Intervista Gastronomica a Tea Ranno

Tea Ranno

Proviene da Melilli, un piccolo paese di quasi 13 mila anime a  22 chilometri da Siracusa,  sui Monti Climiti dove è nata nel 1963.
Si è poi laureata in giurisprudenza ma da sempre ha affiancato allo studio del diritto la pratica della scrittura. Dal 1994 vive e lavora a Roma.
Nel 2006 pubblica per e/o Cenere (finalista ai premi Calvino e Berto, vincitore del premio Chianti) e successivamente, 2007 In una lingua che non so più dire. Lo stile di Tea Ranno è forse uno dei piu’ belli e suggestivi della nostra letteratura contemporanea. Nell’incantevole romanzo Cenere, (vincitore del Premio Chianti) spicca una scrittura ricca ed espressiva contornata da una storia coinvolgente ambientata nella provincia italiana del Seicento, mentre In una lingua che non so più dire protagonista un magistrato siciliano sessantenne e il racconto narra del suo viaggio a ritroso, dal Continente alla Sicilia,
Dulcis in fundo La sposa vermiglia, appena pubblicato con Mondadori.

La sposa vermiglia – Mondadori

Strana sposa quella che attraversa la chiesa, pensandosi in un abito vermiglio, mentre con occhi spaesati si guarda intorno per vedere se lui è lì. Se è venuto. Lui è il bellissimo Filippo Gonzales, occhi scuri che incantano, un che di malinconico e sfuggente che brilla nello sguardo. Ad attenderla all’altare, invece, Ottavio Licata – di quarant’anni più vecchio –, unghie gialle e labbra molli, di quelle che ti lasciano una scia vischiosa quando ti baciano.

Ambientato sempre in Sicilia, nel 1926, la protagonista è Vincenzina Sparviero figlia attraente ma fragile di una famiglia di nobili siciliani, che va in sposa al vecchio don Ottavio Licata, ma in un pomeriggio di primavera, però, quando il fidanzamento è stato ormai annunciato, improvvisamente Vincenzina incontra l’amore negli occhi ambrati di Filippo Gonzales. Nella china lenta e inesorabile che conduce, sul filo della tragedia, al matrimonio annunciato, assaporiamo la storia struggente di un amore probabilmente impossibile.

Per maggiori informazioni sull’ultima fatica letteraria di Tea, mi fa piacere rimandarvi al sito degli amici di Letteratitudine che l’hanno intervistata.

Quando anche io l’ ho contattata per intervistarla e le ho mandato il mio questionario con circa una trentina di domande, la gentilissima ed anche pazientissima amica, come tutti i miei intervistati che si sottopongono a questa tortura gastronomica, mi ha risposto: - Certo. Mi mandi l’elenco di domande a cui devo rispondere?
Ed io cosi’ ho fatto :-) ed in un secondo step mi ha detto: - Angie, le ho lette, mica uno scherzo! Ti risponderò con calma domani. Però passami la curiosità: come hai fatto a sapere di me?
Ma come non potevo conoscerla? Vista la mia grande passione per la lettura legata anche all’organizzazione di presentazioni letterarie e del fatto che tratto l’argomento cucina a 360 gradi da svariati anni e che mi piace molto conoscere i gusti delle persone e trovare nei libri di tanti scrittori spunti gastronomici. Cosi’, anche Tea ha preso posto, simpaticamente tra le pagine della mia rubrica di “Interviste Gastronomiche”

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Tea: – Molto. Né troppo pesante, né troppo leggera, anche se spesso, quando lavoro, mi scordo di mangiare.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?

Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico? …Ho raccontato un magnifico tortino di sarde, naturalmente inventato, che poi un amico, a una cena a sorpresa, mi ha cucinato egregiamente.

Tea: – Ho raccontato un magnifico tortino di sarde, naturalmente inventato, che poi un amico, a una cena a sorpresa, mi ha cucinato egregiamente.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Tea: – Avere rispetto del mio corpo – dotarlo dell’energia giusta, del miglior “carburante” – e anche gratificarlo.

