Intervista Gastronomica ad Ugo Ciaccio

Ugo Ciaccio

Ugo Ciaccio, nasce a Napoli, dove attualmente vive e lavora l’11 ottobre 1969, una laurea, nel 1996 in Scienze Biologiche alla Federico II di Napoli.
Ma Ugo di fare il biologo  non ne vuol sapere e cosi’, di professione fa il programmatore informatico e dal 2004 collabora come grafico con più case editrici napoletane.
Non tutti sanno che è anche un appassionato collezionista di libri rari, e riproduce testi antichi utilizzando le tecniche dell’epoca.
Ha infatti seguito dei corsi per il restauro librario a Siena e a Roma per il lavoro in redazione e di approfondimento sul libro antico e moderno per librai, bibliofili e bibliotecari.
Ovviamente anche lui è stato uno dei frequentatori del laboratorio di scrittura umoristica dedicato ad Achille Campanile, tenuto a Napoli da Pino Imperatore ed Edgardo Bellini, di cui più volte abbiamo parlato in queste pagine.
Ha pubblicato racconti in antologie curate dai seguenti editori:
Graus e Boniello, Napoli; Kairós, Napoli; Giulio Perrone editore, Roma; Larcher, Brescia; Cento Autori, Napoli; Albus edizioni, Napoli; Boopen(Led), Napoli.

Nekros

Nekros, è il suo primo romanzo edito da Bietti (Milano) ed è del marzo 2011 e sul sito  creato per pubblicizzare il libro vi è la possibilità di condurre un’indagine in prima persona, si tratta di una vera è propria investigazione interattiva:

Ma vediamo Che cos’è Nekros? È il primo dei tre libri che compongono il Necronomicon.
Ma cos’è il Necronomicon? Esiste davvero? O è solo una mistificazione, un’invenzione letteraria, un’idea meravigliosamente diabolica?
È attorno a questi interrogativi che si snoda la vicenda del romanzo, un noir napoletano che conduce il lettore nelle budella della città di Partenope, nel suo corpo e, soprattutto, nel suo sangue. continua…

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Ugo: – Scrivo spesso dopo cena e la mia capacità di ragionamento è inversamente proporzionale a quanto mi abboffo.

Angie: – Quanto influisce la gastronomia nel tuo lavoro giornaliero, ti sei mai ispirato ad essa in quello che fai quotidianamente?
Ugo:- Il cibo è fondamentale per il mio lavoro: mi tiene in vita; ma difficilmente mi ispiro a esso se non mentre faccio la spesa.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene.
Ugo:-Significa mangiare poco e variare molto.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Ugo:- La mia prima occupazione è quella del programmatore, ma la maggior parte del tempo libero la passo a programmare un lavoro alternativo.

Angie: – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Ugo:- Il padrone di casa: molti soldi, poca fatica.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?  Se sì, dove?
Ugo:- La Briglia, dalle parti dello stadio Collana. Ha appena chiuso.

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Ugo:- Sono sempre a dieta, più che altro perché odio assecondare i miei desideri.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Ugo:- Sono per l’alternanza, in questo momento avrei voglia di carne. Ora di pesce. Adesso ancora carne. E ora sono alla frutta.

Torta alla panna

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Ugo:- Un dolce elementare come quelli delle feste alle elementari: tanta panna, crema e niente alcool; perché come ho detto non amo assecondare i desideri.

Angie: – Vino?
Ugo:- Cazzo. Ho detto niente alcool!

Angie: – Il tuo punto debole
Ugo:- Pane e prosciutto alle quattro del mattino. Ma solo se mancano i cigoli.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ugo:- Prosciutto crudo e formaggi vari. O meglio, non dovrebbero mancare ma mancano sempre, dalle quattro del mattino in poi.

Angie: – L’aspetto che ti attira di più del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Ugo:- È bello l’atto della creazione, e poi è sempre affascinante comporre qualcosa in grado di dare piacere. Forse è lo stesso motivo per cui vale la pena scrivere.
Mi piace cucinare i fagioli alla messicana, è un piatto semplice di cui però bisogna prendersi cura da quando si mette sul fuoco la pentola a quando la si porta a tavola.

Angie: – Quello che ti piace mangiare?
Ugo:- La carne mi piace tanto, anche cruda. Da piccolo amavo la macelleria per l’odore del sangue di manzo.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Ugo:- Composto e distaccato, ma solo apparentemente.

Timballo di maccheroni in crosta

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Ugo:- Sono un amante del timballo di maccheroni: uno spesso strato di pasta frolla dolce piena di pasta al forno e carne.
Quando qualcosa non mi piace mi convinco che è un mio limite e insisto fino a cambiare gusto. Ma non mi sforzo se il piatto è cucinato male o con sciatteria.

