Marco Marsullo, definito un “giovane napoletano, con grande senso dell’umorismo” definizione di Gianni Mura su “la Repubblica” che ha parlato del suo libro scritto con un

Marco Marsullo

Marco Marsullo

linguaggio fresco, picaresco e puntuto
La sua scrittura non è semplicemente leggera o ironica: è umorismo vero, allo stato puro, Atletico Minaccia Football Club è il suo primo romanzo edito dalla Einaudi.La testimonianza viene dal web e da chi ha avuto la fortuna di capitare sulle sue pagine, Marco nasce a Napoli nel 1985, l’unica biografia autorizzata e reale è qui. Scrive sulla Gazzetta dello Sport e sulle pagine (culturali e sportive) del Corriere del Mezzogiorno.
Per saperne un pò di più sul suo rapporto con la buona tavola, vi invito a leggere l’intervista che segue, e, scoprirete che il nostro amico è sicuramente un “godereccio”, che ama profondamente la cassata siciliana a cui si paragona. Opinionista alla ben nota trasmissione televisiva “Quelli che il calcio”, mi piace introdurre il suo libro con le parole che l’amico Davide Morganti, da me già intervistato, ha scritto su di lui per “Il Mattino” :
Vi dico subito che il libro si legge con la spinta di un mediano, si va avanti senza fatica, ci si appassiona con la foga di un esterno alto, si soffre con i calciatori del romanzo come se in campo o in panchina ci fossimo anche noi. Pronti a sorridere della loro incapacità e follia. Marsullo si è divertito a scriverlo, lo si comprende dal piacere che si prova nel leggerlo: ha un ritmo forsennato, leggero, continuo. […] Marsullo, e ne siamo lieti, indossa un’allegria che ravviva le parole e ci regala un romanzo di cui si parlerà come se fosse un amico. Davide Morganti, il Mattino

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Marco: – Una buona alimentazione conta per la vita, e io scrivo solo se sono felice, e dunque se mangio bene. Quindi, conta anche per la qualità della scrittura. Solo che io tendo a mangiare un po’ male, dovrei migliorare.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Marco: – In realtà no, ma prima o poi un romanzo con protagonista uno chef televisivo lo scriverò.marcodue

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Marco: – Stare bene con lo spirito. Quando mangi bene stai bene anche con la testa, oltre che con lo stomaco.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Marco: – Ho lasciato l’università a 24 anni dopo aver firmato con Einaudi. Oltre a scrivere romanzi, collaboro con il Corriere del Mezzogiorno e la Gazzetta dello Sport. Tutte legate alla scrittura, quindi.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Marco: – Sì. Si chiama La Spelunca, è a Santa Maria Capua Vetere. Sede dei “rilanci di immagine” miei e di un mio carissimo amico, Paolo Piccirillo (anche lui autore, ve lo consiglio).

Angie: – Ti piace invitare amici a cena o a pranzo, o sei più spesso invitato??
Marco: – Più spesso invitato, a dire il vero. Ma quasi mai cuciniamo a casa, siamo maschi single, affamati e sostanzialmente incapaci. Ma a volte ce la caviamo anche noi, ci impegniamo.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Marco: – No. Non credo alle diete, credo al limitarsi con serenità senza particolari costrizioni.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Marco: – Carne. Sempre carne.

Cassata siciliana

Cassata siciliana

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Marco: – Cassata siciliana, la mia preferita!

Angie: – Se fossi un ingrediente?
Marco: – Bella domanda. Diciamo la ricotta, così facciamo felice la cassata, e poi mi rappresenta bene il detto “fare la ricotta”. Ecco, io faccio la ricotta.

Angie: – Vino, ed in quale ti identifichi caratterialmente??
Marco: – Rosso, Montepulciano. Corposo.

Angie: – Il tuo punto debole
Marco: – Ho due calcoli alla colecisti. A volte fanno male.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Marco: – Nel frigo il latte, nella dispensa roba da inzuppare nel latte. Latte freddo di notte è il mio rituale.