Angie: – Le tue esperienze artistiche e lavorative?
Tea: – Sono laureata in giurisprudenza e ho lavorato come giurista, ma scrivo da quando ero una bambina che voleva diventare come Jo di Piccole donne.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Tea: – No, in genere preferisco la cucina casalinga.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Tea: – Più che altro mi impongo di mantenere sempre lo stesso peso, talvolta è difficile, specie quando torno in Sicilia, a casa di mia madre…

Angie: – Meglio carne o pesce?
Tea: – Carne

Se fossi un dolce quale saresti: …un cannolo siciliano

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Tea: – Un cannolo siciliano.

Angie: – Vino?
Tea: – Appena un assaggio.

Angie: – Il tuo punto debole
Tea: – Le mie figlie.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Tea: – Nel frigo le uova, e in dispensa le patate.

Angie: – L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Tea: – La necessaria lentezza e concentrazione. Cucinare è buon pretesto per meditare: le mani vanno per conto loro e la testa segue i suoi percorsi, ma in buona armonia, se c’è distrazione è in realtà astrazione, sufficiente comunque a far bruciare il tutto.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Che ti piace mangiare: …le melanzane “abbottonate” che prepara mia madre…

Tea: – La caponata, le melanzane “abbottonate” che prepara mia madre, e poi la pasta, specialmente nelle versioni sicule.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Tea: – Parca.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Tea: – Colazione ideale: cappuccino, pane burro e marmellata. Colazione normale: caffellatte con cereali.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Tea: – Golosa di pane, non mi piace proprio la trippa.
Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Tea: – Sì, la menta.

Angie: – Limone o aceto?
Tea: – Limone.

non puoi vivere senza… pane

Angie: – Non puoi vivere senza…
Tea: – Pane

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Tea: – Sì, esiste. Nel sedurre una donna conta saper cucinare, perché in cucina viene fuori l’estro, la fantasia, la cura del dettaglio, la raffinatezza delle vivande o la loro “rusticità”, tutti elementi che denotano un certo carattere, la disponibilità a mettersi in gioco, la capacità di organizzazione. Insomma, la cucina è uno di quei luoghi in cui l’uomo fa vedere chi è!

Una tua ricetta per i miei lettori:  Le frittelle di pane: pane raffermo ammollato nel latte, parmigiano e provolone piccante grattugiati (in abbondanza), basilico spezzettato, uova battute, sale quanto basta. 

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Tea: – Le frittelle di pane: pane raffermo ammollato nel latte, parmigiano e provolone piccante grattugiati (in abbondanza), basilico spezzettato, uova battute, sale quanto basta. Si frigge il composto a cucchiaiate. A parte si prepara della salsa di pomodoro, sempre profumata con il basilico, vi si immergono le frittelle, le si lasciano ammorbidire, si cosparge il tutto con parmigiano grattugiato.

Angie
: – L’ultimo libro che hai letto?
Tea: – L’isola appassionata di Bonaventura Tecchi.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Tea: – “Bolero” di Ravel.

Angie: – Hobby?
Tea: – Leggere.

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?

Calliope – Joseph Fagnani 1869

Calliope.

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Tea: – Andare in giro per il mondo con la famiglia.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Tea: – Ma tu quando scrivi?

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Tea: – Mio marito è un cuoco eccellente.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Tea: – La pasta al forno di nonna Anna.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Tea: – Bah, credo che ci sia un accentuato regionalismo in cucina: ogni piatto ha i suoi luoghi di provenienza, i suoi prodotti tipici, ci si affratella nel mangiare, certo, ma nell’ambito di confini ben definiti.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Tea: – La pizza margherita.

 Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale? … La francese.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Tea: – La francese.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Tea: – Curioso, in cerca sempre di nuovi sapori.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi, Di Pietro, Mario Monti?
Tea: – Gnocchi al burro; pasta all’arrabbiata; merluzzo in bianco.

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Tea: – Sì, con un gruppo di ragazzini americani, che si aspettavano patatine fritte e hamburger e io avevo preparato le lasagne.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Tea: – In attesa di illuminazione.

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Tea: – Quando scrivi?
Tutti i giorni.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un Commento