Intervista Gastronomica a Massimo Piccolo

Massimo Piccolo, poliedrico  artista, poichè non si occupa solo di scrittura e regia ma di una infinità di cose,  tra le sue passioni c’è anche il ritratto fotografico (così si è  mantenuto

Massimo Piccolo

per un bel po’ ai tempi dell’università) e si rifiuta sistematicamente di fare foto pubblicitarie.

Prima ancora del suo esordio letterario del 2004 con Luna di seta per  Edizioni Associate, ha scritto per il Corriere della Sera.
90 passi nella gastronomia napoletana per Neapolis alma edizioni, vede la luce in questo 2012.
Ovviamente mi soffermo sull’ultima pubblicazione, che riguarda la mia rubrica molto da vicino :-) , è un libro un po’ al di fuori degli schemi stereotipati, che possono definirlo una guida turistico-gastronomica, è decisamente riduttivo.
E’ un diario, in cui i ricordi personali si mescolano ai profumi e ai sapori più preziosi della nostra terra, senza dimenticare quei necessari riferimenti alla storia di Napoli, da cui ogni prodotto gastronomico trae origine.

90 passi nella gastronomia napoletana

Un ampio carnet insomma, indirizzato, come scrive lo stesso autore, al «viaggiatore che non vuole sentirsi turista», al «napoletano che non vuole soccombere al fast food globalizzato», al «gastronomo che non si accontenta del cibo visto in tv», insomma a «tutti quelli che hanno qualcosa da ricordare». Se sentite di appartenere ad una di queste categorie, mettetevi dunque comodi e gustatevi questo libro, come se gustaste altrettante pietanze della tradizione napoletana.
Ma dopo la scrittura c’e’ la regia e Massimo si sta dedicando infatti ad “assolo” che è gia stato uno spettacolo teatrale ed è il suo primo film da regista la cui uscita è prevista per l’autunno di quest’anno. La pellicola si avvale  della collaborazione di Valentina Caniglia alla fotografia,  giovane napoletana, classe ’78 che si è fatta stimare all’estero per il suo talento; una delle direttrici della fotografia più accreditate a livello internazionale, con un’esperienza decennale negli Usa tra New York e Los Angeles (dove ha lavorato, tra gli altri, con Scorsese, Spike Lee, Johnny Depp). Protagonista l’attore  Antonio De Matteo (“Buongiorno Notte” di Marco Bellocchio e “Ocean’s Twelve”  e recentemente  con una partecipazione alla fiction“Un

Sul set di "assolo" Foto di Raffaele Mariniello

posto al sole”).
La colonna sonora originale è firmata dal compositore Claudio Passilongo
“Assolo”   è una storia di jazz, ma non solo. È una storia d’amore, ironica e appassionata un sassofonista jazz poco più che trentenne, nei sessanta minuti d’attesa che lo separano dal suo primo “assolo” al grande debutto americano del “Blue Note” di New York , per il quale si sta preparato da tutta una vita, cerca di dare un senso alla fine dell’ultimo suo amore e a se stesso dentro un mondo che non riesce a capire. Ma, mi confida, “Parlare di Assolo mi manda davvero in crisi perchè è complicatissimo da raccontare (almeno per me) … e quindi per maggiori dettagli su di lui e sulla sua attività artistica vi invito a fare una capatina nel suo blog

... Tantissima frutta e verdura, cibi leggeri, pochissima carne rossa.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Massimo: – Fondamentale. Considerando le mie solite 12ore giornaliere (come impegno mi colloco tra un buon dirigente e una donna che lavora). Se non fossi molto attento non riuscirei a sostenere il ritmo. Tantissima frutta e verdura, cibi leggeri, pochissima carne rossa. Ma senza rinunciare a “qualcosa di buono” ogni giorno.

c’è una scena nel libro che sto terminando che racconta di una delle protagoniste che prepara, come ultimo atto d’amore per il marito che sta per uccidere, una zuppa di Pho...

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Massimo: – Bè, c’è una scena nel libro che sto terminando che racconta di una delle protagoniste che prepara, come ultimo atto d’amore per il marito che sta per uccidere, una zuppa di Pho…

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Massimo: – L’idea di mangiare bene è molto relativa, di solito è legata alle aspettative o alla situazione. Mi spiego meglio, se ho solo un’ora di tempo e 50minuti li passo con una persona che amo e il pranzo si risolve con una velocissima scaloppa accompagnata da una patate schiacciata avrò la sensazione di aver mangiato benissimo, se invece la stessa cosa mi arriva dopo un’ora seduto in un ristorante noioso con magari un tv acceso in sottofondo, maledirò quel posto almeno per un paio di giorni…

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Massimo: – Parliamo solo delle prossime, il 18 giugno “festeggio” alla Fnac la ristampa di “90passi nella gastronomia napoletana”, il 25 riporto alla Feltrinelli di Pomigliano il mio reading “Fùtbol” e in autunno esce “Assolo” il mio primo film da regista.

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Massimo: – Questo lo si capisce meglio leggendo il libro.

