La Ricetta del cuore in subbuglio: Intervista gastronomica con Viola Ardone

Napoletana, classe 1974, laureata in lettere moderne, e con un diploma in danza classica, Viola Ardone, si occupa di teatro lirico e di prosa, pubblicando saggi ed articoli per le Edizioni del Teatro di San Carlo.

Viola Ardone

Per diversi anni lavora nelcampo editoriale come redattrice e autrice di testi scolastici. Oggi insegna italiano e latino al liceo scientifico.
La ricetta del cuore in subbuglio è il suo primo romanzo, in un certo qual modo, una ricetta ti svela i segreti di una preparazione ma sta a noi, applicarla al meglio per la perfetta riuscita di un piatto.
In un’infanzia che ha i colori, i sapori e i suoni del Sud, Viola ci racconta di Dafne, la protagonista del suo romanzo che scopre la sua ricetta, semplice ed efficace come quelle tramandate dalle nostre nonne.
Una preparazione semplice e speciale che riesce a guarire la nostra inadeguatezza, per ascoltarsi, capirsi, affrontarsi e, ogni tanto, anche perdonarsi.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Viola: – Dovrei rispondere che uno scrittore si nutre di parole… ma ti assicuro che una buona colazione può essere un’ottima fonte di ispirazione!

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata a qualcosa di gastronomico?

Ricetta del cuore in subbuglio – Viola Ardone

Viola: – Il mio romanzo si intitola “La ricetta del cuore in subbuglio”, anche se non tratta di gastronomia: è una storia familiare, in cui la protagonista si perde e poi si ritrova.

Angie: – Quanto di te c’e’ in Dafne, la protagonista del tuo romanzo e quanto dei tuoi ricordi di infanzia?
Viola: –  Sicuramente a Dafne ho prestato qualcosa di mio, gli odori e i sapori di una Napoli misteriosa e un po’ magica vista attraverso gli occhi di una bambina taciturna.
Angie: –  Cosa nel pensi del fatto che qui Napoli e dintorni ci sia come dire un gran movimento letterario più che nelle altre città, ci industriamo, o siamo bravi?

Viola: –  Penso che Napoli sia una città con una sofferenza in più rispetto alle altre, e quindi forse è proprio per questo che ci sono più voci, in questo periodo, che sentono il bisogno di dire qualcosa, su di sé, sulla città, o semplicemente di raccontare una storia.

Angie: –  Secondo te, per le scrittrici è’ molto piu facile raccontare storie le cui protagoniste siano donne??
Viola: –  In genere per una donna è più facile raccontare l’universo femminile, ma ci sono anche molti uomini che ci riescono benissimo, che sanno capire a fondo l’anima delle donne in maniera sorprendente e che riescono a insegnare a noi donne cose che nemmeno noi immaginavamo.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene.
Viola: – Scoprire nuovi sapori e imparare qualcosa sulla cucina e la cultura di altri popoli.

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Viola: – Scrivo, insegno, e, da pochi mesi, mi occupo di un piccolo affamatissimo bambino.

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Viola: – Mi piace scoprire posti nuovi ma anche tornare a visitare di tanto in tanto i locali a cui sono affezionata e che hanno per me un valore sentimentale.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Viola: – Certo, e ho ritrovato la mia forma ideale… quando ho smesso!

Angie: – Meglio carne o pesce?
Viola: – Pesce, preferibilmente crudo.

Se fossi un dolce, quale saresti...Una Sfogliatella. Riccia. Da riscoprire ad ogni sfoglia

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Viola: – Una sfogliatella. Riccia. Da riscoprire ad ogni sfoglia.
Angie: –  A quale dolci paragoneresti i tuoi colleghi Maurizio De Giovanni. Pino Imperatore e Massimo Cacciapuoti?
Viola: –  Per gli autori napoletani che mi proponi mi rifarò alla tradizione della pasticceria napoletana: Pino Imperatore lo paragonerei a un babà al rum con la crema, con tanto di ciliegina sopra, per lo spirito che ha saputo mettere nel suo racconto; De Giovanni mi fa venire in mente una millefoglie, per la complessità delle trame e per i diversi risvolti della sua scrittura; Cacciapuoti è da assaporare come una graffa fritta, goloso da leggere e stuzzicante.

Angie: – Vino?
Viola: – Rosso. Corposo. Profumato. Dai riflessi color amarena.

Angie: – Il tuo punto debole.
Viola: – La pigrizia. È  il motivo per cui adoro mangiare ma non so cucinare (se non piatti “da sopravvivenza”).

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Viola: – Un prosecco sempre pronto ad essere stappato. Cioccolata fondente, al latte, alla nocciola, bianca, alla cannella, al peperoncino… Devo continuare?

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto.
Viola: – Come ho già detto, in cucina io sono quella che lava i piatti (e mangia, naturalmente). Sono bravina con le fritture e una volta andavo forte con la parmigiana di melenzane (ora dovrei verificare…).

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

...gli aromi e un po’ di peperoncino (che vita sarebbe, sennò?).

