Tra i tanti personaggi che ho intervistato, devo dire che Renato de Rosa, è quello che mi ha divertito di più, ma chi è Renato de Rosa?
Chiediamolo a lui:

Renato de rosa

Renato de rosa

“Vi risponderò con le parole di Carlo Lucarelli, o di qualcuno che gli somiglia molto.
Chi è Renato de Rosa? Vive a Carrara e fa il consulente di impresa. Ce ne sono tanti di consulenti di impresa a Carrara. Ma Renato de Rosa non è uno come gli altri. Lui inventa giochi e scrive. E’ un umorista giocherellone Renato de Rosa. Ma sarà vero?
Ha pubblicato un libro De Rosa nel 2006, dal titolo Il più grande calciatore del mondo. Ed ha vinto un premio del CONI. Strano vero? Il CONI che dà un premio a un umorista di Carrara. Cosa ne penserebbe Sigismonda Corbelli?
E soprattutto chi è Sigismonda Corbelli? Non lo sappiamo e non ci interessa. Non siamo qui per parlare di Sigismonda Corbelli ma di Renato de Rosa.
Ha scritto un  altro libro Renato de Rosa, un libro appena pubblicato dalla Mursia. Si chiama
La variante del pollo (come fare bella figura senza aver mai letto un libro). Strano, vero? Cosa c’entrano i polli con i libri? E perché Renato de Rosa ha la barba? Cosa nasconde Renato de Rosa sotto quella barba?. Una brutta faccenda, davvero una brutta faccenda, un umorista, un libro e un pollo a Carrara. Ma sarà vero?

Renato de Rosa, già noto alle cronache per la seguitissima rubrica “Di testa tua” che conduceva in tv, per scrivere il suo ultimo libro ha interpellato scrittori morti ed ha dato voce ad altri che manco sanno della sua esistenza.
Emulando il più famoso Raymond Quineau ed i suoi esercizi di stile, Renato ci regala un

La variante del pollo

La variante del pollo

divertente parodia di imitazione letteraria che prende a prestito lo stile di trentadue scrittori tra i più conosciuti della nostra letteratura.Il tutto partendo da una domanda surreale alquanto subdola ed infida nella sua assurdità ovvero perchè il pollo ha attraversato la strada, domanda di partenza da cui De Rosa da vita ad un esercizio di scrittura mimetica che finisce per fornire al lettore tutto quello che c’è da sapere sullo stile degli illustri scrittori.Ecco ad esempio, Camilleri alle prese con il nostro pollo:
Verso il primo doppopranzo del 20 giugno del 2003, mentre stava a becchettari per lu curtile, il pollo Turi mirò la strata e capì che lu mumentu era arrivato. La gnà Gesuina Palillo, una delle chiocce, matre di quattordici polcini, ci aveva spiecato quello che c’era da fari per l’attraversamento.

Renato de Rosa
La variante del pollo (come fare bella figura senza aver mai letto un libro)
Mursia, 2012
ISBN 978-88-425-5767-9
pp. 132, euro 12
Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Renato de Rosa: – Chi mangia bene scrive bene? Non necessariamente, ma per chi, come me, scrive cose umoristiche è fondamentale essere sereni e, appunto, di buonumore. La buona cucina concilia il buonumore, quindi direi che ci siamo…
Angie: –  Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Renato de Rosa: – Il mio nuovo libro si intitola “La variante del pollo” quindi…Poi in verità ho un libro nel cassetto, che spero prima o poi trovi la via delle stampe, nel quale la cucina della mia terra, l’Apuania, è un elemento centrale. Per quelli che durante l’ora di geografia giocavano a battaglia navale forse è bene precisare che l’Apuania è la zona di Massa e Carrara, nell’estremo nord della Toscana, al confine con la Liguria.
Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Renato de Rosa: – Per me significa mangiare semplice, secondo la tradizione italiana con preferenza per quella toscana. Vedi, sono nato a Castellina in Chianti ed ho sempre pensato che per la mia ultima cena vorrei del pane sciocco (senza sale) con salumi toscani: prosciutto salato, salsicce, rigatino, buristo, finocchiona (è un salume, non

Pane sciocco e finocchiona

Pane sciocco e finocchiona – Tutti i diritti riservati a occhipiuverdi

un’offesa) e un bicchiere di chianti. Si sa che la toscana è sempre stata culla di civiltà nell’arte e nella scienza: una delle più grandi scoperte di noi toscani è che il pane deve essere sciocco e il prosciutto salato e non viceversa. Gli altri popoli ancora non ci sono arrivati e chissà mai se ci arriveranno!

