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E' inutile versare rum…

Date: 7 maggio 2012

Un variegato mondo di colori: il peperone

Peter Piper picked a peck of pickled peppers. If Peter Piper picked a peck of pickled peppers, how many pickled peppers did Peter Piper pick?  (scioglilingua inglese)

Peperoni

Il peperone è uno di quegli alimenti, di cui non ti stancheresti mai di parlare, perche’ solo il ricordo del suo profumo e della varietà di piatti che si possono realizzare, mette in moto i succhi gastrici con un conseguente aumento della salivazione e del desiderio di fartene una scorpacciata.

L’argomento è vastissimo, e la mia piccola ricerca, non vuole sminuirne la bontà, anzi, invito i miei lettori a navigare nelle sconfinate praterie del web alla ricerca di nuove emozioni gastro-olfattive, sperando che nel mio piccolo sia riuscita a stimolare non solo l’apertura dello stomaco :-), ma anche la curiosità
Appartenente alla famiglia delle Solanacee, il peperone (capsicum Annum) è giunto a noi nel XVI secolo, dall’America Merdionale e dalle Antille e, per il suo sapore piccante, in un primo tempo viene chiamato “Pepe d’India”
La varietà dolce si diffuse con estrema rapidità nelle abitudini alimentari del nostro paese ed il suo utilizzo precedette quello dei pomodori nel condimento della pasta.
Quelli più comuni sono frutti piuttosto voluminosi, di forma grossolanamente quadrangolare o conica, e di colore, rosso, giallo o verde.
La caratteristica principale del peperone è il suo elevato contenuto di vitamina C; a parte questo, non presenta altri vantaggi nutrizionali, se non il basso contenuto calorico che lo rende adatto alle diete dimagranti.
Dall’aroma intenso e fruttato è un prodotto tipicamente estivo, anche se lo si puo’ trovare anche fuori stagione grazie alla coltivazione in serra, è di facile conservazione e qui al sud in particolare, vi è l’abitudine di seccarlo all’aria. Ma la conservazione sottovetro (sottaceto o sottolio) è diffusa in tutte le nostri regioni.
Estremamente versatile per quanto riguarda l’aspetto culinario e può essere utilizzato per preparare antipasti, contorni, insalate, primi e secondi.

Sagra di Carmagnola (TO)

Molte sagre gli sono dedicate e, ricordiamo quella che ogni anno, agli inizi di settembre, si tiene a Carmagnola.
La Sagra del Peperone, è un evento importante per la valorizzazione del prodotto tipico della città.
Da anni la Sagra riscuote un crescente afflusso di pubblico: oltre alla tradizionale esposizione di peperoni e ai relativi concorsi, alle degustazioni, alla sfilata di “Re Povron” e la “Bela Povronera” e alle esibisizioni dei gruppi Folkloristici carmagnolesi si affiancano serate musicali e spettacoli di vari gruppi nonchè un’area commerciale dedicata agli espositori.
Val la pena di spendere due parole in favore di una specie tra quelle piu’ saporite, i peperoni cruschi (zafaran – peperone rosso di Senise) uno dei prodotti tipici più rappresentativi della Lucania.

Peperoni cruschi – zafron

Caratterizzati da uno spessore sottile del frutto e da un basso contenuto di acqua che consentono una rapida essiccazione praticata secondo un metodo strettamente naturale: per due o tre giorni i peperoni appena raccolti vengono stesi su reti nella penombra di locali asciutti e ben areati; poi vengono infilati i peduncoli con uno spago fine ottenendo delle collane dette ”serte” che asciugano al sole, appese a pertiche o ringhiere.
A completa essiccazione vengono fritti in abbondante olio extravergine di oliva ottenendo un prodotto croccante e fragrante (peperoni cruschi). Ideale per guarnire primi piatti, carni rosse o baccalà; macinato in accompagnamento a varie pietanze o nell’impasto di formaggi e salumi; sbriciolato su paste al sugo, con aglio, olio e peperoncino o con mollica fritta.
Ma su di loro, mi ripropongo sicuramente di dedicare un’ulteriore articolo.
Edoardo Vianello, negli anni sessanta porta al successo una canzone dal titolo : “Peperone”

