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E' inutile versare rum…

Month: maggio 2012

Intervista Gastronomica a Franco Forte

Franco Forte

Dunque, Franco Forte, è un’avvenente e massiccio giovanotto, sicuramente non longilineo, ma molto piacente, anche se ha un aspetto che incute un po’ di more, mi ha confessato, che glielo dicono spesso, con un bel pizzetto ed uno sguardo divertente, insomma non può non starti simpatico, soprattutto a me che amo quel genere di uomo :-).

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Intervista Gastronomica a Massimo Piccolo

Massimo Piccolo, poliedrico  artista, poichè non si occupa solo di scrittura e regia ma di una infinità di cose,  tra le sue passioni c’è anche il ritratto fotografico (così si è  mantenuto

Massimo Piccolo

per un bel po’ ai tempi dell’università) e si rifiuta sistematicamente di fare foto pubblicitarie.

Prima ancora del suo esordio letterario del 2004 con Luna di seta per  Edizioni Associate, ha scritto per il Corriere della Sera.
90 passi nella gastronomia

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Antonio e Rosita ed il Mulino Bianco

Antonio Banderas e la gallina Rosita

Lo avrete visto tutti, dal 14 aprile di quest’anno 2012 il sexy simbol José Antonio Domínguez Banderas meglio conosciuto come Antonio Banderas, che debuttò ad appena 19 anni in Labirinto di Passioni, diretto dal regista spagnolo Pedro Almodovar è diventato testimonial della campagna pubblicitaria del Mulino Bianco.
Ma più di lui la gallina “Rosita”, ma chi è Rosita? Ma Rosita è la star dello spot, anche l’unica presenza femminile sulla scena, ed è con lei che il bell’Antonio duetta, e si compiace, con quel meraviglioso e sensualissimo accento spagnolo che ha dato la voce al Gatto con gli Sivali, per le produzioni del suo “Mulino Bianco” quello che una volta apparteneva alla famiglia felice, e che ora è stata soppiantata da un giovanotto piacente, che si spaccia per mugnaio felice e che addirittura colloquia con una gallina, e non venitemi a fare le solite battute sul “cervello della gallina”, ennò…perche’ Rosita è una gallina, bella, intelligente, e gli risponde pure, e magari prima del ciak è stata anche lei in sala trucco :-), senza nulla da togliere al fascino latino del bell’Antonio.
E se prima c’era la famiglia felice del Mulino Bianco, al suo posto c’e’ un famoso attore, amatissimo dal pubblico femminile di tutto il mondo, che chiosa con una gallina, ma non sarà il caso che consulti uno strizzacervelli? 🙂

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Intervista Gastronomica a Marcello Simoni

Marcello Simoni

Marcello Simoni nasce a Comacchio il 27 giugno 1975.
Laureato in Lettere, ex archeologo e ricercatore storico svolge ora la professione di bibliotecario. Ha all’attivo diverse pubblicazioni di etruscologia, storia e agiografia.

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Torta Sant’Honorè, Gateau Saint’ Honorè

Saint'Honorè d'Amiens

Sono due i santi francesi che portano il nome St. Honoré: St. Honoré di Arles ha istituito il famoso monastero di Lérins ed il St. Honoré (chiamato anche S. Onorato), della celebre Torta o Gâteau (alla francese) St. Honoré ed era un vescovo vissuto nel VI secolo ad Amiens.

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Pasta “Enne” Garofalo alla caprese

Pasta "Enne" Garofalo

Lo so, arrivo in ritardo, la pasta in questione ha circa 1 anno di vita ed è prodotta dal noto e storico pastificio Garofalo che la firma.

Il prodotto in questione nasce in sinergia dalla Società Sportiva Calcio Napoli ed il noto pastificio di Gragnano che uniscono le forze mandando in campo il nuovo asso di Gragnano “ENNE”.
Il formato di pasta esclusivo simboleggia un pallone con all’interno il nostro logo, la “N” Napoleonica del Napoli Calcio.

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La colatura di alici di Cetara

La strada statale 163 fiancheggia tutta la fascia costiera fino a Positano, ed e’ dopo Vietri sul Mare che si incontra il pittoresco borgo marinaro di Cetara, sorge ai piedi del monte Falerio e, si distende in una profonda vallata fiancheggiata da vigneti ed agrumeti, aprendosi quasi a ventaglio sulla stretta fascia pianeggiante a livello del mare.

Borgo di Cetarra

Entrato recentemente a far parte del patrimonio dell’Unesco fu antica roccaforte Saracena nell’842 e nell’879 al tempo dell’assedio di Salerno.

La sua storia è legata alle vicissitudini della Repubblica Amalfitana ed in particolar modo a quella dei monaci benedettini dell’Abbazia di Cava dei Tirreni, grazie ai quali divenne uno de i più importanti scali per le navi.

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In cucina con Ludwig van Beethoven


Only the pure in heart can make a good soup.
Solo i puri di cuore possono fare una buona minestra.
 Ludwig van Beethoven

Geniale e scontroso, dal carattere proverbialmente difficile, il grande musicista tedesco è sta l’incarnazione di quel che si puo’ definire “Genio e sregolatezza”, daltronde secoli prima,  il grande Aristotele  sosteneva che  “Non esiste grande genio senza una dose di follia”.

Joseph Karl Stieler,: Beethoven mit der Missa solemnis Ölgemälde, 1819

A tal proposito si racconta che, preso dalle sue note, dimenticava anche di mangiare. Però, quando poi sedeva a tavola aveva le sue preferenze andavano ai maccheroni col cacio grana o alla zuppa di almeno dodici uova affogate e, sappiamo anche che alla carne preferiva il pesce, in particolare il nasello con patate.
Il suo sua vita quotidiano, era costruito intorno alla Musica, sembra che concedesse poco spazio ai peccati di gola.  Non esisteva un’ora per il primo pasto concentrato com’era sul suo lavoro, e spesso  dimenticava anche di mangiare!

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Intervista Gastronomica ad una scrittrice gastronomica: Loredana Limone

Conosco Loredana da moltissimi anni, da prima che si occupasse della sezione dedicata alla Letteratura gastronomica su supereva, e da allora ne ha percorsa di strada.
Loredana è napoletana ma da molti anni si è trasferita a Milano dove per molti anni ha lavorato nel settore estero di aziende di svariati settori, dagli orologi ai laminati di alluminio, dal pane surgelato agli utensili pneumatici, ai tubi e raccordi… senza trovare mai pace, ma alla fine la passione per la scrittura è stata più forte.

Loredana Limone

Il suo curriculum è ricco di pubblicazioni di poesia, narrativa per ragazzi e gastronomia.
Sposa un milanese e per amore si trasferisce dal Golfo di Napoli sulle sponde del naviglio a Martesana.
Nel 2005 ha ideato il laboratorio di scrittura creativa gastronomica Sapori Letterari,
di cui ha curato l’antologia omonima, con la prefazione di Allan Bay
Borgo Propizio è la sua ultima fatica letteraria, edita da Guanda
Ma conosciamola meglio…

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Intervista Gastronomica ad Olimpia Lombardo – Chef per te

Il web è un posto incredibile, e, se usato bene ti dà la possibilità di conoscere una moltitudine di persone, soprattutto quando queste condividono la tua stessa passione, quella per la gastronomia, ed è cosi’ che ho avuto modo di conoscere Olimpia Lombardo, che a differenza mia che, sono una teorica della cucchiarella, mette a frutto concretizzando, il suo amore per la cucina.
Classe 1974, segno del leone, Olimpia intraprende gli studi magistrali, ma successivamente, capisce che quella non è la strada giusta e ottiene il Diploma di Qualifica Professionale Cucina (IPSAR G. Galilei Nola-Na), e successivamente il diploma di Maturità (IPSAR G. Galilei Nola Na ).

