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E' inutile versare rum…

Date: 10 aprile 2012

Intervista Gastronomica a Ferdinando Maddaloni

Ferdinando Maddaloni

Conosciuto al grande pubblico, per aver interpretato  il ruolo del PM Menale ne “La Squadra”, ma Ferdinando è un’artista poliedrico, è anche scrittore, regista, autore ed actor’s coach.
Terminati gli studi liceali frequenta dopo i preziosi insegnamenti di Zietta Liù frequenta la scuola di Teatro La Scaletta di Roma diretta da G.Diotajuti; Negli anni successivi recita per alcune compagnie teatrali e in varie fiction televisive. Quindi rispolvera il cosiddetto teatro canzone scrivendo spettacoli che interpreta in giro per le piazze.
Nel 2008 scrive il libro Cinema e recitazione: dalla chiassosa arte del silenzio all’improvvisazione televisiva”, pubblicato da Liguori Editore (ISBN 8820741598).

Nel 2011 riceve il premio “Cremanum d’Argento 2011” quale riconoscimento al cittadino sangiorgese che più si é distinto nel campo delle Arti e dello Spettacolo.
Ulteriori informazioni ed approfondimenti su Ferdinando, li potrete trovare qui

Ferdinando Maddaloni da voce al “Capitano” al Cimitero delle Fontanelle a Napoli

Ho avuto modo di conoscere Ferdinando in occasione della visita guidata organizzata al Cimitero delle Fontanelle, dove in un suggestivo palcoscenico, il buon Ferdinando ha dato voce al “Capitano” nella lettura di uno dei capitoli più belli ed intensi di Benvenuti in Casa Esposito, di Pino Imperatore edito da Giunti.
Ed in quell’occasione abbiamo avuto modo anche di disquisire di gastronomia, ma io ho avuto la vaga sensazione chissà perche’, volesse prendermi in giro, soprattutto con la questione del “criscito” che io sto allevando, come fosse mio figlio, dal 15 dicembre 2011, e con cui quest’anno mi son cimentata anche nella realizzazione dei casatielli pasquali.
Ma veniamo a noi, anzi a lui, ed una piccola considerazione personale: è un peccato che un uomo cosi interessante, sia una cosi’ buona forchetta, ed è cosi’ negato per le arti culinarie! 

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Ferdinando: – Se per buona alimentazione si intendono cibi insipidi e acalorici , conta molto poco. Se invece si intende alimentazione buona ossia ottime pietanze che gravano sul fegato ma anche aiutano l’estro e la fantasia e  ollevano il morale allora è fondamentale per il mio

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Ferdinando: – Si quando lavoravo in una soap mi ispiravo molto al termine zuppa

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Ferdinando: – Non conosco il termine inglese ma in napoletano per me mangiare bene si traduce in  scofanarsi.

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Ferdinando: – Tante ma avrei preferito avere un bel curriculum da chef o magari emulare mio zio pasticciere

‘A figlia do marenaro

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Ferdinando: – A Napoli non c’è discussione A figlia do Marenaro

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ferdinando: – Coca cola senza caffeina …manca sempre tutto!!!

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Ferdinando: – Quanto mi piacerebbe poter rispondere ma io non so assolutamente cucinare e per uno cui piace tanto mangiare come me è una vera maledizione

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Ferdinando: – tutto

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Ferdinando: – Senza dignità

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Ferdinando: – Caffè, latte e biscotti….in vacanza i primi giorni provo anche a mangiare quello che offrono al buffet ma poi desisto…il salmone dopo il caffè è una bestemmia!!

mozzarella di bufala

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Ferdinando: – Mozzarella di bufala. La lingua in salmì

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Ferdinando: – Si il dolce profumo del ragù

Angie: –  Limone o aceto?
Ferdinando: – Limone!!!!!

Angie: – Non puoi vivere senza…
Ferdinando: – Il pane napoletano che a roma non si trova, ma per fortuna esistono i congelatori…

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper
cucinare
Ferdinando: – Visto quanto affermato per sedurre una donna punterei su altre capacità…
Una sera ho invitato una donna a casa mia e le ho preparato dei piselli…non ricordando se dovevo far soffriggere l’aglio o la cipolla ….chiaramente ho optato per l’aglio…non so perché poi sia diventata mia moglie…forse per misericordia

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Ferdinando: – Perché devo farli stare male!!! comunque ora suggerirei melanzane a funghetto ad libitum

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Ferdinando: – Cinema e recitazione di Ferdinando Maddaloni

Ligabue

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Ferdinando: – Anche il suono del campanello di casa! Comunque per essere serio qualsiasi canzone di Ligabue

Angie: – Hobby?
Ferdinando: – Visto che cinema teatro musica arte rientrano nella mia sfera lavorativa, il mio hobby è il Napolicalcio

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Ferdinando: – Visto che non esiste il dio del cibo, vorrei essere donna per essere  Uke Mochi  la dea del cibo chiaramente!!

