Intervista Gastronomica ad Arnaldo Matania detto “Tony”

Il piccolo Tony

Nato in una notte buia e tempestosa del’ 69(che è tutto dire:-) da quel dì inizia una serie di ritardi record e record ritardati.
Il peso da bambino desta stupore fra i pediatri ammirazione nei genitori panico fra le bilance.

A 2 anni mostra precoci doti linguistiche e di scrittura, resteranno però per sempre quelle di un bambino di 2 anni.
A 5 anni stabilisce un record essendo l’unico bambino mai stato espulso dall’asilo.
Dopo altalenanti vicende e l’espulsione dal liceo riesce in soli 10 anni a laurearsi in architettura (record da verificare).
Svolge i lavori più vari dal barman al babysitter, dal cliente misterioso alla produzione di capispalla.
Mercoledì 11 gennaio 2006 ore 17 si imbatte nel “Laboratorio di scrittura comico umoristica Achille Campanile” e nei suoi tenutari con immani conseguenze per la mente ed il fisico.
A luglio 2009 è stato oggetto di un crudele scherzo; gli è stato fatto credere di aver vinto il premio Massimo Troisi per la scrittura comica. I burloni hanno anche inscenato una finta serata di premiazione con qualche migliaio di comparse, amici complici e compiacenti personaggi dello spettacolo.
Indegnamente presente nelle antologie umoristiche Tris di Risate (Comix, 2009), Aggiungi un porco a favola (Cento Autori, 2009), Se mi lasci non male (Kairòs, 2010)e nell’antologia dei finalisti del concorso una piazza un racconto, storie di musica e magia (Iuppiter, 2010).
Nell’ultimo biennio si è dedicato alla scrittura di perizie e relazioni nel settore della manutenzione edile, ambito letterario che accoglie in se i canoni dell’umorismo più esilarante e della migliore suspance giallistica e ancorché decisamente sottovalutato in ambito critico editoriale riscuote un grande successo di pubblico.

Angie:  - Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
ATM: – Credo che la domanda sia giusta solo se fai agonismo altrimenti è importante nella vita in generale o forse di questi tempi la domanda andrebbe capovolta e cioè “quanto conta il lavoro nella tua alimentazione”…

Angie:  – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
ATM: – Non direttamente visto che mi occupo di manutenzione edile e sicurezza nei luoghi di lavoro, però quando aspiravo a fare l’architettura ho sempre pensato al progetto come ad una ricetta, dove cercare gli equilibri, stupire e far sognare.

Arnaldo Matania detto “Tony” in una delle sue espressioni piu’ caratteristiche

Angie:  – Cosa significa per te mangiar bene
ATM: – Sentire nel sapore la passione di chi ha cucinato e fare molta fatica ad alzarmi da tavola

Angie:  – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
ATM: – Ho fatto un pò di tutto: il barman, il babysitter, il produttore di capispalla, il cliente misterioso… ricordo con maggiore entusiasmo i laboratori teatrali per i bambini delle elementari. Mi diverte molto scrivere ma è difficile fare di questo un lavoro

Angie:  – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
ATM: – Mangio fuori abbastanza spesso e quindi ne ho vari che rispondono a diverse ritualità ed esigenze. C’è l’Alpen, il pub vomerese di tutti i venerdì sera che significa gruppone di amici e panino con la parmigiana di melanzane. C’è Marco’s, alla Riviera di Chiaja che significa cenetta romantica e prelibatezze tradizionali. C’è il Miracolo dei Pesci, a Posillipodove lo sfizio di pesce regna sovrano e dove prima o poi finirò con lo scendere in ciabatte perché è sotto casa e striscio fin lì anche quando sono stanco stanco stanco…

Nei miei frequenti week-end romani ci sono Vito&Dina, a Prati che dovresti proprio vedere perché Vito è proprio l’oste romanesco immenso e caciarone e quando lo vedo arrivare col piattone di bucatini mi si riempie il cuore di gioia!

Angie:  – Sei mai stato a dieta?
ATM: – No non ci sono mai stato, mi pare che sia in Germania. È una città che da qualche tempo sento nominare spesso e dicono che io dovrei andarci…

Angie:  – Meglio carne o pesce?
ATM: – Carne!

Angie:  – Se fossi un dolce, quale saresti?

Millefoglie

ATM: – La millefoglie

Angie:  – Vino?
ATM: – Difficile… dipende. Sono una vecchia spugna e dal Lambrusco al Greco, dal Gewurz al Rapitalà riempitemi il bicchiere e vi farò sapere…

Angie:  – Il tuo punto debole
ATM: – Lo stomaco

Angie:  – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
ATM: – La signora Mozzarella. Salumi e formaggi…

Angie:  – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
ATM: – Nel cucinare mi piace il clima della cucina, il profumo degli ingredienti che diventa quello del piatto però il piatto è una banale ma tiratissima pasta col tonno (quello delle scatolette)… la prima cosa sulla quale mi sono cimentato da ragazzino e di cui mi sono nutrito con avidità, calando quel mezzo chilo di pasta che è la razione minima di sopravvivenza dell’adolescente che sono stato

Angie:  – E quello che ti piace mangiare?
ATM: – La pasta, la pasta, la pasta… alla siciliana, al forno, ma anche uno spago aglio olio e peperoncino mi emoziona

Angie:  – Come ti definiresti a tavola?
ATM: – Leeeeeeeeeeeeeento e instancabile

Angie:  – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
ATM: – Invidio la colazione dei film anglo americani dove le uova col bacon spadroneggiano, non pensavo di essere in grado di sostenerla poi un’estate ho provato ed ho riscosso ottimi risultati… però in vacanza non vale! Normalmente un caffè ed una tazza di latte col caffè…

Angie:  – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?

