“Bosso è forse l’unico compositore associabile al minimalismo figurativo di Sol Lewitt. Quello che faceva Lewitt con le linee per cercare “l’essenza dell’arte”, Bosso lo fa con l’emozione. La scava, la traduce, la individua, la deforma sino a farla diventare altro per poi scioccarci riportandoci all’essenza delle nostre emozioni” (M.Wallace – Art ak).

Ezio Bosso

Ezio Bosso

La musica l’ascolto sempre, anche quando cucino, quando poi impasto i miei casatielli, la colonna sonora è spesso la musica folk, adoro “Le Tarantelle del Gargano”, nelle piu’ svariate versioni ed interpretazioni.

Di Ezio, sapevo ben poco, mi limitavo al pezzo scritto con Lucariello, “Cappotto di Legno”, poi, mentre “impastavo” il mio articolo e visitando il suo sito web, davanti ad una corroborante tazza di caffè, ho ascoltato la sua musica ed ho scoperto che la sua musica mi regala energia rendendomi ancora più allegra ed elettrica di quello che normalmente sono, (ascoltate questo pezzo e capirete) e per me è stata una gioia potergli parlare, scoprire l’uomo e le cose comuni a tutti noi, quando si parla di “cucina” poichè in cucina è necessario sporcarsi le mani, ed una volta messa da parte la bacchetta, gli strumenti musicali, cosà farà mai il nostro Ezio?

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Ezio: – Conta, conta molto. Ma conta soprattutto l’appagamento dal cibo.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?

...ma intendo il cucinare in maniera molto simile al mio lavoro. Per me tutto si basa sul dare, e sul fare stare bene e condividere.

…ma intendo il cucinare in maniera molto simile al mio lavoro. Per me tutto si basa sul dare, e sul fare stare bene e condividere.

Ezio: – Non proprio, ma intendo il cucinare in maniera molto simile al mio lavoro. Per me tutto si basa sul dare, e sul fare stare bene e condividere.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Ezio: – Significa essere soddisfatti, felici dell’appagamento di tutti i sensi tranne uno, per quello ci pensa la musica.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Ezio: – Vari e un po’ in tutto il mondo. Poi vivo in una città come Londra che da ultimo posto dove mangiare è oggi considerato il posto dove paradossalmente si può mangiare eccelsamente ogni tipo di cucina. E poi… ricordiamoci che arrivo dalle langhe…
Qualche Esempio? Buen Aire, Mangal II o L’Anima qui a Londra o il Drapers Arms. L’enoteca Parlapà a Torino o il Tajut. Rosanna a Roddino, Maurilio a Barolo, la bocciofila di Mango, L’enoclub di Alba. Weselka, Chez Raoul, Peter lugera New York. Da Betto e Mary o Ostaria Da Pietro o Duilio a Roma. Se sono a Napoli non manca la pizza dal Presidente, E cito solo le città dove vado di più… Sono alcuni dei posti dove se posso non manco e poi tanti altri. Vuoi proprio che li elenchi tutti?

Angie: – Ti piace invitare amici a cena o a pranzo, o sei più spesso invitato??
Ezio: – Cucino, cucino e cucino. Preferisco di gran lunga invitare che essere invitato.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Ezio: – Si, ma per ingrassare…

Angie: – Meglio carne o pesce?
Ezio: – Carne e Pesce. Alternati, anche insieme.

Mozartkugel - Palle di Mozart

Mozartkugel – Palle di Mozart

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Ezio: – Le palle di Mozart?

Angie: – Vino, ed in quale ti identifichi caratterialmente??

Nebbiolo cappellano

Nebbiolo cappellano

Ezio: – Sono forse molto simile a un Nebbiolo tradizionalista. Magari quello di Cappellano o di Citrico Rinaldi
Ma anche a uno champagne magari di Selosse che ci devi pensare un po’
E poi curiosità, c’è un produttore che si chiama Migliorini (rocche dei manzoni) che fa lavorare i lieviti del suo metodo classico sul mio concerto per violino Numero 1

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ezio: – Non manca mai lo champagne, ma più che altro perché passando molto tempo in giro non amo sprecare il frigo. Ma ti assicuro che nei periodi in cui sono a casa non manca davvero nulla.

Angie: – L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Ezio: – Mi attira quella sensazione del “sentire” olfatto, gusto, consistenza (il tatto del palato) gli ingredienti che si mischieranno. Sentirli separati e scoprirli uniti in un equilibrio nuovo… 😉 e poi il dare, il condividere. E la storia che c’è dietro a ogni cibo. Un arte senza favole non è un arte per me. Amo il cibo col quale si possa raccontare. Storia, conoscenza e preparazione…

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Ezio: – Troppe cose per elencarle tutte. Mi piace Mangiare

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Ezio: – Un simpatico spaccapalle

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai

Tramezzini

Tramezzini

Ezio: – Faccio grandi colazioni e adoro i tramezzini. Quindi ogni mattina preparo tramezzini con il mio tonno e carciofini o asparago e uovo e il toast. Caffè e spremuta d’arancia

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Ezio: – Salato soprattutto. Credo non ci sia nulla che non mi piace. Ecco diciamo non mi piace la roba di mcdonald

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Ezio: -L’odore del basilico, della sfumata del riso. Del coriandolo fresco. Dell’amido della pasta a un minuto dall’essere pronta, del lemongrass. Della carne alla brace… troppi ancora

Angie: – Limone o aceto?
Ezio: – Dipende dai

Angie: – Non puoi vivere senza…
Ezio: – Il Pane credo…

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Ezio: – Certo che c’è un legame, c’è chimica nella sessualità e nella cucina. Saper cucinare e una donna che lo apprezzi?