Olimpia Lombardo - Chef per te

Dal 1995 al 2002 in qualità di Junior Executive Chef, incomincia a spadellare all’ Albergo Hotel Arizona.
Ma dal 2002 decide di mettersi in proprio ed intraprende il servizio di chef / banqueting a domicilio “Chef per te”
Nel 2010 prende in gestione il ristorante “Pane Amore e..” a Massalubrense località Nerano (Na)

Ladu Chef – Comparto della FIC

Dal 2011 è Chef dell’Alleanza di “Slow Food ”Condotta Costiera Sorrentina / Capri
E’ inoltre responsabile e Capo Area Penisola Sorrentina di “Lady Chef” Associazione delle chef della F.I.C.
Nella sua cucina che poggia su solide basi legate alla tradizione campana e che si arricchisce di sapori nuovi frutto della sua originale creatività  ma nel contempo si respira un’aria di tradizione con un occhio di riguardo alle risorse del territorio con l’utilizzo di prodotti tipici

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Olimpia: – E’ la base….

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Olimpia: – Sì sempre…ogni giorno.

Olimpia all’opera

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Olimpia: – Il Buono, il Sano, il Giusto ed il Pulito.

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?

Olimpia: – Il mio lavoro è un’esperienza artistica continua…

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Olimpia: – Veramente sono una curiosa…chi cucina è curioso…mi piace mangiare in tanti posti… ma soprattutto da chi può arricchirmi.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Olimpia: – Veramente faccio come i coccodrilli…lacrime di coccodrillo…. Faccio penitenze più che diete…

Angie: – Meglio carne o pesce?
Olimpia: – Tutto… cucinato nella maniera giusta.

Cassata siciliana realizzata da Olimpia

Angie: – Se fossi un dolce, quale sareste?
Olimpia: – Una Cassata siciliana

Angie: – Vino?
Olimpia: – Amarone della Valpolicella

Angie: – Il tuo punto debole
Olimpia: – Sono una credulona….

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Olimpia: – Pomodorini, prezzemolo, monaco, colatura di alici di Cetara.

Colatura di alici

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Olimpia: – Cucinare è donarsi…. La cosa che mi piace di più è vedere la faccia soddisfatta di chi assaggia quello che cucino… un appagamento fisico e mentale… di più in assoluto mi piace cucinare una cosetta veloce veloce… la minestra maritata.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Olimpia: – Idem

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Olimpia: – Una dannata dantesca del girone dei golosi…

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Olimpia: – Veramente sono una fan del cappuccino e brioche  ma alla fine erroneamente prendo solo un caffè.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Olimpia: – Sono terribilmente golosa di tutto… solo il cervello, la milza, rognone e polmone non mi vanno…ma se devo farli li faccio…

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Olimpia: – Incredibilmente chi cucina vive di profumi…l’aglio, la cipolla, il timo, l’origano,

Zenzero, curry e peperoncino

l’olio crudo e l’olio cotto… il basilico, lo zenzero, il curry…la vaniglia, il limone… le alici…il provolone, il gorgonzola…sono miriadi e tutti preferiti.

Angie: – limone o aceto?
Olimpia: – Quello che serve al momento giusto

Angie: – Non puoi vivere senza…
Olimpia: – Cucinare

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Olimpia: -: – Per prima cosa…sedurrei un uomo…cmq. Sicuramente la cucina è sensualità…attraverso i propri piatti si passa tutta la passione che si ha dentro… Certamente una buona cena e saper cucinare è un buon primo passo…un rompere il ghiaccio e coccolare il partner ma dopo la cena…. BISOGNA APRIRE BENE GLI OCCHI….

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori

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Intervista Gastronomica a Mariano Bruno

Volto noto di Made in Sud, come i simpaticissimi colleghi Ivan e Cristriano che gentilmente mi si sono concessi gastronomicamente, Mariano Bruno, giovane promessa del cabaret, muove i suoi primi passi partecipando al corso di recitazione del Teatro Totò di

Mariano Bruno - "Made in Sud"

Napoli, emerge dal laboratorio che organizza ogni anno la Tunnel Produzioni dal titolo “Si….pariando”.
I suoi spettacoli ironizzano sulla sulla quotidianità del suo quartiere, dove ne sottolinea gli atteggiamenti esasperati di chi vive la tragica realtà della periferia, come ad esempio la forzata convivenza in un condominio affollatissimo, perché il suo è un “palazzo grandissimo, anzi sembra un carcere, 200 famiglie, infatti, abita a Poggioreale”.
Uno spettacolo fatto di racconti divertenti che mettono a nudo vari stili di vita e dietro i quali si celano problematiche quotidiane che del resto appartengono a tutti noi.

La sua esperienza artistica incomincia nel 2003, partecipando al laboratorio del Teatro Totò di Napoli.
Dopo alcuni anni trascorsi a lavorare in teatro si affaccia al mondo del cabaret, partecipando a vari concorsi, ai quali si presenta sia come autore che interprete dei suoi sketch.
Con il passar degli anni la sua attenzione è attratta dalla quotidianità del suo quartiere che diventa spunto essenziale per la creazione di gag umoristiche inserite nei suoi spettacoli.
Uno spaccato di vita sulla quotidianeità del suo quartiere, dove sottolinea e mette in evidenza gli esasperati atteggiamenti di chi vive la tragica realtà della periferia.

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Mariano: – fondamentale prima degli spettacoli mi mantengo molto leggero. Da qualche parte ho letto che mangiare pesante diminuisce la memoria. Be sostenere 1 oretta di spettacolo richiede molta memoria. Quindi preferisco scassarmi dopo.

Angie:  – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico
Mariano: – Be ritengo che la gastronomia sia parte vitale della mamma partenopea. Si sa. Non fare mai i complimenti a tua mamma per quello che ha cucinato. Altrimenti vede che ti piace e te lo ripropone sempre. A doppione… una volta mia mamma ha fatto il pesce spada. Gli ho fatto i complimenti.. uammamia lunedi pesce spada, martedi pesce spada, mercoledi pesce spada. Il giovedi l’ho risposta a bastoni. Altrimenti non si fermava.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Mariano: – Sentirsi soddisfatto.

Mariano Bruno

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Mariano: – Preferisco esaltare “made in sud” che è il programma che ha contribuito a farmi conoscere palcoscenici importanti come Colorado cafè Italia 1 nel 2009 esperienza che vivo da ormai 5 anni e spero mi ripaghi per il tanto lavoro.

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Mariano: – Ho i miei posti fissi. Dipende dal giorno. E da quello che voglio mangiare.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Mariano: – Qualche volta per questioni di colite.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Mariano: – 50 e 50

Millefoglie

Angie: – Se fossi un dolce, quale sareste?
Mariano: – Forse una millefoglie.

Angie: – Vino?
Mariano: – Astemio

Angie: – Il tuo punto debole
Mariano: – Lasciarmi andare alle fritture

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Mariano: – Nel frigo: un po di tutto nella dispensa devo sapere che almeno ci sono dei dolcetti.

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Mariano: – Mi attira saper di gustare il piatto che sto preparando.  il piatto che preferisco  cucinare   gli spaghetti ai frutti di mare.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Spaghetti ai frutti di mare

Mariano: – Spaghetti ai frutti di mare

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Mariano: – Buona forchetta

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Mariano: – Non la faccio mai. Quindi l’ideale sarebbe iniziare a farla.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Mariano: – Mi piace molto la cucina paesana. Un po meno quella di alberghi hotel eccc

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Mariano: – Basilico mi mette appetito e buon umore

Angie: –  aceto o Limone??
Mariano: – Limone

Angie: – Non puoi vivere senza…

Impepata di cozze

Mariano: – L’impepata di cozze

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Mariano: – Una buona cena ben cucinata nella giusta location

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Mariano: – Olio- basilico- pomodorini del piennolo- zucchine- prosciutto cotto- parmigiano. Fai soffriggere un po l’olio – pomodori –  zucchine a tocchetti – prosciutto cotto a tocchetti – salta tutto aggiungendo parmigiano e basilico in abbondanza.  BELLA NAPOLI.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Mariano: – Frammenti di seneca “il tempo”

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Mariano: – La musica è tutta bella. Perché ti permette di essere libero

Angie: – Hobby?
Mariano: – Pescare e organizzare cene con amici.

