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E' inutile versare rum…

Month: novembre 2012

Intervista Gastronomica a Rossella Calabrò

Rossella Calabrò nasce a Milano il 20 giugno 1959.
Una grande passione per la scrittura sin dalle scuole elementari ed una laurea in lettere all’Università Statale di Milano, a seguire la carriera di copywriter in agenzie internazionali.

Rossella Calabrò

Nel frattempo insegna Copywriting allo IED, pubblica sceneggiature per fumetti (Casa Editrice Universo) e testi di canzoni per bambini (Disney).

Nel 2008 Rossella fonda “Il Club delle Matrigne italiano” per tentare di risolvere, senza drammatizzare, i problemi delle matrigne moderne,

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Intervista Gastronomica a Cristina Rava

Cristina Rava classe 1958, è nata e vive nel Ponente Ligure ad Albenga ed è qui che sono ambientati i suoi romanzi.

Cristina Rava

Dopo aver abbandonato la facoltà di medicina, ha lavorato nel settore dell’abbigliamento e successivamente in campagna, ma sempre con la scrittura come efficace salvagente.

Nel 2006 ha pubblicato presso l’editore Frilli, “I giovedì di Agnese”, storia di guerra e non solo di una maestra elementare nell’entroterra savonese. Nel 2007 passa alla narrativa noir, con la serie che ha per protagonista il commissario Bartolomeo Rebaudengo: “Indagine al nero di seppia”, “Tre trifole”, “Cappon magro”, “Come i tulipani gialli”, “Se son rose moriranno”.

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Intervista Gastronomica a Silvia Longo

Silvia Longo è nata a Cuneo nel 1965 ma vive ad Alba con il marito e il figlio. Da più di vent’anni lavora presso una cooperativa sociale che si occupa del recupero e reinserimento di persone in situazioni di disagio.

Silvia Longo

Con poesie, fiabe e racconti è presente in varie antologie e romanzi corali. Finalista nel 2009 al concorso What Women Write di Mondadori, autrice di recensioni per il sito ‘Libri Consigliati‘, ha provato più volte a smettere con la scrittura.
Non ce l’ha fatta però, così si è tenuta quel vizio. Il tempo tagliato è il suo romanzo d’esordio. Viola, la protagonista, è impegnata a giocare una  difficile partita: il passato non è lontano ma può esserci una seconda possibilità, con un nuova partenza ma deve

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Risengrød e Risalamande tradizioni di Natale tra Danimarca e Svezia

Risengrød in Danimarca, Risgrynsgröt in Svezia, piatto a base di riso, di latte e di mandorle viene servito nella cena della vigilia di Natale in Danimarca, preparato sia per i componenti della famiglia e, tradizionalmente,

Risengrød

come offerta a Nisse che è uno spiritello dalle sembianze di uno gnomo, le cui origini risalgono al 1800, e,  che protegge le aziende agricole i bambini, a quanto pare possiede anche un caratterino un po dispettoso, difatti bisogna lasciargli del  Risengrød, suo piatto preferito per accattiverselo e beneficiare della sua protezione.

un po come tradizionalmente vengono lasciati latte e biscotti per Babbo Natale in Nord America.
Una mandorla singola pelata viene aggiunto al piatto prima di portarlo in tavola e, chi la trova è probabile che si sposi entro l’anno.

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Intervista Gastronomica “Irriverente-mente” a Mauro “Marsu” dei Resurrextion

Come si vede che sono diventata una vecchia bacucca, ero convintissima che “Marsu” fosse il cognome del nostro Mauro

Mauro Marsu

D’Arco, mentre invece mi ha spiegato che è il suo nome d’arte e, che sta per Mauro Rapper Socialmente Utile.
Classe 1982 nasce a Castellammare di Stabia, il venti di dicembre e, per questa data, proprio quest’anno, i nostri amici Maya hanno previsto la fine del mondo, ma noi, da buoni napoletani, facciamo gestacci e continuiamo pa via nostra, conosce il rap ad appena 12 anni trovando casualmente una musicassetta a terra (storia che racconta anche nella canzone “Non può finire” presente su youtube).

