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E' inutile versare rum…

Month: febbraio 2013

Franz Sacher e la sua torta

Franz Sacher, (Vienna, 19 dicembre 1816Baden bei Wien, 11 marzo 1907) capostipite di una ricca famiglia di albergatori di origine ebraica e giovane panettiere di

Sacher torte

Sacher torte

corte, nel 1832 ad appena 16 anni quando era a servizio del principe Metternich come apprendista cuoco.
Il principe amava stupire i suoi ospiti con piatti sempre nuovi, e fu così che, in occasione di un pranzo molto importante,  gli chiese di inventare una torta nuova e fu il giovane Sacher, che in quel momento sostituiva l’abituale cuoco, ammalato, che ideò questa deliziosa torta utilizzando i

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Gugelhupf o Kugelhupf

gugelhupf

gugelhupf

Gugelhupf o Kugelhupf è un termine che viene usato in Germania, i Austria,SvizzeraTirolo ed Alsazia per indicare un tipo di torta.
Nella Repubblica Ceca questa preparazione la ritroviamo sotto il nome di bábovka, in Polonia babka, in Croazia, Slovenia, Bosnia-ErzegovinaSerbia è chiamato kuglof.
Questo dolce la forma di un toroide, come una ciambella.
Scavi a Budapest, a Carnuntum (antica città romana non lontana da Vienna), nelle valli del Reno e in Francia hanno portato alla luce i caratteristici stampi in bronzo a larghe scanalature con un foro nel mezzo che ancora oggi si utilizzano per la preparazione di questo dolce.

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Le ricette umorali di Isabella Pedicini

Isabella Pedicini, classe 1983 nasce a Benevento,  scrittrice e critica d’arte,  giornalista pubblicista, ha conseguito la  laurea in Storia dell’arte all’università La Sapienza di Roma,  dove attualmente vive, ed è storica dell’arte e giornalista pubblicista. Ha pubblicato anche il saggio dal titolo

Isabella Pedicini

Isabella Pedicini

Francesca Woodman. Gli anni romani tra pelle e pellicola” e ha un suo  blog: isabellaspa.blogspot.com.
La sua deliziosa pubblicazione, unisce il piacere della lettura all’amore del cibo e in cui i pensieri diventato tutt’uno con i piatti da preparare.

Protagonista del suo racconto, una studentessa che, a furia di cucinare per sè e per gli amici, riflettendo su questioni esistenziali mentre affetta le verdure, comincia ad inventarsi simpatici aforismi
Cibo e cuore, è questa la

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I Tortorelli di Ronciglione, il paese di Marco Mengoni

Ronciglione è un’antico borgo medievale in provincia di viterbo, nella tuscia, ad ovest del Lago di Vico, la cui vicinanza unitamente ai Cimini ne fa una località di soggiorno non solo estivo a notevole valenza ambientale.

Ronciglione

Ronciglione

Situata lungo un tratto della famosissima via Francigena, anticamente chiamata Via Francesca o Romea, e che conduceva, in epoca medievale, alle tre principali mete religiose cristiane: Santiago de Compostela, Roma e

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La Frittata di Scammaro di Ippolito Cavalcanti

“Scaura tre rotole de vermicielle, ma teniente, teniente, li scule e li buote dinto a no tiano co tre mesurielle d’uoglio zoffritto, co miezo quarto d’alice salate, e pepe, quanno l’aje mbrogliate e asciuttate, ne miette na mità dinto a la tiella e nge miette na mbottonatura d’aulive senza l’osso,de chiapparielle, d’alice salate a meza a meza, passe e pignuole, nge miette l’auta mmità de li vermicielle e nge farraje fa la scorza sott’e ncoppa, facennola friere co la nzogna o co l’uoglio. “Cucina Teorico pratica di Ippolito Cavalcanti

