Carla Marcone napoletana, classe 1967. Ha pubblicato il racconto “Favola d’aprile” in “Collecchio in corpo undici”, una raccolta di autori vari edita nel 2004 dalla Cooperativa Galatea.

Carla Marcone

Un romanzo, “Fiori di carta”, nel 2005 edito da Scrittura&Scritture , un romanzo che ricorda un po le matrioske russe, che sono una dentro l’altra, cosi’ i racconti di carla, sono  storie nelle altre storie; di tanti personaggi indissolubilmente, ma misteriosamente, legati gli uni agli altri; tanti personaggi che respirano tra le righe e raccontano la loro vita ed ognuno di loro, come da un filo rosso sottile e quasi invisibile, è legato ad una misteriosa lettera custodita da Maria in un barattolo dai girasoli gialli, a cui segue, nel 2008 il romanzo storico Teresa e la luna,  pubblicato sempre con la stessa casa editrice. La storia di Teresa

Teresa e la Luna

Filangieri, nata da una nobile ed influente famiglia. era nipote del celebre filosofo Gaetano Filangieri principe di Satriano e figlia del generale Carlo Filangieri Sposa il duca Ravaschieri, perde la sua unica figlia Lina appena adolescente. dedicò la sua vita ai poveri, e, da quel momento in ogni bambino cencioso, solo, ammalato e affamato di una Napoli alle soglie dell’Unità d’Italia rivede sua figlia, e comincia a dedicare tutto il suo tempo a loro. Io non lo sapevo ma solo dopo averla contattata, ho scoperto che nel suo curriculum lavorativo, Carla è stata anche una cuoca, dunque una motivazione in più per intervistarla, nell’attesa della sua nuova pubblicazione e, prima di addentrarvi nella lettura della sua intervista, un grosso ringraziamento, per la pazienza illimitata che ha avuto nel rispondere al mio questionario 🙂

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Carla: –  Molto. Mancando gli essenziali, manca l’energia per qualsiasi lavoro. Insomma, senza benzina la macchina non parte.
Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Carla: –  Nei miei romanzi c’è sempre un piccolo riferimento gastronomico.

Angie: –  Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Carla: –  Ho pubblicato un racconto( Favola d’Aprile Ed. Galatea), due romanzi (Fiori di carta e Teresa e la luna Ed.Scrittura&Scritture). Ed ho fatto tantissimi lavori: ho imbustato spugne, ho lavato pavimenti, sono stata aiuto cuoco e cuoca, pure la frutta ho raccolto. Come diceva mia nonna: dieci lezioni da facchino a conte.

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove? Carla: –  Mi piace cambiare e provare sempre nuovi sapori.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Carla: –  E’ doloroso ammetterlo: ho rasentato l’anoressia. Volevo scomparire per amore, poi fortunatamente sono guarita,

Angie: – Meglio carne o pesce?
Carla: –  Non amo la carne,ne mangio poca e malvolentieri. Decisamente preferisco il pesce.

Cassata siciliana

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti? E se fossi un vino?
Carla: –  Se fossi un dolce sarei una coloratissima cassata. Se fossi un vino sarei un frizzante Lambrusco.

Angie: – Vino?
Carla: –  Non lo reggo il vino. Poi avendone un tempo abusato, per amore solo per amore, adesso sto molto attenta

Angie: – Il tuo punto debole
Carla: –  Non mi piace mangiare da sola. La solitudine è una cattiva consigliera che mi spinge a mangiare schifezze..

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Carla: –  Sono vorace.

…un caffè, una sigaretta e via…

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Carla: –  La colazione ideale è quella della nonna: la zuppa di latte, quella con il pane, però. Purtroppo ho la cattiva abitudine di non far colazione. Un caffè, una sigaretta e via.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Carla: –  Di gelato ne mangerei una montagna. Non invitatemi a prendere un cono che vi rido in faccia: non mi basta e quindi preferisco rinunciare, O l’intera vaschetta o niente. Odio il gorgonzola, non capisco come si possa mangiare la muffa.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Gli odori del natale

Carla: –  Gli odori della festa.Gli odori di Natale. L’odore di struffoli e roccocò, di miele e di cannella.

Angie: –  Limone o aceto?
Carla: –  Dipende. Per esempio non metterei mai il limone sul fegato alla veneziana, o l’aceto su un’impepata di cozze.

Angie: –  Non puoi vivere senza…
Carla: –  Non posso vivere senza libri.

Angie: –  Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Carla: –  Tinto Brass sceglie a tavola le sue attrici. Chi spilluzzica a tavola usa la pinzetta a letto. Ai fornelli devo starci io. Non mi innamorerei mai d’un uomo che volesse allontanarmi dalla “mia” cucina

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori

Pane amore e fantasia

Carla: –  Che ne dici di “pane amore e fantasia”.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Carla: –  Sto rileggendo i classici. Ho un’età che mi spinge a rileggere. In borsa adesso ho “I miserabili “.

Angie: –  Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Carla: –  Le canzoni dei neomelodici. Mi danno acidità.

Angie: –  Hobby?
Carla: –  )A parte la lettura e la cucina, non ho altri Hobby. Devo confessarti, però, che sono un’accanita giocatrice di carte.

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?

Moire

Carla: –  Una Moira: mi piacerebbe cucirmi addosso il destino.

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Carla: –  Imparare ad essere felice.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Carla: –  Che sono matta.

Angie: –  Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Carla: –  Ripeto: la cuoca sono io.

Angie: –  Un piatto della tua infanzia
Carla: –  E’ un brutto ricordo legato ad una morte, quella di mio padre, che ha il sapore di pasta e zucca.

Angie: –  C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare
Carla: –  Tutti i piatti di tutto il mondo vorrei assaggiare

Angie: –  Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Carla: –  Per me esiste una sola cucina: la cucina italiana. I federalisti possono andarsene pure a … mangiare da mc donald.

Pane e acqua di Steve Lyon-Bowes

Angie: –  Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Carla: –  Pane ed acqua. ‘O popolo ha sofferto la fame!

Angie: –  Dopo la cucina italiana, c’è n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se sì,  quale?
Carla: –  Penso che ovunque tu vada puoi mangiare bene, se sai mangiare bene.

Angie: –  A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Carla: –  Ho in cantiere il terzo romanzo.

Angie: –  Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Carla: –  E’ un pasticcio.

pasticcio di verdure

Angie: –  A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Carla: –  Berlusconi è un minestrone troppe volte riscaldato e indigesto. Di Pietro è pane ‘e puparuole. Monti è un merluzzo scondito cucinato nella mensa d’un ospedale.

Angie: –   La cucina ti ha mai tradito?
Carla: –  Sì. Quando scrivo non devo cucinare. Ho bruciato tanti pranzi e tante cene.

Angie: –  Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Carla: –  Carpe diem.

Angie: –  classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Carla: –  Chi sei? Non lo so.

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