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Intervista Gastronomica a Gianpaolo Cadalanu

Se andate sul profilo facebook di Giampaolo Cadalanu, troverete la foto di un bel tenebroso con giubbotto antiproiettile, e sicuramente sarete invogliate a chiedergli

Giampaolo Cadalanu

l’amicizia, ma se poi, con l’aiuto di google, vi fate una piccola ricerca, vedrete che di tenebroso, il nostro, ha ben poco, ma non riuscirete a sottrarvi al fascino del giornalista corrispondente all’estero, sempre in prima linea, ma il Cadalanu ha alle spalle soprattutto un ottimo bagaglio di

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Intervista Gastronomica a Vincenzo Iurillo

A raccontarvela tutta, quando ho contattato Vincenzo Iurillo per intervistarlo, credevo che quasi quasi mi ci mandasse, anche se non avevo alcuna colpa:-), ma la mia idea su di lui, era quella di un giornalista provocatorio e anche un po’ come dire, un po incazzoso e, sicuramente non con un carattere facile, e leggendo poi, successivamente, nel suo Blog, che, con la pubblicazione “La Casta della Monnezza”, scritto a quattro mani con Bruno De Stefano da me

Vincenzo Iurillo

recentemente intervistato, avevano fatto testuali parole, il pelo e il contropelo alle nefandezze della classe politica campana, ho pensato, figurati uno che affronta tematiche sicuramente più serie ed impegnative delle mie, se mi concede l’intervista, ed invece, a lui è piaciuta l’idea, e si è anche divertito, ed anche io a leggere le sue risposte,

lo confesso.

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Bruno De Stefano a Sorrento

Il 10 novembre 2012 il Comune di Sorrento ha ospitato il giornalista Bruno De Stefano, con il suo libro dedicato a Giancarlo Siani, nella sala Consiliare, è stata organizzata la presentazione in sinergia con “gli eventi di Carolina Ciampa” e con il sostegno della immancabile Maria Teresa De Angelis, assessore alle Pari Opportunitàe, da sempre attenta alle nuove pubblicazioni letterarie.

Bruno De Stefano al Comune di Sorrento

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Intervista gastronomica a Marco Ciriello

Negli ultimi anni la letteratura di casa nostra, e per casa nostra,  nello specifico intendo il grande sud dell’Italia brulica di commissari, investigatori, avvocati e paladini di giustizia,

Marco Ciriello

che, possiedono l’intrigante capacità di immergere il lettore in situazioni sconosciute e affascinanti, in realtà impreviste che prendono vita grazie a narrazioni avvolgenti ed accattivanti.
Dal timido Luigi Alfredo Ricciardi, che si muove in una melanconica Napoli anni 30, al siciliano Salvo Montalbano, l’avvocato Guido Guerrieri personaggio di Gianrico Carofiglio, e ancora il bolognese Raul Zanardi commissario del romanzo Re di bastoni in piedi ambientato a Napoli in epoca maradoniana dell’amica Francesca Battistella, e ancora lo strampalato Vincenzo Malinconico di Diego De Silva, insomma

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Folarielli sorrentini

Folarielli sorrentini

Queste golosità, a Natale si portano in tavola insieme al cesto della frutta secca, che a Napoli si chiamano sciòsciole, e sono costituite da noci, noccioline, arachidi e frutta secca in genere, insomma la “botta” finale a conclusione delle luculliane cene natalizie.

Sulle origini del nome, un particolare ringraziamento va all’amico Antonino Casola, che ne ha fatto una piccola ricerca linguistica. Il Follaro (bozzolo in lingua tosca) era un involucro o anche una moneta che veniva battuta a Sorrento sotto il Duca Sergio II che regnò dal 1111. Tuttavia il follaro che interessa a noi è costituito da foglie di limone o di fico avvolte e contenenti uva o prugne aromatizzate con bucce d’arancio e passate per il forno!
Da qui il nome di “follariello”, parola diffusa in numerosa letteratura e riportata dai vari dizionari napoletani non “folloviello” (parola inesistente nei vari dizionari della nostra amata lingua napoletana) come riportato su alcune confezioni che da un po’ di tempo si vedono in giro!
L’amico Salvatore Argenziano aggiunge: già nel dialetto napoletano, “fòllaro” ed anche “fòllero”, identica fonia per entrambe, con le vocali post-toniche dalla pronuncia evanescente (erroneamente dette mute). Etimologia dal latino “follis”, sacchetto, borsa.
Il diminutivo è “fullariéllo” con mutazione vocalica pretonica O > U, come da chiòchiera a chiuchiarèlla, da còzzeca a cuzzetella.
La conservazione della O fa parte della italianizzazione di molte parole, a scapito delle regole grammaticali dei nostri dialetti.

Folariello sorrentino

 Folarielli sorrentini 

Ingredienti:
– Mosto 1 litro
– zucchero gr. 500
– uva regina (che in penisola sorrentina è chiamata uva pane) kg 1
– sale
– vino bianco 1 bicchiere
– 3 mandarini
– 3 limoni

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