Angie: – Le tue esperienze artistiche e lavorative?
Renato de Rosa: – Consulente di impresa, autore di giochi, scrittore umorista, esperto e docente di creatività. Come vedi il lavoro si mescola con l’arte: impala l’arte e mettila in disparte.

Angie: –  Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Renato de Rosa: – A Carrara da Vittorino, perché cucina magistralmente i piatti della tradizione carrarina. Imperdibili i cappelletti in brodo e la frittura di pollo, coniglio e verdure. La sua zuppa inglese poi è l’ottava meraviglia del mondo.

La cena migliore della mia vita fu una sera a Scansano, alla Spianatoia. Una esperienza entusiasmante: sapori che avevo dimenticato. Alla fine andai a fare i complimenti all’oste che, in buon toscano mi rispose: “I complimenti un vanno fatti a me, ma alla mi’ moglie. E lo sa perché cucina così bene? Perché un è ‘na cuoca, ma ‘na donna di podere”

Angie: – Ti piace invitare amici a cena o a pranzo, o sei più spesso invitato??
Renato de Rosa: – Non abbiamo spesso ospiti. Mia moglie ha impegni sia di lavoro che di famiglia ed è una perfezionista. Quindi… cerco di evitarle stress. Meglio vedersi al ristorante.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Renato de Rosa: – Da sei mesi per problemini di salute devo evitare cibi grassi ed è una sofferenza…

Angie: – Meglio carne o pesce?
Renato de Rosa: – Meglio entrambi. Però il pesce bollito non mi attira. preferisco crostacei e intingoli.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Renato de Rosa: – Chi, come me fa satira, è duro all’esterno e morbido dentro… scegli tu il dolce, basta che ci sia il cioccolato.
Be’ a questo punto dire, un tortino al cioccolato dal cuore morbido.

Tortino al cioccolato

Tortino al cioccolato

Angie: – Vino, ed in quale ti identifichi caratterialmente??
Renato de Rosa: – Un pignoletto? Che, al di là del nome, è frizzante ed ha personalità.

Angie: – Il tuo punto debole
Renato de Rosa: – Uno solo: la modestia eccessiva. Per il resto sono perfetto.

Angie: –  Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Renato de Rosa: – La lampadina.

Angie: –  L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Renato de Rosa: – Non posso cucinare. Mia moglie ha stabilito che la cucina è territorio suo e me ne ha interdetto l’accesso.

Angie: –  E quello che ti piace mangiare?
Renato de Rosa: – Tutto, tranne la pasta scotta. da ragazzino avevo una zia che ci invitata spesso la domenica, ricordo con angoscia come cuoceva gli spaghetti: spezzati a tocchettini, scotti e tutti appattonati… che incubi!

Angie: –  Come ti definiresti a tavola?
Renato de Rosa: – Un commensale.

Angie: –  La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Renato de Rosa: – The deteinato e biscotti. Niente latte né caffè.

cioccolato

cioccolato

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Renato de Rosa: – Cioccolato. Quello che non mi piace? Oltre alla pasta scotta, già nominata, non riesco a mangiare spinaci, bietole e affini.

Angie: –  La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Renato de Rosa: – Il rosmarino.

Angie: –  Limone o aceto?
Renato de Rosa: – Senza dubbio alcuno limone.

Angie: –  Non puoi vivere senza…
Renato de Rosa: – Cioccolato.

Angie: –  Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Renato de Rosa: – Certo che esiste. La cosa migliore per sedurre una donna è saper scegliere i ristoranti giusti.

Angie: – Hai mai conquistato qualcuno cucinando??
Renato de Rosa: – Mai avuto l’occasione.

Angie: – Hai mai utilizzato l’ambiente cucina per scrivere?
Renato de Rosa: – No: troppo traffico!

Angie: – La verve letteraria, lo stimolo per incominciare a raccontare, avviene a pancia piena o a digiuno?
Renato de Rosa: – A digiuno. A pancia piena si chiacchiera e si pennichella. Mai scrivere a pancia piena!

