Romana Petri romana, classe 1965 è una scrittrice e traduttrice italiana.
Figlia del cantante e attore Mario Petri, vive tra Roma e Lisbona. Insieme al marito Diogo Madre Deus dirige la casa editrice Cavallo di Ferro.

Romana Petri

Romana Petri

Autrice di radiodrammi e collaboratrice di importanti quotidiani nazionali, la Petri è vincitrice di vari premi letterari: Premio
MondelloPremio Rapallo CarigePremio PalmiPremio Grinzane Cavour nel 2001 con La donna delle Azzorre e finalista al Premio Strega nel ’98.

Critica letteraria, traduttrice dal francese, dallo spagnolo, dal portoghese ha pubblicato diversi contributi per le testate Leggere, Nuovi Argomenti e l’Unità; collabora oggi con Il Messaggero e La Stampa. I suoi libri sono tradotti e pubblicati in Germania, Stati Uniti, Olanda, Inghilterra, Francia e Portogallo.
Diversi anni fa, a Lisbona, nasceva la casa editrice Cavalo de Ferro, specializzata in letteratura straniera di nicchia, ad opera di Diogo Madre Deus. Nel novembre 2004 nasce a Roma l’omonima casa editrice Cavallo di Ferro, diretta da Diogo Madre Deus e da Romana Petri, volta a diffondere la letteratura lusofona nel nostro Paese.

Premio Strega

Premio Strega

Nella primavera successiva escono i primi volumi e nel maggio 2005 Cavallo di Ferro è presente al Salone del Libro di Torino.
Con Figli dello stesso padre edito da Longanesi, Romana è nella rosa dei finalisti del Premio Strega 2013
Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio.
Figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, sono diversissimi, accomunati unicamente dall’amore insoddisfatto per il padre Giovanni, una figura possente, passionale ed egocentrica, che ha abbandonato la madre di Germano perché la sua nuova donna aspettava un figlio, Emilio, per poi abbandonare poco dopo anche lei come tutte le altre donne della sua vita.

Romana Petri - Figli dello Stessp padre

Romana Petri – Figli dello Stessp padre

Germano, pur essendo sempre stato il preferito del padre, non ha mai perdonato al fratello piccolo di essere la causa del divorzio dei genitori. Emilio, cresciuto sapendo di essere il figlio non voluto, ha sempre cercato, invano, l’affetto del padre e del fratello.
Nei pochi giorni che trascorreranno insieme, le antiche rabbie e il richiamo del sangue riemergeranno furiosi.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Romana: – Io mangio pochissimo. Secondo me la buona alimentazione è prima di tutto poca alimentazione. Ma sto molto attenta ala qualità di ciò che mangio.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?

Cucina Portoghese

Cucina Portoghese

Romana: – Faccio la scrittrice e i miei personaggi li faccio anche mangiare. Ho parlato sia di cucina italiana che di cucina portoghese, la mia seconda patria.

Angie: – significa per te mangiar bene
Romana: – Significa mangiare poco e mai schifezze. Dei cibi guardo soprattutto la provenienza.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Romana: – Scrittrice, traduttrice, editrice, critico letterario. Un tempo sono stata anche insegnante di lingua e letteratura francese.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Romana: – Quando sono a Roma mangio preferibilmente in casa. A Lisbona, invece, vado spesso a mangiare fuori. Il mio posto preferito è Setubal, a una mezz’ora di macchina. Il ristorante può essere uno qualsiasi, sono tutti eccellenti. Si mangia il miglior pesce del mondo.

Angie: – Ti piace invitare amici a cena o a pranzo, o sei più spesso invitato??
Romana: – Io non cucino molto e poi ho una casa piena di libri. Non saprei dove mettere le persone. Ma non sono propensa nemmeno a far faticare gli altri. Con gli amici vado più spesso fuori.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Romana: – Sempre. Mangio poco per naturale predisposizione.

Angie
: – Meglio carne o pesce?
Romana: – Direi pesce, ma poi no. Il pesce dopo un po’ stanca, non si può mangiare troppo spesso. E allora dico carne, ma anche qui, quella portoghese, che è tutta un’altra storia.