Angie: – L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Marco: – Cucino poco, per lo più per me stesso, e in assetto da sopravvivenza. Ma improvviso con ciò che trovo in frigo. Celebri le mie paste al sugo con prosciutto crudo eccetera eccetera… (gli eccetera servono a stendere un velo pietoso sull’argomento).

Spaghetti alle vongole

Spaghetti alle vongole

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Marco: – La carne, la pasta. Spaghetti con le vongole, dio…

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Marco: – Uno che mangia finché ha cibo davanti, è raro che lasci qualcosa.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Marco: – Non faccio quasi mai colazione, ma quando la faccio: cereali e latte (freddo, siempre)

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Marco: – Goloso di dolci, ma con moderazione. E, udite udite: non mi piace la Nutella! Lo so, ma mi nausea al primo cucchiaino. Eresia.

Angie: – Che ne pensi dei prodotti surgelati, che dimezzano il tempo in cucina?
Marco: – Sono utili per chi lavora tanto e non ha tempo di mettersi in cucina a lavorare. E anche per qualcuno che proprio è negato. Ma di norma sarebbe meglio evitarli.

Frutti di Mare

Frutti di Mare

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Marco: – Odore dei frutti di mare, senza dubbio.

Angie: – Limone o aceto?
Marco: – Limone tutta la vita.

Angie: – Non puoi vivere senza…

cucina giapponese

Sushi

Marco: – Sushi. Lo amo.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Marco: – Secondo me fare una cena in casa, pur non essendo bravissimi, ma impegnandosi, con un tocco di originalità e tanta buona volontà, è molto utile per conquistare una donna. Io ci ho provato: e ha funzionato.

Angie: – Una “fantasia erotico gastronomica”?
Marco: – Mangiare il sushi sulla pancia di una donna. Dovrei farlo prima o poi.

Angie: – Hai mai conquistato qualcuno cucinando??
Marco: – No, ma non escludo di farlo prima o poi…

Angie: – Hai mai utilizzato l’ambiente cucina per scrivere e lavorare?
Marco: – No, mai, scrivo in camera mia, sulla mia scrivania.

Angie: – La verve letteraria, lo stimolo per incominciare a raccontare, avviene a pancia piena o a digiuno?)
Marco: – Mah, direi pancia piena, di solito. Si ragiona meglio, senza dubbio!

Angie: – Preferisci di più il dolce o il salato quando sei preso dal tuo lavoro?
Marco: – Dipende dai momenti, ma di norma quasi sempre più il salato.

Angie: – Hai qualche episodio legato al cibo da raccontare? O una cosa carina e particolare che ti è successa?

Da piccolissimo, avrò avuto tre o quattro anni, ho rubato in una pasticceria un tubetto di cioccolatini Droste. E fui molto fiero del mio furto. Mia madre un po’ meno…

Da piccolissimo, avrò avuto tre o quattro anni, ho rubato in una pasticceria un tubetto di cioccolatini Droste. E fui molto fiero del mio furto. Mia madre un po’ meno…

Marco: – Da piccolissimo, avrò avuto tre o quattro anni, ho rubato in una pasticceria un tubetto di cioccolatini Droste. E fui molto fiero del mio furto. Mia madre un po’ meno…

Angie: – Vai spesso a pranzo/cena fuori, se si’ che tipo di locale prediligi?
Marco: – Una pizza, un panino, è raro che mangi fuori a cena più di questo.

Angie: – Che fai dopo cena?
Marco: – Birra con amici, di solito, se esco. Altrimenti, casa, computer, facebook, xbox, ecc.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Marco: – Il tempo è un bastardo, di Jennifer Egan.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Marco: – The great gig in the sky. Ma non solo i succhi gastrici, a dire il vero…

Angie: – Hobby?
Marco: – Videogiochi, xbox. Ma da quando è uscito il romanzo non l’ho più accesa.

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?

Incontro di Ettore e Andromaca, Landi Gaspare (1794-1795)

Incontro di Ettore e Andromaca, Landi Gaspare (1794-1795)

Marco: – Ettore, senza dubbio.

