

Nel 2010 pubblica il Manuale di Napoletanità a cui fa seguito Mille quesiti di Napoletanità, entrambi con la casa editrice Ateneapoli.
Per tutti coloro che amano il genere, per i miei fans, per quelli di Amedeo, vi ricordo che, Domenica 4 Marzo il divertente incontro ( a cui non dovete assolutamente mancare) con  Amedeo che sarà da me intervistato alla Libreria Tasso di Sorrento.
Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Amedeo: – Lavoro seduto per 8 ore al giorno; sono un ricercatore informatico al CRIAI di Portici. Il mio hobby è la scrittura … ancora una volta seduto. Diciamo che avrei dovuto tarare la mia alimentazione al mio stile di vita, invece di diventare un grassone di 140 chili.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Amedeo: – Nel mio lavoro di scrittore parlo spessissimo di cose di gastronomia, soprattutto quella locale, quella tradizionale. Sto scrivendo un libro sulle eccellenze gastronomiche della città di Napoli e, dovendo assaggiare tutte le specialità di cui parlo, il compito è assai “arduo”.
Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Amedeo: – Mangiar bene è la sintesi di un insieme di fattori di benessere: il luogo, la vista, il clima, gli amici e, naturalmente, il cibo. Ho mangiato bene in un porticciolo cinese a Xintao, mangiando pessime meduse in brodo, grazie ad amici straordinari. Ho mangiato benissimo da solo in una trattoria di Amalfi davanti ad uno spaghetto ai frutti di mare che cantava!

Amedeo Colella

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Amedeo: – Ho scritto un paio di libri sulle identità territoriali della nostra regione. Il successo è stato discreto … e ho deciso di farne altri.

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Amedeo: – Senza alcun dubbio: la Trattoria Pizzeria Vigliena, una trattoria di portuali sulla via Marina a Napoli, dove mangio un colossale spaghetto al polpo. Unico!

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Amedeo: – Nel mio frigo non c’è mai nulla perché
1 – non avanza mai nulla dai pranzi di casa mia
2 – non possiamo tenere nulla perché di notte andrei a ripulire la dispensa in preda ad una fame notturna.

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Amedeo: – Purtroppo non cucino mai. Mia moglie è una cuoca eccezionale; mia figlia pare mostri la stessa attitudine ed amore per i fornelli. Il loro regalo di Natale? Una sac à poche per fare torte.

Genovese

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Amedeo: – Paccheri alla genovese col pezzo di carne cotto 5 ore.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Amedeo: – Un professionista gastronomico. Ma la quantità è importante almeno quanto la qualità.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Amedeo: – Amo la colazione internazionale, rustica e dolce, come quella dei grandi alberghi. Mangio sempre uova e bacon, ed uovo sodo, e completo con molte cose dolci. Normalmente latte e caffè con 2 fette biscottate con marmellata artigianale.

Finocchi e cetrioli

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Amedeo: – La mia fame è fondamentalmente rustica. Amo i dolci ma potrei farne a meno.
Odio finocchio e cetriolo. Se c’è il cetriolo in una insalata, rinuncio a mangiarla.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Amedeo: – L’odore del ragù domenicale che pepetea nella pentola, che si diffonde nei cortili del centro antico.

Angie: – Limone o aceto?
Amedeo: – Nessuno dei due

Angie: – Non puoi vivere senza…
Amedeo: – La mozzarella di Vannulo

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Amedeo: -Ho una vita da marito con due figlie adulte. Non mi capita da 30 anni di dover sedurre una donna. Se mai mi dovesse riaccadere punterei tutto su una cena in un favoloso ristorante.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Amedeo: – Il ragù di Costabile Scalera, un mio grande amico.

o’ Rraù ind o’ pignato

Cucina economica, alimentata con due tipi di legna (anche il fumo del legno contribuisce alla riuscita del piatto, per cui uno dei due deve essere un legno aromatico); pentola di terracotta; 3 tipi di carne; pomodoro delle conserve estive fatte con pomodoro del proprio orto; olio dei propri alberi di olivo e odori dell’orto. Ogni ingrediente deve essere il meglio esistente. Nel fornetto un palatone di pane fatto in casa e un ruoto di coniglio alla cacciatora per secondo.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Amedeo: – Fuoco Su Napoli di Ruggero Cappuccio

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Amedeo: – La rumba de’ scugnizzi. Mi ricorda il mangiare dei mercati.

Angie: –  – Hobby?
Amedeo: – La scrittura

Angie: –  – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?

Atlante, uno dei Titani

Amedeo: – Un titano, un gigante.

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Amedeo: – Essere amato da tutti ed amare tutti.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Amedeo: – Come sei chiatto!

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Amedeo: – Sì, ma in fondo già lo sono. Mia moglie è una cuoca straordinaria

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Amedeo: – Spaghetti al polipo di mamma, molto brodoso

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Amedeo: – Si, la cucina del sud è basica, ottima e non scimmiotta le cucine europee.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Amedeo: – La margherita di Acunzo: Friarielli, mozzarella, pomodoro.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Amedeo: – Tutte, ma la cinese in particolare.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Amedeo: – Scrittura di un nuovo libro: le eccellenze gastronomiche di Napoli

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Amedeo: – Non riesco a rinunciare a nulla.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Amedeo: – Berlusconi ad un’insalata coi cetrioli. Non la tocco neppure!
Di Pietro – alla braciola di cotica. La mangio ma con moderazione!

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Amedeo: – Diverse coliche intestinali dopo colossali mangiate.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Amedeo: – Rallentiamo i ritmi; puntiamo sulla qualità!

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Amedeo: – Che si mangia oggi? Facimmece ‘na bella pizza fritta!

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Intervista Gastronomica ad Amedeo Colella, 6.0 out of 10 based on 1 rating