Pastel de nata

Pastel de nata

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Romana: – Un pastel de nata (pastel de Belém).

Angie: – Se fossi un ingrediente?
Romana: – Olio extravergine di oliva

Angie: – Vino, ed in quale ti identifichi caratterialmente??
Romana: – Vino rosso, preferibilmente alentejano. Altrimenti piemontese. Un debole per il prosecco.

... Vino rosso, preferibilmente alentejano...

… Vino rosso, preferibilmente alentejano…

Angie: – Il tuo punto debole
Romana: – Il prosciutto crudo.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Romana: – Yogurt bianco intero. Caffè.

Angie: – L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Romana: – Mi piace cucinare solo quando sono veramente molto stanca di testa. E mi esibisco nella cucina brasiliana o portoghese.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Romana: – Mangio di tutto e tutto mi sembra buono perché sono molto curiosa. All’estero mangio sempre un po’ di più proprio grazie alla curiosità.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Romana: – Parca.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai

...Bevo il lassi ayurvedico

…Bevo il lassi ayurvedico

Romana: – Io faccio la mia colazione ideale. Bevo il lassi ayurvedico (bevanda allo yogurt, è di origine indiana, ed è una fresca bibita ottima in molte occasioni preparate mescolando yogurt, latte, sale, limone e cumino e aggiungendo poi dei cubetti di ghiaccio, il lassi va servito molto freddo), poi mi preparo un caffè che allungo con l’acqua e ci mangio una fetta di pane con la marmellata di arance.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Romana: – L’ho detto, non resisto al prosciutto crudo. E detesto la maionese.

Angie: – Che ne pensi dei prodotti surgelati, che dimezzano il tempo in cucina?
Romana: – Mi fanno orrore. Meglio un panino (al prosciutto).

Basilico

Basilico

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Romana: – Il basilico, mi fa venire fame anche se sono sazia. Ma anche il prezzemolo, l’aglio, l’alloro, il rosmarino…

Angie: – Limone o aceto?
Romana: – Limone. Aceto mai.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Romana: – Un buon caffè al mattino e un bicchiere di vino la sera. E poi gli occhiali da vista. Senza, proprio no.

Angie: – Dici parolacce??
Romana: – Solo quando mi va di scherzare.

Angie: – La parola che dici piu’ spesso?
Romana: – Eroico.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Romana: – Non ne sono molto convinta. La sensualità, per esprimersi al meglio, ha bisogno della pancia vuota. Mai incontrato un uomo che sapesse cucinare.

Angie: – Una “fantasia erotico gastronomica”?
Romana: – Nessuna.

Angie: – Hai mai conquistato qualcuno cucinando??
Romana: – Direi di no.

Angie: – Hai mai utilizzato l’ambiente cucina per scrivere e lavorare?
Romana: – Sì, spesso. Altrimenti mi si brucia tutto. E così mi porto il computer in cucina.

Angie: – La verve letteraria, lo stimolo per incominciare a raccontare, avviene a pancia piena o a digiuno?)

Romana: – A digiuno. Assolutamente a digiuno. Al massimo un caffè e un paio di biscotti.
Angie: – Preferisci di più il dolce o il salato quando sei preso dal tuo lavoro?

... olive e un calice di prosecco.

… olive e un calice di prosecco.

Romana: – Direi il salato. Se è pomeriggio inoltrato olive e un calice di prosecco.

Angie: – Hai qualche episodio legato al cibo da raccontare? O una cosa carina e particolare che ti è successa?
Romana: – Il volto di mio marito, che è portoghese, quando gli ho fatto per la prima volta gli spaghetti al nero di seppia. Ha detto che non aveva mai visto nulla di più estetico.

Angie: – Vai spesso a pranzo/cena fuori, se si’ che tipo di locale prediligi?
Romana: – La cosa più importante è che non ci sia la televisione.

Angie: – Che fai dopo cena?
Romana: – O scrivo o leggo. Qualche volta vedo un film in dvd.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Romana: – I filosofi sovrumani di Giorgio Colli

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Romana: – Veramente la musica sazia di suo. A me piace ascoltarla senza fare altro. Comunque se dovessi sceglierne una in grado di far venire appetito, Rossini, senza alcun dubbio.

