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E' inutile versare rum…

Intervista Gastronomica a Maurizio Sorrentino

Maurizio Sorrentino, originario di Castellammare di Stabia, ma da svariati anni vive e risiede a Sorrento.
Splendido cinquantenne nonchè avvocato e funzionario dell’ENI, ha pubblicato in precedenza racconti su riviste specializzate. Il suo “Il chiodo” ha vinto il premio “Storie di Ordinario Malessere”, organizzato dal Comune di Montepulciano (SI).
Nessuno vede il mio pianto è il suo esordio esordio nel mondo della letteratura.
Zenobia e Nina sono le protagoniste dell’intricata saga familiare ambientata in Campania tra, Castellammare e Sorrento.

Io in compagnia di Maurizio Sorrentino

Sullo sfondo gli avvenimenti storici dal 1860 ai primi anni ’80, raccontati, eccellentemente, nei loro intrecci con storie di gente ordinaria. Il romanzo è diviso in quattro parti che raccontano, rispettivamente, della forza di Zenobia, delle intemperanze di Miro, delle folli passioni di Pasquale e della determinazione di Nina.

Nessuno vede il mio pianto

Le vicende si intersecano e si sovrappongono per mezzo dei protagonisti a cui sono dedicate, in un originale racconto a più voci sulla famiglia, approdo comune in cui si fluidificano e diluiscono gioie, dolori, passioni, ansie e speranze.
Su Tutti primeggia Luisa-Zenobia, la matriarca senza voce e senza lacrime, un fermo e costante punto di riferimento intorno al quale ruotano si avvicendano tutti i personaggi con le loro vicissitudini familiari.
La sua eredità di forza e buon senso si tramanderà alle nuove generazioni.
Pubblicato da Edizioni Creativa nella collana Nuove voci.

Angie:- Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Maurizio: – Spesso mi capita di dover fare lunghi viaggi in macchina e in quel caso è necessario cibo leggero…

Angie:- Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Maurizio: – Da due anni lavoro nel settore non oil dell’ENI che principalmente s’interessa

Eni Cafè

della gestione degli Eni Cafè. Il cosiddetto food è entrato anche nella mia vita lavorativa…

Angie:- Cosa significa per te mangiar bene.
Maurizio: –  That’s life…

Angie:- Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Maurizio: – Lavoro: settore commerciale dell’ENI. Sono anche abilitato a fare l’avvocato. Da studente universitario anche 6 lunghe estati da segretario d’albergo. Artistiche: una stagione da guitar bar al Kalimera piano bar al Capo di Sorrento. Poi 5 racconti pubblicati e da ultimo il romanzo.

Angie:- Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Maurizio: – Viaggio molto per lavoro e per vacanze e ho i miei punti di riferimento. Ad esempio Papoff a Palermo, Villa Picena ad Ascoli, Andreini ad Alghero, Ciro a Fiumicino, Rosiello a Posillipo, I due ghiottoni a Bari (purtroppo la Muraja a Bari vecchia ha chiuso), Pinuccio Vecchia Cucina a Cosenza, Antica Marina a Catania. La maggior parte li scelgo per il rapporto qualità prezzo, ma qualcuno è per lo sfizio, oltre i limiti del piè di lista. Semel in anno licet insanire.

…In famiglia liturgia della polpetta…

Angie:- Sei mai stata/o a dieta?
Maurizio: – Si, non ora come si vede

Angie:- Meglio carne o pesce?
Maurizio: – Preferenza per il pesce, ma le costate toscane al sangue e i bolliti emiliani competono, in famiglia la liturgia della polpetta.

Angie:- Se fossi un dolce, quale sareste?

Cannoli di Piana degli Albanesi
Cannoli di Piana degli Albanesi

Maurizio: – Vediamo: qualcosa che si presta a più situazioni… tipo un cantuccio al vin santo, una ciambellina romana al vino, anche una nostrana Santa Rosa con sfoglia rigorosamente sorrentina. Morbido e croccante insieme, un pizzico di salato tra il dolce, adatto al fine pasto ma anche allo spuntino…
Parliamo di somiglianze e non di gusto, altrimenti dovrei aprire anche ai dolci siciliani… però anche il cannolo con ricotta di Piana degli Albanesi rispecchia il morbido misto al croccante e il dolce misto al salato…

Angie:- Vino? Bianchi:
Maurizio: – Sauvignon di Livio Felluga e Gewurtztraminer di Hoffstatter. Anche il Capichera sardo. Tra i Campani Fiano, Biancolella e Asprinio. Sui rossi, nobili di Montepulciano e i buoni aglianici.