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?

Diego Armando Maradona

Mariano: – Se maradona fa parte dei miti. Allora lui senza dubbio.

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Mariano: – Saper cavalcare la felicita sempre.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Mariano: – Ultimamente AH CERTO CERTO

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Mariano: – Si. Se fossi single.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Mariano: – Olive e capperi. Mi piaceva “azzuppare” il pane nella salsa con le olive nere. Mmmm…

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Mariano: – Non direi

Pizza

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?

Mariano: – La pizza Margherita

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?
Mariano: – Un poco quella messicana.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Mariano: – Non si svelano mai prima porta sfortuna.

cucina messicana

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Mariano: – Esigente lo sono molto in cucina. Direi caca cazzi.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Mariano: – Berlusconi impepata di cozze. Non a caso la cozza somiglia a quella cosa là e a lui piace molto. Di pietro. Pane pesano e quindi ragù. A Monti lo paragono all’asparago. Appena brucerà l’Italia uscirà fuori chi è veramente.

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Mariano: – Si. Quando mi cimento a cucinare cose difficili. Spesso finisce in tragedia.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Mariano: – Mangia quando hai voglia cosi sarai sempre sazio..

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Mariano: – Mariano ti è venuta fame? Si, mo mi alzo e mi vado a mangiare qualcosa.

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Intervista Gastronomica a Lorenzo Giroffi

Ho presentato Visioni Meccaniche di Lorenzo Giroffi a Napoli, alla libreria Ubik, è stato un piacevole salotto culturale con l’accompagnamento musicale del maestro Raffaele Crisci e con la lettura di alcuni brani del libro recitati dal bravissimo Piero Grant.

Lorenzo Giroffi

Lorenzo Giroffi vive a Roma ma è originario della provincia di Caserta. Dopo la laurea in Filosofia, utilizza la scrittura come forma che si concilia con differenti espressioni, tutte unite dalla narrazione di una realtà già di per sé paradossale.
Si dedica al giornalismo con la scrittura di reportage, che talvolta divengono anche video (Dégage: diritto alla dignità tunisina; reportage sui temi pre e post rivoluzionari) , scrive e dirige alcuni lavori cinematografici, nella narrativa esordisce nel 2008 con il “Pianto di un matita”, a cui fa seguito, nel 2011, “Visioni Meccaniche”, edito da con-fine edizione.

Visioni Meccaniche

Vince il premio “Reporter contro l’usura 2011” con la video-inchiesta “L’ombra del denaro”.
Scrittore ‘puro’ e convincente, Visioni Meccaniche(con-fine edizioni – Collana di narrativa Transfert) sia uno di quei libri ‘necessari’ dove la vita e la letteratura si intrecciano in
maniera imprescindibile e le urgenze non sono solo quelle di un giovane autore emergente, ma di un’intera generazione che cerca un’identità che la salvi da una realtà lontana da sogni e valori.

Visioni Meccaniche è una passeggiata notturna per una vita che non ha più nulla di personale. Il lavoro in fabbrica è il pretesto per dimenticare l’abuso di vizi incontrati nel rapporto con Napoli, che concede continui mutamenti geo-sonori.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Lorenzo: – Purtroppo non bado molto alla cura di quest’importante aspetto, preferisco affidarmi alla saggezza culinaria di persone dotate del dono dell’arte culinaria. In pochi riescono a dare del tu agli ingredienti ed io non sono in questo stato di confidenza.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Lorenzo: – Come ti accennavo prima, mi piace la magia di chi ha il magistero della cucina, quindi li osservo, non agendo, in cucina contemplo e mi faccio ispirare dallo chef di turno. Anche nel mio ultimo romanzo, Visioni Meccaniche, c’è un personaggio, il Duca, che oltre ad essere un maestro in musica è anche un profeta dei fornelli.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Lorenzo: – Utopia raggiungibile in occasioni sporadiche.

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Lorenzo: – Se per artistico vuol dire raccontare, allora ti dico che Visioni Meccaniche è il mio secondo romanzo. La narrativa mi permette di raccontare e riflettere, a dispetto dei miei altri lavori di video-reportage nei quali invece racconto facendomi sedurre dalle immagini.

Napoli – via Tribunali

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Lorenzo: – Tutte le pizzerie di Via dei Tribunali di Napoli, soprattutto al loro esterno.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Lorenzo: – Nel frigo una bottiglia di sugo pronta ad ogni emergenza, nella dispensa una bottiglia di falanghina bianca.

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un
Lorenzo: – piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Mi piace cucinare tutto quello che non ha bisogno di dosi certe. Mi diverte cucinare frittate in generale.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Lorenzo: – Carbonara

Carbonara

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Lorenzo: – Rispettoso come in una liturgia di estrema sacralità.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Lorenzo: – Quella ideale sarebbe con una cassata siciliana, quella consueta uno striminzito acqua e zucchero.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Lorenzo: – La mia golosità ha un ampio raggio, però per lo più si concentra su tutto quello che è gommoso e dannoso. Non mi piace parlare di ciò che non mi piace.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Lorenzo: – L’odore di crema calda, appena uscita dal forno.

Angie: – Non puoi vivere senza…

pane

Lorenzo: – Pane

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Lorenzo: – Ovvio il legame tra la cucina e la sensualità, ancor meglio quando gli ingredienti si miscelano, non riuscendo più a distinguere il cibo dal sesso.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Lorenzo: – Affidatevi a chi ha le mani cariche di saggezza (la prossima volta studio di più e sbircio in cucina da mia nonna)

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Lorenzo: – L’Americano di Henry James

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Lorenzo: – Buena dei Morphine

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Lorenzo: – Con svariate, da cucine e tradizioni diverse: così raggiungo un’alimentazione completa?

Torta di mele

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Lorenzo: – Torta di mele

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Lorenzo: – Nei bar forse esiste, in cucina, ingranaggio universale e senza confini non credo ci sia spazio per tali limitazioni.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Lorenzo: – Pettole e fagioli

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Lorenzo: – Sto ultimando una sceneggiatura di un film, ispiratami a reportage che ho curato sul malaffare italiano e

Lorenzo Giroffi

sono sulla strada di ultimare un romanzo, che è ancora lontano dal distaccarsi dal nodo più fastidioso.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Lorenzo: – Insipidi …

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Lorenzo: – T’è venuta fame? Porca miseria ora dove la incontro una cuoca!

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Bucatini ind ‘a Vazea

Formato di pasta tipico del centro Italia, pasta lunga simili a dei grossi spaghetti forati, i bucatini, sono tipici della città di Roma e vengono accompagnati a sughi forti e semplici come il cacio e pepe, l’amatriciana, e la carbonara.

Bucatini

È una pasta di semola di grano duro che ha gli stessi degli spaghetti perché, anche se sono più grossi, dal foro centrale passa l’acqua (durante la cottura) che ne permette una cottura abbastanza veloce.
Ma il condimento per eccellenza di questo formato di pasta rimane sempre l’amatriciana: un sugo a base di guanciale (o pancetta) e pomodoro.

Vazeja

La “vazea”e’ un recipiente di terracotta piuttosto alto ed all’interno e’ coperto da una invetriatura marmorizzata di colore bianco e verde.

Questa ricetta risalente al XIX secolo, in “lingua napoletana” è una delle prime testimonianze di pasta al sugo di pomodoro della cucina napoletana.

Bucatini dint ‘a vazea

“In un tegame, dopo che gli spicchi d’aglio si sono dorati, si versano i pomodori e basilico, il fuoco deve essere bassissimo e, mentre bolle appena appena, si aggiungono due o tré pizzichi di sale.

Portate ad ebollizione l’acqua a cui avrete aggiunto un pugno di sale e quando l’acqua bolle calate un mezzo chilo di bucatini.