Angie: – Hobby?
Romana: – Gli animali. Parlarci.

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Romana: – Achille dall’anima bruna pure se biondo. Il perfetto apollineo anche nella furia.

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Romana: – Stare tranquilla.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Romana: – Che sono divertente.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Romana: – Potendo eviterei. Non gli darei molta soddisfazione. L’ho detto, mangio poco e preferisco cose non elaborate, con poco condimento. Mi odierebbe.

Angie: – Un piatto della tua infanzia

Tagliatelle “co’ le regaje de pollo”

Tagliatelle “co’ le regaje de pollo”

Romana: – Le tagliatelle della mia nonna umbra. Le tagliatelle, come diceva lei, “co’ le regaje de pollo”.

Angie: – C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare?
Romana: – Come ho detto sono molto curiosa. Per assaggiare non mi sono mai tirata indietro.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Romana: – Per me no.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?

Pizza Margherita

Pizza Margherita

Romana: – Personalmente la pizza Margherita con il basilico.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Romana: – Le cucine che preferisco sono due: quella portoghese e quella del nord Africa. Non sono una fissata della cucina italiana. Ho viaggiato tanto e mangiato benissimo in molti paesi.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Romana: – Io scrivo sempre. E poi leggo tanto, prendo ancora appunti come quando studiavo. In realtà non ho mai smesso. Quando leggo, riempio quaderni di appunti.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Romana: – Più occhi che stomaco.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi, Renzi, Mario Monti, Vendola, Bersani, Beppe Grillo?
Romana: – Berlusconi mi sembra un osso buco. Renzi un insalata greca. Monti no, lui non lo vedo davanti a un piatto, lui spilluzzica. Vendola un filetto al pepe verde. Bersani tortelli burro e salvia. Grillo… c’è un piatto che urla?

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Romana: – Non l’ho mai sposata.

Angie: – Prova a descrivere il tuo romanzo – o parti di esso – con metafore culinarie, tipo “nutrimento dell’anima”.

Romana: – Beh, nel mio ultimo romanzo, “Figli dello stesso padre”, c’è un certo Germano che si abboffa in continuazione, si riempie la pancia con tutto quel che capita perché è un uomo furibondo e molto triste. L’anima gli duole e lui cerca di metterla a tacere così.

Angie: – Se tu dovessi scegliere uno scaffale di supermercato (o altro negozio simile), dove immagineresti collocato il tuo libro? E perché?
Romana: – Tra i prodotti di igiene per la casa. Ho sempre paura che i libri si sporchino

Angie: – Stai pensando alla trama da mettere su carta, sei preso dal vortice dell’ispirazione: dove ti percepisci? (es. in un agrumeto, in un campo di pomodori, in una distesa di mais, in un vigneto ecc.)

 ...Davanti al mare, con un vigneto alle spalle

…Davanti al mare, con un vigneto alle spalle

Romana: – Davanti al mare, con un vigneto alle spalle.

Angie: – “Panem et circenses”. Sostituisci ai giochi da circo i libri. Cosa ti evoca a livello sensitivo e immaginifico?
Romana: – I libri sono grandi avventure. Non è detto che se ne esca sempre salvando la pelle. Certe volte, il bello è proprio lasciarcela. In senso lato, ovvio.

Angie: – quale attore sceglieresti per ricoprire il ruolo del protagonista del tuo libro? E di qualcuno dei “secondari”?
Romana: – In genere io scelgo sempre Charles Bronson. Per variare, Alain Delon.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Romana: – Meglio un errore che un rimpianto

Angie: – in conclusione, una tua ricetta per i miei lettori

carne de porco à alentejana

carne de porco à alentejana

Romana: – Spezzatino di maiale con patatine fritte a tocchetti da ripassare poi nel sugo dello spezzatino e… vongole. Si chiama “carne de porco à alentejana”. Ma bisogna metterci il coriandolo fresco, altrimenti non vale. La prima volta che ho provato questo piatto sono andata letteralmente in estasi. Me l’aveva consigliato Antonio Tabucchi.

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Romana: – Signora Petri, lei come si definirebbe? Fosforica. Decisamente fosforica. Grazie.

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