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E' inutile versare rum…

Intervista Gastronomica a Simone Perotti

Io cucino sempre, anche se vivo da solo, e quando lo faccio per altri sono anche più contento.

 

Simone Perotti, si definisce uno “uno scrittore e un marinaio”, nato a Frascati da famiglia di origini liguri, si laurea in lettere moderne all’università di Roma, ed alterna la professione di scrittore giornalista con quella di skipper ed istruttore di vela, che ha cominciato come semplice appassionato.

Simone Perotti

Zenzero e Nuvole – Manuale di nomadismo letterario e gastronomico, vede luce nel 1995, è una raccolta di racconti avventurosi e fantastici abbinati ad altrettante ricette gastronomiche, con l’intento di mescolare vita, viaggi e sapori. Il libro, edito da Theoria, viene poi ristampato da Bompiani nel 2004.
Per maggiori informazioni su di lui e la sua attività di scrittore marinaio vi invito a visitare il suo sito, dove vi è una “nutrita” utilizzando un termine che ben si sposa con l’argomento da me affrontato, sezione di dedicata al cibo, ricca di ricette che Simone prepara per se stesso o per pochi fortunati amici (massimo sei o otto)

Zenzero e Nuvole

Angie: –  Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Simone: – Non so quanto conti per il mio lavoro (il mio primo libro pubblicato,
“Zenzero e Nuvole” era un libro di racconti e ricette gastronomiche, il primo della lunga e fortunata serie editoriale dedicata al tema. Tutti gli altri [lo dico con una punta d’orgoglio] sono venuti dopo). Certo conta moltissimo per la mia gioia, il mio piacere, la mia vita.

Angie: –  Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Simone: – In Zenzero e Nuvole (Bompiani) ho scritto per primo (dalla Allende a tutti
gli altri, sono venuti dopo…) su gastronomia, cibo, sapori, gusto, collegandoli a temi come il viaggio, l’avventura, l’erotismo, l’amore. Nei miei romanzi “L’Equilibrio della farfalla”, Garzanti, (è uscito il 31 maggio 2012) i protagonisti cucinano di continuo, assaporano, cercano il cibo come compendio naturale della vita, dei loro amori, delle loro storie.
Io cucino sempre, anche se vivo da solo, e quando lo faccio per altri sono anche più contento.

Angie: –  Cosa significa per te mangiar bene
Simone: – Significa godere. Il cibo ha perduto da molto tempo la sua caratteristica di
nutrimento essenziale. Siamo così sovralimentati che il cibo è uno strumento erotico, per provare contatto con l’eros, appunto, dunque per godere.

Angie: –  Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Simone: – Io scrivo romanzi, saggi, articoli, e navigo. Sono uno scrittore e un marinaio

Angie: –  Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Simone: – La Trainera, a Madrid, dove si mangia il pesce basco migliore di Spagna. Amo molto anche un locale sul Bosforo a Ortakoi, quello con la terrazza a picco sul mare, di cui in questo momento mi sfugge il nome. Poi mangiavo sempre volentieri da Nino a via Borgognona, a Roma, o da Gigetto al portico d’ottavia, sempre a Roma. A Trieste ho amato molto le Bandierette, vicino a Piazza Unità. Oggi che vivo con pochi soldi non vado più in questi posti, ma ne ho un gran ricordo.

Angie: –  Sei mai stata/o a dieta?
Simone: – Sì, qualche volta. Tendo a esagerare, dunque ogni tanto mi fermo.

Angie: –  Meglio carne o pesce?

…molluschi e crostacei, crudi…

Simone: – Pesce, senza alcun dubbio. Soprattutto molluschi e crostacei, crudi.

Angie: –  Se fossi un dolce, quale sareste?
Simone: – Credo un Mont Blanc

Angie: –  Vino?
Simone: – Piemontesi e qualche toscano. Rosso, ovviamente.

Angie: –  Il tuo punto debole
Simone: – Come uomo? L’orgoglio. Come mangiatore direi la frutta. Non mi piace molto,
dunque ne mangio poca, ma faccio male lo so.