Colata la pasta si versa nella “vazea” nella quale si sono messe in precedenza tré o quattro noci di burro. Sopra la pasta si versa la salsetta che avrà bollito a fuoco lentissimo per soli dieci minuti e, dopo aver mescolato il tutto, a crudo si versa ancora una manciata di basilico (rotto con le dita)”.

Bucatini al pomodoro

Ingredienti per 6 persone

– bucatini gr. 600;
– 10 pomodori maturi San Marzano
– 20 pomodorini “cerasiello”;
– tré spicchi d’aglio
– gr 200 burro;
– 2 fasci di basilico.

Esecuzione
Int”a tìella doppe ch”e cape d’aglio se sonche ndurate. nce se
vottene a ‘int” e pummarole e ‘a vasenicola, ‘affuoco miccio miccio e pe ‘ tramente pappuleja nce se mette duje o tré pizzeche ‘e sale.
Int”a tiana se mette l’acqua cu ‘ na vranc ‘ ‘e sale e ‘mponte ca volle se volte m miezu chil’ ‘e bucatini. Sculata ‘a pasta se mena int ‘a vazea addo ‘nc’ è mise primma tre o quattro noce ‘e butirro. ‘Ncoppe nce miette a saizulella ch ‘hai fatto pappuleà pe ‘ sule diece minutee doppe eh ‘hai ‘mmescato. A crude nce miette ancora na vranc ‘ ‘e vasenicola.

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Intervista Gastroumoristica con Ivan e Cristiano

Ivan & Cristiano

Sono molto contenta di ospitare nella mia rubrica, due divertentissimi comici, napoletani, i mitici IVAN & CRISTIANO, all’anagrafe Ivan Fedele (Napoli, 27/4/1974) e Cristiano Di Maio (Napoli, 24/7/1976), duo di cabaret e di teatro (non potete confonderli anche se la domanda che gli fanno piu’ spesso è: Chi è Ivan e chi è Cristiano? Ivan è il moro, piu’ rotondo, ed ha anche il nome più breve, mentre Cristiano, longilineo, ha il nome più lungo e spesso una parrucca bionda), amci di vecchia data si conoscono alle scuole elementari (stessa scuola ma in classi diverse), ma il loro sodalizio artistico si concretizza nel 1995 quando mettono su, insieme ad altri attori, la “Piccola Compagnia Teatrale Spaccanapoli” con cui cominciano a girare l’Italia proponendo un originale repertorio di cui, loro stessi ne sono autori.
In questi anni, sia singolarmente che insieme, raccolgono significative esperienze teatrali accanto ad importanti artisti tra i quali: Tato Russo, Peppino Di Capri, Antonio Casagrande, Lucio Allocca, ecc.
Nel Ivan e Cristiano portano in scena, come attori-autori-registi, la commedia “Sala d’attesa”.

Ivan & Cristano

In questo loro debutto danno prova di forza recitativa e di grande capacità autorale. Soli in scena, raccontano un’incontro-scontro tra due personaggi singolari: Camillo (Ivan), un aspirante sceneggiatore cinematografico, logorroico, goffo, impacciato, ma che sogna di sfondare nel cinema, e Giulio (Cristiano) un poeta post post futurista, scontroso, eccentrico, snob. Questi due personaggi sono costretti alla forzata convivenza in una sala d’aspetto, ma tra situazioni imbarazzanti e sprazzi di stralunata comicità, tra una partita di sottomuro con le monetine e “merende Kolossal”, tra strane ed inquietanti poesie e improponibili danze tribali i due protagonisti vivranno un’esperienza che gli cambierà la vita.
Nel 2004 portano, prima nei teatri e poi nei locali musicali, lo spettacolo “DeReGeJaZz”, duetto tra teatro e musica con la collaborazione del musicista Massimo Sorrentino. Uno spettacolo che miscela la comicità alla musica jazz.
Nel 2005 sono in scena con la commedia “Ultimo piano (Vivi e lascia morire)” scritta, diretta ed interpretata da loro stessi. Una piece che racconta di Simone (Cristiano) e del suo proposito di suicidarsi buttandosi da un cornicione di un palazzo e di Luca (Ivan), poliziotto, che, impreparato di fronte a tale situazione, cerca di fermarlo.
Con questa serie di commedie a due personaggi Ivan e Cristiano girano in vari teatri e partecipando a numerose rassegne teatrali.
Nel 2007 debuttano con la commedia teatrale “Dolce Dormire” (storia di un’amicizia alla quale viene chiesto di andare al di là della vita) e, sempre nello stesso anno, vincono il Premio della Critica ed il riconoscimento speciale di Liliana De Curtis al “Cabaret Festival Premio Totò alla comicità 2007” ed infine partecipano a numerosi programmi televisivi su varie emittenti regionali campane (Tele A, Napolitivù, TvLuna, ecc.) e, sul circuito nazionale, si esibiscono in varie puntate di “Domenica in” su RAIUNO.

Ivan&Cristan...in compagnia di una buona Bottiglia

Nel 2007 entrano a far parte del cast del TAM TUNNEL COMEDY CLUB. Sono tra i protagonisti del Laboratorio “Si…Pariando” diretto da Nando Mormone e del Laboratorio “Zelig” diretto da Federico Andreotti.
Nel 2008 e nel 2009 partecipano alle due edizioni del fortunato show televisivo “MADE IN SUD”, un programma di Paolo Mariconda e Nando Mormone, in onda su Comedy Central e Telenapoli 34.

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il vostro lavoro?
Ivan e Cristiano : – Mah diciamo che nel nostro lavoro capita spessissimo di mangiare fuori casa e soprattutto in orari disordinati di conseguenza dovremmo cercare di curare la scelta degli alimenti “Dovremo”… poi magari capita che, soprattutto d’estate, i pranzi sono in autogrill e le cene nelle sagre paesane… non proprio i luoghi dove si possano trovare varietà alimentari consigliate da un saggio nutrizionista… 😉

Angie: –  Nel lavoro che svolgete vi siete  mai ispirati a qualcosa di gastronomico?
Ivan e Cristiano : – La creazione di sketch comici ha di sicuro qualcosa in comune con l’arte culinaria. Può capitare che uno sketch non funzioni perché, ad esempio, il dosaggio degli ingredienti è sbagliato. La comicità così come la buona cucina regge su una delicata alchimia.

Angie: –  Cosa significa per voi “mangiar bene”?
Ivan e Cristiano : – Esplorare sapori, odori, culture, mondi distanti attraverso la godibilità palatabile

Angie: –  Le  vostre  esperienze artistiche e lavorative?
Ivan e Cristiano : – Dopo l’Accademia d’arte drammatica (Cristiano) e l’Università (Ivan) abbiamo lavorato con nomi importanti del teatro italiano, in seguito abbiamo fondato la “Piccola Compagnia Teatrale Spaccanapoli” con la quale abbiamo lavorato dal 1995 al 2000 ed infine abbiamo debuttato come attori-autori-registi con un trittico di commedie a due personaggi: “Sala d’attesa”, “Ultimo piano”, “Dolce Dormire” con le quali abbiamo girato dal 2000 al 2006 (oltre allo spettacolo comico-musicale “DeReGeJaZz”). Nel 2007 abbiamo esordito nel cabaret vincendo il Premio della Critica ed il riconoscimento speciale di Liliana De Curtis al “Cabaret Festival Premio Totò alla comicità 2007”, partecipano a numerosi programmi televisivi tra i quali “Domenica in” su RAIUNO. Nel 2008 siamo entrati a far parte del fortunato show televisivo “MADE IN SUD” prendendo parte a tutte le 5 edizioni fin’ora trasmesse. E da due anni giriamo l’Italia con il nostro spettacolo “IN FILA PER DUE” dove portiamo  in scena i nostri personaggi, passando dai due strampalati lottatori di Arti Marziali iscritti a una scuola napoletana di discipline orientali al dialogo surreale tra un portiere di calcio ed il proprio allenatore, dalle stravaganti esibizioni canore dei due partecipanti ad X Factor, ai due opposti che si attraggono (Ivan, preciso, pignolo, elegante e signorile; Cristiano, invece, rozzo, trash, inopportuno e tamarro) e che si ritrovano in fila nei più svariati posti. Le date dei nostri spettacoli (e i video dei nostri sketch) potrete sempre trovarle sulla nostra pagina facebook… https://www.facebook.com/IvaneCristianoOfficial

Angie: –  Avete  un ristorante o un locale dove preferite andare a mangiare?
Ivan e Cristiano : – C’era uno stupendo ristorante toscano a Napoli, i Bischeri, peccato lo abbiano chiuso da poco. La cucina toscana è davvero irresistibile. A Roma invece mi piace molto la Taverna Centouno in zona Prati.