Ippolito Cavalcanti, ecco qui a voi una ricetta storica, del primissimo antesignano degli scrittori ed esperti di cucina, diciamo una sorta di Veronelli del suo tempo, e se  avesse avuto un suo Blog, ipotizzò che forse lo avrebbe intitolato come il suo famosissimo ricettario dedicato alla cucina Napoletana, e cioe’ “Cucina-teorico-Pratica” che vide la sua prima edizione nel 1837, un trattato importantissimo in quanto vi possiamo trovare numerose ricette dell’epoca, provenienti dalle diverse classi sociali.
Il Duca di Buonvicino ci regala la frittata di scammaro, (“scammarare” è il contrario di “cammarare” antico napoletano che significa “mangiar di grasso”) che si invento’ su richiesta di alcuni

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Torta di Sant’Antonino

Il 14 febbraio a Sorrento si festeggia Sant’Antonino Abate, patrono della città campana e per l’occasione si prepara questa torta di crema.
Negli altri paesi confinanti il dolce, prende il nome del Santo Protettore del luogo, perché si era soliti (in alcune famiglie lo si è ancora) confezionarlo in occasione della “sua” festa. E’ una torta molto semplice che utilizza una pasta frolla arricchita poi, di crema al cioccolato e amarene (sempre confezionate in casa).

La statua di sant'antonino nella piazza a Sorrento a lui dedicata

La statua di sant’antonino nella piazza a Sorrento a lui dedicata

Il culto di questo santo è cosi’ radicato  nelle famiglie di ogni ceto sociale tanto che ogni anno – il 14 febbraio – la ricorrenza diventa una vera e propria festa popolare.
Antonino Cacciottolo, noto come sant’Antonino abate o sant’Antonino di Sorrento, nacque con ogni probabilità a Campagna d’Eboli.

Lasciò ben presto il suo paese per recarsi a Cassino dove divenne monaco benedettino. In quel tempo l’Italia era devastata dalle invasioni barbariche.
Anche il monastero di Montecassino fu saccheggiato dai longobardi ed i monaci dovettero fuggire e si recarono a Roma presso il papa Pelagio IISant’Antonino, invece, vagò per la Campania finché non approdò a Stabia l’attuale Castellammare.

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…Dei Migliacci di Carnevale

Il Migliaccio, parola dai significati diversi secondo le regioni, ma dall’origine comune.
Deriva infatti dal miglio, la cui farina era un tempo usata per numerose preparazioni, e

Miglio

Miglio

forse rappresentò il principale grano di polenta, finchè non si diffuse quella del mais.
un tempo con questo nome veniva designata una torta o focaccia a base di miglio.

Attualmente esistono alcuni prodotti sul nostro territorio che portano questo nome che rievocano le loro umili origini ma la farina di miglio non è piu’ tra gli ingredienti, sostituita appunto da quella di mais ed è il caso del Migliaccio toscano che è una focaccia a base di

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Carnevale: tra tradizioni popolari e gastronomia

Tradizionalmente il carnevale è il periodo che precede la Quaresima ed è festeggiato in tutto il mondo con feste mascherate, sfilate di carri allegorici, danze.

Costume del Carnevale di Venezia - Foto Gianni Coppola

Costume del Carnevale di Venezia – Foto Gianni Coppola

La conclusione è il martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, e primo giorno di Quaresima. Le origini del nome sono con molta probabilità derivanti dal latino medievale carne levare, cioè “togliere la carne” dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica

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Berlingozzo o Berlingaccio

Il Berlingozzo è uno dei dolci di carnevale toscani, già celebrato da citato da poeti cinquecenteschi e da Lorenzo il Magnifico.

Lorenzo il magnifico

Lorenzo il magnifico

Molto simile ai brigidini, tipici soprattutto del pistoiese, sono però più ricchi di zucchero ed uova.
A Lamporecchio c’é una vera e propria tradizione tenuta viva da alcuni artigiani pasticceri che lo preparano proprio come una volta.
Talvolta si aggiungono i semi di anice ed una presa di sale.
Varie versioni di questo dolce:
L’impasto viene diviso in triangoli che successivamente vengono posti sulla placca del forno e fatto cuocere ad una temperatura moderata.
Vengono serviti con Vin Santo o con Marsala, con l’aggiunta di lievito e l’uso di altre essenze aromatiche (tranne l’anice): i dolci prendono allora il nome di

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Panzerotti alla marmellata della Val d’Aosta

Carnevale in Val d’Aosta

Ingredienti:
– 200 gr patate,
– 200 gr farina,
– 20 gr lievito,
– 1 uovo,
– 150 gr burro fuso,
– 60 gr zucchero,
– sale,
– latte tiepido.


