Santa Barbara  nacque Nicomedia, III secolo – 306 circa ed è venerata come santa e martire  sia dalla Chiesa cattolica che dalla Chiesa ortodossa.
Non abbiamo dati certi sulla sua vita, ma ormai Barbara Αγία Βαρβάρα è diventata una figura leggendaria

Santa Barbara

grazie alla Legenda Aurea e il suo culto molto popolare ed è invocata contro i fulmini le esplosioni e le morti improvvise e violente, ed è patrona indiscussa degli Artificieri,E.O.D.,Vigili del fuoco, minatori, marinai, artiglieri, architetti, muratori, campanari, ombrellai.

Nacque nel III secolo d.C. in Asia Minore, in quella che è l’attuale İzmit, porto dellaTurchia, a quei tempi Nicomedia, per poi trasferirsi successivamente a Scandriglia, in provincia di Rieti.

Si racconta che suo padre, Dioscuro, di religione pagana, l’avesse rinchiusa in una torre per proteggerla dai suoi pretendenti e per evitare che utilizzasse le terme pubbliche, gliene fece costruire di private.
La madre di Barbara aveva già abbracciato segretamente la religione cristiana, e lo rivelò alla figlia che dopo aver aver ascoltato alcune delle preghiere, percepì Gesù all’interno del suo cuore diventando così cristiana; e coinvolse nella sua nuova passione anche la sua amica Giuliana, convincendola a convertirsi e a pregare insieme a lei.

Vanessa Hessler nel ruolo di Santa Barbara nella fction televisiva

Dioscuro denunciò la figlia al magistrato romano che, la condannò alla decapitazione ordinando che la sentenza venisse eseguita proprio da suo padre dopo due giorni di feroci torture. Fu prima flagellata con delle verghe, che secondo la leggenda si tramutarono in piume di pavone e per questo motivo spesso nella sua iconografia la santa è raffigurata tenendo in mano delle lunghe piume, successivamente venne torturata col fuoco ed ebbe le mammelle tagliate ed infine decapitata.

Martirio di Santa Barbara di Jacopo Chimenti da Empoli

Correva l’anno 306 ed era il 4 dicembre e, sempre secondo la leggenda, Dioscuro che procedette all’esecuzione, subito dopo venne ucciso da un fulmine, e, questo venne interpretato come la punizione divina per il suo gesto. Con lei patì lo stesso martirio anche Giuliana.
Diverse anche le leggende legate al luogo del martirio e della deposizione del corpo. Una di queste riferisce che il martirio avvenisse a Scandriglia e che il corpo sia stato successivamente trasferito a Rieti nel X secolo per metterlo in salvo dalle scorrerie saracene: qui divenne patrona della città e le fu dedicata la cappella più ricca della Cattedrale. Un’altra invece sostiene che il martirio sia avvenuto in Egitto e le reliquie trasferite in seguito a Costantinopoli, da dove i veneziani, alla fine del X secolo, le avrebbero portate a Venezia, e  più tardi  a

Santa Barbara icona greca

Torcello ed infine a Murano.
Oggi i resti della Santa riposano nella Cappella omonima a Burano.

Sia la Chiesa ortodossa che quella cattolica ne festeggiano la ricorrenza il 4 dicembre che è la data in cui venne decapitata dal padre Dioscuro.
(cfr wikipedia)
Inoltre, la cosiddetta “Santabarbara”polveriera  è una struttura o un fabbricato per la custodia di materiale esplosivo, ed è cosi’ chiamata per l’abitudine di appendere all’interno di questi magazzini un’immagine di santa Barbara, che la tradizione indica come santa protettrice dei fedeli dal pericolo del fuoco, dei fulmini e, più in generale, delle morti

http://www.flickr.com/photos/massimiliano_peana/407135299/

Torre di santa Barbara o polveriera ad Alghero foto a cura di Massimiliano Peana

violente, fece sì che il nome della santa divenisse anche il nome dato ai depositi.

Alla santa è dedicata la caserma ‘Santa Barbara’ dell’esercito italiano, situata ad Anzio e attualmente sede della Brigata RISTA – EW.