Angie: – Il vostro punto debole
Ivan e Cristiano : – Troppi! Ma soprattutto la gola 😉

Crackers

Angie: –  Nel vostro frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ivan e Cristiano : – I crackers… sono sempre utili. E anche il parmigiano… Il pan carrè, le sottilette… Tonno e Salmone in scatola, tris di ortaggi surgelati…. Tutti cibi che “salvano” in situazioni di emergenza.

Angie: – L’aspetto che più vi  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che vi piace cucinare di più in assoluto?
Ivan e Cristiano : – Beh, è bello poter cucinare per qualcuno. Mescolare sapori, odori…. Quando abitavamo a Roma cucinavamo spesso la pizza…in poco tempo e con pochi soldi avevamo un piatto gustoso. Ci piace anche preparare una bella braciata di carne e ortaggi accompagnata da un ottimo vino rosso.

Angie: –  E quello che vi piace mangiare?

Parmigiana

Ivan e Cristiano : – Qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta…. Un buon primo…sia di mare che di terra….le carni…il pesce…i contorni…. Per farne vincere uno diciamo…Parmigiana di Melanzane J. Come dolci invece le crostate di frutta, la torta di mele, la cheesecake e la cassata siciliana.

Angie: –  Come vi definireste a tavola?
Ivan e Cristiano : – Buongustai e passionali!!!

Angie:  – La colazione ideale e quella che invece normalmente fate
Ivan e Cristiano : – Biscotti o fette con marmellata e the o latte (Ivan); latte con crusca e cereali per Cristiano… in ogni caso…caffè caffè caffè 😉

Angie:  – Di cosa siete più golosi? e cosa proprio non vi piace?
Ivan e Cristiano : – Golosi di tutto, dai piatti più elaborati a quelli più semplici. Cristiano nutre anche una predilezione, sin da bambino, per i panini farciti che preparano in salumeria..quella che a Napoli viene denominata comunemente ‘a marenna!!! 😉

pane

Angie:  – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne avete uno preferito?
Ivan e Cristiano : – Le spezie…l’odore del pane appena cotto… il profumo dei gamberi…la fragranza delle torte mentre cuociono nel forno…

Angie:  – Limone o aceto?
Ivan e Cristiano : – Assolutamente limone!!!

Angie:  – Non potete vivere senza…
Ivan e Cristiano : – Melanzane

Angie:  – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo voi conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Ivan e Cristiano : – Entrambi. Ci rapportiamo con il cibo così come ci rapportiamo agli affetti. Chi a tavola è molto passionale lo sarà anche nell’intimità. Come menù per sedurre una donna proporremo: Linguine con gli scampi e granellini di Paprika, Ostriche su un letto di radicchio rosso e per dolce una mousse o una creme brulè alla cannella e al peperoncino. Come vino un Morellino di Scanzano. Candele e petali di rosa a profumare la tavola.
Angie:  – Una vostra ricetta per i miei lettori

Ivan e Cristiano : – Petto di pollo al curry
Ingredienti
– 500 gr di petto di pollo
– 2 Carote
– 2 Cipolle
– 4 zucchine
– 6 peperoni (gialli e rossi)
– 2 cucchiai  di Curry
– sale q.b.

Esecuzione: – Per prima cosa è necessario tagliare  il petto di pollo a pezzetti .
Intanto in una padella ampia e (antiaderente) fare appassire la cipolla tagliata  con un bicchiere di acqua.
Una volta ammorbidita la cipolla, aggiungere  il petto di pollo , sale e un cucchiaio di curry.
Una volta che il petto di pollo sarà colorito e rosolato, toglierlo dalla padella e disporre le verdure precedentemente lavate, pulite e tagliate. Aggiungere, se necessario, dell’acqua bollente ( anche brodo vegetale, ma per rendere il piatto più leggero, è preferibile stufare con acqua bollente) in modo da far restare denso il sughetto.
Una volta che le verdure si sono ammorbidite e quasi cotte, ridisporre il petto di pollo nella pentola insieme alle verdure, aggiungendo mezzo cucchiaio di curry.
Girare e controllare che non si perda la densità, se necessario aggiungere ancora dell’acqua bollente.
Correggere con il sale, ultimata la cottura,  concludere con un ultimo mezzo cucchiaio di curry.
Se si vuole rendere più piccante il piatto, perfezionare con il peperoncino tritato.
Servire caldo e, come accompagnamento (se si vuole), riso basmati bianco.

Angie:  – L’ultimo libro che avete letto?
Ivan e Cristiano : – “Siamo solo amici” di Luca Bianchini (Ivan…ma ne leggo uno ogni 3 giorni) e “Il maestro e le maghe” di Jodorowsky (Cristiano…anche lui legge a tambur battente)
Angie:  – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Ivan e Cristiano : – Mah… ce ne sono tante… diciamo il brano che il buon De Andrè ha dedicato all’omonimo piatto di carne genovese: ‘A ÇIMMA

Angie:  – Hobby?
Ivan e Cristiano : – Secondo te??? Magnàààààààààà 😉

Angie:  – Se foste un personaggi mitologico chi sareste?
Ivan e Cristiano : – Saremmo Icaro perché noncuranti delle conseguenze abbiamo il sogno di volare

Angie:  – Qual è il sogno più  grande?
Ivan e Cristiano : – La serenità! Sempre e qualunque cosa si faccia!

Angie:  – Cosa vi dicono più spesso?
Ivan e Cristiano : – Chi è Ivan e chi è Cristiano? E rispondiamo che non lo sappiamo nemmeno noi perché ci conosciamo dalle elementari… scherzi a parte…Cristiano è il più alto e Ivan il più basso.

Angie:  – Vi fidanzereste con una cuoca?
Ivan e Cristiano : – Soprattutto!!!!!!!!!! P.S. La mia fidanzata (Ivan) per fortuna è un’ottima cuoca J

pastina col formaggino

Angie:  – Un piatto della vostra infanzia
Ivan e Cristiano : – Pasta col formaggino

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo voi esiste anche in cucina?
Ivan e Cristiano : – La varietà e la diversità delle cucine locali è un’immensa ricchezza. E’ bello che in ogni luogo si possano assaggiare le specialità del posto. W la diversità culturale! Amiamo tanto il baccalà mantecato o  polenta e osei quanto l’impepata di cozze e la fileja con la nduja!!!

Angie:  – Quale piatto eleggereste come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ivan e Cristiano : – Indubbiamente la pizza!!!

Angie:  – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferite? Se si’, quale?
Ivan e Cristiano : – I sapori forti della cucina spagnola e messicana

Angie:  – A quali altri progetti vi state  dedicando in questo periodo?
Ivan e Cristiano : – Alla preparazione del programma televisivo “Made in Sud 5” in onda su Comedy central dal 3 aprile.

Angie:  – Come definireste il vostro carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Ivan e Cristiano : – Siamo due irrefrenabili golosoni!!!