Angie:- Il tuo punto debole.
Maurizio: – La linea…

Angie:- Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Maurizio: – Diciamo che in casa non deve mai mancare una buona mozzarella di bufala o un buon fiordilatte a treccia nostrano.

Sulla mozzarella sono difettoso e sul fior di latte ancora di più: esistono solo Gargiulo, Apreda e Perrusio… Però la mozzarella non va in frigo salvo calori eccezionali quindi diciamo: in frigo i pomodori cuore di bue, in dispensa la pasta lunga (spaghetti, linguine, fettuccelle ecc…)

Zizzona di Battipaglia

e sul piano di marmo il piatto con la treccia o la ciotola con la zizzona di Battipaglia…quella di Vannulo a Capaccio.

Angie:- L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Maurizio: – La possibilità di esercitare tecnica e fantasia, un po’ come scrivere un romanzo…Sono riconosciuto come buon cuoco di pesce e pizze, ma piace anche fare qualche dolce

Angie:- E quello che ti piace mangiare?
Maurizio: – Escludiamo verza e potresti dire tutto. E comunque anche la verza la mangio volentieri nella minestra natalizia che fa mia madre e recentemente l’ho apprezzata nella cassoela milanese cucinata dalla mia amica Aurora, napoletana di nascita, cremonese d’adozione e massese di residenza elettiva. Ho sicuramente una netta preferenza per la pasta a scapito del riso.

Angie:- Come ti definiresti a tavola?
Maurizio: – Banale, una buona forchetta, ma anche un buon cucchiaio, un buon coltello, un buon bicchiere e un buon cucchiaino

Angie:- La colazione ideale e quella che invece normalmente fai.
Maurizio: – Ideale, tè amaro, pane e marmellata. Mia: tè amaro, e biscotti mulino bianco abbracci.

Angie:- Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Maurizio: – Goloso di pasta. Rapporto difficile con la verza

Barbecue

Angie:- La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Maurizio: – Profumo di barbecue, siano in cottura carne, pesce, carciofi o altre verdure la brace è sempre inebriante.

Angie:- Limone o aceto?
Maurizio: – Dipende: sull’insalata limone, sull’arrosto mai il limone ma magari una goccia di aceto balsamico sì. Sul pesce bianco fresco niente, al limite olio extra vergine a crudo.

Angie:- Non puoi vivere senza…

Cioccolato

Maurizio: – Pasta direi, e un po’ anche pane. Però la cioccolata…

Angie:- Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Maurizio: – Secondo me sì. Chi vuole soddisfare il proprio gusto è interessato a nutrire anche gli altri sensi, è attento ai piaceri della vita. Quanto alla seduzione l’influenza della cucina è importante ma è un po’ legata alle stagioni della vita: quando si è giovani e con un buon metabolismo conta di più. All’età delle diete sempre discusse e mai intraprese conta probabilmente meno. Credo tuttavia che se ad una buona cena ed al saper cucinare si potesse aggiungere una certa rassomiglianza con Richard Gere la seduttività aumenterebbe in maniera esponenziale…

Angie:- Una tua ricetta per i miei lettori.
Maurizio: – Una ricetta nata a 4 mani in una telefonata tra me lo chef genovese Francesco Merlino e sperimentata nel menù di capodanno:
Spiedini di paccheri al sugo di gamberi.
Per le quantità arrangiatevi, io faccio a occhio. 1) Sugo: in tegame a freddo metà olio extravergine e metà burro con aglio in camicia e poca cipolla tagliata sottile. Far cuocere qualche minuto la cipolla e aggiungere pomodorini piccantini e sale. Far cuocere col coperchio. A cottura quasi ultimata aggiungere i gamberi (sgusciati, lasciando solo la codina) e sfumare col brandy. 2) Per i paccheri: in un tegame mettere a freddo patate tagliate a tocchetti piccoli e appena coperte con acqua salata. Quando a seguito della cottura le patate diventano una crema aggiungere tocchetti di pesce a piacere (io avevo la spigola ma secondo me è meglio un paio di lacerti o un piccolo palamito sfilettati, foglioline di menta e di rosmarino e pepe). Ultimata la cottura delle patate col pesce lasciar raffreddare la crema di patate in frigo. Lessare i paccheri a mezza cottura, poi scolarli e raffreddarli con acqua fredda e aggiungere olio crudo per evitare che si attacchino. Conservare tutta l’acqua di cottura della pasta. A questo punto farcire singolarmente i paccheri con la crema di pesce e patate e infilarli in uno spiedino lungo (circa 5 paccheri per spiedino). Poi in un tegame molto grande mettere insieme sugo e spiedini e completare la cottura irrorando con acqua di cottura della pasta. A chi piace un mezzo peperoncino piccante ci sta.

