AngieCafiero.it

E' inutile versare rum…

Date: 30 aprile 2012

Intervista gastroironica con il dr. Zap

Dr.Zap

Una risata equivale a un minuto di vogatore (allenamento per i muscoli facciali, delle spalle, diaframma e addome) e quindi riduce il rischio di infarto (Williams Fry della Stanford University della California) dal sito del dr.Zap 

Chi non conosce il dr Zap???
Il piu’ grande collezionista di barzellette di tutti i tempi!

La mia conoscenza con Franco Zappulla alias dr.Zap risale agli albori della mia frequentazione dei newsgroup italiani risale per lo meno a dieci anni fa, quando mi affacciavo per la prima volta sul neonato web italiano.

Spieghiamo cosa sono i newsgroup, specialmente per chi ha trovato internet nelle patatine e nell’ovetto kinder e scorazza solo per i socialnetwork come Facebook e Twitter, ignorando un mondo parallelo molto divertente con una sua filosofia di vita: sono  sono forum Internet in cui gruppi di utenti si trovano per discutere di interessi comuni, che possono andare dal software ai fumetti e alla politica, ma a differenza dei messaggi di posta elettronica, che possono essere visualizzati solo dal mittente e dai destinatari specificati, i messaggi dei newsgroup possono essere letti da tutti gli utenti che visualizzano il newsgroup a cui sono stati inviati. I newsgroup hanno un ambito internazionale e gli utenti che vi partecipano possono accedere ad Internet da diversi paesi.
Nello specifico, all’epoca io frequentavo IHU (It.hobby.umorismo) e Zap era uno dei piu’ assidui postatori, ma rimase una entità virtuale, fino a quando un bel giorno, non decidemmo di andarlo a trovare a Bologna.
A testimonianza di questo storico incontro, rimane questa storica fotografia 🙂

ZapIHU a Bologna

Ma veniamo a Zap, di origini siciliane da anni a Bologna dove è stato Docente di pediatria presso l’Universita’ di Bologna (ora in pensione), ghiotto di arancine siciliane.
E’ da molto tempo che lo stavo corteggiando per intervistarlo, e, finalmente, tra un viaggio e l’altro, avendo piu’ tempo a disposizione e conducendo una vita da pensionato, mi ha finalmente accontentata.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Dr.Zap: –  Da buon medico so e ne sono convinto che una buona alimentazione conta moltissimo sempre e non solo per il mio lavoro.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Dr.Zap: –  Per quanto detto prima, direi proprio di no, a meno di non pensare a qualche bimbo, un po’ troppo vivace, da fare al forno con le patatine…

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene

Io, con il mitico Dr.Zap

Dr.Zap: –  Cibi naturali e saporiti

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Dr.Zap: –  Il cibo nel mio lavoro difficilmente e’ artistico. Purtroppo la mancanza di tempo conduce a “mense” rapide e a cibi consumati velocemente nei Congressi scientifici

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Dr.Zap: –  No, uno solo, no. Ma tanti dove ho mangiato bene, sia a Bologna che in giro per l’Italia e il mondo. E non sempre il costo e’ proporzionato alla qualita’. Ci sono semplici trattorie dove si mangia molto bene “naturale” e si paga poco.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Dr.Zap: –  Si’, una volta, quando 6-7 anni fa ho scoperto di avere il diabete e ho dovuto perdere in 2 mesi i 10 Kg di troppo che avevo.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Dr.Zap: –  Se cucinati bene e di buona qualita’ sono uguali, ma forse una leggera preferenza per il pesce (se veramente fresco e non di allevamento)

Dolci

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Dr.Zap: –  Che domande per un diabetico! Tutti, mi piacciono tutti, non riesco a scegliere!

Angie: – Vino?
Dr.Zap: –  Non sono un intenditore e bevo anche pochissimo. Solo un buon vino rosso se c’e’ carne o un buon vino bianco, se c’e’ pesce (ma lo scelgono i miei amici esperti). Comunque mai piu’ di un bicchiere.

