Vorrei spiegarvi il modo in cui sono arrivata ad Ivan Silvestrini, è stato un giro non molto tortuoso che è partito dall’ascolto di un brano di Syria con la collaborazione del rapper Ghemon all’anagrafe Gianluca Picariello, il cui titolo è “Come non detto”, cosi’ come è mio solito mi son messa fare una ricerchina sul famigerato google ed ho scoperto che quella canzone, che mi risuonava come un tarlo nell’orecchio era la colonna sonora di un film, in uscita nelle sale italiane a settembre e che portava lo stesso nome cioè “Come non detto” per la regia di Ivan Silvestrini, leggendo un po in giro di rensioni ho visto che il film non era affatto male, anzi affronta tematiche attuali in una maniera abbastanza ironica: Ivan Silvestrini, è al suo primo lungometraggio,

guidando un cast eterogeneo (tra gli altri, Francesco Montanari, Monica Guerritore, Valentina Correani, Valeria Bilello) in una commedia incentrata sulle goffe avventure di Mattia (Josafat Vagni), che alla vigilia di un trasferimento in Spagna assieme al fidanzato, si ritrova a dover fare inaspettatamente i conti con tutte le sue piccoli grandi omissioni. Con la famiglia quella della propria omosessualità, con il partner quella di non aver mai fatto caming out con i suoi. Tutta colpa del boyfriend, che, ignaro di quest’ultimo dettaglio, si presenta a sorpresa a casa del compagno per conoscere i ‘suoceri’ prima della partenza…


Ed è cosi che sono approdata sul sito di Ivan l’ho contattato e subito mi ha risposto e gli sono molto grata per la disponibilità e la pazienza che ha avuto nel rispondere al mio questionario.

Non vi raccontero’ molto di lui, nasce a Roma il 22 gennaio 1982 e, dopo aver frequentato il Liceo Scientifico Manfredi Azzarita si iscrive alla nascente facoltà di Scienze Umanistiche – Arti e Scienze dello Spettacolo con indirizzo Cinema. Selezionato per il corso di Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, si diploma nel 2009.
Video/filmmaker a tutto tondo, ha lavorato negli anni come regista, sceneggiatore, operatore, montatore, compositore di colonne sonore e non solo, e poichè sul suo sito personale, ci sono informazioni abbastanza esaurienti, vi invito a visitarlo.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?


Ivan: – È un lavoro davvero faticoso e senza orari, quindi l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale, pena non arrivare a fine giornata!
Il mio lavoro consiste per l’80% nel rispondere alle domande più disparate della troupe e degli attori, quindi bisogna mantenere grande lucidità anche dopo i pasti, mangiando però il giusto per non svenire.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Ivan: – Il cibo è spesso una sublimazione del sesso, quindi si, certo che mi ci sono ispirato J
Nel primo ( http://www.youtube.com/watch?v=i4RaUEsGu0g ) e nel secondo episodio (http://www.youtube.com/watch?v=dpDMC0b6VgE ) della mia web series STUCK (www.youtube.com/stuckwebseries ) il protagonista Riccardo Sardonè e la sua sadica amica Gaia Scodellaro consumano pietanze tipiche dei castelli romani, mentre nel quarto episodio Valentina Izumi prepara speciali palline di melone “corrette” con un’estetica sferoidale che mi ha insegnato mia moglie.
Mentre la scena madre del mio primo film “Come Non Detto” si svolge a cena, alcune pietanze assumono un valore simbolico, altre no, ma la dimensione sociale gastronomica ha anche qui grande importanza (nonostante non abbia a che fare con il sesso)

Come non detto

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Ivan: – per anni è stato un lusso di cui non mi curavo, avevo altre priorità nella vita, dovevo procurarmi attrezzature, produrre i miei primi cortometraggi, e risparmiavo anche sul cibo per mettere da parte soldi.
Ora però, merito di mia moglie, della sua cucina vegetariana e della sua passione per il mangiar bene, non potrei farne a meno. È il mio lusso preferito.

Angie: – Le tue esperienze artistiche e lavorative?
Ivan: – Ho scritto e diretto 10 cortometraggi, l’ultimo dei quali (il mio saggio di diploma del Centro Sperimentale http://www.youtube.com/watch?v=LZa2bPTXxQw ) mi ha fatto notare da una produzione che cercava un regista per il film Come Non Detto che uscirà il 7 settembre. Nel frattempo ho scritto e diretto la web series STUCKThe Chronicles of David Rea visibile su youtube www.youtube.com/stuckwebseries

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Ivan: – Ne citerò 3:
Sahara a viale Ippocrate
Necci a via Fanfulla da Lodi
Giuda Ballerino a Largo Appio Claudio
la pizza di Sforno in Via Statilio Ottato
e il mitico, irrinunciabile Tiberio il Quagliaro di largo Mola di Bari

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Ivan: – Avrei dovuto per questioni dermatologiche, non ha funzionato, per lo meno io non ho funzionato.