Aghia Varvara Santa Barbara, viene festeggiata in Grecia con preparazione di dolci e di zuppe a base di grano.
La sera del 4 dicembre, nelle chiese di Cefalonia nella particolare e suggestiva cerimonia  dell’ esperinòs, la liturgia serotina, il pope benedice la spernà, che è una zuppa di grano a cui vengono aggiunti: uvetta, semi di melagrana, noci, mandorle, sesamo, cannella, garofano e noce moscata. Questa zuppa è preparata in un’epoca dell’anno caratterizzata da una quasi totale crisi produttiva, in cui la natura cade in letargo e viene preparata per augurare prosperità  in casa  dalle vergini e dalle giovani nubili, come ex voto alla santa, affinché le aiuti a trovar marito.

Benedizione deo Pope

Nel Ponto (l’antico Ponto Eusino, granaio dell’Ellade), in omaggio a Santa Barbara viene proposta una zuppa di farina di grano misto a farina di granturco e a fagioli chiamata, in onore della santa  ‘varvara’.
Per il 4 dicembre si cuociono anche le cosiddette  melopites, frittelle a base  di farina e noci tritate,  ricoperte di miele, ed è proprio con questo miele che la tradizione vuole si usi tracciare una croce sulla porta di casa in segno propiziatorio.

Chiesa ortodossa

Da Costantinopoli invece arriva la “Asoures” che è una zuppa di grano profumata all’acqua di rose,  della tradizione culinaria ottomana.
Il grano viene bollito è condito con uvetta, albicocche secche, semi di melograno, datteri, pistacchi di Egina, fichi secchi, mandorle, noci, pinoli, e per finire in bellezza, petali di rose.

Asoures- zuppa di grano profumata all’acqua di rose

Sull’origine di questa zuppa non ci è data la certezza anche se la versione che ci viene data dai sufi vuole che risalga addirittura al buon Noè e la sua Arca.

Ingredienti:
– 200 gr. grano semigreggio
– 50 g. ceci, impregnati durante la notte in acqua
– 30 g. piccoli fagioli bianchi,  tenuti a bagno durante la notte
– 40 g. marrone riso basmati
– 50 g. ribes
– 50 g. albicocche secche
– 50 g. fichi secchi, tagliati a piccoli pezzi
– 50 gr di datteri
– 50 grdi pistacchi
– 50 g di pinoli
– chicchi di melograno
– 200 gr. zucchero di canna biondo
– buccia di 1/2 arancia
– acqua di rose

per decorare:
– semi di melograno
– pistacchio grattugiato
– mandorle grattugiate
– noci grattugiate
– sesamo

Esecuzione
Lavate i ceci e fagioli, metteteli in ciotole diverse, ed aggiungete un po ‘d’acqua e lasciate in ammollo per una notte.
Il giorno successivo, mettete a cuocere i fagioli ed i ceci in due pentole diverse. Scolate e mettete da parte.
Lavate il grano e mettetelo in una casseruola capiente con 800 ml di acqua. Fate bollire a fuoco medio fino a quando non si ammorbidisce.
Lavate il riso, scolate e  fatelo  cuocere a fuoco basso, e scolatelo.
Mettete i legumi il riso ed il grano unitamente alla buccia di un’arancia e fate bollire per circa 15 minuti. Trascorso questo tempo, aggiungete lo zucchero, e tutta la futta secca  tenendone un po da parte per guarnire.
Fate bollire per altri 10 minuti dopodichè spegnete, aggiungete l’acqua di rose  e lasciate riposare per circa 1 ora
In questa fase, il dolce deve essere umido, ma se per qualche motivo si pensa sia troppa acqua, potrete sciogliere in 2 cucchiai di amido di mais nella pentola e mescolate per 2 -3 minuti. E lasciate riposare
Sistemate il tutto in un vassoio ed iniziate la decorazione “disegnando” una linea di melograno, una linea di sesamo, una linea di noci sbriciolate, di arachidi di albicocche, cannella, pistacchi e quant’altro vorrete, il dolce si può accompagnare con un buon tè.
Spernà
Ingredienti
– Grano,
– Zucchero,
– Uva passa,
– Noci,
– Mandorle,
– Chicchi di melagrana.

Spernà

Esecuzione
Mettete a bagno la sera prima il grano nell’acqua e  tenetelo per tutta la notte.
Il giorno successivo, cuocetelo in acqua  e zucchero. Al termine della cottura conditelo  con uvetta, noci e mandorle tritate e semi di melagrana.
Fonti di ricerca Wikipedia e Taccuini storici 

 

 

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