Angie: – Il tuo punto debole
Dr.Zap: –  Credo di essere morigerato; molto difficilmente eccedo, tanto e’ vero che ora il mio peso corrisponde gia’ da anni al mio peso ideale, con grande soddisfazione del mio medico dietologo.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Dr.Zap: –  La frutta (di tutti i tipi, soprattutto quella di stagione)

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Dr.Zap: –  Malgrado sia medico e maschio qualcosa in cucina so fare e faccio quelle cose che difficilmente si trovano al ristorante (ad es. le patate al forno cotte nel vino con tanti odori)

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Dr.Zap: –  Mi sembra tutto o quasi tutto. Ad es non ho il coraggio di assaggiare le frattaglie (ad eccezione del fegato che mi piace moltissimo) o le cervella o la coda alla vaccinara o le budella di pecora o roba simile. Vado invece matto per le lumache, e le rane che a pochi piacciono.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Dr.Zap: –  Normale utilizzatore del cibo. Posso stare a digiuno anche per 24 ore di seguito, come e’ successo, senza problemi se posso bere a volonta’.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Dr.Zap: –  Quella ideale e’ poi quella che in effetti faccio. Mentre al lavoro (fino a tre anni fa) me la cavavo con caffe’ e brioche (magari al lavoro), oggi prendo frutta (mela soprattutto), caffelatte con 3 biscotti ai cereali, e marmellata di limoni su una fettina di pane.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?

Macedonia di frutta

Dr.Zap: –  Sono goloso di tantissime cose, ma so contenermi: frutta (grandi macedonie), pasta in tutte le salse, antipasti di tutti i tipi, formaggi, carne o meglio pesce, cereali (ceci, fave, lenticchie, fagioli), verdure crude o cotte, … per non parlare dei dolci e dei gelati

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Dr.Zap: –  Certo, ma con parsimonia. Mi piace il peperoncino, l’origano, l’aglio, il rosmarino, la menta, ecc

Angie: – Limone o aceto?
Dr.Zap: –  Tutti e due mi piacciono, credo sia questione di abitudine scegliere per certi cibi uno e per altri l’altro (sull’insalata l’aceto e sulle patate lesse il limone)

Angie: – Non puoi vivere senza…
Dr.Zap: –  Frutta e pasta

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Dr.Zap: –  Tutti e due; non credo esistano invece cibi afrodisiaci.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Dr.Zap: –  Quella di cui abbiamo parlato prima: le patate al forno che vanno tagliate sottili e poi messe a cuocere su una terrina spruzzando abbondante vino e un filo d’olio di oliva. Gli odori sono (io li metto tutti): peperoncino, origano, rosmarino, aglio (tagliato a pezzi piccolissimi).
A volte aggiungo un petto di pollo che mi serve piu’ da “odore” che da “secondo”. Con il mio forno “combinato” la cottura e’ di 20 minuti

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Dr.Zap: –  “I Segreti del Vaticano” di Corrado Augias, a parte qualche giallo o racconto di fantascienza

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Dr.Zap: –  Tanti autori mi piacciono (Mina, Celentano, Dalla, De Andre, Mannoia, Guccini, Gianna Nannini, Ennio Morricone, e tutta la buona musica sinfonica), ma non mi pare che nessuno mi muova i succhi gastrici

Angie: – Hobby?
Dr.Zap: –  Fotografia, Informatica (ho in casa 3 computer + l’iPad ultimo e naturalmente l’iPhone), Cinema, e viaggi. Inoltre sono un “raccoglitore” o “collezionista” di battute e barzellette (ne ho 76.000 !!!, ma aumentano ogni giorno)

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?

Leon Auguste Adolphe Belly – Ulisse e le sirene

Dr.Zap: –  Non ci ho mai pensato. Forse Ercole? O Ulisse?

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Dr.Zap: –  Mi accontento di poco e mi pare di aver realizzato tutti i miei sogni. Mi basta cosi’.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Dr.Zap: –  “Ciao, come stai?”