E dopo questa piccola introduzione vorrei proporre alla vostra attenzione ‘e puparuol mbuttunati, sono un piatto veramente libidinoso, la quintessenza dell’orgasmo papillare, anche questa preparazione è una pietra miliare della gastronomia partenopea, ma diffusa quasi in tutto il sud, con variazioni al tema principale, che è sempre lo stesso ed è la base del piatto: il puparuolo 🙂
La ricetta che vi propongo, è tipica sorrentina

Peperoni ripieni alla Sorrentina

Ingredienti:
– 4 peperoni gialli
– 100 g olive di Gaeta
– 40 g di capperi
– 3 melenzane
– 200 g di pomodori rossi
– 200 g di pane a fette
– olio d’oliva q.b.
– 1 spicchio d’aglio
– pane grattuggiato
– sale e pepe q.b.
– gherigli di noce

Puparuolo mbuttunato del mio amco Enzo La Marenna
Puparuolo mbuttunato del mio amico Enzo La Marenna

Esecuzione:
Arrostite i peperoni e spellateli, asportando gambi e semi.
Il pane va ammolato in acqua, successivamente strizzato e fritto e messo da parte, friggete anche le
melenzane, sbucciate e tagliate a cubetti, in una padella con olio d’oliva ed uno spicchio d’aglio.
Quando le melenzane saranno dorate, unite i pomodori spezzettati, le olive snocciolate, i capperi sciacquati, i gherigli di noce, sale e pepe q.b., continuando la cottura per qualche minuto.

Aggiungete il pane precedentemente fritto ed amalgamate l’impasto e riempite i peperoni.

Sistemateli in una teglia, regolate di sale, cospargeteli con pane grattugiato e con un filo d’olio d’oliva, fate gratinare in forno a calore moderato (a 180 gradi per 10 15 minuti).

Serviteli a temperatura ambiente.

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Intervista gastronomica a Dario Sansone dei Foja

Vi spiego tutto come è cominciato: Un giorno un amico mi mandò su Facebook un link a questo meraviglioso video, il gruppo è quello dei Foja,la voce inconfondibile è quella del cantante Dario Sansone, mi sono innammorata all’istante di quel brano  (‘o sciore e ‘o viento) tanto è che lo ascoltavo sempre, cosi mi son messa alla ricerca di informazioni in rete e del gruppo e del cantante che in seguito, ho contattato chiedendogli di rilasciarmi un’intervista gastronomica, ed ecco che Dario si è subito reso molto disponibile assecondandomi ed inviandomi il suo questionario.

Una piccola precisazione, di questo brano, mi piace molto la doppia voce, il controcanto, che, Dario mi ha detto essere di Alessio Sollo il cantante dei Collettivo, che ovviamente (manco a dirlo:-) ho contattato chiedendo anche a lui di rilasciarmi un’intervista, che spero prima o poi mi rilasci, ed Alessio, mi ha anche raccontato che il brano è stato scritto pensando a una storia che aveva vissuto.
I Foja hanno una loro pagina su Myspace ed anche una pagina ufficiale su Facebook
La Band nasce nella primavera del 2006 ed è composta da Dario Sansone alla voce e chitarra, Diego Abbate alla chitarra, Giovanni Schiattarella alla batteria e Giuliano Falcone al basso.
“A foja” in napoletano è un’ardente voglia libidinosa, in effetti alla mia domanda del perchè  di questo nome, Dario me lo ha spiegato in italiano dicendo cioe’ : – a foja…è un termine in dialetto per indicare la foga…è quando hai il pepe nel sederino da piccolo e non stai fermo! 🙂 Insomma, qui a Napoli, per definire i tipi cosi’, usiamo spesso dire: Tene ‘o pepe ind ‘o mazzo!  E, questo rende bene l’idea del perche’ di questo nome:-) e Dario aggiunge: “… in qualche maniera questo termine rispecchia la nostra musica e il nostro modo di porci al pubblico durante i live…e poi era un nome breve! 
Na’storia nova è il loro ultimo album, col gusto speciale della lingua napoletana utilizzato, forse per la prima volta, in maniera così totalizzante, in un contesto rock.
Un lavoro in cui con estrema sensibilità, i Foja disegnano 12 affreschi (11 brani + una bonus track) pieni di vita, di dolcezza, di rabbia e di passione.

Angie: –Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Dario: – Direi che in generale una buona alimentazione conta per tutte le attività che si svolgono in particolar modo per cantare e fare un concerto sarebbe bene, “sarebbe”, non appesantire troppo la digestione con cibi pesanti per farsì che la respirazione non risulti faticosa.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Dario: – Per il momento no…:)

Dario Sansone

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Dario: – Assecondare gusto e salute.

