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E' inutile versare rum…

Month: gennaio 2013

La Torta di san Biagio di Cavriana

San Biagio, tra i tanti paesi di cui è patrono, lo è anche di Cavriana in provincia di Mantova, dove in occasione della sua ricorrenza viene preparata una torta che porta il suo nome: la Torta di San Biagio di Cavriana che viene preparato tradizionalmente in

Cavriana - Fiera di san Biagio

Cavriana – Fiera di san Biagio

occasione della festività del santo.

E’ un dolce dal sapore di mandorle e cioccolato, di forma circolare l’impasto, non è lievitato, ed è caratterizzato da una consistenza friabile.
Sulla superficie, le strisce ricavate dall’avanzo della pasta usata per foderare la tortiera, disegnano dei rombi sotto i quali si può riconoscere il colore scuro del ripieno.

In origine la torta a base di mandorle pare che avesse un diametro di oltre tre metri,  veniva poi tagliata ed offerta al pubblico convenuto in Piazza Castello.

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Ciambelle di san Biagio in Abruzzo

Il culto di san Biagio è molto diffuso su tutto il territorio abruzzese, è in uso la preparazione di ciambelle dolci il cui ingrediente essenziale è l’anice, sono

san Biagio

san Biagio

profumatissime, e generalmente vengono benedette dal sacerdote in chiesa nella ricorrenza del santo e dopo distribuite tra parenti ed amici.

Anticamente veniva preparato con la pasta del pane arricchita con semi di anice, attualmente lo si puo’ reperire, su tutto il territorio abruzzese, con minuscole variazioni sul tema, è disponibile nei più vari tipi di impasto, anche come ricco prodotto dolciario.

 

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La torta di mele di Sal de Riso

La prova del cuoco condotto da Antonella Clerici, è uno dei programmi più seguiti dalle casalinghe italiane e non solo.
La Trasmissione  si basa su di un  format dell’inglese BBC  dal titolo  Ready Steady Cook,

Antonella Clerici

Antonella Clerici

dove però i concorrenti coordinati da uno Chef utilizzano ingredienti per le loro ricette che, devono essere acquistati,  rispettando il limite di budget di cinque sterline.
La prima puntata viene trasmessa su Rai Uno il 2 ottobre 2000.

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Le Tradizioni della Candelora

Il 2 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la Presentazione del Signore,  anche detta della Purificazione di Maria, poiché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi ed il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.

Presentazione di Gesù al Tempio

Presentazione di Gesù al Tempio

Popolarmente è  chiamata festa della Candelora, poiché in questo giorno vengono benedette le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi. Nunc dimittis è il Cantico di Simeone con il quale chiede congedo a Dio perché ha finalmente potuto vedere il Cristo.
Solo nel VII secolo la Chiesa Romana adattò questa celebrazione al 2 febbraio in una festa che già  veniva celebrata in Oriente fin

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La Crepes (crêpe) della Candelora

La crêpe è un tipo di cialda sottile, morbida ed elastica, cotta su una superficie rovente tonda, farcite di ripieni vari, dolci o salati vengono arrotolate su se stesse per racchiuderli.

crepes

L’impasto viene realizzato con latte, uova, farina.
Notoriamente sono il simbolo della cucina francese, ma preparazioni simili sono presenti in vari paesi d’Europa.
Il nome, francese, deriva dal termine latino crispus (arricciato, ondulato).
Le crêpes condividono le origini di altre preparazioni a cialda e delle gauffres, ma l’attuale preparazione con la farina di frumento divenne comune solo nel IX secolo.

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Le Tradizioni della Candelora – 2

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Sebastiano Pauli, nel suo libro intitolato “Modi di dire toscani ricercati nella loro origine“, dà una spiegazione decisamente bellica a questo modo di dire, secondo l’autore, infatti, tale espressione linguistica deriverebbe da un problema logistico in tempo di guerra: era necessità, verso la fine di gennaio di molti anni fa, di far passare un cannone

Giorni della Merla

Giorni della Merla

chiamato la ‘Merla’ al di là da un fiume.
Il grande freddo di quei giorni ne fece gelare le acque offrendo così un’occasione per risolvere il problema del trasporto.
Ma perché si dice che questi sono i giorni più freddi dell’inverno?