Parmigiana di Melenzane

ATM: – La PARMIGIANA DI MELANZANE! il capitone anche se non so che sapore abbia…

Angie:  – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
ATM: – il basilico nella sua semplicità

Angie:  –  Limone o aceto?
ATM: – entrambi no?!

Angie:  – Non puoi vivere senza…
ATM: – Gastronomicamente parlando senza Pasta… sennò finiamo nel campo della famosa gaffe della Clerici

Angie:  – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
ATM: – Elementare Watson: Sensualità>Sesso>Vita <> Vita>Cibo>Cucina
il tutto passando per gli incroci di profumi, movimenti, sughi… e poi gli uomini sanno che sulle donne ha sempre un grande effetto e tanto basta!

Angie:  – Una tua ricetta per i miei lettori
ATM: – Ingredienti per una persona:
1 busta di 4 salti in padella (no sottomarche), 500 g. di spaghetti, 1 spicchio d’aglio, un peperoncino, un pò di pane “cafone”,olio q.b.
Preparazione
Mettete a bollire l’acqua in una pentola alta e cuocete la pasta. Mettete dell’olio in un tegame molto ampio e soffriggete l’aglio ed il peperoncino poi aggiungete un pò di pezzettini molto piccoli di pane. Prendete la busta di 4 salti in padella ed agitatela per qualche secondo prima di aprirla e poi versatene delicatamente il contenuto in una zuppiera. Quando la pasta è al dente prendetela con un forchettone in modo che non sia completamente scolata e passatela nel tegame dove la farete saltare per un minutino (facendo attenzione agli schizzi che l’olio incazzato produrrà) affinché si crei intorno alla pasta quella patina dorata e leggermente croccantina. Prendete la zuppiera coi 4 salti in padella e versatene con attenzione il contenuto nel bidoncino Grigio (indifferenziata) non Marrone (umido).

Angie:  – L’ultimo libro che hai letto?
ATM: – Benvenuti in casa Esposito (pure il penultimo, l’ho letto due volte)

ong>Angie:  – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
ATM: – Non so perché ma è “spingole francesi”

Angie:  – Hobby?
ATM: – Scrivere

Angie:  – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
ATM: - Ronfosaziolo (il figlio magico di Bacco&Morfeo)

Angie:  – Qual è il sogno più  grande?
ATM: – Avere sempre un sogno più grande

Angie:  – Cosa ti dicono più spesso?
ATM: – Ma se non escludo il turpiloquio è difficile da dire…

“Sposatevi il cuoco!” – Totò, Miseria e Nobiltà (1954) regia di Mario Mattioli

Angie:  – Ti fidanzeresti con una cuoca?
ATM: – Sposatevi il cuoco! (Totò – Miseria e nobiltà)

Angie:  – Un piatto della tua infanzia
ATM: – La ciambotta di mammà buonanima

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
ATM: – La cucina è l’unica cosa che è bene e giusto sia federale del nostro Paese. In Italia in ogni cucina regionale trovi delle meraviglie ed è un dovere difenderle con forza!

Angie:  – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
ATM: – Come dicevo sopra non siamo un Paese gastronomicamente unito e non ne saprei dire uno, forse le zuppe di pesce, i vari caciucchi e simili per le parti costiere ma è una forzatura… come il resto della nostra unità.

Angie:  – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?

Zuppa di ramen Giapponese e Paella Valenciana

ATM: – No cucina no. Qualche piatto sparso sì, la paella valenciana, un hamburger newyorkese, la zuppa di ramen giapponese…

Angie:  – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
ATM: – Oltre a mangiare? Cerco di rubare tempo al lavoro per rispondere alle interviste gastronomiche delle amiche, raccogliere gli appunti di storie e racconti. Ma non è facile

Angie:  – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?

ATM: – Estroverso e Scofanato! Sono decisamente uno che dà soddisfazione a tavola e spero nella vita…

Angie:  – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro Mario Monti?

Tony con Francesco Di Domenico

ATM: – 4 salti in padella (finto e con molto marketing) – l’arrosticino tipico della sua terra (essenziale e un pò rozzo) – una flebo di glucosio (incommestibile ma indispensabile per sopravvivere)

Angie:  – La cucina ti ha mai tradito?
ATM: – La cucina nella sua essenza mai, qualche volta i cuochi o sedicenti tali e talvolta lo stomaco

Angie:  – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
ATM: – Se si chiama vita allora sarà perché va vissuta. Quindi vivi al meglio e ricordati di lasciar vivere…

Angie:  – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
ATM: – amaro, caffè? un amaro, grazie!

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un Commento