Angie: –  Preferisci di più il dolce o il salato quando sei preso dal tuo lavoro?
Renato de Rosa: – Va bene tutto.

Angie: – Hai  qualche episodio legato al cibo da raccontare? O una cosa carina e particolare che ti è successa?
Renato de Rosa: – Grecia, qualche anno fa. Dopo avere trascorso un paio di giorni al Villaggio Turistico, tra spiagge, animatori, piscine, geometri bergamaschi e ristoranti self service, ti viene voglia di cenare in un posto diverso.
Hai trascinato la famiglia in un periglioso viaggio in traghetto per assaporare l’aria della Grecia, per conoscerne cultura e genti e poi restate chiusi nel Villaggio dove è possibile familiarizzare solo con pensionati bresciani e ragionieri genovesi? Non va, proprio non va!
Così ricordi che arrivando hai notato lungo la strada la Taverna di Zorbas, un nome che è tutto un programma. Ti esibisci quindi in una lunga e commovente arringa per convincere moglie e figlio a sperimentare l’alternativa. Loro dubbiosi erano e dubbiosi restano: li spaventa un po’ l’idea di abbandonare le certezze della cucina internazionale e di diventare prede di astuti briganti levantini, ma alla fine, spronati da lusinghe e minacce, decidono di

Grecia

darti retta. Così li carichi in macchina ed arrivi al locale.
Sono le venti e trenta, l’ora in cui i ristoranti italiani sono già affollati, ma con stupore e preoccupazione il locale è deserto: non vedete né clienti, né personale.
Donna Catia ti sibila nell’orecchio: “Te l’avevo detto. Torniamo indietro”, ma prima che riusciate a mettere in atto il proposito ecco apparire trafelato il cameriere. E’ un giovanotto gentile, sui trent’anni che vi corre incontro e vi saluta. La sua premura non fa altro che aumentare la vostra preoccupazione. Saremo gli unici clienti della serata, e pensi con pessimismo alla qualità del cibo ed ai prezzi…
Il giovane vi fa accomodare ad un tavolino sotto un pergolato e corre ad accendere un impianto stereo che diffonde musiche tradizionali greche attraverso una cassa acustica piazzata proprio sopra la vostra testa. Le perplessità aumentano e anche le occhiatacce di Donna Catia.
Ma ormai ci siete e non potete più tirarvi indietro, anche se, a rischio di ferire l’orgoglio nazionale ellenico, vi spostate in un tavolino distante dalla micidiale cassa. Il cameriere vi porta il menù e in un inglese migliore del tuo (non che ci voglia molto) vi illustra le pietanze.
Avevate programmato una cena di pesce, ma appurato che l’unica pietanza di mare è a base di calamari surgelati, scegliete fatalisticamente alcune portate, senza porre troppe domande.
Mentre aspettate comincia ad arrivare gente. Nessun turista, solo gente del posto, allegra e sorridente. Tutti si conoscono e si salutano cordialmente: un atteggiamento davvero inconsueto per voi che vivete a Carrara, capitale mondiale del marmo e della rudezza!
Arrivano le portate, iniziando dalla immancabile insalata greca, con feta, cetrioli, pomodori

Insalata Greca

Insalata Greca

ed olive. Ottima, in verità.
Il servizio è lento, un po’ perché i greci non sono ancora contaminati dalla frenesia dei tempi moderni ed un po’ perché il cameriere adotta una strana procedura: ha un posto riservato ad una tavolata e, dopo avere servito qualcuno, si ferma e mangia qualcosa. Mangia ma soprattutto beve.
Infatti il suo arrivo è l’occasione per un brindisi collettivo, si alzano tutti in piedi, qualcuno lancia una dedica ispirata e tracannano felici bicchieroni di vino tutto d’un fiato.
Dopo ogni brindisi il cameriere riparte, sempre più traballante, e continua a servirvi pietanze squisite: un arrosto di pollo farcito con verdure e formaggi, pomodori ripieni alla paprika e carne alla griglia.
Una gioia per il palato.

