Intervista Gastronomica a Franco Forte

Franco Forte

Dunque, Franco Forte, è un’avvenente e massiccio giovanotto, sicuramente non longilineo, ma molto piacente, anche se ha un aspetto che incute un po’ di more, mi ha confessato, che glielo dicono spesso, con un bel pizzetto ed uno sguardo divertente, insomma non può non starti simpatico, soprattutto a me che amo quel genere di uomo :-) .

Classe 1962,  nasce a Milano. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Il Giallo MondadoriUrania e Segretissimo), ha inoltre pubblicato i romanzi Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro — da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan –, tutti editi da Mondadori, e La stretta del Pitone e China killer (MursiaTropea). Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS — Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”.
e’ inoltre Direttore delle riviste Romance Magazine  e Writers Magazine Italia, ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti giunto alla settima edizione.

Il Segno dell’Untore

Il segno dell’untore  è del 2012 ed è un romanzo storico ambientato a Milano nel 1572 e la figura principale del romanzo è quella di Niccolò Taverna, Notaio Criminale, che viene chiamato a risolvere due casi: un furto sacrilego in Duomo e un brutale omicidio.
Ulteriori informazioni su di lui le potrete trovare sul suo sito personale http://www.franco-forte.it/home/

Quando gli ho proposto l’intervista, Franco, devo dire è stato molto carino e disponibile e mi ha detto: – Ma certo, volentieri. Tra l’altro, nei miei romanzi storici mi occupo anche del cibo, per descrivere le cose che si mangiavano all’epoca (il garum al tempo dei romani, o la birraia acida nel 1500).

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Franco: – Conterebbe se io riuscissi a seguire una buona alimentazione, ma purtroppo con il fatto che sono sempre in giro, che mangio dove e quando capita… sono solo buoni propositi.

Eduard Grutzner  1846 – 1925 - Mönch mit Bierkrug

Angie: -Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Franco: – Ispirato a qualcosa di gastronomico no, ma senz’altro il cibo e il modo in cui si mangiava nel passato sono sempre stati elementi importanti dei miei romanzi storici, dal garum dell’antica Roma alla birraia acida del 1500.

Angie: - Cosa significa per te mangiar bene?
Franco: – Poterlo fare con calma, in relax, a una tavola imbandita, magari con la mia famiglia o con gli amici… ah, che meraviglia! Avviene così poco spesso che mi manca.

Angie: -Le tue esperienze artistiche e lavorative?
Franco: – Santo cielo, ci vorrebbe mezza giornata per raccontare tutto. Fai conto che inizio a lavorare come ingegnere, poi mi licenzio e faccio il giornalista freelance, quindi vengo assunto come correttore di bozze in un quotidiano. Nel frattempo scrivo di tutto, dai romanzi rosa alla fantascienza, finché approdo come giornalista in un mensile di informatica, poi divento direttore di un mensile di televisione e contemporaneamente fondo una mia casa editrice,  Delos Books. Intanto pubblico romanzi thriller e storici, scrivo sceneggiature per la televisione e il cinema (Distretto di Polizia, RIS – Delitti imperfetti, il Giulio Cesare), traduco romanzi per diverse case editrici, faccio il consulente editoriale, fondo e dirigo riviste come la Writers Magazine Italia, Robot, la Romance Magazine, e il network di siti che comprende ThrillerMagazine, HorrorMagazine, Fantascienza.com e FantasyMagazine. Nel frattempo continuo a pubblicare romanzi e libri di vario genere, finché nel luglio 2011 divento il direttore editoriale delle collane da edicola Mondadori (Gialli, Urania e Segretissimo). E poi… che dici, può bastare?

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?

Montepulciano

Franco: – Io sono uno alla buona, e di solito preferisco le trattorie caserecce ai ristoranti. Ma confesso che se dovessi scegliere un posto dove piazzarmi per mangiare bene andrei in Toscana, per la precisione a Montepulciano, dove fanno il cinghiale in maniera strepitosa. Ma non saprei darti il nome di un ristorante. Diciamo che per i miei gusti da quelle parti vanno tutti bene.

Angie: -Sei mai stato a dieta?
Franco: – Seriamente no. E si vede…ed io qui voglio aggiungere: meglio…ci piace :-) )

Angie: – Meglio carne o pesce?
Franco: -Carne, senza ombra di dubbio! A parte i crostacei e i frutti di mare, che adoro, soprattutto con la pasta.

Millefoglie

Angie: -Se fossi un dolce, quale saresti?
Franco: -Un millefoglie. Come tutte le cose che faccio…

Angie: – Vino?
Franco: – Sono astemio. E non me ne vergogno.

Angie: – Il tuo punto debole
Franco: -La caffeina. Ho fatto una dieta anti istaminici che prevedeva l’eliminazione di caffè, tè e Coca-Cola… è stato un po’ come morire.

Angie: -Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Franco: – Nel frigo non devono mai mancare sottaceti, olive, carciofini sott’olio e tutte queste cosine qui di cui purtroppo vado ghiotto. In dispensa deve sempre esserci qualcosa di buono per la colazione, dai biscotti alle fette biscottate alla marmellata.

Angie: -L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace

Ingredienti per risotto

cucinare di più in assoluto?
Franco: -Quando cucino mi diverto a improvvisare e sperimentare, e devo dire che a volte ottengo risultati sorprendenti. Soprattutto quando cucino i risotti, che sono la mia specialità.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Franco: – Un po’ di tutto, anche se la carne e la pizza vincono sempre. Dolci non ne mangio quasi mai.

Angie: -Come ti definiresti a tavola?
Franco: -Goloso di alcune cose, come pane, focacce, pizze. Incapace di rinunciare alle bibite gassate. Pigro e indolente quando si tratta di consumare frutta.