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Marco: – Riuscire a continuare a fare lo scrittore, raccontare le mie storie ed essere sempre più letto.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Marco: – Che sono una testa di cazzo. Vale come risposta, sì?

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Marco: – Certo che sì, anzi, magari!

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Marco: – La pizza. Quando avevo la febbre era l’unica cosa che mangiavo sempre e comunque, era una sorta di medicina che i miei genitori usavano per farmi riprendere.

Angie: – C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare?

friarielli

friarielli

Marco: – Friarielli, mai provati, e non credo di volerli mai provare. Altra eresia, lo so. Ma mi fanno senso.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Marco: – Be’, tra nord e sud ci sono molte differenze. Ma la nostra cucina del sud, secondo me, è impareggiabile.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Marco: – Pizza. Senza dubbio.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Marco: – Sì, la giapponese, amo il sushi. Tantissimo.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Marco: – Sto promuovendo il romanzo appena uscito con Einaudi (Atletico Minaccia Football Club) e il mio tempo è risucchiato tra presentazioni e tour promozionali in giro per l’Italia, ma conto presto di finire il secondo romanzo, che uscirà nel 2014, sempre con Einaudi Stile Libero.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Marco: – Dolce, alla fine sono un bravo ragazzo.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi, Di Pietro, Mario Monti, Vendola, Bersani, Beppe Grillo?
Marco: – Berlusconi: minestra, riscaldata. Di Pietro: peperoni. Monti: pasta al burro.

Di Pietro: peperoni

Vendola: qualcosa di etnico, tipo cibo thailandese. Bersani: tortellini in brodo. Grillo: spaghetti col forte.

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Marco: – Mi affido a piatti conosciuti quasi sempre, direi di no.

Angie: – Se tu dovessi abbinare una pietanza a ogni personaggio del tuo romanzo, quali sceglieresti?
Marco: – Impossibile rispondere, ci sono tanti di quei personaggi, è una squadra di calcio, servirebbe l’intero menù di un ristorante. C’è di tutto!

Angie: – Quale personaggio del tuo libro potrebbe essere “la mela proibita”?
Marco: – Credo nessuno. La mela proibita può essere la vittoria a fine campionato dell’Atletico Minaccia. Ce la faranno? Chissà…

Angie: – Prova a descrivere il tuo romanzo – o parti di esso – con metafore culinarie, tipo “nutrimento dell’anima”.
Marco: – Gustoso aperitivo da prendere con amici per farsi quattro risate.

Angie: – Se tu dovessi scegliere uno scaffale di supermercato (o altro negozio simile), dove immagineresti collocato il tuo libro? E perché?

dove immagineresti il tuo libro:

Se tu dovessi scegliere uno scaffale di supermercato (o altro negozio simile), dove immagineresti collocato il tuo libro?

Marco: – Tra i biscotti, sicuro. È un passatempo sfizioso, tipo da mangiare davanti alla tivù con un bel film.

Angie: – Stai pensando alla trama da mettere su carta, sei preso dal vortice dell’ispirazione: dove ti percepisci? (es. in un agrumeto, in un campo di pomodori, in una distesa di mais, in un vigneto ecc.)
Marco: – In rima al mare, però col mare agitato. Non so che possa entrarci col cibo, però qualcosa ce lo troviamo (nel mare c’è il pesce, no?).

Angie: – “Panem et circenses”. Sostituisci ai giochi da circo i libri. Cosa ti evoca a livello sensitivo e immaginifico?
Marco: – I libri sono fondamentali, tutti dovrebbero leggere, almeno un libro al mese. Mi evoca felicità, il pensiero.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Marco: – “Certe volte si vince, certe volte si perde”, dal maestro Zeman.

Angie: – in conclusione, una tua ricetta per i miei lettori
Marco: – Aprite il frigo, e mischiate tutto quello che avete dentro, anche le cose che apparentemente non c’entrano nulla tra loro. Spesso, le cose migliori nascono dal caos.

Marco, opinionista a quelli  che il calcio...

Marco, opinionista a quelli che il calcio…

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Marco: – Domanda: Atletico Minaccia Football Club continuerà ad andare così forte? Risposta: Minchia. Magari.

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