Esecuzione
: Cuocete in acqua le patate con la buccia e pelatele ancora calde.
Passatele allo schiacciapatate. Unite la farina, il lievito di birra diluito con il latte tiepido, un uovo, il burro fuso, lo zucchero e un pizzico di sale.

Panzerotti con marmellata

Panzerotti con marmellata

Impastate il tutto, formate una palla, mettetela in una terrina, copritela con un tovagliolo.
Lasciate lievitare per un’ora in un luogo tiepido. Stendete con il mattarello e ricavatene dei quadretti.
Al centro di ognuno mettete mezzo cucchiaio di confettura di frutta e piegarteli a mezzaluna. Disponeteli

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Teste di turco – Testi di Tùrcu

Le Teste di Turco, Testi di Tùrcu, sono tipiche della sicilia e ritroviamo soprattutto nel comune di Castelbuono, in provincia di Palermo.
In molte altre località dell’isola con lo stesso nome vengono indicati dolci con ricette differenti. E’ un un dolce di origine araba che viene preparato per le feste di Carnevale.

Maria santissima delle milizie

Maria santissima delle milizie

Un dolce storico legato al ricordo della vittoria dell’esercito cristiano guidato da Ruggero d’Altavilla contro i turchi del 1091.
A Scicli, in provincia di Ragusa, vengono

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Schiacciata alla fiorentina

Di schiacciate ne esistono di vario tipo, e, tutte molto diverse tra di loro. Schiacciata o Stiacciata, dolce di antica tradizione, le cui origini si ritrovano nella zona del Chianti. In passato vi era l’usanza di preparare queste pagnotte dolci – alte e rigonfie – che a dispetto del nome erano molto più simili a panettoni che focacce, per offrirle

Schiacciata fiorentina

Schiacciata fiorentina

in dono, sopragttutto durante le feste pasquali.
L’impasto era aromatizzato, ieri come oggi, con sciroppo di menta o arancio, e semi di anice tenuti a bagno nel Vin Santo secco.
In alcune zone, la preparazione di queste bontà prevede una lunga lievitazione, e viene incisa una croce al centro prima di infornarle, in segno di buonagurio o devozione.

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Orruviolos (orrubiolos)

Orruviolos

Dolce di carnevale sardo, detti anche (Rossignoli o Rossini)

Un grazie all’amico Caralau di Lingua e Cultura Sarda che mia ha aiutato nella ricerca sulle informazioni e la storia di questo dolce sardo, non tra i più conosciuti, ma tipico del

mamuthones

mamuthones

carnevale.

Cominciamo con l’analizzare il nome:arrubioluarrubio’u (in Campidanese, cioè nel sud della Sardegna);
orrubiolu (nei dialetti centromeridionali e in Ogliastra);
orruviolos e rujolus (dialetti centro settentrionali)…In generale possiamo dire

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Madame Rouge: una cucina ruspante, tra ricette ed orgasmi in vasca da bagno

Devo rivendicare l’originalità dell’idea della vasca da bagno, prima di introdurre l’articolo su “Madame Rouge” (Lucianna De Falco) poiche’ io il mio servizio fotografico l’ho realizzato ben 2 anni fa, grazie ad una mia idea che la grande Carolina
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Le arance della Principessa Sissi

Questa ricetta non è mia, ma proviene dal ricettario di famiglia di Letizia Lavarini, trascritta da sua madre, un’amica del nostro gruppo di “Fondamentalisti Gastronomici”.

sissi
Perchè queste arance siano dedicate proprio a Sissi, la principessa austriaca, non ve lo so dire, tanto più che il dolce preferito dalla moglie di Francesco Giuseppe pare fosse il presnitz, ma la ricetta in questione comunque è antica e pare risalga al 1894,  e a quell’epoca la bella Sissi era passata a miglior vita, ma immaginare che ci sia qualcosa che la leghi alla sua leggendaria figura la rende sicuramente più interessante

 

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