Angie: – Hai mai conquistato qualcuno cucinando??
Ezio: – Penso che principalmente sia stata la mia carta vincente non essendo Brad Pitt

Angie: – Hai mai utilizzato l’ambiente cucina per scrivere?
Ezio: – Anche, passo molto tempo in cucina ed è una delle cose fondamentali per cui scelgo una casa

Ezio with Relja Lukic

Ezio with Relja Lukic

Angie: – La verve letteraria, lo stimolo per incominciare a raccontare, avviene a pancia piena o a digiuno?
Ezio: – Ci sono differenti storie, alcune scaturiscono dall’appagamento altre dalla fame

Angie: – Preferisci di più il dolce o il salato quando sei preso dal tuo lavoro?
Ezio: – Quando sono preso dal mio lavoro dimentico anche di respirare… ma se mangio prediligo salato

Angie: – Vai spesso a pranzo/cena fuori, se si’ che tipo di locale prediligi?
Ezio: – Si, spesso anche perché col lavoro che faccio è un obbligo. Amo i posti gestiti da chi ama il cibo e non i vezzi. I posti semplici con le porzioni generose e i prodotti buoni e qualcuno di peso in cucina. I posti dove si ricordano di te e con cui puoi parlare dei piatti senza diventare uno scienziato. Insomma i vecchi posti.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Ezio: – Alamo di Paco Iñacio Taibo II

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Ezio: – Domanda impossibile. La musica è totalizzante per me

Angie: – Hobby?
Ezio: – Esistere

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Ezio: – Non saprei, si e no. Il mondo della cucina come insegna Bourdin è pieno di sociopatici.

Angie: – Un piatto della tua infanzia

Panada

Panada

Ezio: – La panada di nonna quando ero malato. Brodo del bollito, pane e uovo.

Angie: – C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare?
Ezio: – A questo punto non credo ci sia un piatto che volessi assaggiare e non l’abbia fatto

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Ezio: – E’ l’unico federalismo che mi interessa.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ezio: – La pizza, con le acciughe però (in onore alla mia regione) è il piatto in fondo a cui pensiamo e che ci unisce anche da emigrati, che si sia del nord o del sud. Se non si + degli ottusi…

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Ezio: – Amo la cucina Vietnamita, Quella Tailandese, la parrilla argentina, Quella spagnola, Lo zakusky russo. c’è del meraviglioso in ogni cucina, Basta approfondirla (come tutto del resto) persino in quella Inglese ci sono cose buonissime!

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi, Di Pietro, Mario Monti?

...L’unico che mi fa venire in mente del cibo è Di Pietro, magari le tacozze coi fagioli.

…L’unico che mi fa venire in mente del cibo è Di Pietro, magari le tacozze coi fagioli.

Ezio: – L’unico che mi fa venire in mente del cibo è Di Pietro, magari le tacozze coi fagioli. Gli altri 2… uno mi sembra che non c’entri la cucina ma la bulimia. E monti… Perché, mangia?

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Ezio: – La cucina non può tradire così come la musica. Possiamo tradirle solo noi.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Ezio: – Non esistono storie belle o storie brutte. Esistono forse storie tristi o allegre. L’importante è non renderle noiose. E noi siamo una storia.

Angie: – in conclusione, una tua ricetta per i miei lettori.
Ezio: – Dare ricette e cosa da cuochi, sarei davvero presuntuoso a paragonarmi

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Ezio: – E no, se no andavo da Marzullo quando mi hanno proposto di farlo…

Ezio Bosso classe 1973 nasce a Torino il 13 settembre 1971. Inizia prestissimo lo studio della musica, debuttando come solista di contrabbasso ad appena 16 anni e ben presto si diploma in questo stesso strumento al conservatorio di Venezia, e alla Hochschule für Musik di Vienna dove studia anche direzione d’orchestra con Ludwig Streicher, Edgar Österreicher e Wolfgang Schindlocker .

Si divide tra la direzione d’orchestra, il concertismo e la composizione.
La sua musica viene definita uno dei rari casi di connubio tra avanguardia e accessibilità popolare della musica di oggi.
Nel 2003 firma la colonna sonora del film “Io non ho paura” di Gabriele Salvatores, ottenendo così l’attenzione del grande pubblico e della critica internazionale.
Da questo sodalizio nasce anche uno spettacolo firmato dallo stesso Bosso e da

Ezio con Gabriele Salvatores

Ezio con Gabriele Salvatores

Salvatores, che vedrà nello stesso una memorabile tournée teatrale da tutto esaurito, persino con problemi di ordine pubblico per l’accaparramento dei biglietti, partita dal Teatro Regio di Torino e poi portata in tutta Italia.
Nel 2008 in collaborazione con il rapper Scampia Lucariello, nome d’arte di Luca Caiazzo nasce Cappotto di legno, ad ispirare il pezzo, lo scrittore partenopeo Roberto Saviano. Tutto comincia quando Roberto lancia un accorato appello: «qualcuno scriva una canzone per raccontare come sono costretto a vivere».

È stato soggetto di varie Tesi di Laurea in Lettere Moderne e di una Tesi di Laurea in architettura. Il suo I concerto per violino “Esoconcerto” è l’oggetto di un volume dal titolo “Eso, Lo spazio architettonico nella musica di Ezio Bosso”, un volume di ricerca sulla relazione tra Architettura e Musica della Facolta di Architettura del Politecinco di Torino.
Ezio è l’unico compositore classico italiano ad aver ricevuto l’Italian Music Award.
Per maggiori informazioni sulla sua attività e carriera vi rimando al suo sito personale

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Intervista Gastronomica a Ezio Bosso, 9.8 out of 10 based on 9 ratings