Zenzero

Angie: –  Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Simone: – Lo zenzero fresco, le acciughe, la verdura

Angie: –   L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Simone: – Cucinare è comporre (sia nel gusto che nell’estetica) opere d’arte che vengono consumate in poco tempo, scompaiono. La sparizione dell’opera, la sua consunzione, il suo esaurimento, mi ricordano molto la land art, mi affascinano. La cosa che amo più cucinare? Tante… forse il fritto all’italiana, ma anche il sushi, i carpacci…

Angie: –   E quello che ti piace mangiare?
Simone: – Lo stesso. Sarebbe bizzarro amare di cucinare qualcosa che non adori mangiare

Angie: –  Come ti definiresti a tavola?
Simone: – Un conversatore, un uomo che potrebbe stare a tavola ore con le persone giuste, mai con quelle sbagliate

Angie: –  La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Simone: – Due caffè stretti nel giro di mezzora. Null’altro

Angie: –  Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Simone: – Non mi piacciono i cachi, non molto almeno, e le banane. Il resto direi tutto. Le cose che amo di più sono i gamberoni rossi, le ostriche, il granchione reale o la granseola, le capesante, gli scampi, tutti i gamberi, le seppie…

non puoi vivere senza…crostacei…

Angie: –  La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
Simone: – Lo zenzero. Non a caso è finito nel titolo del mio primo libro preferito?

Angie: –  Limone o aceto?
Simone: – limone

Angie: –  Non puoi vivere senza…
Simone: – crostacei

Angie: –  Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Simone: – Tutti i molluschi e tutti i crostacei, soprattutto se crudi, sono potentemente afrodisiaci (almeno per me). Sia per la loro morbida consistenza sia per il loro sapore deciso ma estremamente delicato. Inutile che aggiunga altro, credo si capisca cosa intendo… Quanto alla seduzione: cucinare è un gesto di dedizione e di gusto, dunque un gesto di donazione, di generosità. La generosità è terribilmente sensuale. Far godere una donna con i sapori credo sia irresistibile (almeno spero…)

Angie: –  Una tua ricetta per i miei lettori
Simone: – Il Buillon di tonno: tonno, spezie fresche secondo il proprio gusto (io uso zenzero, aglio, prezzemolo, timo, rosmarino, salvia, peperoncino rosso), vino, limone, olio d’oliva.
Sfilettate e pulite bene il pesce, poi tagliatelo a fettine sottili controfibra. Stendete le fettine su una fiamminga larga. Preparate in un tegame il buillon tritando grossolanamente tutte le spezie (tranne il limone, che va fatto a rondelle sottili) e facendole rosolare senza che si
colorino. Poi aggiungete una generosa dose di vino e fate sfumare a fuoco alto fino a che se ne ritiri la metà (del vino). Versate il buillon bollente sul pesce. Chi amerà il pesce crudo lo mangerà subito. Gli altri dopo qualche istante.

Angie: –  L’ultimo libro che hai letto?
Simone: – Un libro sulla storia di Nino Bixio, che tutti ignorano fosse un grande marinaio

Angie: –  Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Simone: – Crush dei Dave Matthews Band

Angie: –  Hobby?
Simone: – Il concetto di hobby mi è del tutto alieno. Quello che amo di più è esattamente quello che faccio: scrivere e navigare. E cucinare, ovviamente

Angie: –   Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?

Gilgamesh

Simone: – Ghilgamesh. Oppure (letterario) Ulisse.

Angie: –  Qual è il sogno più  grande?
Simone: – Quello che sto vivendo: essere libero, scrivere, navigare

Angie: –   Cosa ti dicono più spesso?
Simone: – Che non è possibile fare quello che dico io, cioè essere liberi

Angie: –   Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Simone: – Magari…

Angie: –  Un piatto della tua infanzia
Simone: – I toast imburrati

Angie: –  Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Simone: – Quasi nessuna delle stupidaggini che si dicono in politica sono presenti in cucina (grazie a Dio)

Angie: –  Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Simone: – Le lasagne al forno

Angie: –    Dopo la cucina italiana, c’è n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se sì quale?
Simone: – Quella giapponese. L’unica assimilabile alla nostra per raffinatezza e varietà, gusto e precisione

cucina giapponese

Angie: –  A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Simone: – Sto scrivendo un programma televisivo che condurrò a fine settembre

Angie: –  Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Simone: – Estroso, creativo, energetico

Angie: –  A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Simone: – Non me lo far dire và, che è meglio

Angie: –  La cucina ti ha mai tradito?

Simone Perotti

Simone: – No

Angie: –  Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Simone: – Uomo libero

Angie: –  classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Simone: – D. Ti capiscono del tutto secondo te?
R. No. Ma ci provano…

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1 Comment

  1. bella intervista, ben fatta, ad un grande "uomo libero" maestro di vita come simone.

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