Angie:  – A che piatto paragonereste Berlusconi? e Di Pietro?
Ivan e Cristiano : – Non so..ma nessuno dei due ci sembra abbastanza appetitoso a dire il vero

Ivan & Cristiano – Made in Sud

Angie:  – La cucina vi ha mai tradito?
Ivan e Cristiano : – Solo nel procurarci chili di troppo 😉

Angie:  – Se doveste riassumere la vostra filosofia di vita?
Ivan e Cristiano : – Prima di mangiare impara ad assaporare ogni boccone. A Tavola come nella vita.

Angie:  – classica domanda alla Marzullo: Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Ivan e Cristiano : – Domanda: Ma la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?
Risposta: Booooooooooooooooooh!!!!! 😀

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Un variegato mondo di colori: il peperone

Peter Piper picked a peck of pickled peppers. If Peter Piper picked a peck of pickled peppers, how many pickled peppers did Peter Piper pick?  (scioglilingua inglese)

Peperoni

Il peperone è uno di quegli alimenti, di cui non ti stancheresti mai di parlare, perche’ solo il ricordo del suo profumo e della varietà di piatti che si possono realizzare, mette in moto i succhi gastrici con un conseguente aumento della salivazione e del desiderio di fartene una scorpacciata.

L’argomento è vastissimo, e la mia piccola ricerca, non vuole sminuirne la bontà, anzi, invito i miei lettori a navigare nelle sconfinate praterie del web alla ricerca di nuove emozioni gastro-olfattive, sperando che nel mio piccolo sia riuscita a stimolare non solo l’apertura dello stomaco :-), ma anche la curiosità
Appartenente alla famiglia delle Solanacee, il peperone (capsicum Annum) è giunto a noi nel XVI secolo, dall’America Merdionale e dalle Antille e, per il suo sapore piccante, in un primo tempo viene chiamato “Pepe d’India”
La varietà dolce si diffuse con estrema rapidità nelle abitudini alimentari del nostro paese ed il suo utilizzo precedette quello dei pomodori nel condimento della pasta.
Quelli più comuni sono frutti piuttosto voluminosi, di forma grossolanamente quadrangolare o conica, e di colore, rosso, giallo o verde.
La caratteristica principale del peperone è il suo elevato contenuto di vitamina C; a parte questo, non presenta altri vantaggi nutrizionali, se non il basso contenuto calorico che lo rende adatto alle diete dimagranti.
Dall’aroma intenso e fruttato è un prodotto tipicamente estivo, anche se lo si puo’ trovare anche fuori stagione grazie alla coltivazione in serra, è di facile conservazione e qui al sud in particolare, vi è l’abitudine di seccarlo all’aria. Ma la conservazione sottovetro (sottaceto o sottolio) è diffusa in tutte le nostri regioni.
Estremamente versatile per quanto riguarda l’aspetto culinario e può essere utilizzato per preparare antipasti, contorni, insalate, primi e secondi.

Sagra di Carmagnola (TO)

Molte sagre gli sono dedicate e, ricordiamo quella che ogni anno, agli inizi di settembre, si tiene a Carmagnola.
La Sagra del Peperone, è un evento importante per la valorizzazione del prodotto tipico della città.
Da anni la Sagra riscuote un crescente afflusso di pubblico: oltre alla tradizionale esposizione di peperoni e ai relativi concorsi, alle degustazioni, alla sfilata di “Re Povron” e la “Bela Povronera” e alle esibisizioni dei gruppi Folkloristici carmagnolesi si affiancano serate musicali e spettacoli di vari gruppi nonchè un’area commerciale dedicata agli espositori.
Val la pena di spendere due parole in favore di una specie tra quelle piu’ saporite, i peperoni cruschi (zafaran – peperone rosso di Senise) uno dei prodotti tipici più rappresentativi della Lucania.

Peperoni cruschi – zafron

Caratterizzati da uno spessore sottile del frutto e da un basso contenuto di acqua che consentono una rapida essiccazione praticata secondo un metodo strettamente naturale: per due o tre giorni i peperoni appena raccolti vengono stesi su reti nella penombra di locali asciutti e ben areati; poi vengono infilati i peduncoli con uno spago fine ottenendo delle collane dette ”serte” che asciugano al sole, appese a pertiche o ringhiere.
A completa essiccazione vengono fritti in abbondante olio extravergine di oliva ottenendo un prodotto croccante e fragrante (peperoni cruschi). Ideale per guarnire primi piatti, carni rosse o baccalà; macinato in accompagnamento a varie pietanze o nell’impasto di formaggi e salumi; sbriciolato su paste al sugo, con aglio, olio e peperoncino o con mollica fritta.
Ma su di loro, mi ripropongo sicuramente di dedicare un’ulteriore articolo.
Edoardo Vianello, negli anni sessanta porta al successo una canzone dal titolo : “Peperone”

E dopo questa piccola introduzione vorrei proporre alla vostra attenzione ‘e puparuol mbuttunati, sono un piatto veramente libidinoso, la quintessenza dell’orgasmo papillare, anche questa preparazione è una pietra miliare della gastronomia partenopea, ma diffusa quasi in tutto il sud, con variazioni al tema principale, che è sempre lo stesso ed è la base del piatto: il puparuolo 🙂
La ricetta che vi propongo, è tipica sorrentina

Peperoni ripieni alla Sorrentina

Ingredienti:
– 4 peperoni gialli
– 100 g olive di Gaeta
– 40 g di capperi
– 3 melenzane
– 200 g di pomodori rossi
– 200 g di pane a fette
– olio d’oliva q.b.
– 1 spicchio d’aglio
– pane grattuggiato
– sale e pepe q.b.
– gherigli di noce

Puparuolo mbuttunato del mio amco Enzo La Marenna
Puparuolo mbuttunato del mio amico Enzo La Marenna

Esecuzione:
Arrostite i peperoni e spellateli, asportando gambi e semi.
Il pane va ammolato in acqua, successivamente strizzato e fritto e messo da parte, friggete anche le
melenzane, sbucciate e tagliate a cubetti, in una padella con olio d’oliva ed uno spicchio d’aglio.
Quando le melenzane saranno dorate, unite i pomodori spezzettati, le olive snocciolate, i capperi sciacquati, i gherigli di noce, sale e pepe q.b., continuando la cottura per qualche minuto.

Aggiungete il pane precedentemente fritto ed amalgamate l’impasto e riempite i peperoni.

Sistemateli in una teglia, regolate di sale, cospargeteli con pane grattugiato e con un filo d’olio d’oliva, fate gratinare in forno a calore moderato (a 180 gradi per 10 15 minuti).

Serviteli a temperatura ambiente.

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Intervista gastronomica a Dario Sansone dei Foja

Vi spiego tutto come è cominciato: Un giorno un amico mi mandò su Facebook un link a questo meraviglioso video, il gruppo è quello dei Foja,la voce inconfondibile è quella del cantante Dario Sansone, mi sono innammorata all’istante di quel brano  (‘o sciore e ‘o viento) tanto è che lo ascoltavo sempre, cosi mi son messa alla ricerca di informazioni in rete e del gruppo e del cantante che in seguito, ho contattato chiedendogli di rilasciarmi un’intervista gastronomica, ed ecco che Dario si è subito reso molto disponibile assecondandomi ed inviandomi il suo questionario.