Angie: – Meglio carne o pesce?

Lisbona – Tapas di Baccala’ – © JLDG Por Jose Luis Díez Garde

Ivan: – Solo da poco trovo più interessante il pesce (ma ne mangio ancora pochissimi tipi) Però esperienze come il bacalao di Lisbona cambiano la vita.

Angie: – Se fossi un dolce, quale sareste?
Ivan: – Tiramisù

Angie: – Vino?
Ivan: – Lagrein

Angie: – Il tuo punto debole
Ivan: – le birre scure artigianali

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ivan: – Nel frigo non manca mai la provola affumicata, vero ingrediente del 2012, ci cuciniamo di tutto dalle torte rustiche alle lasagne vegetariane.

Nella dispensa non manca mai il cous cous e una porzione in scatola di haggis scozzese (lo compro o me lo regalano online)

Angie: – L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un – piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Ivan: Emiliana mi surclassa in quanto a bravura in cucina, sicchè finisco spesso per collaborare lavando i piatti, ma sono orgoglioso della mia pasta con patate, fagiolini e pesto.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Cucina Etiope

Ivan: – Amo la cucina Etiope, le torte rustiche, la pasta al tartufo, gli involtini di melanzane con ceci e noccioline, il cous cous di verdure, la parmigiana di zucchine ma il mio comfort food rimane la pizza.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Ivan: – Vorace controllato

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Ivan: – Adoro la colazione continentale anglosassone, ma me la concedo solo all’estero.
Nella mia vita faccio colazioni molto veloci di cui non mi vanto molto: caffè e crostatina al cioccolato.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Ivan: – Davanti ai dolci a base di limone è difficile che mi controlli. Non riesco proprio a mangiare pietanze che ricordano troppo l’animale com’era in vita: pesci, crostacei, molluschi, faccio eccezione solo per le suddette quagliette del Quarticciolo per cui non riesco a provare pietà.

Curry

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Ivan: – Il curry specialmente nella cucina indiana

Angie: – Limone o aceto?
Ivan: – limone

Angie: – Non puoi vivere senza…
Ivan: – la macedonia di mia madre e la torta della nonna di mia suocera

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Ivan: – Io ho sedotto mia moglie portandola al ristorante giusto, lei ha sedotto me cucinando. Quindi direi di si.

Ivan Silvestrini

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Ivan: – “Pasta alla Ivan” (ero giovane, ora è troppo pesante per me) partendo dalla classica “Aglio, Olio e Peperoncino”
Aggiungete nel soffritto cubetti di pancetta e piccole fette di zucchine
ripassate nel soffritto la pasta al dente e cospargetela con manciate leggere di pan grattato ed aggiungete parmigiano a discrezione. Non la raccomando a nessuno.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Ivan: -La Controvita di Philip Roth

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Ivan: – “Rise” delle Azure Ray http://www.youtube.com/watch?v=h_W_t4UQbuU

Angie: – Hobby?
Ivan: – Viaggiare e mangiare bene, possibilmente allo stesso tempo.

Jacob Peter Gowy, da bozzetto di P. P. Rubens, La caduta di Icaro (1636-1638), olio su tela, Madrid (Spagna), Museo del Prado

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?

Ivan: – Icaro

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Ivan: – Vivere di ciò che mi piace fare.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Ivan: – Che sono troppo ambizioso

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Ivan: – ne ho sposata una

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Ivan: – le fettuccine al ragù fatte a mano da mia nonna per tutti i pranzi della domenica della mia infanzia (non le avessi mai detto che mi piacevano!)

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Ivan: – Se esiste è un’occasione persa

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ivan: – Non so dare una risposta brillante a questa domanda.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?
Ivan: – Etiope, Indiana, Medio Orientale in generale.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Ivan: – Ora che ho finito il film mi restano 4 episodi della web series STUCK da post produrre e mettere online, spero parta presto una seconda stagione, nel frattempo mi hanno chiesto di dirigere varie web series e sto lavorando al mio secondo film.

StuckAngie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Ivan: – Edonista controllato (ma non troppo).

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi, Di Pietro, Mario Monti?
Ivan: – Non so dare una risposta intelligente a questa domanda

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Ivan: – La mia si.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Ivan: – Non aspettare che ti venga data un’occasione, non cercare un’occasione, CREA la tua occasione.

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Ivan: – Lavori alla Rainbow Cgi, hai lavorato per due anni e mezzo al tuo primo film, ti sei messo a fare pure una serie web indipendente, ma non ti senti almeno un po’ in colpa di tutto il tempo che non dedichi a tua moglie?

-Sì, molto.

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