Angie: -La colazione ideale e quella che invece normalmente fai.
Franco: -Credo combacino, almeno per me: latte, fette biscottate e marmellata. Servono a carburare al meglio.

Angie: – Di cosa sei più goloso? E cosa proprio non ti piace?
Franco: -Sono goloso di pizza. E proprio non sopporto il vino.

Cannella

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Franco: – Certo, la cannella.

Angie: – Limone o aceto?
Franco: – Limone. Sempre.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Franco: – Il pane.

Angie: -Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Franco: – Secondo me saper cucinare, preparare una buona cena, trovare cibi gustosi ma anche tonificanti sono contorni all’atteggiamento che un uomo deve saper assumere quando vuole fare una conquista. Non è grazie a loro, credo, che una donna cede al fascino di un uomo. Ma sono come una buona musica di sottofondo, e candele accese un po’ ovunque quando si vuole creare un po’ di atmosfera.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori

Risotto al radicchio

Franco: – Il risotto al radicchio. Facilissimo da cucinare, gustoso e ottimo anche da proporre ai bambini (alla fine, infatti, si ottiene un simpatico riso di colore rosa). Come si prepara? Facile. Basta tagliare il radicchio a striscioline sottili, scegliendo quanta parte del rosso o del bianco delle foglie utilizzare a seconda se si vuole il riso più o meno amaro. Se infatti si toglie tutta la parte bianca, il risotto sarà pochissimo amaro, mentre se si toglie la parte rossa si ottiene l’effetto contrario. Nel frattempo mettete a bollire una pentola con del brodo (vegetale o di carne tutto sommato è poco importante), che potete anche fare velocemente sciogliendo dei dadi nell’acqua, e tenetela lì a temperatura media, in modo che sia sempre ben caldo. Poi fate soffriggere uno spicchio d’aglio in due cucchiai di olio extravergine di oliva (da aborrire gli altri tipi di olio), gettateci dentro il radicchio e mescolate, facendo cuocere per qualche minuto, dopo aver innaffiato con mezzo bicchiere di vino bianco. A quel punto buttate il riso e fatelo cuocere “a secco” per tre o quattro minuti, dopodiché aggiungete qualche mestolo di brodo caldo. La cottura deve procedere per una quarantina di minuti, facendo in modo che ogni volta che il brodo si è asciugato voi siate pronti a rinnovarlo con altre mestolate. Alla fine, prima di togliere dal fuoco, grattate una bella dose di parmigiano e lasciate mantecare per qualche minuto. Vedrete: una vera prelibatezza!

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Franco: – Un romanzo che non ero mai riuscito a leggere, nonostante l’avessi acquistato più di trent’anni prima: il Dracula di Bram Stoker. Ben altro genere, rispetto ai vampiri sexy e bonaccioni d’oggi…

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Franco: -Ho gusti musicali particolari. Vado dai Litfiba ai Verve, dai Groove Armada ai Propellerhead, per poi inciampare magari nei Led Zeppelin e nella nostalgia per grandi gruppi come gli U2 o i Genesis. Insomma, diciamo che ascolto di tutto.

Angie: – Hobby?
Franco: -Ormai ben pochi. Il cinema, le serie TV, tutte cose che mi permettono di fermarmi un attimo e rilassarmi.

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Franco: -Mi rifiuto di rispondere. Il mio ego scalpita troppo e devo trattenerlo…

Angie: -Qual è il sogno più grande?
Franco: – Ovvio: scrivere un libro che piaccia al pubblico di tutto il mondo.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Franco: – Che sono meno feroce di quanto sembri dal mio aspetto.

Angie: -Ti fidanzeresti con una cuoca?
Franco: – Solo se lo diventasse mia moglie.

Angie: – Un piatto della tua infanzia

Bruscitt

Franco: – bruscitt (credo si scriva così ma non ne sono sicuro), piatto milanese che praticamente è una specie di ragù molto fine che si spalma sul pane e, di rado, si aggiunge agli spaghetti.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Franco: -Ma che domanda è? A parte gli scherzi, la cucina italiana è la più internazionale che esista. E’ “federale” solo perché ogni regione ha le sue tradizioni e le sue specialità, ma ogni zona è sempre aperta ad accogliere buongustai da tutta Italia e da tutto il mondo. E’ federalismo, questo? Non saprei dirlo.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Franco: – Gli spaghetti pomodoro e basilico, naturalmente. Non sono tricolori?

Angie: -Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?

Goulash Ungherese

Franco: -Soffro terribilmente quando vado all’estero. Non riesco a mangiare niente, a parte il piatto nazionale ungherese (il gulash) e quello americano (l’hamburger di Mc Donald). Alla fine mi ritrovo a mangiare pizza, seppure sia esagerato chiamare così certe schifezze che ti propinano oltralpe.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Franco: – Culinari nessuno. Per il resto… libri, libri, libri e ancora libri. Su tutti i fronti e per tutti i mercati.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Franco: – Incostante e senza freni.

Angie: - A che piatto paragoneresti Berlusconi, Di Pietro, Mario Monti?
Franco: – Berlusconi: uno yogurt scaduto. Di Pietro: una torta sbrisolona; Monti: una stecca di carne secca. Da ciucciare con austerità.

Franco Forte

Angie: -La cucina ti ha mai tradito?
Franco: – Quella italiana no.

Angie: - Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Franco: – Lottare ha senso quando porta a un risultato. Ma senza mai prevaricare gli altri.

Angie: -classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Franco: – Finita l’intervista? Sì? Bene, vado a mangiare…

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