Angie: – Le tue esperienze artistiche e lavorative?
Dario: – Lavoro nel campo della musica e delle arti visive.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Dario: – Si, qui a Napoli c è un posto meraviglioso che frequento spesso si chiama Valù, è un ristorante accogliente nei quartieri spagnoli, le cui specialità sono i risotti e la bracieria, con una carta dei vini eccezionale e una cortesia eccezionale!…da provare!

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Dario: – Ogni tanto…ma dura un paio di giorni 😀

Angie: – Meglio carne o pesce?
Dario: – Entrambi!

Angie: – Se fossi un dolce, quale sareste?
Dario: – Un Tiramisù!

Primitivo

Angie: –Vino?
Dario: – Primitivo!

Angie: –Il tuo punto debole
Dario: – Mi piace mangiare 😀

Angie: –Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Dario: – In frigo melanzane zucchine e pomodori…in dispensa pasta e passata di pomodoro!

Angie: –L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un
piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Dario: – Credo che cucinare sia un arte assoluta che coinvolge tutti i 5 sensi, l’ udito con i suoni della cucina, il tatto quando si preparano o si portano alla bocca i cibi, l’ olfatto con i profumi, la vista con le meravigliose composizioni cromatiche che stimolano l’ appetito, il piatto che mi piace di più cucinare sono i rigatoni alla bolognese.

Angie: –E quello che ti piace mangiare?
Dario: – La bolognese!

Bolognese

Angie: –Come ti definiresti a tavola?
Dario: – Vorace.

Angie: –La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Dario: – Purtroppo non faccio colazione spesso…ma direi che un buon cornetto vince sempre!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Dario: – Domanda difficile la prima!…passo alla seconda…non mi piace il cavolo!!!

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Dario: – Il soffritto di cipolla.Divino!

Angie:  – Limone o aceto?
Dario: – Limone.

Vongole

Angie: –Non puoi vivere senza…
Dario: – Le vongole.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Dario: – Sicuramente saper cucinare, è più coinvolgente e ti permette di imbandire discorsi e tavola! 😀

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori Cè una ricetta estiva semplice e saporita e da fare a crudo:
Si cuociono gli spaghetti e a crudo si aggiungono:
Aglio tritato, menta tritata, peperoncino,2 limoni premuti, tonno e pan grattato.
E’ un piatto veloce che può risolvere tanti problemi ed è molto saporito! 🙂

Angie: –L’ultimo libro che hai letto?
Dario: – Moby  Dick.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Dario: -…davvero non saprei!…solitamente la musica è da sottofondo mentre cucino, e il mio appetito va da se!

Angie: – Hobby?
Dario: – Purtroppo e perfortuna quelli che erano i miei hobby sono diventati il mio lavoro e ho davvero poco tempo libero…

F. Monzio Compagnoni, Sansone uccide il leone, da “La Bibbia per la Famiglia”, edizioni San Paolo

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Dario: – Sansone 🙂

Angie: –Qual è il sogno più grande?
Dario: – Conitnuare sempre a sognare.

Angie: –Cosa ti dicono più spesso?
Dario: – Che sono calvo ;P

Angie: –Ti fidanzeresti con una cuoca?
Dario: – Assolutamente si!

Angie: –Un piatto della tua infanzia
Dario: – Gli spaghetti al pomodoro che faceva mia nonna.

Angie: –Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Dario: – Sicuramente ogni regione della nostra penisola ha delle proprie radici e caratteristiche diverse, ma se c è una cosa che accomuna tutti è proprio il gusto di mangiar bene e ci vuole poco a dimenticare se si sta mangiando al nord o al sud 🙂

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Dario: – L’ Arrabbiata.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Dario: – Credo che in cucina siamo imbattibili…mi spiace!

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Dario: – Sto attualmente lavorando a un film di animazione con Alessandro Rak, autore tra l’ altro del nostro primo videoclip ‘o sciore e ‘o viento, e nel contempo lavoro alle nuove canzoni per il (speriamo) secondo disco dei Foja.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Dario: – Verace.

Foja

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi, Di Pietro, Mario Monti?
Dario: – Hai fatto una bella insalata…ma non la mangerei MAI!!!

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Dario: – Mai.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Dario: – Guarda nel tuo piatto e invitata tutti a mangiare con te!

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Dario: – Ti è venuta fame?…SI!!!

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