Angie:- L’ultimo libro che hai letto?
Maurizio: – Bartleby lo scrivano e altri racconti di Melville

Angie:- Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici
Maurizio: -…Somebody to love, Jefferson Airplane, mi stimola tutti i succhi, anche quelli gastrici. E la voce di Grace Slick è incredibile.

Angie:- Hobby?
Maurizio: – Principalmente leggere, un po’ scrivere, sky sport 24 e ultimante FB

Angie:- Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Nel gruppo dell’Olimpo per un Carnevale dei tempi del liceo scelsi di vestirmi da Ermes. Ladro, messaggero, inventore, musicista, coi calzari alati e il bastone della medicina. Una divinità simpatica. Ma non posso dire di rassomigliargli. Credo di avere in comune qualcosa in più col pio Enea.

Enea in fuga da Troia con il padre Anchise sulle spalle e il piccolo Ascanio per mano.

Angie:- Qual è il sogno più  grande?
Maurizio: – La prima risposta che ho pensato è stata: un milione di copie vendute del mio romanzo. Ma valgono la seconda e la terza: la salute e la serenità della famiglia, in particolare per il futuro dei miei ragazzi.

Angie:- Cosa ti dicono più spesso?
Maurizio: – Ultimamente? O’ Bbuo’ (soprannome che mi porto ai tempi del liceo) ma te si ‘ngrassat brutt!

Angie:- Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Maurizio: – Direi di no, preferirei averla per amica: più facile sia apprezzarla che criticarla.

Angie:- Un piatto della tua infanzia.
Maurizio: – Zitoni spezzati con i minuzzielli al ragù e polpette infarinate e tirate col vino bianco come le scaloppine.

Angie:- Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Maurizio: – Assolutamente sì. Anzi il federalismo in cucina dovrebbe essere preso ad esempio, perché è paritetico e non vuole la prevalenza di una parte sull’altra, ma il reciproco scambio e arricchimento

Angie:- Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?

Insalata Caprese

Insalata Caprese

Maurizio: – L’insalata caprese: più tricolore di così!

Angie:- Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Maurizio: – Greca, messicana, spagnola. Direi nell’ordine. Anche quella francese del sud.

Angie:- A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Maurizio: – Ho in mente di scrivere un libro umoristico, ispirato a una famiglia unita ma un po’ sgangherata e con dialettiche interne molto forti e vivaci. Poi con me coabitano eternamente il progetto di mettermi a dieta, di andare in palestra, di studiare il pianoforte, di camminare almeno un chilometro al giorno…tutte quelle cose che si dicono sempre e non si fanno mai

Angie:- Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Maurizio: – Curioso di sperimentare novità ma comunque ancorato alla tradizione.

Angie:- A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Maurizio: – Berlusconi è facile: il capitone fritto con l’aceto (non lo acchiappi mai e comunque se lo mangi è di sapore forte e ti resta sullo stomaco). Di Pietro direi un montone, un cosciotto di montone (tira un sacco di cornate e la carne rimane sempre un po’ dura). Monti una tracina: pericolosissima da pescare e alla fine mangi poco o niente. Tutte spine.

Angie:- La cucina ti ha mai tradito?
Maurizio: – Tradito no, ma qualche scherzetto me lo ha fatto. Un ottimo tzatziki a capo Sounion, tanti anni fa mi  inchiodò al bagno del campeggio per tutta la notte.

Angie:- Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Maurizio: – ‘Ntiemp’ ‘e tempesta, ogni purtuso è puorto.

Angie:- classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Maurizio: – Avimm’ fernut’? Me pare ca ssì!

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5 Comments

  1. quella del capitone fritto berlusconiano è grande! Ci vediamo venerdì 🙂

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  2. sono particolarmente soddisfatto della similitudine Monti-tracina… mi è venuta proprio bene e Angie Cafiero l'ha riprodotta benissimo con le immagini.

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  3. Ufficio Stampa Edizioni Creativa

    http://www.edizionicreativa.it/content/b2c/body.php?p=UFJPRFVDVA==&act=detail&id=172

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  4. Filomena Baratto

    Hermes, Pio Enea, OBbuo'…quanti nomi…quanti vizi…un'intervista rivelatrice! Se ti sentisse Zenobia, direbbe:"Guarda da che mente sono nata!" Ma ti perdonerebbe, le hai dato la luce!

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  5. Filomena Baratto – non saprò mai se Zenobia è nata da me o io da lei, visto che lei assomiglia molto a mia nonna…

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