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Ferdinando: – Fare il criscito e poi una pizza tutta fatta con le mie mani …e mandare al diavolo per una volta quelle surgelate….ma è veramente un sogno!!
Insomma imparare a cucinare bene…

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Ferdinando: – Non è possibile che una buona forchetta come te, che vive da solo, non sappia cucinare

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Ferdinando: – No per il mio bene e quello della mia salute

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Ferdinando: – le stelletelle al pomodoro

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Ferdinando: – Qualsiasi piatto preferisca bossi , viene da me destato per principio.
Certo che esiste ma io vieterei l’esportazione dei nostri piatti migliori in tutte le case di coloro che si professano leghisti

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ferdinando: – Gnocchi (bianchi) sugo (rosso) ed una fogliolina di basilico(verde) ma solo per il colore …poi la scarterei subito

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?

kroshka Kartoshka

Ferdinando: – Quella russa…adoro le loro kroshka Kartoshka , patate ripiene e impazzisco per  la minestra di borsh

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Ferdinando: – Sto preparando una bella Pasqua ricca di calore e calorie per i miei piccoli amici di Beslan che raggiungerò a Pasqua

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Ferdinando: – insaziabile

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Ferdinando: – Berlusconi :pizza chiena-(dagli ingredienti indistinti) Di Pietro casatiello

Ferdinando Maddaloni

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Ferdinando: – Quando cucino io è un tradimento continuo all’arte culinaria

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Ferdinando: – Recito ergo sum

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Ferdinando: – Ma perché invece del liceo scientifico e dell’università di lettere non ho fatto
Culinaria? Perché poi sarei stato un pessimo chef e non un’ottima forchetta!!

Approfondimenti: l’Intervista di Ferdinando rilasciata al “Mediano”

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Intervista Gastronomica ad Antonio Menna

Antonio Menna

Antonio Menna nasce a Potenza, e ci rimane fino alla tenera età di dieci anni per trasferirsi successivamente a Marano di Napoli, si laurea in Scienze Politiche e, dal 1991 è iscritto all’ordine dei giornalisti ma è dal 1998 che scrive sui giornali.
Vive tra Roma e Napoli.
Ha pubblicato quattro libri. Una piccola raccolta di racconti (“Ti lascio perché non mi ami più”, 2007) e due romanzi (Cocaina & Cioccolato, 2007; Baciami molto, 2009).

La sua ultima fatica letteraria è del 2012, se ne è parlato molto ed è già alla sua seconda edizione. Il titolo è “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli” ed è edito da Sperling & Kupfer.

Con alcuni racconti ha ricevuto premi, riconoscimenti e pubblicazione di cui va molto fiero:La notte è un lampo (finalista al premio Il racconto nel Cassetto 2005), Il passo perduto (terzo al premio Il racconto nel cassetto 2007), La controra (finalista al premio Parole in corsa 2007), Inchiostro (terzo al premio Letti in un sorso 2007), Carbonita (finalista premio Lama e Trama 2010).

Se Steve Jobs fosse nato a Napoli

Il racconto L’Augusto è stato portato in scena al Teatro Nuovo di Napoli nel 2011 con lo spettacolo Italian Kamikaze.
Per maggiori informazioni e curiosità vi invito a visitare il suo Blog

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Antonio: – Il mio lavoro è stare seduto davanti a un computer, ahimè. Ed è la cosa peggiore. Mangi di tutto, dalle unghie alle patatine. In modo compulsivo. Cioè, mangi e non lo sai. Dovrei privarmi di qualunque snack. Ma se lo faccio, muoio. Fisicamente. Ne sono sicuro.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Antonio: – Mi è capitato di scrivere sotto alcol. Psichedelicamente. Ma non è stata una buona idea. La scrittura vuole disciplina. Però il raptus è utile. Se passi al setaccio le parole, da sobrio, rimane qualcosa.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Antonio: – Adesso dico una cosa che nessuno ammette mai. Per me mangiar bene significa mangiare assai. Io mi devo saziare. E ce ne vuole. Se non mi sazio non sono soddisfatto. Devo alzarmi da tavola che scoppio.