Una piccola precisazione, di questo brano, mi piace molto la doppia voce, il controcanto, che, Dario mi ha detto essere di Alessio Sollo il cantante dei Collettivo, che ovviamente (manco a dirlo:-) ho contattato chiedendo anche a lui di rilasciarmi un’intervista, che spero prima o poi mi rilasci, ed Alessio, mi ha anche raccontato che il brano è stato scritto pensando a una storia che aveva vissuto.
I Foja hanno una loro pagina su Myspace ed anche una pagina ufficiale su Facebook
La Band nasce nella primavera del 2006 ed è composta da Dario Sansone alla voce e chitarra, Diego Abbate alla chitarra, Giovanni Schiattarella alla batteria e Giuliano Falcone al basso.
“A foja” in napoletano è un’ardente voglia libidinosa, in effetti alla mia domanda del perchè  di questo nome, Dario me lo ha spiegato in italiano dicendo cioe’ : – a foja…è un termine in dialetto per indicare la foga…è quando hai il pepe nel sederino da piccolo e non stai fermo! 🙂 Insomma, qui a Napoli, per definire i tipi cosi’, usiamo spesso dire: Tene ‘o pepe ind ‘o mazzo!  E, questo rende bene l’idea del perche’ di questo nome:-) e Dario aggiunge: “… in qualche maniera questo termine rispecchia la nostra musica e il nostro modo di porci al pubblico durante i live…e poi era un nome breve! 
Na’storia nova è il loro ultimo album, col gusto speciale della lingua napoletana utilizzato, forse per la prima volta, in maniera così totalizzante, in un contesto rock.
Un lavoro in cui con estrema sensibilità, i Foja disegnano 12 affreschi (11 brani + una bonus track) pieni di vita, di dolcezza, di rabbia e di passione.

Angie: –Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Dario: – Direi che in generale una buona alimentazione conta per tutte le attività che si svolgono in particolar modo per cantare e fare un concerto sarebbe bene, “sarebbe”, non appesantire troppo la digestione con cibi pesanti per farsì che la respirazione non risulti faticosa.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Dario: – Per il momento no…:)

Dario Sansone

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Dario: – Assecondare gusto e salute.

Angie: – Le tue esperienze artistiche e lavorative?
Dario: – Lavoro nel campo della musica e delle arti visive.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Dario: – Si, qui a Napoli c è un posto meraviglioso che frequento spesso si chiama Valù, è un ristorante accogliente nei quartieri spagnoli, le cui specialità sono i risotti e la bracieria, con una carta dei vini eccezionale e una cortesia eccezionale!…da provare!

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Dario: – Ogni tanto…ma dura un paio di giorni 😀

Angie: – Meglio carne o pesce?
Dario: – Entrambi!

Angie: – Se fossi un dolce, quale sareste?
Dario: – Un Tiramisù!

Primitivo

Angie: –Vino?
Dario: – Primitivo!

Angie: –Il tuo punto debole
Dario: – Mi piace mangiare 😀

Angie: –Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Dario: – In frigo melanzane zucchine e pomodori…in dispensa pasta e passata di pomodoro!

Angie: –L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un
piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Dario: – Credo che cucinare sia un arte assoluta che coinvolge tutti i 5 sensi, l’ udito con i suoni della cucina, il tatto quando si preparano o si portano alla bocca i cibi, l’ olfatto con i profumi, la vista con le meravigliose composizioni cromatiche che stimolano l’ appetito, il piatto che mi piace di più cucinare sono i rigatoni alla bolognese.

Angie: –E quello che ti piace mangiare?
Dario: – La bolognese!

Bolognese

Angie: –Come ti definiresti a tavola?
Dario: – Vorace.

Angie: –La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Dario: – Purtroppo non faccio colazione spesso…ma direi che un buon cornetto vince sempre!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Dario: – Domanda difficile la prima!…passo alla seconda…non mi piace il cavolo!!!

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Dario: – Il soffritto di cipolla.Divino!

Angie:  – Limone o aceto?
Dario: – Limone.

Vongole

Angie: –Non puoi vivere senza…
Dario: – Le vongole.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Dario: – Sicuramente saper cucinare, è più coinvolgente e ti permette di imbandire discorsi e tavola! 😀

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori Cè una ricetta estiva semplice e saporita e da fare a crudo:
Si cuociono gli spaghetti e a crudo si aggiungono:
Aglio tritato, menta tritata, peperoncino,2 limoni premuti, tonno e pan grattato.
E’ un piatto veloce che può risolvere tanti problemi ed è molto saporito! 🙂

Angie: –L’ultimo libro che hai letto?
Dario: – Moby  Dick.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Dario: -…davvero non saprei!…solitamente la musica è da sottofondo mentre cucino, e il mio appetito va da se!

Angie: – Hobby?
Dario: – Purtroppo e perfortuna quelli che erano i miei hobby sono diventati il mio lavoro e ho davvero poco tempo libero…

F. Monzio Compagnoni, Sansone uccide il leone, da “La Bibbia per la Famiglia”, edizioni San Paolo

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Dario: – Sansone 🙂

Angie: –Qual è il sogno più grande?
Dario: – Conitnuare sempre a sognare.

Angie: –Cosa ti dicono più spesso?
Dario: – Che sono calvo ;P

Angie: –Ti fidanzeresti con una cuoca?
Dario: – Assolutamente si!

Angie: –Un piatto della tua infanzia
Dario: – Gli spaghetti al pomodoro che faceva mia nonna.

Angie: –Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Dario: – Sicuramente ogni regione della nostra penisola ha delle proprie radici e caratteristiche diverse, ma se c è una cosa che accomuna tutti è proprio il gusto di mangiar bene e ci vuole poco a dimenticare se si sta mangiando al nord o al sud 🙂

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Dario: – L’ Arrabbiata.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Dario: – Credo che in cucina siamo imbattibili…mi spiace!

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Dario: – Sto attualmente lavorando a un film di animazione con Alessandro Rak, autore tra l’ altro del nostro primo videoclip ‘o sciore e ‘o viento, e nel contempo lavoro alle nuove canzoni per il (speriamo) secondo disco dei Foja.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Dario: – Verace.

Foja

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi, Di Pietro, Mario Monti?
Dario: – Hai fatto una bella insalata…ma non la mangerei MAI!!!

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Dario: – Mai.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Dario: – Guarda nel tuo piatto e invitata tutti a mangiare con te!

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Dario: – Ti è venuta fame?…SI!!!

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Intervista Gastronomica ad Arnaldo Matania detto “Tony”

Il piccolo Tony

Nato in una notte buia e tempestosa del’ 69(che è tutto dire:-) da quel dì inizia una serie di ritardi record e record ritardati.
Il peso da bambino desta stupore fra i pediatri ammirazione nei genitori panico fra le bilance.

A 2 anni mostra precoci doti linguistiche e di scrittura, resteranno però per sempre quelle di un bambino di 2 anni.
A 5 anni stabilisce un record essendo l’unico bambino mai stato espulso dall’asilo.
Dopo altalenanti vicende e l’espulsione dal liceo riesce in soli 10 anni a laurearsi in architettura (record da verificare).
Svolge i lavori più vari dal barman al babysitter, dal cliente misterioso alla produzione di capispalla.
Mercoledì 11 gennaio 2006 ore 17 si imbatte nel “Laboratorio di scrittura comico umoristica Achille Campanile” e nei suoi tenutari con immani conseguenze per la mente ed il fisico.
A luglio 2009 è stato oggetto di un crudele scherzo; gli è stato fatto credere di aver vinto il premio Massimo Troisi per la scrittura comica. I burloni hanno anche inscenato una finta serata di premiazione con qualche migliaio di comparse, amici complici e compiacenti personaggi dello spettacolo.
Indegnamente presente nelle antologie umoristiche Tris di Risate (Comix, 2009), Aggiungi un porco a favola (Cento Autori, 2009), Se mi lasci non male (Kairòs, 2010)e nell’antologia dei finalisti del concorso una piazza un racconto, storie di musica e magia (Iuppiter, 2010).
Nell’ultimo biennio si è dedicato alla scrittura di perizie e relazioni nel settore della manutenzione edile, ambito letterario che accoglie in se i canoni dell’umorismo più esilarante e della migliore suspance giallistica e ancorché decisamente sottovalutato in ambito critico editoriale riscuote un grande successo di pubblico.

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
ATM: – Credo che la domanda sia giusta solo se fai agonismo altrimenti è importante nella vita in generale o forse di questi tempi la domanda andrebbe capovolta e cioè “quanto conta il lavoro nella tua alimentazione”…

Angie:  – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
ATM: – Non direttamente visto che mi occupo di manutenzione edile e sicurezza nei luoghi di lavoro, però quando aspiravo a fare l’architettura ho sempre pensato al progetto come ad una ricetta, dove cercare gli equilibri, stupire e far sognare.