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Le gustose tradizioni san Biagio

San Biagio è ricordato dalla chiesa il 3 febbraio quando fu decapitato,  non viene  invocato nelle Litanie dei Santi, però si trova nel numero dei Santi Ausiliatori, il che significa che è stato tra i santi più venerati e popolari per ben oltre un millennio,  non solo patrono di Maratea, il santo armeno è patrono di almeno 24 importanti centri in Italia tra i quali Ragusa, Ostuni, Ruvo, Fiuggi.

I 14 santi ausiliatori

Biagio, era un medico di origine armena che visse nel IV secolo, divenne vescovo della città di Sebaste dove operò numerosi miracoli.

E’ venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica che e dalla Chiesa ortodossa.
Durante la persecuzione di Licinio venne arrestato dal preside Agricolao, a causa della sua fede venne imprigionato dai Romani, durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana; per punizione fu straziato con i pettini di ferro, che si usano per

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Intervista Gastronomica a Stefano Piedimonte

Il buon Piedimonte mi lincerà, vabbè sono in tanti che dovrebbero farlo, visto l’accumulo di interviste gastronomiche che ho in sospeso, e che metto on line, solamente quando,

Stefano Piedimonte

come si dice a Napoli “tencc ‘ o ggenio”, e sono in pieno attacco di estro creativo.
Me lo sono studiato il simpaticissimo Piedimonte, mi sono letta anche il suo “Nel Nome dello zio”, edito da Guanda, dove una triste realtà come la Camorra viene raccontata in una maniera divertente e dove i protagonisti ci offrono degli elementi

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Bollitos de Santa Inés – (rotoli di sant’Agnese) una dolce leggenda di Siviglia

Vi è una Siviglia sconosciuta che si nasconde tra le spesse mura dei conventi di clausura dove sono custodite meraviglie artistiche e architettoniche ma anche autentiche delizie culinarie.

Monastero di Sant’Agnese

Il monastero di Santa Agnese si trova in via Doña María Coronel e nella chiesa si conserva il corpo mummificato di Doña Maria Coronel, a cui è legata una delle leggende più belle della città.

Si racconta che il re Don Pedro I di Castiglia, chiamato da alcuni “il crudele” si innammorò di Doña Maria Coronel, ma questa lo respinse poichè don Pietro le aveva ammazzato il padre, Don Alfonso Fernandez ed il  marito il colonnello Don Juan del Cierva, impossessandosi delle loro proprietà.

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I Tortelli dolci di Sant’Agnese di Felegara di Medesano

Come ben sapete, in queste pagine, racconto la gastronomia, e, ciò che mi appassiona di più è soprattutto quella legata alle tradizioni,

Santa Agnese

al folklore, ed ai santi, poiche’ quasi tutti i santi  patroni, hanno un piatto che li rappresenta, o quantomeno che viene preparato nella ricorrenza della loro festa.

A tal proposito, vorrei raccontarvi di Agnese  che, nacque a Roma, tra il 290-293  era, secondo la tradizione latina, una nobile appartenente alla gens Clodia che subì il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano all’età di 12 anni. Le notizie della sua vita e del suo martirio sono molte e talvolta

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Le lenticchie di Capodanno e la pastiera alle lenticchie di Antonio Cafiero della Pasticceria Primavera di Sorrento

Tradizionalmente a Capodanno, non si può fare a meno delle lenticchie, vengono cucinate e mangiate il primo giorno dell’anno proprio per augurare abbondanza e prosperità, e nelle tradizioni popolari vengono equiparate al denaro ed alla ricchezza.
“Lens culinaris, sin. Lens esculenta o Ervum lens”, molto diffusa ed apprezzata per le proprietà sazianti e nutrienti è una delle più antiche piante commestibili conosciute dall’uomo sin agli albori della civiltà agricola la cui provenienza è medio-orientale Siria e Iraq settentrionale e successivamente diffusasi poi in tutto il mondo.

Esaù e Giacobbe

Tutti ricordano l’episodio biblico in cui Esaù vendette le sua primogenitura per un piatto di lenticchie.
Secondo Marni guida ai sogni di Supereva , vedere, cucinare, mangiare lenticchie nei sogni era considerato nell’antichità un auspicio di sfortuna e tristezza.

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