Viola: – Nel quotidiano amo la semplicità: ortaggi preparati in modo sano e leggero, pesce alla griglia, uno spaghetto pomodoro e basilico. Altrimenti mi piace esplorare: dalla cucina etnica alla nouvelle cuisine alle specialità regionali. Non amo gli intingoli ma vado pazza per le spezie, gli aromi e un po’ di peperoncino (che vita sarebbe, sennò?).

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Viola: – Curiosa.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai.
Viola: – Cioccolata calda, caffè espresso, cornetto crema e amarena, biscottini appena sfornati. Una tazza di orzo e un paio di gallette ai cereali.

 Di cosa sei più golosa? e cosa proprio non ti piace?…Della goduriosa crema alla nocciola, come Moretti nel film “Bianca”  

Angie: – Di cosa sei più golosa? e cosa proprio non ti piace?
Viola: – Della goduriosa crema alla nocciola, come Moretti nel film “Bianca”. Detesto le frattaglie e ho un tabù per gli animali di piccola taglia (coniglio e cacciagione).

Angie: – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Viola: – Tutte le spezie, ma in particolare la cannella, come la protagonista di un bellissimo romanzo di Jorge Amado.

Angie: – Limone o aceto?
Viola: – Aceto, balsamico.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Viola: – Frutta e verdura di stagione.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena o anche il saper cucinare?

… E poi, sicuramente, l’uomo che sa cucinare ha una marcia in più: dimostra una buona manualità, una certa dose di creatività ed è “nutriente”!

Viola: – Quando mi interessa qualcuno cerco sempre di studiarne i comportamenti a tavola. Se mangia in fretta, senza assaporare ogni boccone oppure con calma, cercando di riconoscere ogni sfumatura di sapore; se studia il menu in cerca di ricette particolari o si dirige a colpo sicuro sui classici; se ama scegliere il vino più adeguato oppure ordina quello della casa o si limita all’acqua oppure (orrore) pasteggia con la coca-cola. E poi, sicuramente, l’uomo che sa cucinare ha una marcia in più: dimostra una buona manualità, una certa dose di creatività ed è “nutriente”!

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori.
Viola: – La mia La ricetta del cuore in subbuglio: infallibile!

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Viola: – Sono una lettrice disordinata e un po’ bulimica. Non riesco mai a leggere un solo libro per volta, quindi: “Il circolo Pickwick” (un classico da leggere e da rileggere), “Il torto del soldato” di Erri De Luca (un racconto di rara poesia) e “Coral Glynn” dell’americano Peter Cameron (una scrittura mai banale e una storia sorprendente).

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Viola: – Rock a tutto volume (ballando).

Angie: – Hobby?
Viola: – Leggere, leggere, leggere…

Se fossi un personaggio mitologico, chi saresti? Viola: - La tartaruga di Achille, quella che, pur essendo lentissima, non sarà mai raggiunta dall’eroe.

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico, chi saresti?
Viola: – La tartaruga di Achille, quella che, pur essendo lentissima, non sarà mai raggiunta dall’eroe.

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Viola: – Sognare una vita intera in una sola notte e poi risvegliarmi al mattino come se l’avessi vissuta davvero.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Viola: – Quello che già so. Mi piacerebbe che le persone, quando parlano, provassero a sorprendersi, a dirsi cose che non conoscono già.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco?
Viola: - “Cuoco! Che bella parola!” (cit. da Totò in “Miseria e nobiltà”)

Angie: – Un piatto della tua infanzia

...Un piatto della tua infanzia ...Pane, sale e olio.

Viola: – Pane, sale e olio.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Viola: – Questo è un federalismo che mi piace: è importante che ogni regione italiana conservi con cura le sue ricette e le sue tradizioni gastronomiche.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Viola: – Spaghetti pomodoro e basilico? (per via del tricolore…)

Angie: – Dopo la cucina italiana, ce n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?
Viola: – Sono una fan della cucina mediorientale: Libano, Siria, Giordania… una festa di colori e profumi, ingredienti semplici mescolati con sapienza millenaria.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Viola: – Sto lavorando a un nuovo romanzo. L’impasto è pronto, ora deve lievitare, ci vuole tempo e tranquillità…

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Viola: – Non insipido, spero. Dolce ma non smielato. Pepato, quando serve.

…Mario Monti? … Un montblanc (sarà per la chioma?).

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Viola: – Un soufflè, ma ormai sgonfiato. Una torta rustica. Un montblanc (sarà per la chioma?).

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Viola: – Da cuoca, innumerevoli volte.

Viola Ardone

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Viola: – Rinunciare a una filosofia e accontentarsi di qualche semplice “ricetta”.

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta.
Viola: – “Viola, vorresti aggiungere qualche altra cosa?”. “No, mi aspettano a tavola!”.

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Un pensiero su “La Ricetta del cuore in subbuglio: Intervista gastronomica con Viola Ardone

  1. molto frizzante…la vedo in classifica nei più letti..brava, semplicemente brava

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un Commento