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Dr.Zap: –  Se con una bella testa e delle belle tette, direi di si’

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Dr.Zap: –  Gli ARANCINI  siciliani !!! (ma fatti come li faceva la mia mamma)

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Dr.Zap: –  Nel senso di cucina regionale, certo!

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Dr.Zap: –  La pizza o una qualsiasi pasta, per es. quella piu’ semplice e piu’ buona, quella al pomodoro e basilico

Angie: – Dopo la cucina italia, ce n’e’ qualcuna internazionale che  preferisci? Se si’, quale?
Dr.Zap: –  Di quelle europee direi di no, quella italiana con tutte le sfumature regionali, e’ di gran lunga la migliore. Mi trovo bene anche in Grecia e in Turchia (verdure e pesce)

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Dr.Zap: –  A godermi la pensione: riposo e hobby con i viaggi (sono da poco tornato dal Peru’ e dalla Turchia. Per l’estate mi aspetta la Grecia, per l’autunno il Marocco e per l’inverno il Myanmar

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Dr.Zap: –  Neutro. Se mi trovo a tavola con dei bei cibi mi piace starci, specie se in compagnia di amici. Ma se mi sto dedicando ad altro non ci penso.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Dr.Zap: –  A tutte quelle cose di cui ho parlato prima che non mi piacciono (non alle lumache che invece mi piacciono tanto)

Caldarroste

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Dr.Zap: –  Da piccolo in assenza dei miei genitori mi cucinai delle castagne (caldarroste), ma tante che stetti male da non poterle vedere per piu’ anni. Poi  mi e’ passata…

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Dr.Zap: –  “Carpe diem”, ma vanno bene anche orate, persici, dentici e cernie.

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Dr.Zap: –  D: Dai una mano a tua moglie in cucina?
R: Certo, spesso le do una mano… sotto la camicetta

DrZap alias Prof. Franco Zappulla


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Il Bussolano del Capitano: il dolce di Biagio dell’Orso

Mantova - Palazzo del Podestà

“Quando quella mattina Biagio dell’Orso si recò al palazzo del Podestà trovò Gio Morisco e le altre guardie intenti a tagliare a fette un dolce. Avevano l’aria particolarmente soddisfatta.
«Buongiorno, capitano!» lo salutò allegro Morisco.
«Buongiorno a tutti! Cosa vi è successo? Di solito la mattina siete di pessimo umore e stanchi morti.»
«Niente di diverso dal solito. Avevamo fame e allora…gradite un pezzo di dolce?».
Il bargello gli porse una grossa fetta di bussolano, Biagio stava per prenderla quando sentì un forte fracasso arrivare dalle prigioni.
«Chi avete arrestato stanotte?». Senza aspettare una risposta, salì a due a due i gradini della stretta scala che portava al primo piano. Uno dei carcerati stava dando dei pugni contro la porta della cella. Scostato lo spioncino, si trovò davanti la faccia di Benedusi che

Stemma Gonzaga

tra le due sbarre di ferro sembrava ancora più storta. Gli occhi cerchiati di blu e talmente gonfi che a malapena si vedevano le pupille,
sullo zigomo destro e sulle labbra aveva dei tagli coperti di sangue rappreso.
«Capitano, voglio uscire di qui! Fatemi uscire, non potete tenermi rinchiuso qui dentro!».
Biagio dell’Orso assunse un’aria di circostanza, sforzandosi di nascondere la sua soddisfazione.
«Prima devo verificare di cosa siete accusato e poi si vedrà.»
«Non ho fatto niente! Sono stato aggredito! Fatemi uscire!».
Chiuso lo spioncino sulla brutta faccia del Benedusi, raggiunse il bargello che si stava tagliando la seconda fetta di dolce.
«Allora? Cosa è successo al povero signor Benedusi?».
«Siamo dovuti intervenire per sedare una rissa nella quale c’era anche lui, anzi sono sicuro che è stato lui a scatenarla…».
Il capitano alzò le sopracciglia, ma preferì non commentare.
«Benedusi era tanto ubriaco che è caduto» intervenne una delle guardie.
«Deve essere caduto molte volte per essersi ridotto in quel modo!» osservò Biagio.
«Sì, capita di inciampare nei sassi! Di notte…» commentò Gio Morisco guardando in alto, nell’angolo più lontano della stanza.