Ad un tratto, improvvisamente, l’evento della serata. Con lo stesso carisma con cui John Wayne entrava nel saloon, fa il suo ingresso Zorbas, il proprietario del locale. Il suo arrivo è annunciato da una nuvola di profumo che oscura le vostre papille gustative. Zorbas somiglia ad Antony Queen: è anziano, ha nobili capelli bianchi, indossa una camicia bianca ricamata – elegantissima in base al gusto ellenico – e stringe nella mano sinistra un

Anthony Queen in Zorba il greco

Anthony Queen in Zorba il greco

enorme boccale di birra.

Il suo ingresso è trionfale, passa di tavolo in tavolo salutando e facendo gli onori di casa e poi, in un atmosfera di grandiosità rituale, si guarda intorno per scegliere a chi spetterà l’ambito onore: il tavolo al quale siederà.

I favoriti questa sera sono una coppia di anziani e corpulenti coniugi. Si sistema al loro fianco e assieme a loro ingollerà una serie interminabile di birre.

Con l’arrivo del principale il cameriere è diventato efficientissimo ed ha sospeso le proprie soste eno-gastronomiche. Le riprenderà gradualmente, man mano che l’occhio di Zorbas, appannato dall’alcool, perderà lucidità.

Yogurt greco e miele

Yogurt greco e miele

Il vostro pranzo termina con squisito yogurt e miele, caffé greco ed un bicchiere di ottima Tentura.

Il cameriere sorridendo e barcollando reca il conto: 31,50 euro, tutto compreso, cioè la quinta parte di quanto avresti speso al Villaggio Turistico, mangiando gamberetti di plastica gomito a gomito con idraulici bergamaschi.

Ciao Zorbas, e grazie di esistere: stai pure tranquillo, diffonderemo il tuo nome attraverso la carta stampata ed i misteriosi canali della rete. Così anche tu entrerai a far parte del grande mondo globalizzato e potrai iniziare a servire hamburger e patatine surgelate a frotte di turisti estasiati.

Angie: – Vai spesso a pranzo/cena fuori, se si’ che tipo di locale prediligi?
Renato de Rosa: – Non troppo spesso. Se possibile scelgo trattorie tipiche.

Angie: –  L’ultimo libro che hai letto?
Renato de Rosa: – “Eleuterio e sempre tua” di Maurizio Jurgens.

Angie: –  Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Renato de Rosa: – Sempre e solo Lucio Battisti. Però detesto la consuetudine della musica al ristornante. E’ una delle cose più barbare ed incivili che esistano.

Angie: –  Hobby?
Renato de Rosa: – Una volta gli scacchi, oggi il bridge.

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Renato de Rosa: – Priapo. No, scherzo. Facciamo Sileno, tanto non lo conosce quasi nessuno!

Peter Paul Rubens - The Drunken Silenus

Peter Paul Rubens – The Drunken Silenus

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Renato de Rosa: – Avere un biliardo in casa.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Renato de Rosa: – “Come sei intelligente!” Ma guarda che non è affatto un complimento.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Renato de Rosa: – Credo che mia moglie potrebbe avere qualcosa da eccepire.

Angie: –  Un piatto della tua infanzia
Renato de Rosa: – Pane, zucchero e limone.

Angie: –  C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare?
Renato de Rosa: – L’impepata di cozze. Purtroppo il pepe mi scatena reazioni allergiche

Impepata  di cozze

Impepata di cozze

e quindi devo astenermi.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Renato de Rosa: – Sì. Ed è un bene.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Renato de Rosa: – Ovviamente la pizza.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Renato de Rosa: – Quella greca.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Renato de Rosa: – Questo è il periodo della promozione de LA VARIANTE DEL POLLO. Poi… andrò dove mi porta il pollo.

Angie: –  Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Renato de Rosa: – Saporito, pepato, profondamente superficiale.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Renato de Rosa: – Berlusconi è un Big Mac, Di Pietro uno sfilatone col salame e pecorino, Monti una michetta con foglia di lattuga.

Angie: –  La cucina ti ha mai tradito?
Renato de Rosa: – La cucina no, talvolta la camera da letto.

Angie: –  Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Renato de Rosa: – Me la godo con semplicità.

pane sciocco e prosciutto

pane sciocco e prosciutto

Angie: – in conclusione, una tua ricetta per i miei lettori
Renato de Rosa: – Pane sciocco e prosciutto salato.

Angie: –  classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Renato de Rosa: – “Perché il pollo ha attraversato la strada?”
“Pollo è chi il pollo fa.”

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 2 votes)