Arnaldo Matania detto “Tony” in una delle sue espressioni piu’ caratteristiche

Angie:  – Cosa significa per te mangiar bene
ATM: – Sentire nel sapore la passione di chi ha cucinato e fare molta fatica ad alzarmi da tavola

Angie:  – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
ATM: – Ho fatto un pò di tutto: il barman, il babysitter, il produttore di capispalla, il cliente misterioso… ricordo con maggiore entusiasmo i laboratori teatrali per i bambini delle elementari. Mi diverte molto scrivere ma è difficile fare di questo un lavoro

Angie:  – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
ATM: – Mangio fuori abbastanza spesso e quindi ne ho vari che rispondono a diverse ritualità ed esigenze. C’è l’Alpen, il pub vomerese di tutti i venerdì sera che significa gruppone di amici e panino con la parmigiana di melanzane. C’è Marco’s, alla Riviera di Chiaja che significa cenetta romantica e prelibatezze tradizionali. C’è il Miracolo dei Pesci, a Posillipodove lo sfizio di pesce regna sovrano e dove prima o poi finirò con lo scendere in ciabatte perché è sotto casa e striscio fin lì anche quando sono stanco stanco stanco…

Nei miei frequenti week-end romani ci sono Vito&Dina, a Prati che dovresti proprio vedere perché Vito è proprio l’oste romanesco immenso e caciarone e quando lo vedo arrivare col piattone di bucatini mi si riempie il cuore di gioia!

Angie:  – Sei mai stato a dieta?
ATM: – No non ci sono mai stato, mi pare che sia in Germania. È una città che da qualche tempo sento nominare spesso e dicono che io dovrei andarci…

Angie:  – Meglio carne o pesce?
ATM: – Carne!

Angie:  – Se fossi un dolce, quale saresti?

Millefoglie

ATM: – La millefoglie

Angie:  – Vino?
ATM: – Difficile… dipende. Sono una vecchia spugna e dal Lambrusco al Greco, dal Gewurz al Rapitalà riempitemi il bicchiere e vi farò sapere…

Angie:  – Il tuo punto debole
ATM: – Lo stomaco

Angie:  – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
ATM: – La signora Mozzarella. Salumi e formaggi…

Angie:  – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
ATM: – Nel cucinare mi piace il clima della cucina, il profumo degli ingredienti che diventa quello del piatto però il piatto è una banale ma tiratissima pasta col tonno (quello delle scatolette)… la prima cosa sulla quale mi sono cimentato da ragazzino e di cui mi sono nutrito con avidità, calando quel mezzo chilo di pasta che è la razione minima di sopravvivenza dell’adolescente che sono stato

Angie:  – E quello che ti piace mangiare?
ATM: – La pasta, la pasta, la pasta… alla siciliana, al forno, ma anche uno spago aglio olio e peperoncino mi emoziona

Angie:  – Come ti definiresti a tavola?
ATM: – Leeeeeeeeeeeeeento e instancabile

Angie:  – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
ATM: – Invidio la colazione dei film anglo americani dove le uova col bacon spadroneggiano, non pensavo di essere in grado di sostenerla poi un’estate ho provato ed ho riscosso ottimi risultati… però in vacanza non vale! Normalmente un caffè ed una tazza di latte col caffè…

Angie:  – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?

Parmigiana di Melenzane

ATM: – La PARMIGIANA DI MELANZANE! il capitone anche se non so che sapore abbia…

Angie:  – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
ATM: – il basilico nella sua semplicità

Angie:  –  Limone o aceto?
ATM: – entrambi no?!

Angie:  – Non puoi vivere senza…
ATM: – Gastronomicamente parlando senza Pasta… sennò finiamo nel campo della famosa gaffe della Clerici

Angie:  – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
ATM: – Elementare Watson: Sensualità>Sesso>Vita <> Vita>Cibo>Cucina
il tutto passando per gli incroci di profumi, movimenti, sughi… e poi gli uomini sanno che sulle donne ha sempre un grande effetto e tanto basta!

Angie:  – Una tua ricetta per i miei lettori
ATM: – Ingredienti per una persona:
1 busta di 4 salti in padella (no sottomarche), 500 g. di spaghetti, 1 spicchio d’aglio, un peperoncino, un pò di pane “cafone”,olio q.b.
Preparazione
Mettete a bollire l’acqua in una pentola alta e cuocete la pasta. Mettete dell’olio in un tegame molto ampio e soffriggete l’aglio ed il peperoncino poi aggiungete un pò di pezzettini molto piccoli di pane. Prendete la busta di 4 salti in padella ed agitatela per qualche secondo prima di aprirla e poi versatene delicatamente il contenuto in una zuppiera. Quando la pasta è al dente prendetela con un forchettone in modo che non sia completamente scolata e passatela nel tegame dove la farete saltare per un minutino (facendo attenzione agli schizzi che l’olio incazzato produrrà) affinché si crei intorno alla pasta quella patina dorata e leggermente croccantina. Prendete la zuppiera coi 4 salti in padella e versatene con attenzione il contenuto nel bidoncino Grigio (indifferenziata) non Marrone (umido).

Angie:  – L’ultimo libro che hai letto?
ATM: – Benvenuti in casa Esposito (pure il penultimo, l’ho letto due volte)

ong>Angie:  – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
ATM: – Non so perché ma è “spingole francesi”

Angie:  – Hobby?
ATM: – Scrivere

Angie:  – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
ATM: – Ronfosaziolo (il figlio magico di Bacco&Morfeo)

Angie:  – Qual è il sogno più  grande?
ATM: – Avere sempre un sogno più grande

Angie:  – Cosa ti dicono più spesso?
ATM: – Ma se non escludo il turpiloquio è difficile da dire…

“Sposatevi il cuoco!” – Totò, Miseria e Nobiltà (1954) regia di Mario Mattioli

Angie:  – Ti fidanzeresti con una cuoca?
ATM: – Sposatevi il cuoco! (Totò – Miseria e nobiltà)

Angie:  – Un piatto della tua infanzia
ATM: – La ciambotta di mammà buonanima

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
ATM: – La cucina è l’unica cosa che è bene e giusto sia federale del nostro Paese. In Italia in ogni cucina regionale trovi delle meraviglie ed è un dovere difenderle con forza!

Angie:  – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
ATM: – Come dicevo sopra non siamo un Paese gastronomicamente unito e non ne saprei dire uno, forse le zuppe di pesce, i vari caciucchi e simili per le parti costiere ma è una forzatura… come il resto della nostra unità.

Angie:  – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?

Zuppa di ramen Giapponese e Paella Valenciana

ATM: – No cucina no. Qualche piatto sparso sì, la paella valenciana, un hamburger newyorkese, la zuppa di ramen giapponese…

Angie:  – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
ATM: – Oltre a mangiare? Cerco di rubare tempo al lavoro per rispondere alle interviste gastronomiche delle amiche, raccogliere gli appunti di storie e racconti. Ma non è facile

Angie:  – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?

ATM: – Estroverso e Scofanato! Sono decisamente uno che dà soddisfazione a tavola e spero nella vita…

Angie:  – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro Mario Monti?

Tony con Francesco Di Domenico

ATM: – 4 salti in padella (finto e con molto marketing) – l’arrosticino tipico della sua terra (essenziale e un pò rozzo) – una flebo di glucosio (incommestibile ma indispensabile per sopravvivere)

Angie:  – La cucina ti ha mai tradito?
ATM: – La cucina nella sua essenza mai, qualche volta i cuochi o sedicenti tali e talvolta lo stomaco

Angie:  – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
ATM: – Se si chiama vita allora sarà perché va vissuta. Quindi vivi al meglio e ricordati di lasciar vivere…

Angie:  – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
ATM: – amaro, caffè? un amaro, grazie!

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