Angie: – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Ugo:- Frittata di cipolle. L’odore della frittata di cipolle vuol dire tante cose: gusto, cambiamento di gusto (prima non mi piaceva) ricordi e casa. La frittata di cipolle che ricordo con più affetto è quella cucinata dal mio amico Marco, ma ora vive troppo lontano per prepararmela.

Angie: – Caffè?
Ugo:- Sì grazie.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Ugo:- Nutrirmi. Ma basta una flebo.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare.
Ugo:- Senz’altro saper cucinare, o almeno provarci: mi è andata sempre bene, anche quando ho fatto pasticci in cucina.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Ugo:- Risotto con la carne: fare soffriggere carne macinata, magari di Chianina, con aglio, cipolla e carote tritate. Si fa rosolare il riso con un goccio di vino bianco e si tira con il brodo. Si serve con parmigiano.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Ugo:- Artico di James Rollins

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Ugo:- Angel of Death degli Slayer: mette in moto i succhi gastrici e ti buca lo stomaco.

Angie: – Un film?
Ugo:- Un film che mi fa venire fame? Fantozzi contro tutti per la scena delle polpette durante la dieta forzata. Riassume una serie di piaceri magici: mangiare, farlo di nascosto e trasgredendo a un divieto.

Angie: – Hobby?
Ugo:- Falsificare libri antichi.

Teseo e il Minotauro

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Ugo:- Amo il manzo e quindi il Minotauro, anche per la sua innegabile affinità con le vacche.

Angie: – Dici parolacce?
Ugo:- Porca vacca!

Angie: – hai qualche rituale scaramantico, se sì quale?
Ugo:- No.

Angie: – Segui il calcio? La squadra per cui tifi?
Ugo:- Non amo il calcio ma mi piacerebbe, tanto che ho indirizzato mio nipote alla carriera calcistica a soli tre anni, gli ho comprato la maglietta di Hamsik a quattro e oggi che ne ha cinque è tifoso del Napoli. Io no.

Angie: – La frase che dici più spesso?
Ugo:- “Ho capito” la dico tanto spesso che vorrei essere più stupido per dirla di meno.

Angie: – Cosa invece ti dicono più spesso?
Ugo:- “Hai capito?”, tanto che vorrei che gli altri avessero più fiducia nelle proprie capacità espositive o nelle mie capacità intellettive.

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Ugo:- Essere felice.

Angie: – Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare
Ugo:- La stupidità.

Angie: – Ti fidanzeresti con uno/a chef?
Ugo:- Assolutamente sì! Sia con l’uno sia con l’altra.

Insalata di pollo

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Ugo:- Insalata di pollo, non mi piaceva un gran ché ma, proprio per questo, mia madre inventava un sacco di giochi per invogliarmi a mangiarlo, e ci riusciva.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Ugo:- No. Io preferisco la pizza milanese alla napoletana e la carbonara fatta in qualsiasi ristorante di Napoli è superiore alla media di quelle che ho provato a Roma. Sono per uno scambio costante delle ricette e delle esperienze.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ugo:- Garibaldi alla pizzaiola.

Angie: – Tradizione o Innovazione
Ugo:- La tradizione è noiosa e l’innovazione spesso inutile. Preferisco scegliere tenendo conto della sola funzionalità.
La prima la lascerei ai nostalgici la seconda ai possessori di un iPad.

Big Mac

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’è n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?
Ugo:- Viva il Big Mac! Tanto buono quanto tossico. Comunque mangio qualsiasi cosa, proveniente da qualsiasi paese.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Ugo:- Un po’ salato ma saporito.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Ugo:- Ho quasi terminato la correzione del nuovo romanzo e sto per iniziare il successivo.

Angie: – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Ugo:- Berlusconi a un’aragosta condita con la maionese: puoi avere il meglio ma hai dei gusti di merda.
Di Pietro lo assocerei alla bagnacauda, perché non ha paura di essere isolato quando apre la bocca.

Angie: – La cucina ha mai deluso le tue aspettative?
Ugo:- Sì, quando sì è rotto un cassetto dopo essermici seduto sopra; non era una Scavolini.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Ugo:- Non cercare di dare risposte a domande troppo grandi.

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Ugo:- Qualcuno leggerà mai questa intervista fino alla fine?
Non io.

Angie: – Dopo questa intervista, ti è venuta fame?
Ugo:- Dopo quarantasei domande mangerei anche l’aragosta con la maionese.

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