Le righe nere della vendetta

«Ma sta zitto e dammi una fetta di dolce! Quanto pensi che potremmo tenerlo dentro?».
«Io ce lo terrei un centinaio d’anni, ma ho paura che riusciremo a trattenerlo sì e no qualche giorno» rispose il bargello stappando una una bottiglia.
Biagio, con la bocca piena di bussolano, stava considerando se accettare o meno il bicchiere di vino bianco che gli veniva offerto di mattina presto, quando la stanza si oscurò.
…”

Le Righe nere della vendetta – Tiziana Silvestrin

Il Capitano di Giustizia, Biagio dell’Orso, è realmente esistito, a Mantova esistono dei documenti che portano la sua firma, e. Tiziana Silvestrin nei suoi romanzi ha dato vita ad un uomo affascinante, che lotta contro l’ingiustizia e si prodiga per aiutare i meno fortunati.
In questo passo da me riportato, tratto appunto da: Le Righe nere della vendetta, si parla del Bussolano, tipico di Mantova.
E’ un dolce che veniva sfornato a Mantova già nel XVI secolo, ed è nell’elenco dei prodotti realizzati a quell’epoca dai panettieri, ottimo quello con l’uva fragola fresca.
In origine veniva sempre dolcificato con il miele, lo zucchero di canna è apparso in Europa
durante il Medioevo ed era considerato una spezia.

Bussolano con uva bianca e nera

Nel Rinascimento, quando entrò a far parte degli ingredienti della cucina, aveva un costo elevato ed era utilizzato esclusivamente dai nobili e dai ricchi.
Nella sua versione classica, questa ciambella era anche durissima, perché all’epoca non esisteva il lievito chimico, che oggi viene aggiunto per renderlo più morbido, ed è proprio a causa di questa sua consistenza che veniva degustato sempre accompagnato con il vino, spesso inzuppato nel vino stesso.
La forma può essere a ciambella classica col buco oppure a panetto rettangolare.
Di seguito le due versioni per la preparazione del Bussolano che ho scovato in rete, e precisamente sul sito di “Mantovanotizie”
Prima quella più antica, poi quella in uso oggi, una variante meno “dura”.
Ricetta Tradizionale del Bussolano
Ingredienti:
– 400 gr. di farina bianca
– 150 gr. di zucchero
– 150 gr. di grasso
– due uova
– aromi

Esecuzione:
In una terrina mescolate tutti gli ingredienti. Il composto, relativamente asciutto, va impastato accuratamente.
Formate una ciambella sulla piastra del forno, senza stampo, e cuocete infornando a forno ben caldo (170°c) per 30-40 minuti. (Oggi viene bene in forno ventilato).

Ricetta Bussolano nella Versione più Morbida

Ingredienti:
– 400 gr. di farina bianca
– 150 gr. di zucchero
– 150 gr. di burro
– due uova
– 50 gr. di latte
– aromi
– lievito chimico

Bussolano Mantovano

Esecuzione:
Lavorate il burro o se preferite margarina) con lo zucchero, ed aggiungete  i tuorli, uno per volta e poi la farina. Aggiungete il latte: quanto basta per legare il composto. Per ultimo aggiungete gli albumi montati a neve. Per la cottura si procede come sopra.
Note:
Come aroma si può scegliere ciò che si preferisce: il più diffuso era un bicchierino di liquore all’anice, ma va bene qualsiasi cosa (scorza di limone grattuggiata o vaniglina, ad esempio).
Oggi la proposta corrente è il burro, una volta era lo strutto e, prima ancora, quando anche lo strutto era un lusso, si usava il grasso che il cotechino liberava durante la cottura (e gli aromi delle spezie che condivano il cotechino erano l’unico profumo del dolce). Oggi si può sostituire al burro la margarina vegetale, alcuni usano un bicchiere di olio d’oliva.
—> Intervista gastronomica a Tiziana Silvestrin

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