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Sebastiano Pauli, nel suo libro intitolato “Modi di dire toscani ricercati nella loro origine“, dà una spiegazione decisamente bellica a questo modo di dire, secondo l’autore, infatti, tale espressione linguistica deriverebbe da un problema logistico in tempo di guerra: era necessità, verso la fine di gennaio di molti anni fa, di far passare un cannone

Giorni della Merla

Giorni della Merla

chiamato la ‘Merla’ al di là da un fiume.
Il grande freddo di quei giorni ne fece gelare le acque offrendo così un’occasione per risolvere il problema del trasporto.
Ma perché si dice che questi sono i giorni più freddi dell’inverno? Probabilmente non tutti gli anni lo sono o saranno stati, ma che siano forse tra i più gelidi deve avere tradizionalmente una sua veridicità se ne è nata appunto una leggenda, il cui protagonista è sempre un merlo.
Gennaio aveva ventotto giorni ed era il mese più freddo dell’anno. Giunto al ventottesimo giorno, un merlo, rallegrato, gridò al cielo: “Più non ti curo Domine, che uscito son dal verno”. Gennaio vendicò la bestemmia facendosi imprestare tre giorni da febbraio e rendendoli ancora più gelidi.
Cannelora , ’state dinto , vierno fora. Per indicare cioè la fine dell’inverno e l’approssimarsi del bel tempo , prima con la primavera e poi con l’estate .

Infatti dopo il 2 febbraio, se marzo non si scapriccia, la natura precocemente si agghinda di splendidi ornamenti primaverili e il clima diventa mite, l’aria serena, il cielo azzurrissimo.
Un secondo proverbio richiama invece il ricordo dell’Epifania :

A Pasca Epifania
tutt’e ffeste vanno via
Risponne ‘a Cannelora :
No, ce stongo io ancora .
Per indicare cioè che l’estro, l’inventiva, la genialità del popolo napoletano saprà inventare tante altre feste da riempirne un intero anno.

Ma ci sono tanti proverbi, in tutte le regioni ed in lingua che inneggiano alla Candelora :
Se di Candelora il tempo è bello si avrà molto più vino che vinello !
Nel calendario popolare la festa dà occasioni a pronostici sull’inizio della primavera:
Per la santa Cannelora,
o che nevichi o che plora
dell’inverno siamo fuora .
Quando vien la Candelora
dell’inverno siamo fora;
ma se piove o tira il vento
de l’inverno semo dentro .

Altre credenze parlano addirittura di abitudini particolari degli animali: nelle zone dell’arco alpino e  in alcune regioni centro-meridionali viene chiamata “Giorno dell’orso”.

Orso

Orso

In questo particolare giorno, l’orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla sua tana

per vedere come e’ il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori: se il tempo è nuvoloso annuncia con tre salti l’arrivo della primavera, se viceversa il tempo è chiaro e soleggiato l’orso torna a dormire nella tana. In questi luoghi in tempi remoti  un montanaro/domatore andava in giro da un paese all’altro facendo ballare l’orso nelle piazze, celebrando il  ritorno della luce e della bella stagione, con la sconfitta delle forze

del buio e del freddo.
Negli Stati Uniti e nel Canada, invece dell’orso il 2 febbraio ricorre il Groundhog Day ovvero Il Giorno della Marmotta  è associata alla nostra Candelora (Candlemas Day)
La tradizione vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno terminerà presto;

Marmotta

se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l’inverno continuerà per altre sei settimane. cfr. wikipedia


Nella tradizione celtica Imbolc (o anche Oimelc,o Imbolic) è l’antica festa irlandese al culmine dell’inverno, che cadeva imbolc
tradizionalmente il 1º febbraio, nel punto mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera.

La celebrazione iniziava tuttavia al tramonto del giorno precedente, in quanto il calendario celtico faceva iniziare il giorno appunto dal tramonto del sole. Il termine Imbolc in irlandese significa “in grembo”, in riferimento alla gravidanza delle pecore, così come Oimelc sta per “latte ovino”, a indicare che in origine si trattava di una festa legata alle pecore da latte.
cfr. wikipedia


In Gran Bretagna nella notte di Candelora, molte persone usano mettere delle candele accese alle finestre di casa.
E c’è anche un proverbio che ne parla
“If Candlemas Day be fair and bright
Winter will have another fight
If Candlemas Day bring clouds and rain
Winter is gone and won’t come again”

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E cioe’ : se il giorno di Candelora sarà bello, tornerà di nuovo l’inverno, se invece è nuvoloso e piovoso, l’inverno è oramai finito.
Diverse le credenze che l’accompagnano ad esempio, se una candela gocciola da un lato, mentre si ci reca in chiesa avverrà una morte di un membro della famiglia durante

Bucaneve

l’anno.
Anche il portare un bucaneve in casa non è di buono auspicio, infatti è simbolo di una separazione o di morte.
Tutte le decorazioni natalizie dovrebbero essere lasciate fino al giorno della Candelora e poi tirate giù.

In Penisola Sorrentina c’e’ un proverbio, legato appunto alle variazioni climatiche:

“San Biase o sole pe case
San Catiello ‘o sole ‘o Castiello
Sant’Antonino ‘o sole pe marine”

Cattedrale di Sorrento - Tavola di Luca de Maxo del 1539, la Vergine Santa tra san Catello e sant'Antonino

Cattedrale di Sorrento – Tavola di Luca de Maxo del 1539, la Vergine Santa tra san Catello e sant’Antonino

Le ricorrenze di questi tre santi cadono a distanza di poco l’una dall’altra e San Catello e’ il patrono di Castellammare di Stabia mentre San’Antonino e’ il patrono di Sorrento, grandi festeggiamenti il 14 di febbraio, quando comincia la terra comincia a risvegliarsi dal torpore invernale.

Secondo la tradizione popolare il giorno della Candelora è l’ultimo giorno “utile” per smontare ‘o presebbio. Altra data in cui l’operazione veniva eseguita era il 17 gennaio.
Chi smontava in tale data, portava un pezzetto del sughero utilizzato per costruire “lo scoglio” (è così definito il paesaggio), a bruciare sul “fucarazzo” dedicato a S. Antonio.
Oggi queste antiche tradizioni sono quasi i del tutto perdute, ma rimangono nei racconti dei piu’ anziani e ne sono la memoria storica.
Per le informazioni riportate in questo articolo mi corre l’obbligo di ringraziare gli amici di Napoletanità in particolare zio Luciano Somma e le sue citazioni tratte da CAMPANIA NOBILISSIMA – Giuseppe Porcaro – Adriano Gallina Editore – Napoli – 1991, e google e wikipedia che sono veramente oer dirla in senso gastronomico, un calderone di informazioni.
E ora veniamo alle Tr
adizione gastronomiche della Candelora che ci portano  in Francia, la Candelora (Chandeleur) è conosciuta soprattutto per essere il giorno delle crêpes.

Animated Red ArrowLa Crepes della Candelora – 3

 

 

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