Viola Ardone a Massa Lubrense con la sua “Ricetta del cuore in subbuglio”

Sabato 21 luglio, nella Pro Loco di Massa Lubrense, abbiamo tenuto a battesimo la prima presentazione assoluta del romanzo di “La Ricetta del cuore in subbuglio” dell’esordiente, Viola Ardone.

Io con Viola Ardone

Io, sono stata contentissima poichè la dolce Viola è stata una delle ospiti della mia rubrica di interviste gastronomiche, e, mi sono sentita investita da questa grande responsabilità, essere la sua madrina.
Grazie ad Antonino Belfiore siamo riusciti ad avere Viola nostra ospite in una gradevole serata e diciamolo, anche in una splendida cornice.

Io, con Viola Ardone ed Antonino Belfiore della Pro Loco di Massa Lubrense

Una gradevole chiacchierata in Compagnia di Dafne, la protagonista del suo libro, a ritroso nella sua infanzia nei profumi e colori di Napoli, e nelle sue geometrie sentimentali.
Massa Lubrense, ha sempre portato bene agli scrittori che son passati di qui, lo sa bene la nostra carissima Francesca Battistella, da me intervistatta, e che, da numerosi anni trascorre le sue vacanze nella cittadina costiera e che con il suo libro, “Il Re di Bastoni in piedi” edito da Scritture & Scritture è riuscito a superare le selezioni del Torino Film Fest.
Non mi resta che augurare anche a Viola: Ad maiora! come dicevano gli antichi romani, per un futuro ricco di grandi successi, per la sua carriera letteraria.

Dalla cornetta arrivò un breve singhiozzo che poteva essere anche una specie di risata.
È vero! Te lo giuro, Dafne, non sto scherzando, te io giuro, si chiamava proprio cosi: Ricetta dei cuore in subbuglio. Non ci credi? Ok, te ia leggo, mo’ la prendo e te ia leggo. E vediamo se è vero o non è vero. Non ti muovere, eh, resta in linea… Allora, eccola qua:

Ricetta del cuore in subbuglio
Ingredienti:
– un cuore in subbuglio, bello grande
– un bicchiere di vetro trasparente
– acqua corrente, q.b.
– zucchero
– un cucchiaino
– un tavolo
– una sedia
– una finestra (o un balcone)

Era vero, Dafne lo sapeva, poteva tornare con la memoria all’odore di sapone di marsiglia e di ragù che si diffondeva dal grembiule verde a quadrettini di nonna Assuntina, alle sue risatine da fattucchiera in pensione, a quegli occhi blu a punta di spillo che erano rimasti tali e quali, unica eredità, alla nipote.

[…]

Preparazione: quando tieni il cuore in subbuglio devi fare accussì.
Vai nella cucina, prendi una sedia e mettila davanti al tavolo, di fronte alla finestra. Mettiti il mantesino verde, apri il rubinetto e fai scorrere assai. Prendi un bicchiere trasparente, no quello della Nutella, con i disegni, non va bene. Un bicchiere di vetro trasparente. Lo riempi d’acqua e lo metti sopra al tavolo, davanti alla finestra. Prendi il sacchetto dello zucchero.
Zucchero bianco e no quelle schifezze per fare la dieta, che nun sanno ‘e niente. Prendi il cucchiaino. Siediti. Quando prepari una ricetta devi stare comoda. Metti lo zucchero dentro al bicchiere con l’acqua: uno, due, tre cucchiaini. Non di più. Gira forte forte, per due minuti.
Posa il cucchiaino. Posa lo zucchero. Metti le braccia incrociate una sopra all’altra. Metti la testa sopra alle braccia incrociate una sopra al l’al tra. Guarda il bicchiere con lo zucchero che gira forte forte.
E mo’ aspetta. Guarda e aspetta, aspetta e guarda. Ci vuole tempo. Non devi fare niente, però, sennò la ricetta non riesce.
È una ricetta che ci vuole tempo. La devi fare quando tieni una giornata, come il ragù.
Vedi tutto il bicchiere bianco? Aspetta.
Vedi lo zucchero che gira dentro all’acqua e che non sa nemmeno lui dove deve andare? Aspetta.
Vedi qualche granello che scende giù nel bicchiere? Aspetta.
Ci vuole tempo.

Quando guardi nel bicchiere e riesci a vedere fuori alla finestra e tutto lo zucchero sta sotto al bicchiere, allora alzati, piglia il bicchiere con l’acqua e con lo zucchero e butta tutto quanto dentro al lavandino. Ti togli il mantesino e te ne esci a fare la spesa o quello che devi fare.

Dafne ascoltò le ultime parole seguendo con la mente nonna Assuntina che si sfila il grembiule verde, si infila quelle scarpe marroni da uomo, con i lacci, si aggiusta davanti allo specchio i capelli grigi venati di azzurro e si dà qualche pizzico su entrambe le guance, per colorarle di rosa.
Poi la vede perdersi tra i banchi del mercatino di Antignano.

Intervista gastronomica-con Viola Ardone

 


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