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Antonio: – Sono un giornalista, collaboro con alcuni giornali, mi occupo di uffici stampa e di comunicazione, ma la mia passione è la scrittura creativa. Scrivo racconti e romanzi. Ho pubblicato quattro libri. Una raccolta di racconti e tre romanzi. L’ultimo, per Sperling & Kupfer, si intitola “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”.

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Antonio: – Uno solo? Ne ho diversi. Ne ho uno in ogni città. E ne ho uno per ogni pietanza. A Napoli ne ho uno per la pizza, uno per la carne, uno per il pesce, uno per i formaggi, uno per la birra, eccetera eccetera.

Parmigiano Reggiano

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Antonio: –  Nel mio frigo non manca mai, o quasi, un pezzo di parmigiano reggiano. Nella dispensa cerco di non farmi mai mancare l’olio extravergine di oliva e il pane.

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Antonio: – Non sono bravo a cucinare. Piuttosto io cuocio. Cioè, prendo una cosa e la cuocio. La cucina è un’altra cosa. E’ dosaggio, è cura. Io so solo cuocere. Una cosa, però, la so fare, ed è la pizza. Nel senso proprio dell’impasto. Faccio una pasta di pane perfetta. E una margherita con provola che è molto apprezzata.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Antonio: – Io prediligo le quattro P. Pane, pasta, pizza e patate. Il peggio (la quinta p).

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Antonio: – Instancabile.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Antonio: – La colazione ideale, per me, è dolce. Un caffè, un bicchierone di latte freddo molto scremato e senza zucchero, biscotti secchi fatti in casa. E’ quella che provo a fare ogni mattina.

Pizza

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Antonio: –  La pizza. Odio il pomodoro. Anche solo l’odore. Intendo, il pomodoro fresco, a pezzi, coi semi, all’insalata, i pomodorini, i pachino, eccetera. Odio totale. Riesco a mangiare la passata, ma deve essere passatissima, e molto, molto, molto cotta.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Antonio: – Mi commuovono gli odori che salgono dai forni.

strong>Angie: – Limone o aceto?
Antonio: – Limone.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Antonio: – Pane. Pizza.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare

Antonio: – Io trovo un legame forte tra l’alcol e la sensualità. L’alcol più che il cibo. Ho un rapporto col cibo più da convivio di gruppo, che non intimo; più affettivo che erotico. Sarà che lo collego alla famiglia, alla cucina con mia mamma, mio padre, e tutti noi in quella nube di odori. Ma è una mia modalità. La mia fidanzata cucina benissimo, e io vado in estasi ogni volta che lei è ai fornelli. In questo senso è lei che seduce me costantemente.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Antonio: – Ho un segreto per fare la pasta della pizza perfetta. Ma non lo dico. Mangiatevi una scaloppina di petto di pollo. Passatela nella farina, buttatela in padella, rotolatela un po’ nell’olio e quando si è quasi cotta, buttateci tantissimo limone. Verrà molto saporita.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Antonio: – Terracarne di Franco Arminio.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Antonio: – I miei succhi gastrici sono sempre in moto!

Angie: – Hobby?
Antonio: – Scrivere, scrivere, scrivere, leggere, leggere, leggere. Poi andare al cinema. Una volta giocavo a pallone e correvo.

William Bouguereau – Omero e la sua guida 1874

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Antonio: – Omero. Per la miopia. E la mania di scrivere cose troppo, troppo lunghe.

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Antonio: – Ritirarmi sulla mia isola preferita e vivere solo scrivendo.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Antonio: – Che sono scontroso, arrogante e antipatico. Ma sono solo timido.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Antonio: – Perchè no?

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Antonio: – L’insalata di patate e peperoncini piccanti fritti.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Antonio: – Ogni regione ha i suoi piatti ma non parlerei di federalismo. Il cibo parla una sola lingua.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Antonio: – Il cappuccino.

Angie: – Dopo la cucina italiana, ce n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Antonio: – Mangio sempre molto bene in Francia. Tra la baguette e i formaggi e la viennoiserie , posso anche restare lì tutta la vita.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Antonio: – Una ristrutturazione quasi finita, una casa pronta ad accogliere me e la mia fidanzata nel cuore di Napoli, l’arredamento da completare, una scelta di vita.

Baguette e formaggio francese

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Antonio: – Passionale.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Antonio: – Berlusconi è un soufflè. Di Pietro è un pezzo di pane cafone.

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Antonio: – Sì. Ingrasso. E non lo sopporto. Vorrei mangiare e non ingrassare. A qualcuno succede. A me, no.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Antonio: – Se qualcosa può andare male, lo farà. Sono un pessimista cronico. Però, poi, nelle difficoltà rido.

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Antonio: – Hai fame? Sempre.

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