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Massimo: – Sempre.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Massimo: – Dipende. E’ banale ma meglio una buona carne che un cattivo pesce e viceversa.

…Se fossi un dolce, quale saresti? …Passion cake al rum. Una mia variante del flan al cioccolato…

Angie: – Se fossi un dolce, quale sareste?
Massimo: – Passion cake al rum. Una mia variante del flan al cioccolato.

Angie: – Vino?
Massimo: – Non ne capisco tantissimo, mi lascio guidare. Comunque adorola Malvasia.

Angie: – Il tuo punto debole
Massimo: – Forse un po’ troppo empatico.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Massimo: – Tantissima verdura fresca. Latte e cioccolato fondente.

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Massimo: – Un modo “onesto” di dispensare piccoli piaceri. Il cenone della Vigilia di Natale.

…Troppo ingeneroso sceglierne solo uno. Adoro la pasta fatta in casa…

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Massimo: – Troppo ingeneroso sceglierne solo uno. Adoro la pasta fatta in casa.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Massimo: – Attento.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Massimo: – Ideale: caffèlatte con torta al cioccolato appena sfornata. Reale: succo di mirtillo e pane di segale con marmellata di mele fatta da me.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Massimo: – …adoro le cose dalla consistenza morbida. L’aceto.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Massimo: – Arancia & Cannella

Arancia & Cannella

Angie: – Limone o aceto?
Massimo: – Limone.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Massimo: – Per fortuna l’essere umano ha grandi capacità di adattamento. Ho vissuto anche per un lungo periodo senza dolci e cioccolata…

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Massimo: – Come racconto spesso, per me esiste una grandissima affinità tra il mio lavoro di narratore e lo chef. Mescoliamo ingredienti (poco importa che sia farina o parole, spezie o intonazioni), li dosiamo, li assaggiamo con un unico e solo scopo. Sedurre.

…una ricetta semplicissima ma molto seducente: Crepes in salsa di mandarino.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Massimo: – Una ricetta semplicissima ma molto seducente: Crepes in salsa di mandarino. In una padella fate ridurre del succo di mandarino con delle scorzette e dello zucchero di canna, quando avrà raggiunto una consistenza “sciropposa” immergetevi le crepes una per volta, aspettando di aver piegato in 4 precedente prima di aver calato l’altra. Alla fine grattugiate un po’ di cioccolato fondente e servite.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Massimo: – Sto lavorando su Paul Auster.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Massimo: – I 45 giri di classica napoletana. Li metteva mio padre nei giorni di festa nell’attesa del pranzo.

Angie: – Hobby?
Massimo: – Ho la fortuna di fare un lavoro che amo moltissimo e che racchiude tutto quello che da ragazzo facevo per hobby.

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?

...Se fossi un personaggi mitologico chi saresti? Nettuno

Massimo: – Nettuno. Per quanto amo il mare.

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Il secondo oscar. Eheheh…

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Massimo: – “Quando hai un attimo di tempo, potresti…”

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Massimo: – No. La cucina è mia.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Massimo: – Cotolette e patatine fritte. Che poi, negli ultimi anni è diventato il piatto del pranzo del mio compleanno. Mia madre mi invita a casa sua e prepara cotolette di pollo, tacchino, vitello e maiale  e poi sbuccia, taglia e frigge una montagna di patate. Quando mi siedo alla sua tavola e mangio il primo boccone ho la chiara consapevolezza che per un altro anno ho avuto un regalo insostituibile.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Massimo: – Certo, e viva Dio che sia così. Anche se la cucina napoletana resta di gran lunga la più ricca della Penisola.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Massimo: – Ovvio,la Pizza Margherita. Anche come simbolo del grandissimo dazio che il Sud ha dovuto pagare per “inventare” l’Italia unita (sappiamo tutti vero che la storia che quella pizza sia stata inventata per la regina Margherita è una bufala, vero ?).

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?
Massimo: – Giapponese, non tanto per il sushi ma per la qualità e il modo che hanno di cucinare la carne.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Massimo: – Sto finendo un libro. Un noir atipico.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Massimo: – Eclettico.

...A che piatto paragoneresti Berlusconi?... Marshmallow (gli affarini fatti di sciroppo di glucosio un po’ spugnosi, carini da vedere, dal sapore inconsistente e causa di guai seri e irreversibili

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Massimo: – Marshmallow (gli affarini fatti di sciroppo di glucosio un po’ spugnosi, carini da vedere, dal sapore inconsistente e causa di guai seri e irreversibili, se mangiati troppo a lungo), Parrozzo (non male, dal sapore onesto ma non all’altezza dei grandi dolci pasquali), sogliola scottata e  verdura cotta (indispensabile quando sei malato ma guai a farla diventare un’alimentazione abituale).

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Massimo: – No.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Massimo: – Non perderti mai in alibi o succedanei.

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Massimo: – Hai fame ? Sì.

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Un pensiero su “Intervista Gastronomica a Massimo Piccolo

  1. la zuppa di Pho (letta Fo) mi interessa alquanto.. mumble mumble..

    p.s. complimenti a tutte e due ragazzi! :)

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